Il Governo Meloni potenzia il sostegno alle madri lavoratrici con un nuovo intervento economico che prevede 40 euro mensili per le donne con due figli a carico.

Il ministro del Lavoro Marina Calderone ha annunciato in conferenza stampa, dopo il Consiglio dei Ministri, che lo stanziamento complessivo è stato incrementato da 300 a 480 milioni di euro, grazie a un finanziamento supplementare di 180 milioni. La misura rappresenta un ampliamento significativo del welfare familiare, estendendo i benefici anche alle lavoratrici con due figli, precedentemente escluse dagli incentivi riservati a chi ha tre o più figli.

Modalità di erogazione: 480 euro netti a dicembre

Il nuovo bonus mamme prevede un meccanismo di erogazione particolare: i 40 euro mensili per 12 mesi verranno corrisposti in un’unica soluzione nel mese di dicembre, per un totale di 480 euro annui. La somma sarà totalmente esente dal prelievo previdenziale e contributivo, garantendo un incremento netto in busta paga senza alcuna decurtazione. Il beneficio spetta alle lavoratrici madri con due figli fino al compimento dei 10 anni del figlio più piccolo, ampliando così la platea delle beneficiarie rispetto alle misure precedenti.

Oltre alla modalità di erogazione, cambia anche la modalità per richiedere il contributo. Finora per ottenere l’agevolazione la lavoratrice doveva inviare una comunicazione al proprio datore di lavoro, ma ora la domanda andrà presentata all’Inps.

Resta invariata, invece, la soglia di 40mila euro di Isee come massimo per poter accedere all’erogazione del bonus. Il beneficio finora è spettato alle lavoratrici, a esclusione dei rapporti di lavoro domestici, fino al compimento dei 10 anni del figlio più piccolo.

Il bonus da 480 euro andrà a vantaggio delle lavoratrici con contratto a tempo determinato. Mentre coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato continueranno a beneficiare dell’esonero dei contributi previdenziali fino a tremila euro annui, una misura in vigore fino alla fine del prossimo anno.

Doppio binario: confermate le agevolazioni per chi ha tre figli

Il Ministro Calderone ha precisato che rimane attivo il doppio binario di interventi a seconda del numero di figli. Per le lavoratrici madri con tre o più figli che hanno un contratto a tempo indeterminato, proseguono gli incentivi previsti dalla Legge di Bilancio 2025, che continueranno per tutto il 2026. Questa categoria mantiene quindi i benefici già esistenti, che prevedono sgravi contributivi più consistenti e duraturi. Per le madri con tre o più figli che hanno un contratto a tempo determinato o sono professioniste, è invece prevista la stessa modalità delle colleghe con due figli: 40 euro mensili per 12 mesi sempre corrisposti nel mese di dicembre.

Carta Dedicata a Te 2025: quando arriva la nuova ricarica?

La Legge di Bilancio 2025 ha rifinanziato la Carta Dedicata a Te, confermando una nuova ricarica per il 2025. Tuttavia, al momento non ci sono ancora date ufficiali per l’erogazione dei nuovi fondi.

Se consideriamo quanto accaduto lo scorso anno, la procedura da seguire dovrebbe essere la seguente:

  1. Pubblicazione del decreto attuativo 2025 da parte del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
  2. L’INPS invierà ai Comuni l’elenco dei beneficiari sulla base dei dati ISEE 2025 più recenti.
  3. I Comuni stileranno le graduatorie in base alla disponibilità dei fondi assegnati.
  4. Nuove ricariche sulle carte esistenti o distribuzione di nuove carte ai beneficiari del 2025.

Chi ha diritto alla Carta Dedicata a Te 2025?

In attesa delle regole ufficiali per il 2025, possiamo basarci sui requisiti della Carta Dedicata a Te 2024. Lo scorso anno il bonus era destinato alle famiglie con:

  • ISEE fino a 15.000 euro;
  • Nessun altro tipo di sostegno economico statale, come Reddito di Cittadinanza, Assegno di Inclusione o NASpI;
  • Priorità ai nuclei con almeno tre componenti.

I beneficiari venivano individuati automaticamente tramite le liste fornite dall’INPS ai Comuni, senza bisogno di fare domanda. Tuttavia, per il 2025 i criteri potrebbero essere modificati e la disponibilità delle risorse potrebbe variare.

Chi avrà la Carta Dedicata a Te nel 2025?

