Il Governo Meloni ha confermato il bonus latte artificiale anche per il 2023. Il contributo è destinato a tutte le neo mamme e copre le spese fino al sesto mese di vita del bebè. Vediamo la data entro cui presentare la domanda, a quanto ammonta e i requisiti.

Bonus latte artificiale 2023: la data e a chi è destinato

Introdotto per la prima volta alla fine del 2019, il bonus latte artificiale è stato confermato anche per il 2023. Il contributo è stato pensato dal Governo per le neo mamme che, per questioni di salute, non possono allattare e hanno bisogno di alternative al latte materno. Considerando che i sostituti di questo bene di prima necessità costano davvero tanto, l’esecutivo ha studiato un incentivo ad hoc.

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Il bonus latte artificiale è pari a 400 euro ed è destinato alle donne che hanno un reddito Isee inferiore o pari 30 mila euro l’anno e una patologia, sia temporanea che permanente. Il contributo può essere richiesto anche dalle famiglie delle mamme che sono morte di parto.

Per quanto riguarda la data, l’incentivo può essere richiesto direttamente all’Asl del territorio di residenza nel momento in cui se ne ha bisogno. E’ riconosciuto dalla nascita del neonato fino al sesto mese ed erogato direttamente dalla Regione di appartenenza.

Bonus latte artificiale 2023: le patologie riconosciute

Come già anticipato, verrà riconosciuto soltanto in presenza di determinate patologie, sia temporanee che permanenti. Tra queste ultime, ci sono: infezioni da HTLV (1 e 2), sindrome di Sheehan, alattogenesi ereditaria, ipotrofia bilaterale della ghiandola mammaria e mastectomia bilaterale.

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Per quanto riguarda le malattie temporanee, che vanno controllate con cadenza mensile, troviamo: infezione da HCV con lesione sanguinante del capezzolo, infezione da HSV con lesione erpetica sul seno o capezzolo, infezione ricorrente da streptococco di gruppo B, lesione luetica sul seno, tubercolosi bacillifera non trattata e mastite tubercolare l’infezione da virus varicella zooster. Inoltre, vengono riconosciute anche condizioni/esami come: esecuzione di scintigrafia, assunzione di farmaci che vanno ad inficiare l’allattamento, assunzione di droghe (tranne metadone) e condizione di alcolismo.

Ovviamente, le patologie devono essere certificate da medici del Servizio Sanitario Nazionale, sia dal neonatologo che dal pediatra o dal medico di base. Sono sempre loro a dover confermare, in caso di malattia temporanea, la diagnosi di mese in mese.

Come già annunciato nei giorni precedenti, è stato confermato anche per il 4° trimestre 2023 il bonus bollette, ma vediamo insieme quelli che sono i requisiti e gli importi che verranno riconosciuti come sconto direttamente in bolletta.

Il bonus bollette non solo è stato confermato, ma per questi ultimi tre mesi sarà potenziato, si parla infatti di un sostegno a cui sarà aggiunto anche un ulteriore contributo straordinario, in vista dei possibili aumenti dei prossimi mesi.

A comunicare con precisione quali saranno gli sconti automatici in bolletta per le famiglie in difficoltà è la stessa Arera.

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Bonus bollette potenziato: il contributo straordinario

Il bonus consiste in uno sconto diretto in bolletta a tutte le famiglie che si trovano entro una precisa soglia economica, valutata grazie all’ISEE. Arera spiega che con questo sostegno verrà garantito anche un contributo straordinario, introdotto per far fronte agli ultimi aumenti:

Per il IV trimestre 2023, il Governo ha previsto l’aggiornamento del bonus ordinario, e l’erogazione di un contributo straordinario, corrisposto insieme al bonus elettrico, al fine di contenere per i clienti domestici beneficiari delle agevolazioni, gli incrementi della spesa per le forniture conseguenti alle variazioni dei prezzi dell’energia elettrica.

Buone notizie quindi per chi già riceveva il sostegno, che potrà riceverlo ulteriormente anche nei prossimi mesi. Il bonus verrà quindi garantito in modo automatico in bolletta, a coloro che rientrano tra i beneficiari.

Per poter ricevere questi sconti, l’ISEE non deve superare 15.000 euro, tuttavia questa soglia è sempre innalzata a 30.000 euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico. Tra i beneficiari del bonus bollette troviamo anche coloro che ricevono ancora la pensione o il reddito di cittadinanza.

