Nuovo anno nuovi intoppi per diversi bonus che sono stati fondamentali, nell’anno appena trascorso, per migliaia di famiglie italiane che grazie ad essi sono riusciti a far quadrare il bilancio familiare. L’anno in corso è caratterizzato da una lentezza burocratica che non sta permettendo l’attuazione di diversi bonus già approvati o confermati nella legge di bilancio 2023.

Trai bonus rinnovati anche per il 2023 e 2024 c’è il bonus psicologo. Un aiuto divenuto fondamentale, riconosciuto a tutti i cittadini in condizioni di depressione, stress, ansia e fragilità psicologica (non solo a causa della pandemia) che permette di coprire le spese relative alle sedute di psicoterapia presso un professionista a scelta tra quelli che hanno aderito e sono iscritti all’Albo degli psicologi.

La Legge di Bilancio ha alzato l’importo massimo da 600 euro a 1.500 euro per ogni beneficiario, ma come detto siamo ancora in attesa del decreto attuativo da parte del ministero della salute che dovrebbe dare il via alla presentazione delle richieste.

Fino a pochi giorni fa, tra i bonus bloccati dal governo rientrava anche il bonus asilo nido, il rimborso per il pagamento delle rette che permette di ottenere un importo massimo di 3.000 euro.

Per fortuna, da questo punto di vista le cose si sono sbloccate: l’INPS ha finalmente aperto la possibilità di presentare richiesta online a partire dal 27 febbraio.

Per le famiglie, però, si apre un nuovo intoppo che ha sempre a che fare con la burocrazia del nostro Paese. Stavolta, si tratta dell’assegno unico e universale.

Per poter beneficiare del contributo in favore delle famiglie, entro il 28 febbraio era necessario presentare il nuovo modello ISEE. Ma non tutti sono riusciti a rispettare la scadenza, è però importante ricordare che chi non è riuscito a rispettare la data di scadenza, ha pur sempre la possibilità di recuperare le somme perse presentando la dichiarazione aggiornata entro il 30 giugno 2023.

Il bonus trasporti messo a disposizione dal Governo dal 2022, con l’obiettivo di aiutare gli italiani nel pagamento degli abbonamenti mensili o annuali dei mezzi di trasporto cittadino è ancora in attesa del suo decreto attuativo. Il bonus da 60 euro ha avuto un grande successo sin dal momento della sua introduzione dello scorso anno, ed ora potrebbe continuare a dare una mano di aiuto alle famiglie italiane che purtroppo da mesi ancora restano in attesa di questa proroga che ritarda ad arrivare.

Come suddetto è proprio quel decreto attuativo che è centrale nella proroga della misura a mancare. Infatti è importantissimo perché definirà i dettagli e le modalità per fare domanda del bonus. L’iter dovrebbe essere molto simile a quello scorso anno, ma per avere conferma serve aspettare.

L’avvio delle richieste doveva avvenire il 14 febbraio ma a distanza di oltre due settimane ancora non si è vista nessuna traccia del via libera per la misura e ad oggi è difficile dare una data indicativa a partire dalla quale sarà possibile inoltrare le richieste.

Il bonus, per tranquillizzare tutti gli italiani che ne hanno usufruito nel 2022 e chi vorrà accedere nel 2023, è comunque confermato. Ma chi potrà richiederlo e usufruire della quota da 60 euro?

Il bonus trasporti 2023 è stato confermato nella quota dei 60 euro e viene riconosciuta per l’acquisto di abbonamenti mensili, validi per più mesi, o annuali. Prorogato fino a dicembre 2023, è possibile fare domanda sul sito dedicato del MIMS nell’apposita sezione dedicata al bonus trasporti.

L’accesso alla piattaforma consente di richiedere un solo buono, per sé stesso o per un figlio minore fiscalmente a carico ed eventuali ulteriori richieste dovranno essere fatte con un nuovo accesso. È possibile richiederlo ogni mese, ma pur sempre con un tetto massimo di 60 euro che vanno a contribuire al pagamento dell’abbonamento scelto.