Attenzione: non tutti coloro che l’hanno ricevuta nel 2024 la otterranno anche nel 2025. Infatti, i criteri potrebbero essere aggiornati e la graduatoria può cambiare in base ai nuovi indicatori ISEE e alla disponibilità dei fondi.

 

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Anche se non ci sono ancora date e cifre ufficiali, è probabile che la ricarica della social card “dedicata a te” per il 2025 sarà di 500 euro e potrebbe arrivare fra fine agosto e settembre. Questo importo e le date presunte si basano su quanto accaduto gli scorsi anni:

  • Settembre 2024: ricarica una tantum da 500 euro per tutti i beneficiari.
  • Luglio 2023: prima ricarica da 382,50 euro.
  • Dicembre 2023: seconda ricarica aggiuntiva da 77,20 euro.

Tuttavia, c’è un aspetto da considerare: i fondi stanziati nella Legge di Bilancio 2025 sono inferiori a quelli dell’anno scorso. Questo significa che:

  1. L’importo della ricarica potrebbe essere più basso rispetto al 2024, oppure
  2. L’importo rimarrà invariato, ma arriverà a meno famiglie rispetto all’anno precedente.

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Per questo motivo, sarà importante attendere la pubblicazione del decreto attuativo per capire con precisione quante persone riceveranno il bonus e a quanto ammonterà l’importo esatto.

Bonus Nido 2025: cos’è e come funziona

Il Bonus Nido 2025 è un contributo economico destinato alle famiglie per coprire, almeno in parte, i costi delle rette degli asili nido pubblici e privati. L’importo massimo riconosciuto è pari a 3.000 euro annui, erogato in rate mensili e calcolato in base all’ISEE del nucleo familiare.

I beneficiari sono le famiglie con figli di età inferiore ai tre anni, compresi i bambini adottati o in affido temporaneo. Il bonus è concesso anche per l’assistenza domiciliare in favore di bambini affetti da patologie croniche gravi, previa certificazione medica.

Gli importi riconosciuti variano in base al reddito familiare:

  • ISEE fino a 25.000 euro: massimo 3.000 euro annui, con rate di 272,70 euro al mese;
  • ISEE tra 25.001 e 40.000 euro: massimo 2.500 euro annui, con rate di 227,20 euro al mese;
  • ISEE oltre 40.000 euro: massimo 1.500 euro annui, con rate di 136,30 euro al mese.

Senza una DSU aggiornata, il richiedente riceve l’importo minimo di 1.500 euro.

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In ritardo il bonus nido 2025

Il bonus asilo nido 2025 prevede che l’erogazione da parte dell’Inps sia successiva alla richiesta del genitore o affidatario che deve sostenere la retta dell’asilo o dell’assistenza domiciliare (in caso gravi patologie croniche del bimbo). L’intera operazione di prenotazione dei fondi deve essere svolta sulla piattaforma dedicata che, come detto, al 5 marzo 2025 non è stata ancora aperta e non è stato dato un termine entro il quale tale operazione verrà compiuta. Un evidente ritardo dell’Inps, soprattutto considerando che lo scorso anno l’accesso alla piattaforma per la domanda per il bonus nido era stato permesso a fine febbraio.

Stando ai dati storici, il via libera potrebbe arrivare nei prossimi giorni permettendo di dimenticare il piccolo intoppo di queste ore, anche se, come evidente, sarà necessario prevede anche un sistema efficace di rimborso delle rette già pagate nel 2025 dagli aventi diritto al bonus.

Cosa aspettarsi e possibili rimborsi

Nonostante il ritardo, è probabile che la procedura venga attivata nei prossimi giorni. Tuttavia, resta da chiarire se verrà introdotto un meccanismo di rimborso per le rette già pagate nei primi mesi del 2025. In passato, non era previsto un pagamento retroattivo, poiché il bonus viene erogato solo a partire dalla data di presentazione della domanda.

Quella che invece appare confermata è la scadenza per l’invio delle domande, che dovrebbe rimanere fissata al 31 dicembre 2025.

Il Governo ha introdotto un nuovo contributo straordinario per il 2025 destinato alle famiglie con redditi più bassi e i soggetti vulnerabili per fronteggiare l’aumento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale.

Il cosiddetto Bonus bollette 2025, in vigore dal 1° marzo, viene riconosciuto in modo automatico agli aventi diritto ed è cumulabile con altre agevolazioni.

Per beneficiarne è, però, fondamentale aggiornare l’ISEE entro i termini previsti.

