Bonus psicologo 2024 ci siamo…. domani, venerdì 31 maggio è l’ultimo giorno per chiedere all’Inps il cosiddetto “bonus psicologo”. Si tratta di un contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia, volto a fornire assistenza psicologica a chi, nel periodo della pandemia Covid e della correlata crisi economica, ha visto accrescere le condizioni di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica. La legge di Bilancio 2023 ha reso strutturale questo sostegno, innalzando l’importo massimo a 1.500 euro per persona – viene modulato in base all’Isee del richiedente -, nel limite complessivo di 8 milioni di euro annui a decorrere dal 2024. La legge 191/2023 ha disposto l’incremento di 5 milioni di euro, per il 2023, elevando, pertanto, a 10 milioni di euro le risorse stanziate per quell’anno. La domanda per il 2023 può essere presentata all’Inps fino al 31 maggio 2024.

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L’ammontare del contributo

Per sostenere le persone con Isee più basso, dal 2023 l’importo complessivo massimo del beneficio è parametrato in base alle seguenti fasce: con un valore Isee inferiore a 15.000 euro, l’importo del beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato a concorrenza dell’importo massimo stabilito in 1.500 euro per ogni beneficiario; con un valore Isee compreso tra i 15.000 e i 30.000 euro, l’importo del beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato a concorrenza dell’importo massimo stabilito in 1.000 euro per ogni beneficiario; con un valore Isee superiore a 30.000 e non superiore a 50.000 euro, l’importo del beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato a concorrenza dell’importo massimo stabilito in 500 euro per ogni beneficiario.

 Come fare richiesta

La domanda per accedere al beneficio può essere presentata, esclusivamente in via telematica, accedendo al servizio “Contributo sessioni psicoterapia” attraverso una di queste modalità: portale web, utilizzando l’apposito servizio online raggiungibile sul sito dell’Istituto (www.inps.it) e accessibile direttamente dal cittadino tramite Spid di livello 2 o superiore, Carta di identità elettronica (CIE) 3.0 o Carta nazionale dei servizi (Cns). Oppure tramite il Contact center integrato, contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).

Leggi anche: assegno unico 2024, ecco le ultime novità!

Scadenza bonus psicologo: 86% pazienti e caregiver chiede terapeuta esperto

A poche ore dalla scadenza per la richiesta del bonus psicologo, un primo bilancio sottolinea come il benessere psicologico sia centrale soprattutto per la cura dei pazienti e dei loro caregiver. Secondo i dati raccolti dall’indagine realizzata da Helaglobe con 37 associazioni, «oltre il 60% dei malati ha usufruito o sta usufruendo di un supporto psicologico e per l’86% di pazienti e caregiver è fondamentale il supporto psicologico fornito da un esperto della patologia».

Bonus scuola… C’è ancora tempo fino al 31 maggio per richiedere il bonus gite scolastiche, il quale prevede un’agevolazione di 150 euro per la partecipazione degli studenti delle scuola superiori a visite didattiche e viaggi d’istruzione. L’incentivo è previsto per quelle famiglie il cui ISEE è inferiore a 15 mila euro.

Bonus gite scolastiche fino al 31 maggio: come fare domanda

La scadenza del bonus è prevista per il 31 maggio, con un’agevolazione di 150 euro per tutte quelle famiglie che hanno un isee inferiore ai 15.000 euro per permettere ai propri figli di prendere parte alle gite scolastiche delle scuole superiori.

Il bonus sarà riconosciuto fino ad esaurimento del budget predisposto, tenendo conto dell’ordine cronologico con cui si è fatta domanda.

Il bonus può essere richiesto attraverso la Piattaforma Unica “Famiglie e studenti” con procedura di identificazione e autentificazione informatica. Per richiedere l’agevolazione bisogna recarsi nella sezione Servizi, sotto sezione Agevolazioni, ambito Viaggi di istruzione. Chi ha già ottenuto il bonus non deve presentare una nuova richiesta, in quanto può fare domanda solo chi non l’ha mai fatta.

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Se in famiglia ci sono più figli, se si rispettano i requisiti, si può fare domanda per ciascun figlio. Dopo la richiesta comunque scatteranno i controlli dell’Inps, il quale accerterà le condizioni e i requisiti per aver diritto al bonus e lo comunicherà alla apposita Piattaforma.

La famiglia riceverà poi l’esito della richiesta e nel momento in cui arriverà l’ok dell’Inps la posizione verrà automaticamente aggiornata.

L’importo dell’agevolazione per ogni studente è calcolato automaticamente dal sistema della piattaforma Unica, la quale tiene conto anche del numero di beneficiari e dei dati a disposizione dell’Inps.

Il bonus cerca quindi di garantire l’inclusione degli studenti alleviando le spese dei viaggi d’istruzione che gravano sulle famiglie in difficoltà economica.

