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Generale

Bonus elettrodomestici: detrazione più incentivo!

Novità: Bonus Elettrodomestici Green

La Manovra 2025 introduce un contributo per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica prodotti in Europa. Questo incentivo è pensato per sostituire apparecchi meno performanti, che devono essere smaltiti correttamente.

  • Contributo del 30% sul prezzo d’acquisto, fino a:
    • 100 euro per nucleo familiare
    • 200 euro per chi ha un ISEE inferiore a 25.000 euro
  • Applicabile a elettrodomestici di almeno classe B
  • Richiedibile una sola volta per famiglia

I dettagli operativi saranno definiti entro il 2 marzo 2025 e non serve la ristrutturazione.

Confermato il bonus mobili 2025

Anche per il 2025 è confermata la possibilità di usufruire del bonus mobili ed elettrodomestici, che prevede una detrazione del 50%. Tuttavia, ci sono alcune novità significative, tra cui un nuovo incentivo per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica prodotti in Europa.

Il bonus consiste in una detrazione Irpef del 50% per gli acquisti di elettrodomestici effettuati dal 2021 al 2025, con importi massimi di spesa che variano nel tempo:

  • 16.000 euro per il 2021
  • 10.000 euro per il 2022
  • 8.000 euro per il 2023
  • 5.000 euro per il 2024 e il 2025

La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo e riguarda l’acquisto di elettrodomestici di classe energetica minima:

  • Classe A per i forni
  • Classe E per lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie
  • Classe F per frigoriferi e congelatori

Questi elettrodomestici devono essere destinati a un immobile oggetto di ristrutturazione.

Requisiti per Accedere al Bonus Mobili

Per usufruire del bonus, l’immobile deve essere oggetto di interventi di ristrutturazione, come:

  • Manutenzione straordinaria
  • Restauro e risanamento conservativo
  • Ristrutturazione edilizia
  • Ripristino post-eventi calamitosi (con dichiarazione dello stato di emergenza)

Non sono ammesse spese relative a lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti, come tinteggiatura o sostituzione di pavimenti.

Chi Può Richiederlo

La detrazione spetta a chi ha sostenuto le spese di ristrutturazione, tra cui:

  • Proprietari o nudi proprietari
  • Titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, superficie)
  • Locatari o comodatari
  • Soci di cooperative o società semplici
  • Familiari conviventi che abbiano sostenuto le spese

I pagamenti devono essere effettuati con metodi tracciabili, come bonifici, carte di credito o debito.

Leggi anche: bonus tiroide!

Come Richiedere il Bonus

Le spese devono essere indicate nella dichiarazione dei redditi tramite il modello 730 o Redditi Persone Fisiche. Inoltre, è necessario inviare una comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dall’acquisto, utilizzando il portale dedicato ai Bonus Casa.

Altri Bonus Confermati per il 2025

Oltre al bonus elettrodomestici, restano attivi altri incentivi:

  • Bonus anziani 2025
  • Bonus animali domestici 2025
  • Bonus asilo nido 2025
  • Detrazioni per spese scolastiche fino a 1.000 euro

Queste agevolazioni rappresentano un’opportunità per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione e sostenere spese familiari con vantaggi fiscali significativi.

28 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2025/01/bonus-elettrodomestici-2025-1024x598-1.png 598 1024 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-28 18:42:552025-01-28 18:42:55Bonus elettrodomestici: detrazione più incentivo!
Generale

Bonus scuola: dalla materna all’universita!

Dal nuovo bonus per le attività extrascolastiche inserito nell’ultima legge di bilancio a misure già conosciute, come le carte per i neo 18enni, o agevolazioni come la detrazione delle spese scolastiche. Sono diversi i modi con cui lo Stato, a volte a livello nazionale e altre a livello locale, anche nel 2025 cercherà di dare una mano alle famiglie alle prese con il costo dell’istruzione dei propri figli. Ecco alcuni dei principali bonus studenti che ci accompagneranno nel prossimo anno

Il nuovo bonus per le attività extrascolastiche

  • La Manovra 2025 ha innanzitutto stanziato 30 milioni di euro per il fondo Dote famiglia, da cui si prenderanno le risorse per l’erogazione di una nuova misura per incentivare le attività extrascolastiche degli studenti dai 6 ai 14 anni – quindi fino alle scuole medie – in difficoltà economica. Di fatto, si concede alle associazioni, alle società sportive dilettantistiche e agli enti del terzo settore un contributo per le prestazioni erogate in favore dei giovani. Il contributo sarà stabilito da un decreto del presidente del Consiglio dei ministri e sarà riconosciuto come concorso al rimborso per le prestazioni sportive e ricreative erogate verso nuclei familiari con reddito Isee che non supera i 15mila euro.

 

Borse di studio per gli studenti atleti

  • Dal prossimo anno diventerà un po’ più facile sostenere economicamente le prospettive di carriera sportiva degli studenti delle superiori. A sostegno della loro attività agonistica, riconosciuta dalle Federazioni sportive, con la Legge di Bilancio arrivano 2 milioni di euro per il 2025, destinati a borse di studio e a finanziare il “Progetto studenti atleti di alto livello nelle scuole”. Questi ultimi potranno avere un percorso formativo personalizzato, con esami e verifiche che seguiranno il calendario agonistico federale delle gare e il calendario degli allenamenti

Bonus scuola 2024-25

Il bonus scuola 2024/25, comunemente chiamato voucher scuola o bonus libri, consiste in un aiuto economico pensato per le famiglie in difficoltà con figli studenti, al fine di sostenere il diritto allo studio e offrire buoni per l’acquisto dei libri scolastici.

Bonus scuola 2024-25: requisiti

Questo contributo può essere richiesto per l’anno scolastico 2024/2025 seguendo le normative stabilite dalla propria Regione o dal Comune di residenza. È necessario rispettare i limiti isee, che possono essere consultati sul sito web o presso la segreteria del proprio Comune.