 

CHI HA DIRITTO AL BONUS

Il contributo è destinato ai nuclei familiari con un ISEE fino a 25.000,00 euro e si articola in due modalità:

  • 200,00 euro aggiuntivi per chi già usufruisce delle agevolazioni previste per ISEE fino a 9.530,00 euro15.000 euro con tre figli a carico, e 20.000,00 euro con più di tre figli.
  • 200,00 euro di nuovo riconoscimento per chi ha un ISEE compreso tra 9.530,00 e 25.000,00 euro, senza necessità di ulteriori domande.

 

COME OTTENERE IL BONUS

Il Bonus bollette 2025 viene applicato automaticamente in bolletta se il nucleo familiare ha già presentato l’ISEE aggiornato. Ecco i passaggi:

  1. Presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) per ottenere l’attestazione ISEE.
  2. L’INPS trasmetterà automaticamente i dati al Sistema Informativo Integrato (SII) per la verifica dell’ammissibilità.
  3. Se il valore ISEE rientra nelle soglie previste, il bonus sarà erogato nel primo trimestre utile dopo la presentazione della DSU.

 

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BONUS FAMIGLIE CON DISAGIO FISICO

Le famiglie con almeno un componente che utilizza apparecchiature elettromedicali salvavita hanno diritto a un ulteriore contributo, cumulabile con il bonus per disagio economico. Tra le apparecchiature incluse figurano ventilatori polmonari, sollevatori elettrici e carrozzine motorizzate.

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ULTERIORI MISURE DI TUTELA PER FAMIGLIE E IMPRESE

Oltre al Bonus bollette, il Decreto prevede disposizioni per microimprese e famiglie vulnerabili, con un meccanismo di compensazione legato alle entrate IVA derivanti dall’aumento del costo del gas. Inoltre, per i clienti vulnerabili è garantita la continuità del servizio di fornitura elettrica, anche in assenza di scelta di un nuovo fornitore, fino alla piena attuazione del mercato libero nel 2027.

Il pagamento dell’Assegno unico universale per il mese di marzo 2025? L’accredito di questo sostegno economico fondamentale è destinato a chi ha figli a carico e calcolato in base all’Isee e ad altri fattori come il numero di figli e la loro età. Gli importi non sono identici e potranno variare sia in base alla situazione economica familiare che ad eventuali variazioni nel reddito o anche nella composizione del nucleo familiare.

Calendario dei pagamenti marzo 2025

L’Assegno Unico Universale (Auu), destinato al supporto delle famiglie con figli a carico, continuerà a essere erogato mensilmente in base al valore dell’Isee.

Date dei pagamenti di marzo 2025

  • I beneficiari già attivi hanno ricevuto il pagamento tra il 15 e il 20 marzo.
  • Coloro che hanno presentato modifiche o nuove domande nel mese di dicembre riceveranno l’accredito verso la fine di marzo 2025.

L’Inps ha annunciato con una circolare importanti aggiornamenti per l’Assegno Unico Universale. Dal rinnovo automatico delle domande all’aggiornamento Isee. Diverse le novità introdotte anche sul fronte degli aumenti e delle maggiorazioni.

Rinnovo Automatico delle Domande

Chi ha già una domanda di assegno unico universale approvata non dovrà presentare una nuova richiesta, a meno che non abbia ricevuto comunicazione di decadenzarevoca o rifiuto della domanda. È fondamentale, però, segnalare eventuali variazioni come la nascita di un nuovo figlio o il raggiungimento della maggiore età di un figlio. L’Inps invierà apposite notifiche per gestire queste situazioni.

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Aggiornamento Isee

Per garantire il corretto calcolo dell’importo, è necessario presentare un nuovo Indicatore della Situazione
Economica Equivalente, l’Isee, per il 2025. Senza questo documento aggiornato, a partire da marzo 2025, verrà erogato solo l’importo minimo. Tuttavia, presentando l’Isee entro il 30 giugno 2025, gli importi saranno  ricalcolati e verranno corrisposti eventuali arretrati. La richiesta dell’Isee può essere effettuata tramite il Portale unico Isee, l’App Inps Mobile o attraverso un Patronato.

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Aumenti e Maggiorazioni per il 2025

A partire dal 1° gennaio 2025, l’importo dell’Assegno unico universale e le relative soglie Isee saranno adeguati in base all’aumento del costo della vita (+0,8% nel 2024). Tra le novità, si segnalano:

  • Genitori con figli sotto 1 anno: aumento del 50% dell’Assegno unico universale fino al primo anno di vita.
  • Famiglie con almeno 3 figli e Isee fino a 45.939,56 euro: aumento del 50% per i figli tra 1 e 3 anni.
  • Famiglie con almeno 4 figli: aumento fisso di 150 euro al mese.
  • Maggiorazione transitoria (gennaio-febbraio 2025): per chi ha un Isee fino a 25.000 euro e ha ricevuto l’Assegno per il Nucleo Familiare (Anf) nel 2021.