Ricordiamo che coloro che dispongono di un’apparecchiatura a casa per la cura di una problematica di salute, possono accedere ad un bonus sociale specifico sulle spese per l’energia elettrica.

Quando arriva il bonus bollette potenziato

Il nuovo bonus bollette arriverà direttamente sulle bollette relative a ottobre, novembre e dicembre 2023, e per riceverlo non sarà necessario presentare alcuna richiesta specifica.

I beneficiari infatti continueranno a riceverlo direttamente sulla bolletta, come sconto sulla cifra finale, se sussistono i requisiti economici previsti. Va fatta una precisazione per ciò che riguarda gli importi del nuovo bonus bollette.

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Qui di seguito vediamo qual è la cifra dello sconto per le famiglie con ISEE inferiore a 9.530 euro, che riceveranno il sostegno in misura piena:

  • 1 o 2 componenti del nucleo familiare: bonus di 98,44 euro;

  • 3 o 4 componenti del nucleo familiare: bonus di 127,88 euro;

  • oltre 4 componenti del nucleo familiare: bonus di 143,52 euro.

In questi importi è già calcolato il contributo straordinario, relativo al bonus potenziato, sommato al bonus ordinario e all’aggiornamento degli importi. Chi invece ha un ISEE compreso tra 9.530 e 15.000 euro, non riceverà la misura con importo pieno, ma con bonus all’80%:

  • 3 o 4 componenti del nucleo familiare: bonus di 117,392 euro;

  • oltre 4 componenti del nucleo familiare: bonus di 131,744 euro.

Non tutti riceveranno quindi lo stesso tipo di sostegno, perché gli importi sono variabili in base alla composizione del nucleo familiare e all’ISEE.

Il bonus infanzia 2024, che da l’opportunità di ottenere un assegno fino a 400 euro al mese per chi ha bimbi con età compresa tra 0 e 6 anni, si prospetta come una novità fondamentale. Questa misura, annunciata durante l’approvazione della Nota di aggiornamento al Def, potrebbe diventare una delle pietre miliari della Manovra 2024 del governo Meloni. L’obiettivo principale del Reddito di Infanzia è chiaro: rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie, incentivare le nascite e contrastare la diminuzione delle nascite, che ha raggiunto minimi storici in Italia. Questo intervento è di fondamentale importanza per prevenire una crisi demografica che potrebbe avere conseguenze dirette sul sistema previdenziale e sul futuro del Paese.

La famiglia torna ad essere considerata un elemento chiave per la crescita della nazione, un elemento cruciale per il potenziamento della società e dell’economia. Il Reddito di Infanzia rappresenta una proposta di legge inclusa nel pacchetto di misure a sostegno delle famiglie, e ora vediamo insieme le caratteristiche principali di questa nuova misura a favore dei figli.

Cos’è il bonus infanzia?

Il  bonus infanzia è un contributo economico pari a 400 euro erogato per ciascun figlio a carico fino a 6 anni di età. È importante notare che questo contributo potrebbe essere incrementato per le famiglie monogenitoriali o per quelle con figli con disabilità.

Una delle caratteristiche più interessanti di questa misura è che il Reddito di Infanzia sarebbe riconosciuto alle famiglie con figli a carico senza particolari soglie reddituali ISEE. In altre parole, il contributo spetterebbe alle famiglie con redditi fino a 90.000 euro, offrendo un sostegno economico più ampio rispetto alle condizioni previste per l’Assegno Unico Universale (Auu), che attualmente garantisce un importo massimo di 250 euro per ogni figlio, comprese le maggiorazioni.

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Come Richiedere il Bonus Infanzia?

La gestione del Reddito di Infanzia 2024 potrebbe essere affidata ai Comuni, con la possibilità che l’assegno venga riconosciuto su richiesta e distribuito dall’INPS. Tuttavia, non è esclusa l’erogazione automatica del contributo. Ulteriori dettagli saranno resi noti una volta che la misura diventerà ufficiale.

Cosa Accadrà per Chi Partorirà nel 2024?

Nel 2024, rimarrà attivo l’Assegno di Maternità dei Comuni, che sarà erogato su richiesta alle mamme disoccupate. Questo beneficio consente di ricevere un contributo mensile di 383,46 euro per 5 mensilità, per un totale di 1.917,30 euro, a condizione che siano rispettati i requisiti di legge. L’assegno viene erogato in caso di parto, adozione o affidamento di un minore.