Aiuti per pagare la mensa scolastica

  • Per aiutare le famiglie a basso reddito a sostenere le spese per l’istruzione dei figli con la Manovra arriva poi un fondo da 500mila euro per il contrasto della povertà alimentare a scuola. Verranno erogati contributi ai nuclei che non riescono a pagare le rette per la mensa nelle scuole primarie

 

Potenziato il fondo per gli alloggi universitari

  • Anche per gli studenti universitari aumentano gli stanziamenti: un milione di euro in più andrà al fondo per gli alloggi dei fuori sede provenienti da famiglie con Isee sotto i 20mila euro

 

Sale la detrazione per le scuole paritarie

  • E ancora, con la Legge di Bilancio, per chi iscrive i figli alle paritarie sale da 800 a mille euro il tetto delle detrazioni per le rette

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La detrazione per le spese di istruzione

  • Oltre alle novità introdotte dalla Manovra, si potrà sempre contare sulla tradizionale detrazione al 19% delle spese sostenute per l’istruzione (da portare quindi nel 730), dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado e fino a università, corsi di specializzazione, dottorati di ricerca e master.
  • Elenca alcune spese detraibili il sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che cita ad esempio quelle per le tasse di iscrizione e frequenza, i contributi versati per i corsi e laboratori di lingue, teatro, musica, il trasporto scolastico (anche se fornito da soggetti esterni alla scuola), le gite scolastiche, le attività culturali e ricreative svolte per ampliare l’offerta formativa, la mensa (sia se il servizio è prestato dalla scuola ovvero fornito dal Comune o da altri Enti).
  • Non sono detraibili, invece, le spese per l’acquisto dei libri di testo, di materiali di cancelleria, di zaini, astucci e cartelle

 

Il limite di spese detraibili

  • Non esiste un limite generale per le spese di istruzioni. La soglia massima, precisa il Ministero, “varia in base al tipo di scuola frequentata”. Ad esempio: per gli asili nido il limite dell’importo detraibile è di 632 euro per ciascun figlio (quindi la detrazione massima ammonta a 120 euro all’anno), mente per le università pubbliche non c’è un limite massimo di spesa

Leggi anche: bonus anziani

La Carta Cultura Giovani e la Carta del Merito

  • In assenza di dichiarazioni in senso contrario, anche il prossimo anno proseguirà l’esperienza della Carta Cultura Giovani e della Carta del Merito. La prima consiste in un bonus di 500 euro, caricati su una prepagata, destinati a chi ha nucleo familiare con Isee entro i 35mila euro, da spendere per tutta una serie di attività culturali (biglietti di cinema e teatro, corsi di lingua, acquisto di libri e così via). La seconda, sempre di 500 euro, è riservata invece agli studenti che, non oltre l’anno di compimento del diciannovesimo anno di età, conseguono diploma finale con una votazione di 100 o 100 e lode

 

Bonus Erasmus

  • Per il 2025 sono stati stanziati 7 milioni di euro per finanziare le borse di studio, fino a un massimo di mille euro, degli studenti universitari che intendono partire con l’Erasmus

 

Attenzione ai bonus locali

  • Diverse Regioni mettono poi a disposizione dei propri cittadini alcuni bonus che non esistono a livello nazionale. Si possono citare ad esempio i bonus per l’acquisto dei libri di testo scolastici e quelli per gli abbonamenti del trasporto pubblico locale.
26 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2025/01/bonusscuola.png 630 1200 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-26 10:16:412025-01-26 10:16:41Bonus scuola: dalla materna all’universita!
Generale

Assegno unico 2025: partiti gli accrediti!

La prima mensilità dell’assegno unico è stata erogata a partire dal 20 gennaio 2025 alle famiglie che hanno già ricevuto la prestazione nei mesi scorsi e per i quali la rata non ha subito nessuna variazione. Mentre se l’assegno è stato oggetto di un conguaglio, a credito oppure a debito, o se si è in attesa della prima mensilità, il pagamento avverrà entro la fine del mese.

Il comunicato dell’inps

Come spiegato dall’Inps, a gennaio l’erogazione delle prime rate avverrà con qualche giorno di ritardo. Infatti, a partire dal 1° gennaio 2025, l’Istituto ha aderito al nuovo sistema Re.Tes. (Reingegnerizzazione delle procedure di Tesoreria) della Banca d’Italia, relativo ai servizi della Tesoreria dello Stato, con l’obiettivo di snellire le procedure amministrative allineandole con l’evoluzione dei sistemi e degli strumenti di pagamento. A causa dei tempi necessari per l’abbinamento dei primi flussi al nuovo sistema telematico per le operazioni di pagamento delle prestazioni non pensionistiche, l’accredito dell’Auu di questo mese è slittato di qualche giorno.

La Manovra economica, approvata lo scorso dicembre, ha introdotto qualche novità per quanto riguarda l’assegno unico 2025.  La cifra verrà maggiorata del 50% durante il primo anno di vita del bambino e, in generale, l’erogazione non impatterà più sul calcolo dell’Isee, ma solo quanto riguarda le richieste per il bonus nido.

Come nel 2024, anche quest’anno per i genitori con figli che già percepiscono la misura non sarà necessario rifare domanda: verrà rinnovata automaticamente. Mentre, per quanto riguarda l’Isee aggiornato da ottenere per poter ricevere l’importo che spetta di diritto, la data di scadenza fissata per il rinnovo dell’attestato è il 28 febbraio 2025.

Il calendario dei pagamenti e le date

Anche l’assegno di questo mese verrà erogato in due tranche:

dal 20 gennaio a coloro che lo hanno già ricevuto nei mesi scorsi e non hanno subito variazioni nell’importo rispetto a dicembre;
nell’ultima settimana di gennaio a chi ha subito modifiche nell’importo rispetto a dicembre oppure a chi riceve la prestazione per la prima volta.

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Come controllare i pagamenti dell’Assegno Unico Inps

Per controllare le date di accredito dell’assegno unico, gli importi che spettano a ciascuna famiglia e le eventuali variazioni è necessario:

accedere alla sezione personale “Fascicolo previdenziale del cittadino” del portale Inps;
una volta dentro, cliccare sulla voce “Prestazione”;
cliccare sulla voce “Pagamenti”;
selezionare l’anno in corso, il 2025.
Non bisogna rifare domanda per l’Assegno Unico dal 2025 (soltanto il nuovo isee)

Nel 2025, per i genitori con figli che già percepiscono l’assegno unico non sarà necessario rifare domanda: la misura verrà rinnovata automaticamente.

Mentre, per quanto riguarda l’Isee aggiornato da ottenere per poter ricevere l’importo che spetta di diritto, la data di scadenza fissata per il rinnovo dell’attestato è il 28 febbraio 2025. Entro questa data bisognerà aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) che servirà per ottenere il nuovo Indicatore.

Leggi anche: bonus mamme!

In caso di mancato di rispetto della scadenza, a partire da marzo la famiglia continuerà a ricevere l’assegno ma con l’importo ridotto al minimo. Se l’Isee verrà rinnovato entro il 30 giugno 2025, allora l’Auu verrà ricalcolato e l’Inps accrediterà gli arretrati.

Assegno Unico potenziato dopo l’approvazione della Manovra, cosa cambia

L’Auu 2025 sarà un po’ più corposo per molte famiglie. Infatti, la Manovra economica, approvata lo scorso dicembre, ha introdotto diverse novità. In particolare, la cifra verrà maggiorata del 50% durante il primo anno di vita del bambino portando il contributo mensile a oltre 300 euro per le famiglie con un reddito Isee fino a 40.000 euro.