L’Assegno unico universale di febbraio 2025 sarà calcolato con i nuovi importi, mentre gli arretrati per gennaio 2025 saranno erogati a partire da marzo 2025 e cliccando sul link potrete visionare la tabella con gli importi relativi al 20225 (tabella)

 

Il nuovo bonus bollette, che prevede un contributo finoa 500 euro, è stato appena approvato dal governo Meloni, che interviene con il nuovo bonus sociale per alleviare gli aumenti di luce e gas. La platea è stata ampliata e più famiglie riceveranno un contributo di 200 euro per tre mesi, che può arrivare anche a 500 euro. Dipende tutto, come sempre, dall’isee, come hanno ricordato lo stesso ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e la premier.

Chi non ha una attestazione Isse e vuole percepire il nuovo bonus, dovrà certificare la situazione economica del proprio nucleo familiare con una procedura abbastanza semplice che vi spieghiamo qui.

A chi spetta il nuovo bonus sociale bollette e a quanto ammonta il contributo

Una premessa doverosa: il bonus sociale esiste già. Si tratta di un contributo per consumatori o nuclei familiari con Isee massimo di 9.530 euro per famiglie che hanno da 1 a 3 figli a carico e di 20.000 euro per quelle numerose con almeno 4 figli. Lo sconto è automatico e viene concesso per 12 mesi, su una sola fornitura per ogni tipo di servizio luce, gas e acqua.

Con l’ultimo decreto bollette, da aprile 2025 verrà concesso un contributo straordinario per le famiglie con reddito Isee inferiore a 25mila euro, oltre 8 milioni di famiglie secondo le stime. Qundi, le famiglie con Isee da 0 a 25mila euro riceveranno un contributo di 200 euro una tantum. Per i nuclei con Isee fino a 9.530 euro, i 200 euro si sommeranno invece al bonus sociale per le bollette della luce: come si vede dalla tabella sotto, il contributo, già previsto, è di 167,90 euro l’anno per i nuclei da 1-2 componenti, a salire e fino a 240,90 euro per le famiglie numerose con oltre 4 componenti.

 

Scaglioni del bonus sociale bollette 2025: le fasce Isee
Gli scaglioni del bonus sociale per le bollette della luce (fonte: Arera)

 

Il contributo sarà riconosciuto nel secondo trimestre 2025 a chi ha già presentato l’Isee e nel primo trimestre utile in caso di nuova presentazione. Chi avrà diritto al bonus troverà quindi in ogni bolletta lo stesso sconto: ad esempio, se la fattura è emessa ogni 2 mesi e lo sconto lo sconto mensile è di 18 euro, in ogni bolletta troverà 36 euro di riduzione per bonus sociale (18 * 2). Il contributo si può richiedere anche per le bollette del gas e dell’acqua.

Come richiedere l’Isee per il bonus bollette

Per ottenere il nuovo bonus per le bollette, così come per richiedere il bonus sociale, occorre per prima cosa presentare la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) e ottenere l’attestazione Isee che rispetti i valori previsti. Ma come si richiede l’Isee?

L’Isee è un indicatore che valuta la situazione economica dei nuclei familiari e permette di stabilire chi ha diritto all’accesso di prestazioni sociali agevolate. Per ottenere la propria certificazione Isee è necessario compilare un documento che contiene le informazioni utili per descrivere la situazione economica del nucleo familiare, documento denominato dichiarazione sostitutiva unica o Dsu.

La Dsu può essere presentata in qualsiasi periodo dell’anno e si può richiedere in vari modi:

  • Tramite l’Inps compilando online questo modulo messo a disposizione dall’istituto di previdenza;
  • Al Caf: la Dsu può essere compilata e trasmessa attraverso i centri di assistenza fiscale che prestano assistenza gratuita ai cittadini sulla base di una convenzione stipulata con Inps;
  • Isee precompilato: il servizio è disponibile in via sperimentale sul sito dell’Inps che mette a disposizione anche tre tutorial per spiegare le diverse fasi necessarie all’acquisizione della pre-compilata.

È anche possibile simulare il calcolo del proprio Isee, per capire subito se si ha diritto al bonus sociale per le bollette o ad altri tipo di agevolazioni. Il servizio è raggiungibile a questo link.