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Quando sarà introdotto il Reddito di Infanzia da 400 Euro?

Attualmente, le risorse finanziarie per la prossima manovra sono limitate, e quindi sarà necessario stabilire da dove e come il governo italiano potrà reperire le nuove risorse necessarie per garantire il Reddito di Infanzia nel 2024. Tuttavia, non è da escludere che possano essere apportate modifiche ai requisiti dell’Assegno Unico Universale per fare spazio al Reddito di Infanzia. Saranno necessari ulteriori dettagli che saranno resi noti nei prossimi giorni.

Come cambia l’importo dell’assegno unico nel 2024 grazie alla rivalutazione dello stesso in rapporto all’inflazione?  Vediamo come calcolare i nuovi importi.

Il Governo ha stimato che la rivalutazione dell’assegno unico che verrà applicata dal 1° gennaio 2024 prevede un aumento degli importi pari al 5,3%. Ma che cosa significa?

Assegno unico 2024, cos’è l’effetto inflazione e cosa cambia

Quando parliamo di rivalutazione facciamo riferimento all’effetto dell’inflazione sugli importi dei sussidi.

Infatti, ogni anno l’ISTAT denota l’andamento dei prezzi al consumo e fissa una percentuale che dovrà essere applicata alle singole agevolazioni affinché si possano adeguare all’aumento generale dei prezzi.

All’aumento dei prezzi al consumo, quindi, deve corrispondere un aumento dei sostegni statali per le famiglie e conseguentemente anche un adeguamento delle soglie ISEE.

Ecco i nuovi importi che sono stati stimati sull’assegno unico e che verranno applicati a partire dal 1° gennaio 2024.

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Assegno unico, ecco di quanto aumenta nel 2024

Secondo le previsioni del Governo, dal 1° gennaio 2024 l’assegno unico aumenterà per le famiglie con una rivalutazione stimata al 5,3%.

Le stime sull’andamento dell’inflazione in Italia sono state riviste al ribasso – inizialmente erano fissate al 5,4% – in quanto l’economia si sta lentamente riprendendo.

La percentuale ipotizzata dal Governo non è certo sia quella definitiva, ma anzi potrebbe variare in base a quanto descritto dall’ISTAT. Il valore definitivo dovrebbe arrivare attorno a novembre o dicembre di quest’anno.

Tutti i nuovi importi dell’assegno unico dal 2024

Ma in termici monetari, di quanto aumenta l’assegno unico nel 2024 grazie all’effetto dell’inflazione? Lo scorso anno abbiamo beneficiato di una rivalutazione all’8,1%, mentre per quest’anno la percentuale dovrebbe essere più contenuta.

Ipotizzando una rivalutazione al 5,4%, i nuovi importi dell’assegno unico sarebbero i seguenti:

  • Quota base per figli minorenni – da 189,20 a 199,41 euro (aumento di circa 10 euro);

  • Quota base per figli maggiorenni ovvero maggiorazione per figli successivi al secondo – da 91,90 a 96,86 euro (aumento di circa 5 euro);

  • Maggiorazione per i genitori percettori di reddito – da 32,40 a 34,14 euro (aumento di circa 2 euro);

  • Maggiorazione per figli non autosufficienti – da 113,50 a 119,62 euro (aumento di circa 6 euro);

  • Maggiorazione per figli con disabilità grave – da 102,70 a 108,24 euro (aumento di circa 5,50 euro);

  • Maggiorazione in favore delle mamme under 21 – da 21,60 a 22,76 euro (aumento di circa 1 euro).

Non è prevista l’applicazione della rivalutazione, invece, sui 150 euro al mese spettanti alle famiglie con almeno 4 figli a carico.

Come cambiano le fasce ISEE

Di pari passo con l’adeguamento degli importi all’inflazione, anche le soglie ISEE verranno modificate in funzione dell’indice dei prezzi al consumo.

In questo senso, sempre considerando una rivalutazione pari al 5,4%, la soglia minima ISEE con la quale ottenere l’importo massimo dell’assegno unico passerebbe da 16.215 euro a 17.100 euro (circa).

La soglia massima, invece, salirebbe a 45.574 euro (mentre ad oggi è pari a 43.240 euro). A fronte di questo ISEE spetterebbe il minimo importo dell’assegno unico, pari a:

  • 57,02 euro per i minorenni (54,10 euro oggi);

  • 28,45 euro per i maggiorenni (27 euro oggi).