Rispetto al 2022, però, cambia qualcosa. Infatti se lo scorso anno poteva essere richiesto soltanto da persone fisiche con un reddito fino a 35.000 euro, nel 2023 dopo l’approvazione del governo Meloni del cosiddetto decreto Carburanti, il bonus è stato ristretto solo a coloro che nello scorso anno hanno percepito un reddito fino a 20.000 euro. Una platea abbastanza ridotta che poi potrebbe ridursi ulteriormente se il gestore del trasporto pubblico che si utilizza non rientra nella lista di quelli “convenzionati” col Ministero (lista costantemente aggiornata che potete consultare qui).

Per presentare domanda, chi ne ha diritto, bisognerà quindi Accedere all’apposita piattaforma creata dal MIMS con SPID o CIE, indicare il servizio per cui si acquisterà l’abbonamento e specificare la tipologia di abbonamento (mensile o annuale). Al termine della procedura di richiesta del bonus si ottiene un codice e/o un QR code da presentare in biglietteria, oppure on-line se previsto dal gestore, al momento dell’acquisto

Il bonus revisione auto è stato introdotto con la la legge di bilancio 2021 per tutte le revisioni effettuate nel triennio 2021-2023.

Si tratta di un rimborso spese pari a 9.95 euro che viene erogato ai cittadini a seguito degli aumenti dei costi delle revisioni obbligatorie per i veicoli a motore e la somma corrisposta equivale all’aumento.

Il bonus ha una validità triennale e potrà essere riconosciuto per un solo veicolo a motore e per una sola volta, nel limite delle risorse disponibili, che sono pari a 4 milioni di euro per ogni anno.

Lo scorso anno è stato possibile richiedere il rimborso per le revisioni 2021, ora, il bonus revisione auto 2023 che scade tra poco, più precisamente il 31 marzo 2023, potrà essere richiesto solamente dai cittadini che hanno revisionato la propria automobile fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2022.

L’aiuto economico è un sostegno che è stato introdotto per compensare gli aumenti sulle revisioni dei veicoli a motore, partiti dal 1° novembre 2021.

Non si tratta di una somma elevata, tanto che a malapena raggiunge i 10 euro, ma che è abbastanza per coprire gli aumenti.

Gli aumenti sono stati:

  • per una revisione auto effettuata presso la Motorizzazione Civile il costo è aumentato da 45 euro a 54,95 euro

  • per una revisione effettuata presso un’officina autorizzata, invece, da 66,88 euro a 79,02 euro

Il bonus è in scadenza il prossimo 31 marzo 2023 spetta a tutti coloro che hanno effettuato la revisione della propria auto, in Motorizzazione o in un’officina, fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2022.

  • SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale

  • CIE – Carta d’Identità Elettronica

  • CNS – Carta Nazionale dei Servizi

Si dovrà compilare il modulo online inserendo i propri dati anagrafici e relativi al veicolo e inserendo le informazioni sulla revisione, il rimborso arriverà direttamente sul conto corrente.

Il bonus revisione 2023 che scade tra poco non è relativo all’anno corrente, ma al 2022; il bonus relativo alle revisioni auto effettuate nel 2023, infatti, potrà essere richiesto a partire dalle ore 9:00 del 3 aprile 2023.

Confermato anche per il 2023 il bonus asilo nido. Diventa quindi una misura strutturale, non ha quindi bisogno di rinnovo annuale.

Il contributo economico viene erogato alle famiglie con figli di età inferiore a 3 anni per sostenere il pagamento delle rette o per l’assistenza domiciliare ove necessaria e consiste in un’erogazione mensile in misura proporzionale all’ISEE e può arrivare fino a 3.000 euro all’anno, per chi possiede un reddito basso.

Il bonus nido è compatibile con l’assegno unico, ma è alternativo alle eventuali agevolazioni erogate a livello locale (dalle Regioni o dai Comuni).

Come già detto è stato rinnovato anche per il 2023 ad annunciarlo è l’INPS, che ha definito anche i termini entro i quali le famiglie potranno richiedere il contributo.

Come avvenuto nel 2022, quindi, le famiglie con figli fino a 3 anni a carico possono inviare la domanda per il bonus asilo nido a partire dalla fine di febbraio ed entro l’inizio del mese di marzo. Lo scorso anno la data fissata sul calendario era il 27 febbraio.

Le modalità di presentazione della domanda rimangono quelle già precedentemente utilizzati:

  • sito web dell’INPS, previo accesso all’area privata con SPID o CIE;

  • Contact Center dell’INPS, chiamando il numero verde gratuito 803 164 (da rete fissa) oppure il numero 06 164164 (a pagamento da rete mobile);

  •  attraverso i Patronati.