Attenzione all’intestazione della fornitura

Oltre all’Isee, bisogna prestare attenzione a chi è intestata la fornitura di luce, gas o acqua. Si distingue tra fornitura diretta e indiretta.

Per la fornitura diretta:

  • Il contratto luce/gas/acqua deve essere intestato a uno dei componenti del nucleo Isee. Se il contratto è intestato a un altro soggetto (es. proprietario di casa, se l’abitazione è in affitto) il bonus non viene riconosciuto;
  • Deve avere una tariffa per uso domestico (per il servizio idrico deve essere uso domestico di tipo residente);
  • Deve essere attiva o momentaneamente sospesa per morosità.

In caso di fornitura centralizzata:

  • La fornitura condominiale di gas o di acqua deve essere utilizzata in locali abitativi ed è attiva: vuol dire che il servizio deve essere in corso di erogazione;
  • Solo per il servizio idrico, l’altro requisito necessario per ottenere il bonus è che il nucleo deve essere intestatario di una fornitura elettrica attiva e di tipo domestico.

Buone notizie per gli amanti degli animali e in particolare di quelli domestici, visto che anche per il 2025 è previsto un piccolo aiuto per le spese veterinarie sostenute. Anche per l’anno da poco iniziato è stato previsto un beneficio che si inserisce in una serie di politiche a favore del benessere degli animali e mira a rendere più accessibile la cura di quelli domestici.

Il bonus animali domestici 2025 è un’agevolazione che il Governo Meloni ha deciso di riproporre, ma per una platea ben definita di beneficiari. Ecco chi può accedere al bonus, quali sono i requisiti per averlo, quali le spese ammesse e in che modo ottenere questa misura pensata per chi possiede animali di affezione.

Bonus animali domestici 2025: cos’è?

Come già previsto dalla legge di bilancio 2024, anche per quest’anno sono state previste dal Governo delle risorse per il bonus animali domestici.

In particolare, è stato disposto uno stanziamento di 250.000 euro per l’anno 2024 e uno della stessa entità sia per il 2025 che per il 2026, per il fondo destinato a sostenere i proprietari di animali d’affezione. L’obiettivo è quello di offrire un aiuto nel pagamento di visite veterinarie e operazioni chirurgiche, ma anche nell’acquisto di farmaci veterinari.

Il bonus animali domestici 2025 è in realtà una detrazione fiscale, prevista nella misura del 19% su alcune spese sostenute per gli amici a quattro zampe. A prescindere dal numero degli animali posseduti, è previsto un tetto massimo di spesa pari a 550 euro, ma per quelle riguardanti l’acquisto di medicinali c’è una franchigia di 129,11 euro.

Facciamo un esempio: se una persona spende 300 euro in medicinali, dovrà sottrarre a questa somma i 129,11 euro della soglia minima al di sotto della quale non è prevista la detrazione. Quest’ultima sarà riconosciuta quindi su 170,89 euro, vale a dire sulla differenza tra i 300 euro spesi e la franchigia dei 129,11 euro.

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Il bonus animali domestici copre le spese veterinarie, includendo in questa voce sia le visite specialistiche che le operazioni chirurgiche, ma anche gli esami di laboratorio e i farmaci prescritti dal veterinario. La detrazione è prevista solo per alcune categorie di animali domestici:

  • cani;
  • gatti;
  • furetti;
  • piccoli roditori.

Non ci sono al momento indicazioni per altre tipologie, quali rettili, anfibi e invertebrati, relativamente ai quali potrebbero arrivare maggiori notizie da un eventuale decreto ministeriale.

Non sono ammesse a detrazione le spese sostenute per gli animali destinati al consumo alimentare, alla riproduzione e all’allevamento o detenuti nell’esercizio di attività commerciali o agricole o in attività illecite.

Leggi anche: Carta acquisti!

Chi può richiedere il bonus animali?

Come previsto dalla legge di bilancio 2024, al fondo di 250.000 euro annui stanziato dal Governo possono accedere i proprietari di animali d’affezione che rispettino i dettami indicati dalla normativa in vigore.

In particolare sono specificate regole ben definite riguardanti l’età e l’ISEE del proprietario, ma anche relative agli animali d’affezione, intendendo con questo termine quelli “tenuti, o destinati a essere tenuti, dall’uomo per compagnia o affezione senza fini produttivi o alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all’uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet-therapy, da riabilitazione e impiegati nella pubblicità”.