Buone notizie per chi vuole cambiare gli elettrodomestici e passare ad uno ad alta efficienza energetica. La nuova manovra fiscale porta per il bonus elettrodomestici  importanti novità.

Il governo italiano infatti sta lavorando a una proposta della Lega che mira a incentivare il passaggio da vecchi elettrodomestici a modelli di alta efficienza energetica.

La proposta prevede che il bonus per l’acquisto di elettrodomestici di alta efficienza energetica sia valido per gli anni 2023, 2024 e 2025. Questo rappresenta un impegno pluriennale da parte del governo per promuovere la sostenibilità energetica attraverso l’uso di apparecchiature più efficienti.

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Il contributo economico

Una delle parti cruciali della proposta è il contributo economico offerto agli acquirenti di elettrodomestici efficienti. Questo contributo è fissato al 30% del costo di acquisto dell’elettrodomestico, con un limite massimo di 100 euro per ogni apparecchio.

Tuttavia, se il reddito ISEE del nucleo familiare dell’acquirente è inferiore a 25.000 euro, il limite massimo può arrivare a 200 euro.

Per attuare questo programma, è previsto un fondo con una dotazione di 400 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025. Questi fondi sono destinati a sostenere finanziariamente gli acquirenti che optano per elettrodomestici più efficienti dal punto di vista energetico.

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Quali elettrodomestici sono inclusi – Attesa per l’approvazione in Manovra

La proposta di legge specifica anche le classi energetiche dei vari elettrodomestici ammissibili al bonus.

Questi includono:

  • Classe A per forni

  • Classe E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie

  • Classe F per frigoriferi e congelatori

Questi sono considerati “grandi elettrodomestici” e rientrano nell’ambito del bonus.

Sconto del 50% ancora in vigore

Nel frattempo, per il 2023 e il 2024, rimane in vigore lo sconto del 50% sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici, con un limite di spesa massimo di 8.000 euro per quest’anno e 5.000 euro per l’anno prossimo. Questa detrazione Irpef rappresenta un beneficio per chi acquista mobili ed elettrodomestici nuovi per arredare un immobile oggetto di lavori di ammodernamento.

In sostanza, il nuovo bonus elettrodomestici rappresenta un’opportunità interessante per gli acquirenti in Italia. Non solo offre un incentivo finanziario significativo per l’acquisto di apparecchi più efficienti dal punto di vista energetico, ma promuove anche la sostenibilità ambientale attraverso lo smaltimento corretto degli elettrodomestici obsoleti.

Altresì, l’attuazione effettiva della proposta dipenderà dalla sua inclusione nella Manovra Economica e dalla valutazione del Ministro dell’Economia. Gli acquirenti di elettrodomestici dovrebbero rimanere informati sullo sviluppo di questa proposta e considerare come essa potrebbe influenzare le loro decisioni future di acquisto.

Confermato anche per il 2023 il bonus bicicletta, fino ad un massimo di 1000 euro e la buona notizia è che è senza limiti di isee.

Ma vediamo nello specifico in cosa consiste e chi può beneficiarne.

Il Bonus Bici 2023 rappresenta un incentivo interessante per coloro che desiderano contribuire alla mobilità sostenibile e alla salvaguardia dell’ambiente. Questa agevolazione offre un contributo economico per l’acquisto di biciclette tradizionali e cargo bike. Ma occorre sottolineare che la sua disponibilità e le percentuali di rimborso variano da regione a regione.

In alcune zone, il contributo può coprire dal 30% al 60% del prezzo d’acquisto della bicicletta. Ma c’è un’opportunità ancora più allettante per chi rottama un veicolo inquinante: in questo caso, la percentuale di rimborso può salire fino al 70%. Per biciclette a pedalata assistita o cargo bike a pedalata assistita, i contributi possono variare tra 300 e 1.000 euro, a seconda delle specifiche regionali.

Leggi anche: hai un reddito inferiore ai 35.000 euro? Ecco gli aiuti previsti.

Chi può richiedere il Bonus Bici 2023

Per beneficiare del Bonus Bicicletta, è importante soddisfare alcuni requisiti chiave:

  • essere maggiorenni, solo le persone maggiorenni sono idonee a richiedere questo incentivo.