Le famiglie che possiedono un reddito basso, ovvero un ISEE fino a 25.000 euro, possono ottenere un contributo pari a 3.000 euro all’anno, erogati in dieci mensilità di importo pari a 272,72 euro, e l’undicesima pari a 272,70 euro.

Le famiglie che possiedono un ISEE compreso tra 25.001 euro e 40.000 euro, invece, hanno diritto a un contributo annuo pari a 2.500 euro, erogato in dieci mensilità da 222,27 euro al mese, l’undicesima pari a 227,20 euro.

Infine, le famiglie che possiedono un reddito alto, ovvero un ISEE superiore a 40.001 euro all’anno, possono ottenere un contributo minimo pari a 1.500 euro annui, erogati nella misura di 136,37 euro per dieci mesi, e 136,30 per l’undicesimo mese.

ISEE sta per Indicatore di Situazione Economica Equivalente ed è uno strumento per valutare  la situazione economica delle famiglie. Si tratta di  un valore che viene calcolato dall’INPS sulla base di diversi indicatori: reddito, patrimonio, componenti della famiglia, eventuali disabilità, ecc.

Al disotto di determinate soglie, la certificazione ISEE  garantisce l’accesso ad agevolazioni nei servizi sanitari e sociali:
Ai fini del calcolo è necessario presentare la seguente documentazione:
  • Codice Fiscale e Documento d’identità del dichiarante
  • Codice Fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare ed eventualmente del coniuge non residente e del figlio a carico non convivente (solo se il figlio non è coniugato o se non ha figli o se di età inferiore a 26 anni)
  • Contratto di affitto registrato in caso di residenza in locazione al momento della sottoscrizione della DSU

REDDITI: Per le DSU presentate nel 2023 il reddito di riferimento è quello del 2021

  • Modello 730 e/o Modello Redditi 2022 e per i dipendenti/pensionati Modelli CU 2022, riferiti ai redditi del 2021
  • Certificazioni relative a redditi esenti da imposta o assoggettati a imposta sostitutiva o ritenuta a titolo di imposta
  • Altra documentazione attestante compensi, indennità, trattamenti previdenziali e assistenziali, redditi esenti ai fini Irpef, redditi prodotti all’estero, borse e/o assegni di studio, assegni di mantenimento per coniuge e figli, compensi erogati per prestazioni sportive dilettantistiche, somme percepite da enti musicali, filodrammatiche e similari etc…
  • Dichiarazione IRAP per imprenditori agricoli
  • Valore del patrimonio netto per le imprese individuali in contabilità ordinaria al 31/12/2021
  • Sentenza di separazione o divorzio con l’indicazione dell’eventuale assegno di mantenimento per i figli
  • Per i residenti in Trentino è obbligatorio dichiarare tutte le indennità Provinciali percepite (Assegno Regionale, Redditi di Garanzia, Assegno per le famiglie numerose, indennità reddituali collegate all’ICEF)

PATRIMONIO MOBILIARE E IMMOBILIARE al 31/12/2021

  • Documentazione attestante il valore del patrimonio mobiliare: depositi bancari e/o postali, libretti di deposito, titoli di stato, obbligazioni, azioni, BOT, CCT, buoni fruttiferi, fondi di investimento, forme assicurative di risparmio e qualsiasi altra forma di gestione del patrimonio mobiliare, anche detenuto all’estero.
  • Tipologia (esempio: conto, conto deposito, deposito vincolato etc) e numero identificativo del rapporto patrimoniale, codice fiscale dell’istituto bancario o società di gestione del patrimonio, data di apertura ed eventualmente di chiusura dei rapporti patrimoniali.
  • Saldo e giacenza media annua riferita a depositi bancari e/o postali (estratti conto trimestrali e/o mensili)
  • Per lavoratori autonomi e società: patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio presentato ovvero somma delle rimanenze finali e dei beni ammortizzabili al netto degli ammortamenti
  • Certificati catastali, atti notarili di compravendita, successioni, e/o altra documentazione sul patrimonio immobiliare, anche se detenuto all’estero (fabbricati, terreni agricoli, aree edificabili). Valore IVIE dell’immobili detenuti all’estero.
  • Atto notarile di donazione di immobili (solo per le richieste di prestazioni sociosanitarie residenziali)
  • Certificazione della quota capitale residua dei mutui stipulati per l’acquisto e/o la costruzione degli immobili di proprietà
  • Certificazione inerente altra attività finanziaria posseduta al 31/12 /2021.