Requisiti per il bonus animali domestici 2025

Analizziamo ora più da vicino i requisti per beneficiare della detrazione Irpef prevista dal bonus animali domestici 2025:

  • età del contribuente: il richiedente deve avere almeno 65 anni di età;
  • residenza: il beneficiario deve essere residente in Italia, indipendentemente dalla sua cittadinanza. Deve altresì avere un codice fiscale valido ed essere in grado di dimostrare la proprietà degli animali per i quali si richiede il bonus;
  • caratteristiche dell’animale: il bonus è previsto per gli animali domestici regolarmente registrati all’anagrafe degli animali d’affezione;
  • tracciabilità delle spese: il contribuente deve documentare le spese sostenute con ricevute o fatture, che vanno quindi conservate per poi essere esibite. Si deve altresì avere cura di effettuare i pagamenti con metodi tracciabili, vale a dire con bonifico bancario o postale, carta di credito o carta di debito e assegni bancari, escludendo quindi i contanti, il cui utilizzo non permette di accedere alla detrazione fiscale.

Come ottenere il bonus animali domestici 2025

A differenza di altre agevolazioni, per il bonus animali domestici 2025 non è prevista alcuna richiesta online, né tramite piattaforme appositamente dedicate, né dietro presentazione di moduli specifici. La procedura da seguire, infatti, è molto snella e risulta alquanto agevole per il contribuente.

Quest’ultimo dovrà avere cura di presentare con attenzione la propria dichiarazione dei redditi, nella quale si andrà a inserire tutta la documentazione relativa alle spese sanitarie sostenute.

Come detto prima, bisognerà non solo compilare la voce dei costi, ma anche allegare le ricevute e le fatture. È importante allegare lo scontrino parlante che riporti il codice fiscale del richiedente il bonus e la descrizione dettagliata dei farmaci acquistati o della prestazione pagata, sia che si tratti di visite specialistiche che di esami di laboratorio.

La Carta Acquisti è una misura di supporto economico, pensata per aiutare le persone in difficoltà: ecco a chi spetta e perché è importante aggiornare l’Isee

La Carta Acquisti è una carta prepagata che viene ricaricata bimestralmente con 80 euro (40 euro al mese). Non è cedibile a terzi e, per usarla, è necessario inserire il PIN personale associato.
Può essere utilizzata per fare acquisti nei negozi che aderiscono all’iniziativa, come supermercati, farmacie e negozi alimentari, ma anche per pagare le bollette di gas e luce presso gli uffici postali.
Inoltre, i beneficiari possono usufruire di uno sconto del 5% nei punti vendita convenzionati. La carta non permette di prelevare contanti dagli sportelli automatici.

A chi spetta la Carta Acquisti

Possono fare richiesta della Carta Acquisti i cittadini italiani, dell’Unione Europea o extracomunitari, a patto che abbiano un regolare permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. I beneficiari devono soddisfare specifici requisiti legati all’età e al reddito.

Limiti di età

  • Carta Acquisti per over 65: destinata a chi ha compiuto 65 anni;
  • Carta Acquisti per genitori di bambini sotto i 3 anni: destinata ai genitori che hanno la responsabilità genitoriale su minori di 3 anni.

Limiti di reddito

Per poter ottenere la carta, bisogna rientrare in determinati limiti di reddito, che vengono certificati tramite l’ISEE. Ogni anno, i limiti di reddito e ISEE vengono aggiornati. Per il 2025, i valori sono i seguenti:

  • genitori con bambini minori di 3 anni: il valore ISEE massimo è 8.117,17 euro;
  • persone tra i 65 e 70 anni: il valore ISEE non deve superare gli 8.117,17 euro;
  • persone oltre i 70 anni: il valore ISEE massimo è sempre 8.117,17 euro, ma il reddito complessivo può arrivare fino a 10.822,90 euro.

Leggi anche: pagamenti di febbraio!

Altri requisiti per accedere alla Carta Acquisti

Oltre ai limiti di reddito, ci sono altre condizioni da rispettare:
  • non essere intestatari, né singolarmente né con il coniuge, di più di una utenza elettrica domestica o di più di una utenza del gas;
  • non possedere più di un autoveicolo o più di un immobile ad uso abitativo con una quota superiore o uguale al 25%;
  • non avere un patrimonio mobiliare (ad esempio, in conto corrente) superiore a 15.000 euro;
  • non essere ricoverati in strutture che forniscono vitto assicurato dallo Stato o altre amministrazioni pubbliche (ad esempio, istituti di lunga degenza).