Come funziona il bonus gite scolastiche 2024

Il bonus gite 2024 è stato interessato da un aumento della soglia ISEE, con un ampliamento della platea di potenziali beneficiari. Un nuovo fondo di 50 milioni di euro è infatti stato istituito per le gite scolastiche, con il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara che ha sottolineato che:

I VIAGGI D’ISTRUZIONE E LE VISITE DIDATTICHE RAPPRESENTANO UN MOMENTO IMPORTANTE PER DECLINARE LE CONOSCENZE IN CONTESTI EXTRA SCOLASTICI CONIUGANDOLE CON LE COMPETENZE RELAZIONALI.

Nel 2023 le domande per il bonus gite scolastiche hanno aiutato ben 25.000 studenti a prendere parte a viaggi d’istruzione.

I requisiti

Nella prima fase di assegnazione del bonus, erano ammissibili le famiglie con un ISEE inferiore a 5.000 euro con figli che frequentano scuole statali secondarie di secondo grado. Invece da marzo a maggio possono fare richiesta le famiglie con un ISEE fino a 15.000 euro.

Il sostegno economico non è disponibile per i viaggi organizzati da istituti diversi dalle scuole statali secondarie di secondo grado. Per ottenere lo sconto, è obbligatorio presentare l’ISEE che si ottiene attraverso la presentazione della DSU. La DSU deve essere compilata e presentata tramite il portale INPS.

L’INPS ha comunicato le ultime novità relative all’assegno unico 2024!

Si cominciaia con i nuovi livelli reddituali che sono stati aggiornati in base alla variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo (al netto dei tabacchi) calcolata dall’ISTAT che, tra il 2023 e il 2022 è risultata pari al + 5,4 per cento. In relazione a questa modifica sono stati rivalutati con tale indice i livelli di reddito delle tabelle contenenti gli importi mensili degli Assegni per il nucleo familiare, in vigore dal Primo luglio 2024 al 30 giugno 2025. Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione.Queste modifiche si inseriscono nell’ambito delle misure di aggiornamento periodico dei parametri economici che determinano l’entità degli assegni e delle prestazioni sociali. L’adeguamento all’inflazione è un elemento fondamentale per garantire il potere d’acquisto delle famiglie beneficiarie, preservandole dagli effetti negativi dell’aumento del costo della vita.

L’INPS ha stabilito le date di pagamento dell’Assegno Unico di giugno 2024.

Per i nuclei familiari senza variazioni reddituali, i pagamenti avverranno il 17, 18 e 19 giugno 2024.

Per coloro che hanno subito modifiche, i pagamenti saranno effettuati dal 24 al 30 giugno 2024.

Chi riceve il primo pagamento, invece, lo vedrà accreditato alla fine del mese successivo alla presentazione della domanda.

In questa guida vi illustriamo il calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico di giugno 2024, nonché le novità di questa mensilità con le cifre relative agli importi adeguati all’annualità in corso.

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QUANDO VERRÀ PAGATO L’ASSEGNO UNICO A GIUGNO 2024

L’ assegno unico universale di giugno 2024 per chi non ha subito variazioni alle condizioni familiari verrà pagato in tre giornate:

  • lunedì 17 giugno 2024;

  • martedì 18 giugno 2024;

  • mercoledì 19 giugno 2024.

Invece:

  • per coloro che hanno fatto domanda a giugno 2024 o hanno subito una variazione della condizione familiare, il primo pagamento o l’accredito con il ricalcolo dell’importo, invece, avverrà nell’ultima settimana del mese, tra il 24 giugno 2024 e il 30 giugno 2024;

  • quelli che sono in attesa del primo pagamento dell’ assegno unico vedranno l’importo accreditato dall’INPS entro la fine del mese successivo a quello in cui hanno presentato la domanda. Chi presenta domanda a giugno 2024, quindi, riceve l’accredito a luglio 2024.

Una volta spiegato, quindi, quando danno l’assegno unico questo mese, vediamo quali sono gli importi dell’Assegno Unico di giugno 2024.

Leggi anche: Bonus spesa 2024: fino a 940 euro di contributi!

IMPORTI ASSEGNO UNICO GIUGNO 2024

Gli importi dell’ Assegno Unico di giugno 2024 sono quelli aggiornati al 2024, ecco alcuni esempi con relative soglie Isee:

  • con ISEE da 0 a 17.090,61 euro, l’assegno base è pari a 199,4 euro;

  • con ISEE da 17.090,62 a 17.204,55 euro, l’assegno base è pari a 198,8 euro;

  • con ISEE da 17.318,49 a 17.432,42 euro, l’assegno base è pari a 197,7 euro;

  • con ISEE da 24.724,43 a 24.838,35 euro, l’assegno base è pari a 160,6 euro;

  • con ISEE da 27.117,11 a 27.231,04 euro, l’assegno base è pari a 148,7 euro;

  • con ISEE da 36.687,85 a 36.801,78 euro, l’assegno base è pari a 100,9 euro;

  • con ISEE da 45.574,96 euro, l’assegno base è pari a 57 euro.