AUTOVEICOLI E IMBARCAZIONI di proprietà alla data di presentazione della DSU

Targa o estremi di registrazione al P.R.A. e/o al R.I.D. di autoveicoli e motoveicoli di cilindrata pari o superiore a 500cc, di navi e imbarcazioni da diporto.

Il calcolo dell’isee può essere fatto in qualsiasi Caf o tramite il proprio SPID sul sito INPS (isee precompilato).

IN CASO DI PRESENZA DI DISABILITA’

Certificazione della disabilità (denominazione dell’ente che ha rilasciato la certificazione, numero del documento e data del rilascio) ed eventuali spese pagate per il ricovero in strutture residenziali (nell’anno precedente la presentazione della DSU) e/o per l’assistenza personale (detratte/dedotte nella dichiarazione dei redditi del secondo anno precedente a quello di presentazione della DSU).

Il Bonus Vacanze erogato dall’Inps è stato confermato anche per il 2023 e prevede un contributo fino a 1.400 euro a richiedente. Un aiuto importante per chi intende trascorrere qualche giorno nei posti più belli d’Italia ma si trova in condizioni fisiche ed economiche difficoltose

Per potere richiedere il contributo bisognerà fare richiesta attraverso il sito dell’Inps “Estate INPSieme Senior”. Si può accedere tramite di Spid, CIE o CNS per accesso online e identificazione da parte di Inps.

Il Bonus Vacanze è destinato a pensionati con disabilità a carico della Gestione Dipendenti Pubblici Inps, o che hanno aderito alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, o ancora, che sono a carico della Gestione Fondo ex IPOST.  Possono beneficiarne anche accompagnatori e parenti del disabile, purché in possesso di alcuni requisiti reddituali fissati dal bando stesso.

Non ci sono limiti geografici o stagionali: la meta del soggiorno deve essere in Italia, mare, montagna o località d’arte. L’importante però è che la prenotazione della vacanza sia effettuata tra luglio e ottobre 2023 e il rientro avvenga entro l’1 novembre 2023.

 

La rottamazione quater prende il via, con l’avviso pubblicato il 15 febbraio l’agenzia di Riscossione annuncia il nuovo servizio “Prospetto informativo” utile a conoscere quali debiti rientrano nella Definizione agevolata.

In particolare, il prospetto può essere richiesto dal contribuente tramite area riservato accedendo con credenziali, SPID, CNS o CIE, o tramite sito agenzia di riscossione (più sotto troverete il link), e indica i debiti che rientrano nell’ambito applicativo della Definizione agevolata introdotta dalla Legge n. 197/2022.

Il prospetto informativo contiene l’elenco:

  • delle cartelle di pagamento,
  • avvisi di accertamento e di addebito

che possono essere “definiti” e l’importo dovuto aderendo all’agevolazione.
Viene specificato che, nel Prospetto informativo non trovano evidenza eventuali diritti di notifica e spese per procedure esecutive già attivate nonché gli interessi previsti in caso di pagamento rateale.

Tali importi saranno comunque inclusi nell’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione che l’Agente della riscossione comunicherà, entro il 30 giugno 2023, ai contribuenti che hanno presentato la domanda di adesione.

Come richiedere il prospetto informativo

Per richiedere il prospetto informativo i contribuenti hanno a disposizione due opzioni:

  • Richiedere il Prospetto informativo direttamente dall’area riservata con le credenziali SPID, CIE e Carta Nazionale dei Servizi. In questo caso occorre ricordare di inserire l’indirizzo e-mail per ricevere il Prospetto: Accedi all’area riservata.
  • Richiedere il Prospetto informativo On-line in area pubblica compilando il form e allegando la documentazione necessaria.
  • Anche in questo caso è necessario inserire l’indirizzo e-mail per ricevere il Prospetto: Vai al servizio

Gli intermediari fiscali possono richiedere il Prospetto informativo per gli assistiti direttamente dall’area riservata EquiPro con le credenziali Entratel.