Inoltre, è previsto un lievissimo aumento generale degli importi grazie alla rivalutazione dello 0,8% basata sull’indice Istat. Dunque, l’assegno base salirà da 57,2 a 57,45 euro per le famiglie con un Isee superiore a 45.574,96 euro, o per quelle che non presentano l’Isee, mentre l’importo massimo passerà da circa 199,40 a 200,99 euro per i nuclei familiari con un Isee fino a 17.227,33 euro.

 

21 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/09/A.U.U.webp 900 1537 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-21 14:24:522025-01-21 14:24:52Assegno unico 2025: partiti gli accrediti!
Generale

Bonus anziani 2025: a chi spetta e per quali spese?

E’ in vigore dal 2 gennaio 2025 la nuova  Prestazione Universale per anziani non autosufficienti erogata dall’INPS in base all’articolo 34 del decreto legislativo 29/2024. Si tratta di un contributo economico che ingloba l’indennità di accompagnamento e un contributo spese  per l’assistenza  ad anziani non autosufficienti. La misura è sperimentale  per gli anni 2025 e 2026.

L’istituto ha recentemente fornito le istruzioni dettagliate sui requisiti, molto stringenti,  l’importo e le modalità per fare domanda.

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1) Bonus anziani non autosufficienti: cos’è, a quanto ammonta

Dal 2 gennaio l’INPS,  provvederà ad erogare, in via sperimentale, il nuovo bonus  per gli anziani, denominato ufficialmente  Prestazione Universale, destinata agli ultraottantenni non autosufficienti e subordinata ad uno specifico bisogno assistenziale definito “gravissimo”.

Il periodo di sperimentazione andrà dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026.

Il riconoscimento della Prestazione Universale assorbe la fruizione delle

  1. indennità di accompagnamento (legge 18/1980) e 
  2.  prestazioni  di assistenza sociale fornite dagli ATS  (articolo 1, comma 164, legge 234/2021).

La Prestazione Universale sarà erogata con cadenza mensile ed è composta da:

  1. una quota fissa monetaria, corrispondente all’indennità di accompagnamento (legge 11 febbraio 1980, n. 18);
  2. una quota integrativa, definita “assegno di assistenza”, pari ad euro 850 mensili,  come contributo al costo del lavoro di cura e assistenza, svolto da lavoratori domestici  o l’acquisto di servizi destinati al lavoro di cura e assistenza, forniti da imprese qualificate.

ATTENZIONE La quota fissa e la quota integrativa sono liquidate mediante due pagamenti separati:

  1. la quota fissa viene erogata secondo le modalità già in uso per il pagamento dell’indennità di accompagnamento;
  2. la quota integrativa viene erogata tramite specifico pagamento predisposto tramite la piattaforma “Prestazione Universale”.

L’INPS provvederà al monitoraggio della spesa al fine di un’eventuale rideterminazione dell’importo mensile della quota integrativa, qualora si verifichi uno scostamento fra il numero di domande pervenute e le risorse finanziarie individuate dal legislatore.

Leggi anche: Bonus mamme!

 

2) Prestazione universale anziani. i requisiti

Il riconoscimento della prestazione universale per gli anziani è subordinato al possesso dei seguenti requisiti:

  1. età anagrafica pari o superiore agli 80 anni;
  2. un livello di bisogno assistenziale gravissimo, valutato agli atti dalla Commissione medico-legale dell’INPS, anche in base alle indicazioni fornite dalla Commissione tecnico-scientifica nominata il 16 ottobre 2024 con DM n. 155/2024 e approvate con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 19 dicembre 2024;
  3. un valore ISEE  sociosanitario ordinario, in corso di validità, non superiore a euro 6.000;
  4. la titolarità dell’indennità di accompagnamento (art. 1, comma 1, della legge 11 febbraio 1980, n. 18) attiva. In caso di sospensione non sarà  riconosciuta la prestazione Universale.

Nello specifico per il liello di bisogno assistenziale gravissimo la legge  indica i seguenti casi:

  •  persone in condizione di coma, Stato Vegetativo (SV) oppure di Stato di Minima Coscienza (SMC) e con punteggio nella scala Glasgow Coma Scale (GCS)<=10;
  •  persone dipendenti da ventilazione meccanica assistita o non invasiva continuativa (24/7);
  •  persone con grave o gravissimo stato di demenza con un punteggio sulla scala Clinical Dementia Rating Scale (CDRS)>=4;
  •  persone con lesioni spinali fra C0/C5, di qualsiasi natura, con livello della lesione, identificata dal livello sulla scala ASIA Impairment Scale (AIS) di grado A o B. Nel caso di lesioni con esiti asimmetrici ambedue le lateralità devono essere valutate con lesione di grado A o B;
  •  persone con gravissima compromissione motoria da patologia neurologica o muscolare con bilancio muscolare complessivo <= 1 ai 4 arti alla scala Medical Research Council (MRC), o con punteggio alla Expanded Disability Status Scale (EDSS) >= 9, o in stadio 5 di Hoehn e Yahr mod;
  •  persone con deprivazione sensoriale complessa intesa come compresenza di minorazione visiva totale o con residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione o con residuo perimetrico binoculare inferiore al 10 per cento e ipoacusia, a prescindere dall’epoca di insorgenza, pari o superiore a 90 decibel HTL di media fra le frequenze 500, 1000, 2000 hertz nell’orecchio migliore;
  •  persone con gravissima disabilità comportamentale dello spettro autistico ascritta al livello 3 della classificazione del DSM-5;
  •  persone con diagnosi di Ritardo Mentale Grave o Profondo secondo classificazione DSM-5, con QI<=34 e con punteggio sulla scala Level of Activity in Profound/Severe Mental Retardation (LAPMER) <= 8;
  •  ogni altra persona in condizione di dipendenza vitale che necessiti di assistenza continuativa e monitoraggio nelle 24 ore, sette giorni su sette, per bisogni complessi derivanti dalle gravi condizioni psicofisiche.

INPS precisa che si considera “persona con disabilità gravissima” chi necessita di assistenza continua 24 ore su 24,  anche da più persone  contemporaneamente, l’interruzione della quale, anche per un periodo molto breve, può portare a complicanze gravi o anche alla morte.

3) Prestazione universale anziani: come fare domanda

La domanda potrà essere presentata online all’INPS a partire dal 2 gennaio 2025, tramite la pagina “Decreto Anziani – Prestazione Universale”,

  • sia personalmente, con la propria identità digitale, che
  • tramite i patronati.
15 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2025/01/bonus_anziani_2025_700.jpeg 350 700 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-15 19:18:112025-01-15 19:18:11Bonus anziani 2025: a chi spetta e per quali spese?
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Bonus tiroide 2025: quali importi e requisiti?