Come richiedere la Carta Acquisti

Per ottenere la Carta Acquisti, è necessario presentare una domanda presso gli uffici postali o tramite il sito web di Poste Italiane. La domanda deve essere accompagnata da una copia del documento di identità e da un’attestazione Isee valida.
La richiesta sarà poi inviata all’INPS per la verifica dei requisiti. In caso di esito positivo, l’INPS autorizzerà il rilascio della carta, che potrà essere ritirata presso l’ufficio postale. L’accredito delle somme avverrà automaticamente sulla carta.
Una volta rilasciata, la Carta Acquisti rimane valida finché i requisiti per riceverla vengono mantenuti. L’unico documento da rinnovare annualmente è l’Isee, che serve a verificare i redditi e la situazione economica del beneficiario.

Cosa fare in caso di smarrimento

Se la carta viene smarrita, rubata o danneggiata, è possibile bloccarla chiamando il numero verde 800 902 122. Dopo aver richiesto il blocco, sarà necessario presentare una denuncia presso le autorità competenti e, successivamente, recarsi in un ufficio postale per chiedere il duplicato della carta.

febbraio 2025, si rinnovano le date di pagamento delle principali prestazioni inps, tra cui pensioni, Assegno Unico, Assegno di Inclusione (ADI), Supporto Formazione e Lavoro (SFL), NASpI e Carta Acquisti.

Di seguito il riepilogo delle date da segnare in calendario per chi percepisce questi ammortizzatori sociali erogati dallo Stato.

Pensioni: calendario pagamenti febbraio 2025

Per i pensionati che ricevono la propria pensione tramite Poste Italiane, il pagamento sarà effettuato venerdì 1° febbraio 2025. Per chi ha scelto l’accredito su conto bancario, la data di pagamento sarà invece lunedì 3 febbraio 2025.

 

Presso Poste Italiane si continua a ritirare la pensione in modo scaglionato, in base all’iniziale del cognome:

  • sabato 1° febbraio: dalla A alla B;
  • lunedì 3 febbraio: dalla C alla D;
  • martedì 4 febbraio: dalla E alla K;
  • mercoledì 5 febbraio: dalla L alla O;
  • giovedì 6 febbraio: dalla P alla R;
  • venerdì 7 febbraio: dalla S a Z.

Assegno Unico e Universale per le famiglie 2025

L’assegno unico, che supporta le famiglie con figli a carico, sarà accreditato tra il 17 e il 19 febbraio per chi è già percettore. Per coloro che hanno presentato una nuova domanda o apportato modifiche, il pagamento avverrà a fine mese.

Ricordiamo che entro il 28 febbraio 2025 è fondamentale aggiornare l’ ISEE per l’assegno unico del 2025. Anche se i beneficiari non devono presentare una nuova domanda e il rinnovo avverrà automaticamente, è importante presentare una nuova DSU per garantire che l’importo erogato sia corretto. In assenza di un ISEE aggiornato, l’Assegno Unico sarà erogato con l’importo minimo previsto. Pertanto, si raccomanda alle famiglie di verificare e, se necessario, aggiornare i propri dati in tempo utile per evitare possibili riduzioni dell’importo dell’assegno.

Appare utile sottolineare che è possibile aggiornare l’ISEE fino al 30 giugno 2025, con l’accredito di eventuali importi arretrati. Se l’ISEE viene aggiornato dopo questa data, l’effetto si avrà solo sulle erogazioni future, senza possibilità di recupero degli arretrati.

Leggi anche: Bonus elettrodomestici!

ISEE: rinnovo per il 2025

In generale, si ricorda che l’ISEE ha validità annuale e deve essere aggiornato entro febbraio per continuare a percepire, senza interruzioni, le prestazioni INPS legate al reddito.

ADI: Assegno di Inclusione 2025

L’Assegno di inclusione (ADI), destinato ai nuclei familiari con ISEE basso, segue il seguente calendario di pagamento per febbraio 2025:

  •  Entro il 17 febbraio per i nuovi beneficiari.
  •  Il 27 febbraio per chi già percepiva l’ADI a gennaio.

SFL: Supporto Formazione e Lavoro 2025

Il Supporto Formazione e Lavoro (SFL) prevede un’indennità di 350 euro mensili per chi partecipa a progetti di formazione, qualificazione professionale o politiche attive del lavoro.

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  •  Il 27 febbraio sarà effettuato il pagamento per le domande inviate entro il 15 del mese.
  •  Dal 15 marzo, invece, per chi ha presentato domanda dopo metà febbraio.