Dopo aver richiesto il Prospetto possono verificarsi due possibilità:

  • in caso di richiesta in area riservata:
    • si visualizzerà immediatamente una schermata con la conferma che la richiesta è stata presa in carico.
    • nelle successive 24 ore si riceverà una e-mail all’indirizzo indicato, con il link per scaricare il Prospetto entro i successivi 5 giorni. Decorso tale termine, non sarà più possibile effettuare il download.
  • in caso di richiesta in area pubblica:
    • si riceverà una prima e-mail all’indirizzo indicato, con il link da convalidare entro le successive 72 ore. Decorso tale termine, il link non sarà più valido e la richiesta sarà automaticamente annullata.
    • dopo la convalida, una seconda e-mail indicherà la presa in carico della richiesta e i suoi riferimenti identificativi.
    • infine, se la documentazione di riconoscimento allegata è corretta, verrà inviata una terza e-mail con il link per scaricare il Prospetto informativo entro i successivi 5 giorni. Decorso tale termine, non sarà più possibile effettuare il download.

In merito alla Definizione agevolata cartelle, con un comunicato stampa del 20 gennaio, la Riscossione informa del fatto che si dà l’avvio alle richieste. 

In particolare, vengono pubblicate le modalità e il servizio per presentare la domanda di adesione da trasmettere in via telematica entro il 30 aprile 2023.

Il Ministero della Salute nel 2021 ha istituito un bonus per l’acquisto di occhiali da vista. Il bonus sarà valido anche nel 2023, come da pubblicazione del Decreto Attuativo nella Gazzetta Ufficiale del 15 dicembre 2022.

Non solo gli occhiali possono godere di questo incentivo statale, ma anche le lenti a contatto.

Il bonus ammonta ad € 50 a persona e sono stati stanziati 15 milioni di euro già nel 2021.

L’articolo 1 al comma 437 della legge di bilancio dice che:

“Al fine di garantire la tutela della salute della vista, anche in considerazione delle difficoltà economiche conseguenti all’emergenza epidemiologica da COVID-19, nello stato di previsione del Ministero della salute è istituito un fondo, denominato «Fondo per la tutela della vista», con una dotazione di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023”.

Questo sarà l’ultimo anno per poter usufruire di questo bonus. Inoltre,  i fondi erogati dal Ministero della Salute sono disponibili fino ad esaurimento.

A chi è rivolto?

Possono usufruire del bonus occhiali e lenti tutti i membri dei nuclei familiari che hanno un ISEE  inferiore ai 10.000 Euro.

Questo limite è stato imposto proprio per aiutare le famiglie con reddito basso e le persone in concreta difficoltà economica, anche a causa della pandemia, e che però non possono esimersi dall’acquisto di uno strumento certificato per la correzione dei difetti visivi.

Bonus occhiali: come presentare la richiesta

Nel già citato comma 438 si legge che il vantaggio economico è dovuto all’erogazione di un “contributo in forma di voucher una tantum di importo pari a 50 euro per l’acquisto di occhiali da vista ovvero di lenti a contatto correttive”.

La richiesta potrà essere fatta direttamente online. Per avere diritto all’agevolazione, la persona interessata dovrà registrarsi alla piattaforma dedicata, raggiungibile tramite il sito web del Ministero della Salute, usando le proprie credenziali Spid, Cie (Carta d’Identità Elettronica) o Cns (Carta Nazionale dei Servizi). Successivamente alla compilazione della domanda di rimborso tramite il modulo apposito, verrà generato un voucher da 50,00 Euro spendibile presso uno degli esercizi commerciali convenzionati.

Lo sconto verrà fatto direttamente al momento dell’acquisto di un paio di occhiali o di lenti: basterà esibire il voucher. Il beneficio  si traduce quindi in un immediato risparmio di denaro.

La Legge di Bilancio 2023 ha rinnovato il bonus affitto! Misura già largamente utilizzata nel 2022, che ha riscosso molto successo e che ha dato la possibilità a migliaia di inquilini di recuperare almeno in parte le spese dell’affitto.

Tale agevolazione rientra nel più grande progetto del governo di cercare di contrastare la crisi economica che si ha avuto dalla pandemia covid19 e che si sta protraendo con la crisi energetica dovuta alla guerra in Ucraina.