Il bonus tiroide 2025, Comunemente (ed impropriamente) denominato Bonus Tiroide, il sostegno in oggetto è in realtà una forma di assegno di invalidità, che si rivolge alle persone affette da tiroidismo. Non tutti sanno infatti che il tiroidismo è una patologia che talvolta può assumere connotazioni cliniche aspre e severe, che vanno a invalidare la quotidianità di una persona. Per questo motivo, chi è affetto da una patologia medio-grave può contare sull’assegno di invalidità.

Bonus tiroide: come ottenere l’invalidità civile

Ottenere l’invalidità civile per la tiroide non si differenzia dall’iter da seguire per tutte le altre patologie. Il soggetto interessato deve presentare domanda di invalidità, a seguito della quale verrà effettuato ad opera di una commissione medica, un accertamento. La finalità di tale accertamento è quella di verificare il diritto alla prestazione da parte del richiedente. Per ottenere la prestazione, il medico di base inoltra a INPS un certificato introduttivo contenente tutta la documentazione a testimonianza del disturbo da cui è affetto il paziente. Dopo di che, inizierà il normale iter di accertamento che, se avrà esito positivo, porterà all’erogazione della prestazione.

Invalidità per tiroide: quali percentuali e a quanto ammonta?

Per ottenere l’invalidità relativa alla malattia tiroidea, la percentuale di invalidità riconosciuta dalla Commissione deve essere superiore al 73%. Una invalidità tra il 74%-99% dà appunto diritto all’assegno mensile di assistenza, a condizione che però il reddito personale non superi circa 5.391,88 euro annui (valore aggiornato al 2024). L’ammontare della prestazione è di:

  • 286,01 euro per una percentuale di invalidità tra il 74% ed il 99%;
  • 550 euro per un’invalidità del 100%

Inoltre, il percettore potrebbe avere altresì diritto a permessi speciali per legge 104 e altre agevolazioni riservate a chi è affetto dalla sua patologia. Vediamo quali.

Tiroide e permessi speciali

La persona affetta da tiroidismo può anche contare sulla possibilità di chiedere permessi speciali, come riposi giornalieri di 1 o 2 ore; oppure di 3 giorni di permesso frazionabili in ore. Ha altresì diritto a rifiutare mansioni notturne, e a rifiutare trasferimenti.

Leggi anche : carta dedicata a te 2025!

Tiroidismo: sintomatologia e impatto sulla sfera lavorativa e sociale

Il tiroidismo è, ancora oggi, tra le patologie “invisibili” spesso minimizzate, e sulle quali si è creata negli anni molta poca consapevolezza. Sebbene lo spettro sia ampio e il ventaglio di sintomatologie e gravità delle stesse sia molto variegato, per molti può rappresentare davvero una sfida quotidiana, che mette a repentaglio il benessere psicofisico individuale. Quando la tiroide non funziona correttamente, può causare una serie di disturbi che influiscono profondamente sulla qualità della vita. Le due principali disfunzioni tiroidee sono l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo, condizioni opposte ma entrambe debilitanti in egual modo. L’ipotiroidismo si manifesta con un rallentamento del metabolismo, causando sintomi come stanchezza cronica, aumento di peso, intolleranza al freddo e depressione. Può influire sulla pelle, rendendola secca, sui capelli, che tendono a cadere, e sul sistema digestivo, provocando spesso stitichezza. Nei casi più gravi, un ipotiroidismo non trattato può portare a complicanze come il mixedema, una condizione grave e potenzialmente letale.

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L’ipertiroidismo, al contrario, accelera il metabolismo e provoca sintomi come perdita di peso, irritabilità, tachicardia e sudorazione eccessiva. Nei casi più avanzati, viene spesso associato al morbo di Basedow. Altri disturbi della tiroide includono il gozzo,  che si manifesta con un ingrossamento della ghiandola stessa, portando problemi di deglutizione e  respirazione, e i noduli tiroidei, che possono essere benigni o maligni e necessitano di una valutazione medica approfondita. Queste condizioni, sebbene comuni, sono spesso sottovalutate o diagnosticate tardivamente, con conseguenze significative sulla salute fisica e psicologica delle persone colpite. Per questo motivo, è fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e del trattamento delle malattie tiroidee. Screening regolari, un’attenzione ai sintomi e una maggiore consapevolezza possono fare la differenza nel garantire una qualità di vita migliore a chi ne è affetto.

15 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2025/01/Bonus-tiroide-grafica-16.6.2024-lazio5stelle.it_.jpg 800 1200 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-15 19:12:392025-01-15 19:12:39Bonus tiroide 2025: quali importi e requisiti?
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Mercati finanziari: le notizie di oggi, Lunedi 13 Gennaio!

Il calo di Nvidia trascina il comparto dopo l’annuncio di nuove restrizioni americane sull’export di chip. Petrolio in aumento con le nuove sanzioni Usa a Mosca. Vola il gas ad Amsterdam. Dollaro ai massimi in due anni con l’euro sotto 1,02 per la prima volta da novembre 2022. Lo spread si allarga nel finale a 124 punti base.

Chiusura in rosso per le borse europee in un clima di difficoltà generale sui mercati, appesantiti dai timori di un ritorno di fiamma dell’inflazione americana e di un rallentamento dei tagli dei tassi da parte della Fed. A Wall Street i tre indici principali hanno ormai cancellato i guadagni ottenuti dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 5 novembre, complice anche il rialzo dei rendimenti dei titoli del Tesoro (ai massimi da fine 2023), mentre l’aumento dei prezzi energetici, innescato dalle nuove sanzioni Usa contro la Russia, alimenta la paura che l’inflazione torni a rialzare la testa allontanando ulteriormente la nuova sforbiciata da parte della banca centrale europea. Gli investitori, già preoccupati da un mercato del lavoro forte in Usa, attendono quindi in settimana i dati sull’inflazione americana e le dichiarazioni dei governatori della banca centrale per poter avere elementi utili a intuire quale sarà il percorso della Fed sui tassi nel 2025. In calo anche Wall Street, che ha azzerato i guadagni realizzati subito dopo la vittoria di Donald Trump.

Wall Street in calo, azzera guadagni post vittoria Trump

Si muovono in calo gli indici a Wall Street, all’inizio di una settimana che prevede molti dati economici, tra cui quelli sull’inflazione di dicembre, e il via alla stagione delle trimestrali, con i resoconti finanziari delle grandi banche. Sotto pressione i titoli del settore chip, dopo che l’amministrazione Biden ha annunciato nuove e ampie restrizioni sull’esportazione di chip avanzati per l’intelligenza artificiale prodotti da Nvidia Corp – 2,37% e altre aziende, con l’obiettivo di limitare la loro vendita a Paesi non alleati degli Stati Uniti. I tre maggiori indici (Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq) sono reduci da due settimane consecutive in calo e hanno ormai cancellato i guadagni ottenuti dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 5 novembre, complice anche il rialzo dei rendimenti dei titoli del Tesoro, ai massimi dalla fine del 2023.