NASpI e DIS-COLL: indennità di disoccupazione

Le indennità NASpI e DIS-COLL verranno erogate entro la metà di febbraio, con variazioni in base alla data di presentazione della domanda.

I beneficiari possono verificare la data esatta di accredito accedendo al fascicolo previdenziale sul sito dell’INPS con SPID, CNS o CIE.

Carta Acquisti: pagamento di febbraio 2025

La Carta Acquisti, destinata a famiglie in condizioni di disagio economico, verrà ricaricata a febbraio con un accredito di 80 euro (relativo a gennaio e febbraio).

Il 31 gennaio è l’ultimo giorno disponibile per usufruire della possibilità di ottenere dal Fisco l’esclusione dal pagamento del canone rai attraverso l’addebito sulle bollette elettriche. Ecco cosa sapere sulle eventuali esenzioni, sui moduli da inviare e su cosa devono fare gli eredi di un’abitazione di una persona defunta oppure i possessori di una seconda casa.

Chi è interessato

 

  • Possono inviare la dichiarazione per l’esonero al Fisco tutti i cittadini che, pur avendo intestata un’utenza elettrica ad uso domestico, non possiedono alcun televisore. Attenzione però: tutti i componenti del nucleo familiare (intendendosi come tale tutte le persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale) non devono possedere un televisore.

 

Come chiedere l’esenzione

 

Il modulo da presentare per richiedere l’esenzione si trova sul sito dell’agenzia delle entrate e può essere trasmesso in diversi modi.

  • Lo si può fare direttamente su Internet, utilizzando proprio il portale del Fisco e autenticandosi tramite credenziali Spid, Cie o Cns. L’indirizzo a cui mandare il modulo è cp22.canonetv@postacertificata.rai.it
  • La richiesta può essere presentata anche per posta, inviando il modulo compilato e corredato da una copia del documento d’identità, all’indirizzo Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino
  • Attraverso le sedi Caf o gli intermediari abilitati

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E se si presenta domanda dopo il 31 gennaio?

 

  • Come detto, per ottenere l’esenzione per tutto l’anno è necessario inviare il modulo entro domani, 31 gennaio 2025. Nel caso in cui si presenti la domanda entro il 30 giugno 2025 sarà possibile beneficiare dell’esenzione solo per il secondo semestre dell’anno

 

I casi

 

  • La richiesta potrà essere presentata anche dagli eredi di un’abitazione dove è ancora attiva l’utenza elettrica temporaneamente intestata a una persona deceduta. Nel caso in cui il canone tv sia addebitato a un altro componente della famiglia non titolare dell’utenza elettrica ad uso domestico, sarà necessario indicare alle Entrate il codice fiscale di chi già paga il canone e la data dalla quale decorre lo stato di appartenenza. In questo caso andrà compilato il quadro B della dichiarazione, che può essere presentata in qualunque momento dell’anno e non va ripresentata se non cambiano le condizioni

 

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Cambio di residenza

 

  • Inoltre, chi cambia residenza o è intestatario della bolletta elettrica deve verificare che il nuovo intestatario non venga sottoposto a un doppio addebito, comunicando le eventuali variazioni all’Agenzia delle Entrate

 

Il canone Rai si paga anche sulle seconde case?

 

  • Ogni nucleo familiare deve pagare il canone Rai soltanto una volta. Questo significa che si applica esclusivamente all’abitazione principale. Per le seconde case non è quindi previsto l’addebito, anche se sono dotate di un apparecchio televisivo. Attenzione però: la regola vale solo se l’intestatario della bolletta è lo stesso della residenza principale

 

Il canone speciale

 

  • Non tutti sono tenuti a pagare 90 euro: hanno un canone speciale coloro che detengono apparecchi in strutture pubbliche o adibite ad attività commerciali (è il caso di hotel, bar e ristoranti), con importi che variano sulla base della categoria dell’esercizio e del numero di apparecchi. In genere il canone per queste strutture è più elevato rispetto a quello fissato per i cittadini privati

 

Le esenzioni

 

  • Ci sono inoltre una serie di esenzioni previste dalla legge, che riguardano categorie specifiche di persone. Un esempio sono i cittadini che hanno compiuto 75 anni e dichiarano un reddito complessivo familiare non superiore a 8mila euro all’anno, che possono richiedere l’esenzione completa dal canone Rai
  • Poi ci sono i funzionari appartenenti a rappresentanze diplomatiche e consolari e il personale militare straniero: possono beneficiare dell’esenzione, ma solo se appartengano a Stati che prevedono la reciprocità di trattamento per i cittadini italiani