In linea generale, per ciascun figlio minorenne, l’importo va da 199,4 euro a 57 euro al mese nel 2024. Tale importo spetta nella misura piena di 199,4 euro per un isee pari o inferiore a 17.090,61 euro. Per livelli di isee superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere, per livelli di ISEE superiori a 45.574,96 euro l’importo di 57 euro.

Invece, per ciascun figlio maggiorenne fino a 21 anni, l’importo va da 96,9 euro a 28,5 euro al mese nel 2024. Tale importo spetta in misura piena di 96,9 euro per un ISEE pari o inferiore a 17.090 euro. Per livelli di isee superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere, per livelli di ISEE superiori a 45.574,96 euro l’importo è di 28,5 euro.

A queste cifre vanno aggiunte le maggiorazioni calcolate in base alle condizioni familiari, se spettano. Ricordiamo che ai fini della determinazione dell’importo della prestazione, è necessario aver presentato una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il 2024. Invece:

  • in assenza di ISEE, l’importo AUU sarà calcolato con riferimento agli importi minimi previsti dalla normativa.

  • qualora la DSU venga presentata entro il 30 giugno 2024, gli importi eventualmente già erogati saranno adeguati con la corresponsione degli arretrati.

 

Bonus spesa riconfermati per tutto l’anno 2024 ed in alcuni casi, potenziati.

Successivamente al rinnovo del bonus sociale Luce e gas, arriva la conferma dell’imminente arrivo di un doppio Bonus Spesa da 940 euro.

Si tratta in realtà di una doppia agevolazione derivante dalla  Carta Dedicata a te e la Carta Acquisti.

La Carte Dedicata a te è già stata erogata dall’Inps lo scorso anno ma al momento manca il decreto attuativo mentre la Carta Acquisti è già attiva.

Si tratta di due misure che non si escludono a vicenda ma a cui si accede con regole e requisiti differenti.

Ecco che alcune famiglie potrebbero beneficiare di entrambe le agevolazioni mentre altre soltanto di una piuttosto che di un’altra.

Qualora spettassero le due agevolazioni insieme, l’importo erogato raggiungere quasi i 1.000 euro cifra che potrebbe soddisfare la spesa alimentare di una famiglia di medie dimensione per circa 3 mesi.

Ma è possibile acquistare di tutto oppure soltanto determinati prodotti?

Ecco nel dettaglio la lista completa dei prodotti agevolabili.

Bonus spesa 940 euro, ecco cosa comprende l’elenco dei beni acquistabili

Manca veramente poco per la possibilità offerta alle famiglie italiane di ottenere il nuovo Bonus spesa da 940 euro.

In realtà tale somma deriva da due agevolazioni previste dal governo italiano: la Carta acquisti, dall’altra la “social card” Dedicata a Te.

Le due misure insieme potrebbero garantire alle famiglie che rispettano determinati requisiti di ottenere per la spesa quasi mille euro. In particolare si tratta di circa 940 euro, una cifra di tutto rispetto per la spesa alimentare e non solo delle famiglie italiane.

Per la nuova Social Card Inps Dedicata a te, manca ancora il decreto attuativo ma stando alle prime indiscrezioni dovrebbe passare dai 382,50 euro a 460 euro.

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Per poter accedere a tale prestazione l’ISEE non deve superare i 15.000 euro tenendo conto di alcuni parametri, e l’accredito del Bonus spesa di 460 euro verrà fatto sulla stessa carta prepagata in circolazione da luglio 2023.

Va detto che la Carta Dedicata a te spetterà, se non vengono modificati i requisiti di accesso a coloro che non  beneficiano di altri sostegni, come ad esempio l’Assegno di inclusione o il Supporto per la formazione e il lavoro.

E tale cifra potrà essere usata per acquistare beni alimentari di prima necessità, come carne (bovina, suina, caprina, cunicola, avicola, ovina), pescato fresco, ortaggi freschi e frutta, latte e derivati, uova, olio di oliva e di semi, prodotti di panetteria, pasticceria, biscotteria, lieviti naturali.

Inoltre è possibile acquistare pasta, riso, orzo, farro, mais, avena, farine e altri cereali, miele, zucchero, cacao in polvere, cioccolato, pomodori pelati e conserve, legumi, semi e frutti oleosi, inoltre sono previsti alimenti per bambini e per la prima infanzia, acqua minerale, aceto di vino, caffè, camomilla, tè.

Con la carta dedicato a te non è possibile acquistare farmaci e bevande alcoliche.

Leggi anche Bonus Tari!