A Milano in testa Amplifon, St soffre con il tech

A Piazza Affari Amplifon chiude in testa al listino principale in rialzo del 2,5%, dopo che gli analisti di Intermonte hanno alzato la raccomandazione sul titolo a “outperform” e il target price a 33 euro dai 28 precedenti. Acquisti anche sui titoli energetici, spinti dal rialzo dei prezzi del greggio: Tenaris termina a +1% come Snam, +0,9% per Eni. Bene inoltre UniCredit (+0,7%), Bper (+0,7%) e Moncler (+0,6%). Chiude in rialzo dello 0,3% Tim, in vista della decisione del giudice sul contenzioso promosso da Vivendi sulla vendita della rete. Sul fronte opposto, soffre il comparto tech in scia a Nvidia – 2,37% St chiude così a -2,6%.

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Spread si allarga nel finale a 124 punti base

Prezzi in calo per i titoli di Stato dell’eurozona scambiati sul secondario telematico Mts con la conseguenza di una risalita dei rendimenti che ha caratterizzato i principali sovrani dell’area. I BTp in particolare con la conseguenza che lo spread con i Bund è tornato ad allargarsi. Nel finale il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005560948) e il Bund di pari scadenza si allarga a 124 punti base rispetto ai 121 indicati in avvio (stesso livello del closing di venerdì. Il rendimento dei decennali italiani prosegue la risalita e si attesta nel finale al 3,83% dal 3,81% di stamani e 3,77% al closing di venerdì scorso.

BTp: assegnati 2,75 mld a 3 anni e 3 mld a 7 anni

Il Tesoro ha collocato complessivamente 5,75 miliardi di euro nell’asta BTp a 3 e 7 anni: in crescita di circa mezzo punto percentuale i rendimenti. In particolare, la terza tranche del BTp 2,70% con scadenza 15 ottobre 2027 ha ricevuto ordini per 4,548 miliardi di euro ed è stata assegnata per complessivi 2,75 miliardi di euro: il rendimento si è attestato al 2,85%, pari a 49 punti base in più rispetto all’asta precedente. Il Tesoro ha poi assegnato 3 miliardi di euro della quarta tranche del BTp 3,15% con scadenza 15 novembre 2031 a fronte di una domanda di 4,879 miliardi: il rendimento lordo è stato del 3,49%, pari a un incremento di 57 punti base sull’asta precedente.

Dollaro ai massimi in due anni, euro sotto 1,02

Sul mercato valutario, il dollaro è sui massimi da due anni contro le altre principali valute. L’euro incrocia il biglietto verde a 1,0193 da 1,0230 venerdì in chiusura, scendendo sotto quota 1,02 dollari per la prima volta dal novembre 2022. La moneta unica vale anche 160,73 yen (da 161,49), mentre il rapporto dollaro/yen è a 157,44 (da 157,60). Continua a perdere terreno la sterlina, che sconta i timori sull’economia britannica: la divisa inglese vale 1,2129 dollari, sui minimi da novembre 2023, ed è indicata a 0,8419 per un euro (da 0,8372 venerdì in chiusura).

Petrolio in rialzo, vola il gas

In rialzo i prezzi del petrolio dopo l’annuncio di nuove sanzioni Usa nei confronti della Russia, che potrebbero pesare sull’offerta globale: il future febbraio sul Wti sale del 3% verso i 79 dollari al barile e il Brent marzo di circa 2 punti a 81,3 dollari. Vola il prezzo del gas naturale:ad Amsterdam il mercato di riferimento segna +7,5% a 48,4 euro al megawattora.

13 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2025/01/mercato-azionario.webp 694 1217 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-13 19:11:342025-01-13 19:11:34Mercati finanziari: le notizie di oggi, Lunedi 13 Gennaio!
Generale

Asseno unico 2025: importi, pagamenti ed isee!

Il 2025 é arrivato e tante famiglie si pongono domande sui prossimi pagamenti effettuati dall’Inps, in particolare per l’assegno unico universale che tra l’altro a breve godrà di un aumento dell’importo.

Comunicato dell’inps

L’Inps ha già comunicato quali sono le date di pagamento dell’assegno unico e di altre prestazioni, mantenendo nel 2025 un calendario simile a quello già utilizzato nel 2024. Come da consuetudine, l’assegno unico viene pagato subito dopo la seconda metà del mese di riferimento per coloro che lo prendono da tempo: discorso differente, invece, per chi ne ha fatto domanda il mese precedente oppure per coloro che nell’ultimo mese hanno subito una variazione del nucleo familiare tale da comportare un ricalcolo del beneficio, per i quali l’attesa si protrae fino alla fine del mese.

A tal proposito, ecco tutto quello che – con il 2025 – serve sapere sull’assegno unico universale: dalla prossima data di pagamento appunto alla scadenza entro cui rinnovare l’Isee, fino ai nuovi importi risultanti dalla rivalutazione (che tuttavia non verranno riconosciuti già a gennaio in quanto bisognerà attendere che venga ufficializzato il tasso definitivo).

Ma vediamo quali sono ledate da prendere in considerazione:

giovedì 16 gennaio 2025
venerdì 17 gennaio 2025
sabato 18 gennaio 2025

Attenzione però perché alcuni pagamenti possano slittare a lunedì 20 gennaio.

Dovranno attendere la fine del mese, invece, coloro che hanno fatto domanda di Assegno unico a dicembre, oppure chi nell’ultimo mese ha comunicato una variazione tale da comportare il ricalcolo della prestazione, ad esempio qualora nell’ultimo periodo ci sia stato un cambio dell’Isee. Per loro l’arrivo dei soldi è in programma nella settimana che va dal 27 al 31 gennaio 2025.

Ricordiamo che a ridosso del pagamento la data esatta viene comunicata dall’Inps ai diretti interessati attraverso i canali ufficiali, quindi tramite l’applicazione IO oppure nel portale dei pagamenti presente nell’area personale MyInps.

Entro quando rinnovare l’isee

Con l’arrivo dell’anno nuovo è poi il momento di rinnovare l’Isee per continuare a godere dell’assegno unico calcolato correttamente sulla base della propria condizione economica. Ricordiamo, infatti, che questa prestazione spetta anche a chi non presenta l’Isee, ma che in tal caso viene pagato l’importo minimo previsto dalla legge.