  • avere la residenza in Italia, la residenza in Italia è un requisito fondamentale per poter accedere al Bonus Bici 2023

  • intestatario della fattura o ricevuta fiscale, il richiedente deve essere l’intestatario della fattura o della ricevuta fiscale per l’acquisto della bicicletta.

  • il conto corrente per l’accredito, si richiede di essere l’intestatario del conto corrente sul quale verrà effettuato l’accredito del contributo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Leggi anche: quanto ne guadagna l’ambiente con le bicicletta elettriche?

Per compilare la domanda, visita il sito web dell’ente regionale o dell’amministrazione locale che gestisce il Bonus Bici nella tua area. Cerca le informazioni sul Bonus Bici 2023 e troverai un modulo online di richiesta che dovrai compilare con i tuoi dati personali e le informazioni sulla bicicletta.

Contro l’inflazione che continua a galoppare anche nel terzo trimestre, é stato istituito il carrello fai-da-te o anche “carrello tricolore” voluto dal governo per calmierare i prezzi della spesa di tutti i giorni. Le diverse catene stanno mettendo a punto contenuti e promozioni in vista dell’apertura ufficiale del programma, il primo ottobre (fino al 31 dicembre). Dalla pasta al caffè, dai saponi ai pannolini per bebè, ma anche il cibo per gli animali domestici o la carta igienica sono tanti i prodotti che beneficeranno dei prezzi calmierati per contrastare l’inflazione. Non mancano, in alcuni casi, vino, aperitivi e patatine fritte. E ci sono offerte anche su beni di fascia alta come i prodotti biologici, salutistici o equi e solidali.

Gdo in ordine sparsi sui prodotti con prezzi calmierati

Il patto è stato firmato il 28 settembre con le associazioni del commercio e della distribuzione prevede “totale libertà”. Fa riferimento in generale ai beni di prima necessità, alimentari e non alimentari di largo consumo. Tra questi vi rientrano anche i prodotti per l’infanzia e la cura della persona. Un carrello della spesa che ogni azienda può declinare a modo suo: sono oltre 1200 gli articoli calmierati da Coop, oltre 900 da Carrefour, oltre 600 da Conad e oltre 300 da Despar. A questi si aggiungeranno iniziative straordinarie e promozioni speciali, come quelle legate alla carta dedicata a te.

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Tra le grandi marche aderisce Ferrero

Dalle prime notizie, un elemento comune delle offerte è che riguarderanno innanzitutto i prodotti a marchio proprio del distributore. I prezzi calmierati contro l’inflazione si concentreranno su questi articoli le campagne promozionali, in attesa che le grandi marche decidano se e come aderire al carrello tricolore. Al momento solo Ferrero ha annunciato che comunicherà a breve la propria partecipazione al ministero delle Imprese e del made in Italy. «La riduzione del potere d’acquisto dei consumatori è una cosa seria», ha dichiarato la stessa società a margine di un evento a Milano.

L’impegno delle associazioni dell’industria alimentare e del largo consumo è solo a informare le proprie aziende e promuovere la loro partecipazione al trimestre anti-inflazione, nel rispetto della libertà d’impresa. È stata questa la condizione per firmare una lettera di intenti dei presidenti di Centromarca, Francesco Mutti, di Ibc, Flavio Ferretti, di Unionfood, Paolo Barilla, e di Federalimentare, Paolo Mascarino.

Oltre 22mila operatori coinvolti

Il protocollo stabiliva che entro il 23 settembre le associazioni avrebbero dovuto fornire la lista degli associati che volontariamente aderiscono. Il 28 settembre è stato pubblicato un elenco, diviso per province ma non ancora definitivo, sul sito del Mimit: la quota raggiunta è di circa 22mila operatori. La cifra è destinata a salire anche se alcune associazioni presentano un tasso di partecipazione ancora basso rispetto al numero di iscritti. Il portale contiene anche delle Faq per le imprese e i consumatori. Quest’ultimi potranno verificare l’adesione anche sulla base dell’esposizione, da parte dei punti vendita, del logo con il carrello tricolore del trimestre anti-inflazione. .

Dai prezzi fissi allo sconto del 10% sui prodotti a marchio

L’iniziativa più diffusa sono i prezzi fissi, ma ci sono anche promozioni come lo sconto del 10% sui prodotti a marchio e i carrelli a prezzo unico con offerte sul modello “30 prodotti a 30 euro”. Le associazioni dei consumatori temono che il trimestre anti-inflazione si riveli «un flop».