Si tratta di un’agevolazione fiscale che permette di avere una detrazione fino a 2.000 euro l’anno sull’affitto di una casa o di una parte di essa destinata a residenza.

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Il bonus affitto 2023 è destinato unicamente ad abitazioni presso le quali deve essere trasferita di ognuno dei locatori. Per i primi quattro anni di contratto, la detrazione del bonus affitto è pari al 20%, fino ad un massimo annuo di 2.000 euro.

L’ obbiettivo di questo bonus è quello di incentivare i giovani a basso reddito all’autonomia abitativa, ragion per cui è destinata alla fascia di cittadini compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti. Inoltre, altri requisiti per accedere al bonus affitto sono:

  • avere un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro;
  • stipulare un contratto di locazione per l’intera unità immobiliare o parte della stessa da destinare a propria abitazione principale, quindi spostarvi la residenza;
  • pagare un canone di affitto annuo non inferiore ai 991,60 euro.

Per ottenere la detrazione derivante dal bonus affitto 2023, si dovrà inserire nell’apposito modello redditi o 730/23 i seguenti dati:

  • informazioni catastali dell’immobile destinato alla residenza;
  • contratto di affitto stipulato;
  • reddito annuo.

Nel modello 730/22 o redditi, verrà calcolata la detrazione spettante in base alla tipologia di contratto e al reddito complessivo.

Secondo i calcoli dell’Inps è sempre più lontano il raggiungimento dell’età pensionabile per i giovani, un 25enne neoassunto dovrà lavorare oltre 46 anni, fino a raggiungere l’età di 71 anni.

La pensione per i giovani assomiglia sempre più ad un miraggio che ad una reale possibilità, ad esempio un 25enne in attività da 12 mesi potrà andare in pensione anticipata a settant’anni e a riposo per vecchiaia a 70 anni e sei mesi. Bisogna aver accumulato contributi di almeno 46 anni e 4 mesi nel primo caso e oltre 20 anni nel secondo.

Per i trentenni la situazione è di poco migliore con la pensione di vecchiaia per un lavoratore nato nel 1990 raggiungibile a 70 anni di età con 20 anni di contributi e a riposo con quella anticipata con 45 anni di contributi versati a prescindere dall’età.

Secondo il simulatore dell’Inps un uomo di 40 anni che ha iniziato a lavorare nel 2010 a 28 anni potrà andare in pensione anticipata a 66 anni e due mesi qualora abbia versato almeno 20 anni di contributi e abbia maturato un importo di pensione superiore a 2,8 volte il minimo (adesso 1409,16 euro ma ovviamente da aggiornare).

In caso contrario dovrà aspettare per la pensione di vecchiaia (sempre con 20 anni di contributi ma con assegno di 1,5 volte il minimo) i 69 anni e sei mesi. Se non è riuscito a versare 20 anni di contributi dovrà attendere l’ età d i 73 anni e 9 mesi (con 5 anni di contributi). Per l’anticipata ci vorrebbero 45 anni e 7 mesi di contributi ma arriverebbe nel 2055 comunque a 73 anni e 9 mesi.

Per una donna di 50 anni che ha cominciato a lavorare a 25 anni, la pensione anticipata arriverà a 65 anni e 4 mesi (sempre che si abbiano 20 anni di contributi) con un assegno di 2,8 volte il minimo ed è totalmente col sistema contributivo.

Se l’assegno è più basso (ma comunque superiore a 1,5 volte il minimo) dovrà aspettare la vecchiaia a 68 anni e 8 mesi nel 2041. Sempre nel 2041 si matura la pensione anticipata (43 anni e sei mesi di contributi) mentre per la pensione di vecchiaia se non si hanno almeno 20 anni di contributi si dovranno attendere i 73 anni.

Per una donna di 60 anni appena compiuti che abbia cominciato a lavorare nel 1987 a 25 anni la pensione anticipata e di vecchiaia, se la contribuzione sarà continua, coincideranno e arriveranno il primo aprile del 2030 a 67 anni e 5 mesi o con 42 anni e tre mesi di contributi. Il simulatore lavora sulle regole attuali e chiaramente non può tenere conto di eventuali sbalzi sull’aspettativa di vita come è accaduto nel periodo della pandemia né di cambiamenti delle regole ancora non entrati in vigore.