Chi quindi non rinnova l’Isee entro le scadenze previste deve mettere in conto che l’importo solitamente percepito potrebbe subire un taglio notevole. Nel dettaglio, il termine entro cui farlo è fissato al 28 febbraio 2025, il che significa che per le prossime due mensilità non bisogna temere alcun taglio.

Senza questo passaggio, a marzo 2025 l’Assegno unico verrà pagato ma l’importo si riduce al minimo. C’è comunque possibilità di recuperare quanto perso rinnovando l’Isee entro la fine di giugno: in questo caso in sede di conguaglio verranno pagati anche gli arretrati dei mesi precedenti.

 

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Rivalutazione anche nel 2025

A decorrere dal 2025 l’importo dell’assegno unico universale aumenta per effetto della rivalutazione, ossia quel meccanismo con cui gli importi della prestazione vengono adeguati al costo della vita.

Gli aumenti scattano da gennaio ma probabilmente l’Inps li riconoscerà solo a partire dal mese successivo visto che nel frattempo non è stato ancora comunicato il tasso definitivo di inflazione che verrà utilizzato per adeguare gli importi. In quella sede verranno anche riconosciuti gli arretrati riferiti a gennaio.

Come presentare la domanda

La domanda si presenta attraverso il portale INPS, entrando nell’area riservata con le proprie credenziali, attraverso Contact Center Multicanale (numero verde 803.164 gratuito da rete fissa oppure 06 164.164, da rete mobile a pagamento), o ancora rivolgendo agli istituti di patronato.

Leggi anche: Bonus mamme 2025

Quali importi percepiremo?

Per il momento sappiamo che l’indice di rivalutazione provvisorio è pari allo 0,8%: sappiamo quindi che la misura massima della prestazione sale a 200,99 euro (con Isee fino a 17.227,33 euro), mentre il minimo aumenta di appena 50 centesimi salendo a 57,45 euro (con Isee a partire da 45.939,56 euro).

Per quanto riguarda i figli maggiorenni, fino a un massimo di 21 anni, l’importo passa invece a un massimo di 97,68 euro a un minimo di 28,72 euro.

Nella procedura di domanda per l’AUU sono state implementate nuove funzionalità per inserire l’IBAN del conto corrente sul quale accreditare la prestazione: il servizio è stato infatti integrato al “Sistema Unico di Gestione IBAN”, per cui al momento della presentazione di una nuova domanda o di inserimento di una modifica delle modalità di pagamento, è possibile selezionare uno degli eventuali IBAN già registrati e utilizzati presso l’Istituto per altre prestazioni, oppure indicarne uno nuovo.

Aumentano da febbraio 2025 anche le maggiorazioni.

  • Con tre figli l’assegno sale di 97,68 euro con ISEE fino a 17.227,33 e di 17,24 euro per i redditi più alti;
  • per i figli non autosufficienti sale a 120,56 euro fino a 21 anni;
  • per i figli con disabilità grave la maggiorazione diventa di 109,07 euro;
  • per disabilità media la maggiorazione è di 97,68 euro fino ai 21 anni;
  • dopo i 21 anni, per i figli disabili scatta l’importo base per figli minorenni parametrato all’ISEE;
  • il bonus nel caso in cui lavorino entrambi i genitori sale a 35 euro;
  • la maggiorazione per madri con meno di 21 anni sale a 22,98 euro
12 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/09/article_00030.jpg 496 1240 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-12 11:30:172025-01-12 11:30:17Asseno unico 2025: importi, pagamenti ed isee!
Generale

Bonus natale 2024: Non lo hai percepito a dicembre? Richiedilo nel 730/25

Nel mese di dicembre  datori di lavoro e lavoratori sono stati alle prese con il Bonus Natale, un’indennità una tantum di massimo 100 euro netti, che è stata erogata direttamente in busta paga.

A chi spetta

Il bonus può essere richiesto dai lavoratori dipendenti, a prescindere dal tipo di contratto subordinato (indeterminato, determinato, intermittente etc). Sono esclusi però i co.co.co e più in generale, i titolari di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Per ottenere il bonus Natale, i lavoratori dovranno avere contemporaneamente specifici requisiti relativi a reddito, stato familiare e capienza fiscale:

Reddito: il reddito complessivo da lavoro dipendente, percepito tra il 1° gennaio 2024 e il 12 gennaio 2025, non deve eccedere i € 28.000. L’Agenzia delle Entrate ha specificato che deve essere considerato il cosiddetto “reddito di riferimento”, cioè quello da utilizzare per la determinazione delle agevolazioni fiscali, al netto dell’abitazione principale. Quindi, per esempio, si dovrà tenere conto dei redditi assoggettati a cedolare secca e delle mance detassate.

Stato familiare: Il lavoratore deve avere almeno un figlio fiscalmente a carico, anche se nato fuori del matrimonio, riconosciuto, adottivo, affiliato o affidato.
Sono considerati fiscalmente a carico i figli di età non superiore a 24 anni con reddito complessivo fino a 4mila euro al lordo degli oneri deducibili. I figli con più di 24 anni, invece, si considerano fiscalmente a carico se hanno un reddito non superiore a 2.840,51 euro.

Capienza fiscale: l’imposta lorda sul reddito da lavoro deve essere superiore alla detrazione prevista per i redditi di lavoro dipendente. La verifica della capienza deve essere effettuata senza operare la riduzione di 75 euro prevista dal d.lgs. 216/2023. La no tax area è di €8.501.

A quanto ammonta il bonus Natale

L’importo del bonus non è fisso e ammonta a massimo 100 euro netti, rapportati alle giornate effettivamente lavorate nel 2024, cioè le giornate per i quali il lavoratore ha diritto alle detrazioni per lavoro dipendente.

Come richiederlo

Il bonus Natale non è automatico. L’erogazione avviene:

  • presentando al datore di lavoro una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che ne attesti il diritto e tutte le condizioni, compreso codice fiscale del figlio e il codice dell’altro genitore. Nota. Solo i dipendenti pubblici dovranno effettuare la richiesta tramite il sito NOIPA entro il 23 novembre.
  • in alternativa, in dichiarazione di redditi (730/2025).

Rischio di vedersi recuperato il bonus

In sede di conguaglio il datore di lavoro verificherà la spettanza del bonus. Se il lavoratore non ne aveva diritto, il datore di lavoro provvederà al recupero in busta paga.

È fondamentale che il lavoratore consideri con attenzione tutte le condizioni per evitare errori. Non può certamente essere il datore di lavoro ad effettuare, ex ante, la verifica delle condizioni di spettanza.
Per questo è consigliabile procedere in fase di dichiarazione dei redditi.