L’elenco dei punti vendita che aderiscono al Trimestre Anti-Inflazione, suddivisi per provincia, è consultabile al sito https://mimit.gov.it/it/anti-inflazione

Hai un reddito inferiore ai 35.000 euro? ottime notizie in arrivo per i redditi bassi.

A darne la notizia il ministro Giorgetti che ha comunicato che la nuova riforma fiscale prevede diverse agevolazione ai lavoratori dipendenti con buste paga che non superano i 2.000 euro netti circa.

«Sebbene si preveda che il tasso di inflazione cali sensibilmente nei prossimi mesi, il forte rincaro dei prezzi dei beni e dei servizi inclusi nel paniere dei consumi, e in particolare dei generi alimentari, resta una delle principali preoccupazioni del Governo. Per questo motivo – scrive il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nella premessa alla Nadef – oltre ad iniziative quali l’accordo con le categorie produttive e distributive per il “trimestre antinflazione”, il governo ha deciso di confermare per il 2024 il taglio contributivo attuato
quest’anno. In termini di impatto sulla finanza pubblica, si tratta della principale misura della legge di bilancio».

La conferma del taglio al cuneo per i redditi medio bassi

Le parole del ministro Giorgetti aprono quindi la strada al mantenimento per i redditi fino a 35mila euro della riduzione contributiva oggi in vigore fino a dicembre, di cui stanno beneficiando circa 14 milioni di lavoratori. Oggi la misura, pensata dai precedenti esecutivi e rafforzata da Giorgia Meloni, prevede una riduzione di 6 punti fino a redditi di 35mila euro, fino a 7 entro i 25mila, riconoscendo in busta paga 100 euro in più. Perché si è decisa di prorogarla? «Perché – scrive sempre Giorgetti – essa soddisfa al contempo l’esigenza di proteggere il reddito disponibile delle famiglie con redditi medi e bassi, di contenere il costo del lavoro delle imprese e l’aumento dei prezzi, e di continuare a migliorare la competitività della nostra economia». La conferma della misura nel 2024 costa intorno ai 10 miliardi.

Riduzione delle aliquote irpef

Il governo sin dalla sua installazione ha sempre detto che la sua prerogativa è il taglio delle tasse. Questa non sarà un ‘impresa facile perchè da un lato l’inflazione alta porta a dover stanziare ingenti somme di denaro su altri aiuti e dall’altro si cerca di aiutare cittadini ed imprese che si trovano a subire una tassazione tra le più alte in Europa. In questo momento il governo è riuscito a limare il secondo scaglione portandolo dal 25% al 23% dando quindi un risparmio fiscale di circa il 2% per i redditi fino a 28.000 euro.

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Tassazione a al 5% per i premi di produttività

Un’altra misura che potrebbe entrare in manovra e su cui preme il ministro del Lavoro, Marina Calderone, è la conferma della tassazione al 5% per i premi di produttività. La misura vale oggi fino a dicembre, su somme fino a 3mila euro per lavoratori con redditi fino a 80mila euro. Dai dati che ci ha anticipato il ministero del Lavoro, con la tassazione al 5%, nel 2023 si è assistito a un incremento del 35,6% dei contratti di secondo livello con obiettivi di produttività rispetto allo stesso periodo del 2022. Il ministero del Lavoro sta valutando interventi anche sulle modalità con cui si misurano gli incrementi di produttività, per far decollare davvero lo strumento.

Fringe benefit a mille euro

C’è un dossier aperto anche sul fronte fringe benefit, con la proposta di estendere i fringe benefit esentasse da 258 euro fino a mille euro per i lavoratori senza figli (per quelli con figli oggi l’incentivo è fino a 3mila euro).

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Anticipo della riforma fiscale

Effetti positivi sui redditi arriveranno anche dall’attuazione della prima fase della riforma fiscale. Anche qui la strada è stata tracciata dal ministro Giorgetti, sempre nella prefazione della Nadef: «La legge di bilancio finanzierà l’attuazione della prima fase della riforma – ha scritto il titolare del Mef – con il passaggio dell’imposta sui redditi delle persone fisiche a tre aliquote e il mantenimento della flat tax per partite IVA e professionisti con ricavi ovvero compensi inferiori a 85 mila euro. La riforma ridurrà la pressione fiscale sulle famiglie, giacché essa sarà solo parzialmente coperta da una revisione delle spese fiscali».