I lavoratori che avessero fruito del bonus pur non avendone diritto o in misura superiore e non ci sia la possibilità per il datore di lavoro di effettuare il recupero (es. rapporto cessato durante l’anno o bonus richiesto da altro coniuge/convivente) dovranno restituire, nella successiva dichiarazione dei redditi, quanto indebitamente percepito.

Cosa deve fare il datore di lavoro

Il datore di lavoro raccoglierà le autocertificazioni, anticiperà il bonus e utilizzerà il credito maturato in compensazione attraverso l’F24 a partire dal giorno successivo all’erogazione in busta paga mediante il CODICE TRIBUTO 1703.
Il datore di lavoro è tenuto a conservare tutta la documentazione a prova dell’autocertificazione fornita dal lavoratore che va messa a disposizione degli organi di controllo, qualora ciò sia richiesto.

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Casi particolari

Precedenti rapporti di lavoro durante l’anno
Il lavoratore che ha svolto più lavori con datori di lavoro diversi durante l’anno deve presentare la dichiarazione sostitutiva fornendo tutti i dati reddituali utili dei precedenti rapporti.

Leggi anche bonus mamme lavoratrici

Più rapporti in essere anche part time
In presenza di più rapporti in essere, il bonus Natale va chiesto ad un solo datore di lavoro e i giorni da considerare per il calcolo vanno calcolati una sola volta. L’importo potrebbe essere calcolato in misura inferiore nel caso in cui le giornate di detrazione di lavoro dipendente spettanti siano inferiori a quelle per l’intero periodo d’imposta. Anche in questo caso il lavoratore dovrà fornire tutti i dati reddituali utili, compresi i giorni di detrazione presso gli altri datori di lavoro.

Niente cumolo in famiglia, un bonus per ogni nucleo familiare effettivo
Il bonus Natale non spetta al lavoratore dipendente il cui coniuge, non legalmente ed effettivamente separato, o il cui convivente (secondo la legge Cirinnà) sia beneficiario della stessa indennità. I genitori che hanno entrambi fiscalmente a carico almeno un figlio ma non sono coniugati o conviventi, nel rispetto delle altre condizioni previste dalla norma, potranno ricevere entrambi il bonus.

10 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2025/01/images.jpeg 183 275 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-10 18:38:282025-01-10 18:38:28Bonus natale 2024: Non lo hai percepito a dicembre? Richiedilo nel 730/25
Generale

Bonus mamme lavoratrici 2025: ecco le ultime novità!

Il bonus mamme lavoratici consiste in un’esonero contribuitivo rivolto alle lavoratrici dipendenti (escluse le lavoratrici domestiche) e alle lavoratrici autonome con redditi da lavoro autonomo, d’impresa o da partecipazione, che non hanno optato per il regime forfettario.

Per ottenerlo, le lavoratrici devono essere madri di almeno due figli. L’esonero contributivo è valido fino al decimo anno di età del figlio più piccolo. Dal 2027, per le madri di tre o più figli, la durata si estende fino al diciottesimo anno di età del figlio più piccolo. L’esonero spetta a condizione che la retribuzione o il reddito imponibile non superi i 40.000 euro annui. La misura precisa dell’esonero contributivo sarà definita con un decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Esonero per lavoratrici autonome

Per le lavoratrici autonome iscritte all’assicurazione generale obbligatoria INPS e alla Gestione Separata, l’esonero sarà calcolato in base al reddito minimo previsto dalla legge 2 agosto 1990, n. 233, e sarà soggetto ai limiti degli aiuti de minimis.

Cosa cambia nel Bonus Mamme 2025?

Il Bonus Mamme 2025, destinato alle madri lavoratrici con due o più figli, è stato aggiornato con importanti novità che ne modificano l’accesso e l’importo.

Ecco i cambiamenti principali:
  • Limite di Reddito: solo chi guadagna meno di 40.000 euro l’anno potrà beneficiarne.

  • Esonero Contributivo Parziale: non sarà più totale, ma verrà applicato solo a una parte dei contributi previdenziali.

  • Estensione del Bonus: disponibile anche per lavoratrici autonome e a tempo determinato.

Requisiti per accedere al Bonus Mamme 2025

Per ottenere il Bonus Mamme 2025, è fondamentale rispettare alcuni requisiti ben definiti.

Numero di figli

  • Due figli: il più piccolo deve avere meno di 10 anni.

  • Tre o più figli: dal 2027, la validità del bonus sarà legata all’età del figlio più giovane, che dovrà essere minorenne.

Tipologia di contratto

  • Ammesse: lavoratrici dipendenti (a tempo determinato e indeterminato) e autonome.

  • Escluse: pensionate, disoccupate, colf, badanti e chi aderisce al regime forfettario.

Limite di reddito

Il reddito imponibile non deve superare i 40.000 euro annui.

Esonero contributivo 2025: totale o parziale?

Uno degli aspetti più rilevanti del Bonus Mamme 2025 è il cambiamento relativo all’esonero contributivo:

  • Fino al 2024: l’esonero era totale, eliminando completamente i contributi previdenziali.

  • Dal 2025: lo sconto sarà parziale. La percentuale verrà definita tramite decreto ministeriale entro la fine di gennaio.

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Come richiedere il Bonus Mamme 2025

 

Richiedere il Bonus Mamme è un processo semplice e veloce. Segui questi passaggi:
Comunicazione al datore di lavoro
Le lavoratrici interessate devono informare il proprio datore di lavoro dell’intenzione di usufruire del bonus.
Documentazione necessaria
È richiesto l’invio dei dati personali e dei codici fiscali dei figli per verificare i requisiti.
Conferma dei requisiti

Assicurarsi di rispettare i criteri previsti (numero di figli, limite di reddito e tipologia contrattuale).

Chi rimane escluso dal Bonus Mamme 2025?

Non tutte le lavoratrici possono accedere al bonus. Ecco chi è escluso:

  • Madri con reddito superiore a 40.000 euro annui.

  • Lavoratrici con un solo figlio.

  • Pensionate, disoccupate, colf, badanti e chi rientra nel regime forfettario.

Domande frequenti sul Bonus Mamme 2025

Chi può accedere al Bonus Mamme 2025?

Le madri lavoratrici con almeno due figli, un reddito inferiore a 40.000 euro, e un contratto idoneo.

Come cambia l’esonero contributivo nel 2025?

Diventa parziale. La percentuale di riduzione sarà stabilita da un decreto ministeriale.

Quando scade il Bonus Mamme?

Non è prevista una scadenza, ma i requisiti possono variare in base alla normativa futura.

10 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/10/bonus-mamma-arabonormannaunesco.it-10062024.jpg 800 1200 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-10 18:28:282025-01-10 18:28:28Bonus mamme lavoratrici 2025: ecco le ultime novità!
Generale

Bonus 100 euro a natale: ecco le ultime novità!

Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, in un intervento alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, ha spiegato che questo requisito deriva dal fatto che l’indennità nasce come “alternativa alla prevista detassazione della tredicesima mensilità”, quindi la premessa per la spettanza del bonus è che vi sia una “tassazione su un ammontare imponibile”.

Poi ha annunciato che arriverà una circolare dell’Agenzia delle entrate per chiarire esattamente se e quali tra i lavoratori che convivono in una coppia di fatto potranno accedere all’agevolazione e ha sottolineato che la misura si basa sull’impianto dell’articolo 12 del Tuir (Testo unico sui redditi), relativo alle detrazioni per carichi di famiglia, che risale agli anni ’90 e su cui “occorrerà intervenire nella prospettiva di un aggiornamento alla realtà socio-economica odierna”.

 

Il Bonus Natale e la capienza fiscale

Novità sul fronte del Bonus Natale: fra le condizioni per riceverlo, oltre ad avere un reddito fino a 28mila euro e fiscalmente a carico un coniuge e almeno un figlio, serve anche una sufficiente capienza fiscale. Lo ha specificato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo nel suo intervento di ieri alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, secondo quanto riporta il resoconto sommario della seduta

 

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Un’alternativa alla prevista detassazione della tredicesima

Questo requisito, ha spiegato Leo, deriva dal fatto che l’indennità nasce come “alternativa alla prevista detassazione della tredicesima mensilità”, quindi la premessa per la spettanza del bonus è che vi sia una “tassazione su un ammontare imponibile”

 

Non per tutte le coppie di fatto

Il viceministro ha anche chiarito che il Bonus Natale spetta alle famiglie, anche monogenitoriali con figli a carico, ma solo in caso di vedovanza o se il figlio è affidato (o adottato) a un solo genitore o se l’altro genitore non l’ha riconosciuto. In tal caso non deve essere coniugato o essere in unione registrata, pur potendo convivere con altra persona. Le stesse condizioni – ha quindi aggiunto – valgono quindi per la famiglia di fatto, non registrata. Il reddito di riferimento, ha precisato il viceministro, è quello complessivo, nel quale sono computate anche altre fonti di reddito, come ad esempio i redditi esenti dei rimpatriati, mentre non va computato il reddito della prima casa

Leggi anche: Bonus asilo nido!

L’articolo 12 del Tuir

La misura, ha spiegato il viceministro, si basa sull’impianto dell’articolo 12 del Tuir (Testo unico sui redditi), relativo alle detrazioni per carichi di famiglia. Una norma che, ha puntualizzato Leo, risale agli anni ’90 e su cui “occorrerà intervenire nella prospettiva di un aggiornamento alla realtà socio-economica odierna”. L’articolo, ha precisato, inizialmente consentiva la semplice detrazione per coniuge a carico e la detrazione per figlio a carico, mentre nel corso degli anni si è stratificata una complessità normativa volta a differenziare una molteplicità di casi distinti. Leo ha detto quindi di condividere l’esigenza di aggiornare l’impostazione, confermando la volontà del governo di procedere in tal senso e assicurando che la delega consentirà di metterci mano in modo organico e che arriverà una circolare chiarificatrice dell’Agenzia delle entrate

 

Pd: “È un Bonus vedovi”

Il Bonus Natale ha però incontrato le critiche delle opposizioni. “Dopo le dichiarazioni di Leo, possiamo cominciare a chiamare il cosiddetto ‘Bonus Natale’, ‘Bonus vedovi’. Dopo essersi accorto che venivano escluse tutte le coppie di fatto, il viceministro ora annuncia una circolare la quale chiarirà che il bonus spetterà anche ‘in mancanza del coniuge’, ovvero ai vedovi (e alle vedove) anche riaccompagnati. Alla maggioranza e al governo diciamo: fermatevi e confrontatevi con le opposizioni per fare il punto sul bonus e sulle famiglie, dal momento che i modelli di famiglia, come sa bene Giorgia Meloni, sono molti”, ha detto in una nota il senatore Daniele Manca, capogruppo del Pd in Commissione Bilancio. “Crediamo non sia il caso di fare discriminazioni su discriminazioni. La destra – aggiunge – deve prendere atto che la famiglia è cambiata, non si possono escludere le coppie di fatto. Si fermino e discutiamo seriamente su come sostenere tutte le famiglie, attraverso una revisione dell’articolo 12 del Tuir”

 

M5S: “Un pastrocchio discriminatorio e patriarcale”

“Più che bonus, quello che sta per essere confezionato nel Dl omnibus è un autentico ‘malus’ Natale. Parliamo di un pastrocchio inenarrabile, discriminatorio, patriarcale e del tutto impalpabile – attacca in una nota anche Elisa Pirro, capogruppo M5S in commissione Bilancio del Senato – Il ‘malus’ da 100 euro può essere richiesto, in base a quanto spiegato dal viceministro Leo, solo se si hanno coniuge e figli a carico e un reddito lordo non superiore a 28mila euro. Una costruzione perversa, che esclude nuclei in cui magari si percepiscono due redditi comunque sotto i 28mila euro. Da qui la caratteristica un po’ patriarcale della misura, essendo molto più numerosi i nuclei in cui l’unico reddito è quello dell’uomo. Ad ogni modo la misura è a richiesta e assolutamente circoscritta. In più sarà a saldo negativo anche per i beneficiari: quei 100 euro in più a Natale saranno presto più che fagocitati dai tagli alla sanità, alle pensioni, agli investimenti, agli interventi di protezione sociale”

 

Azione: “Il bonus Natale disincentiva il lavoro femminile”

“Il cosiddetto Buono di Natale non andrà alle famiglie dove lavorano anche le donne. Un esempio: se in una famiglia con figli lavora solo il marito con un reddito minore di 28mila euro arriva il bonus Natale. Se in una famiglia lavorano entrambi i genitori, anche se complessivamente il reddito è meno di 28mila euro, il buono non arriva – scrive sui social Elena Bonetti, vicepresidente di Azione – Cosa se ne dovrebbe dedurre? Che il governo, anche a parità di reddito, premia solo le famiglie dove le donne non lavorano e sono a carico dei mariti (o compagni). In un Paese con il basso tasso di occupazione femminile come l’Italia, si dovrebbe agire esattamente all’opposto, incentivando economicamente le donne che lavorano con basso reddito

26 Settembre 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2023/10/text-bonus-office-desk-calculator-notepad-with-documents-business-concept_332544-502.jpg 1333 2000 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-09-26 13:04:562024-09-26 13:04:56Bonus 100 euro a natale: ecco le ultime novità!
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Scorrere verso l’alto