Inoltre sarà possibile per acquistare carburante e abbonamenti a mezzi pubblici, anche se per questi ultimi sarà necessario aspettare il decreto attuativo.

Bonus spesa 940 euro, ecco cosa comprare con la Carta Acquisti

La restante parte del Bonus spesa 940 euro, è frutto della  Carta Acquisti. Si tratterebbe di altri 480 euro che il governo offre alle famiglie che presentano determinati requisiti.

Per accedere alla carta Acquisti all’interno del nucleo familiare ci deve essere almeno un componente minore di 3 anni o maggiore di 65 anni.

Per richiedere la carta acquisti si può presentare domanda presso Poste italiane, rispettando determinati requisiti: le famiglie devono avere un Isee non superiore a 8.052,75 euro (valore aggiornato al 2024).

Se la carta acquisti è stata richiesta per un over 65, si guarda anche ai redditi percepiti dai singoli componenti che non devono superare gli 8.052,75 euro, limite che per chi ha compiuto 75 anni sale a 10.737 euro.

L’accredito è bimestrale di 80 euro e anche questi soldi devono essere spesi rispettando determinati requisiti.

La carta acquisti può essere usata nei supermercati e negozi alimentari, in farmacie e parafarmacie ma non tutti sanno che è possibile usarla anche per pagare le bollette elettriche e del gas presso gli uffici postali, offrendo anche sconti nei negozi affiliati.

Il consiglio dei ministri del 1° maggio ha dato via libera a un nuovo bonus dipendenti  da 100 euro per il 2025. Non tutti i dipendenti possono riceverlo, perché i requisiti sono ben precisi e stringenti.Il sussidio è stato inserito nell’ambito dell’ultimo decreto di attuazione della riforma fiscale, con il programma di riforma del sistema di tassazione Irpef e Ires, che doveva introdurre un bonus tredicesima. Così non è stato alla fine: al posto degli 80 euro a titolo di mensilità aggiuntiva prospettati, il governo ha deciso nel cdm di virare in direzione di un contributo di 100 euro tondi, da erogare a gennaio 2025, ma non a tutti. La platea prevista è di circa 1,1 milioni di famiglie.

Ecco in dettaglio chi riceve il bonus 100 euro dipendenti, da quando e come si richiede (dal momento che non sarà automatico).

100 euro dipendenti 2025

Il Consiglio dei ministri di mercoledì 1° maggio ha approvato in via preliminare un decreto legislativo che, in attuazione della legge delega sulla riforma fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111), mette in campo la complessiva revisione del regime impositivo dei redditi delle persone fisiche (IRPEF) e delle società e degli enti (IRES).

Tra i vari punti toccati dal decreto attuativo, c’è anche quello focalizzato sui redditi dei lavoratori dipendenti.

Come messo in chiaro dallo stesso comunicato stampa, diramato da Palazzo Chigi a fine cdm, nell’ambito dell’introduzione di un regime fiscale sostitutivo per la tredicesima mensilità, si prevede l’erogazione, nel mese di gennaio 2025, di un’indennità di 100 euro ai lavoratori dipendenti.

Non è certamente una somma sufficiente ad affrontare l’aumento del costo della vita degli ultimi mesi. Inoltre non tutti i dipendenti lo riceveranno. Vengono richiesti dei requisiti ben precisi, maturati già quest’anno, in assenza dei quali si resta fuori dal bonus.

Bonus 100 euro dipendenti 2025

Focalizzandoci sui requisiti obbligatori per accedere ai 100 euro, possono ricevere l’indennità i lavoratori dipendenti che soddisfano determinate condizioni per l’anno 2024:

  • hanno un reddito complessivo non superiore a 28 mila euro;
  • avere un coniuge non separato e almeno un figlio, entrambi a carico,
  • oppure almeno un figlio a carico, ove l’altro genitore manchi o non abbia riconosciuto il figlio e il contribuente non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato, o se vi siano figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato;
  • abbiano imposta lorda determinata sui redditi da lavoro dipendente (con esclusione di pensioni e di assegni a esse equiparati), percepiti dal lavoratore, d’importo superiore a quello delle detrazioni spettanti.

Quando viene erogato il bonus 100 euro dipendenti 2025

Abbiamo già accennato che i frutti del bonus si vedranno il prossimo anno. Infatti L’indennità di 100 euro verrà erogata con la busta paga di gennaio 2025.

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Indennità di 100 euro NON è automatica

Come accennato a inizio articolo, l’accredito dei 100 euro ai beneficiari non è automatico. Deve essere il lavoratore a chiedere al datore di lavoro il bonus, certificando per iscritto di averne diritto indicando il codice fiscale sia del coniuge che dei figli. Un po’ come avviene oggi per il bonus mamma.

Le tassazione

Occhio perché bonus da 100 euro sarà soggetto a ritenute e dunque sarà a importo variabile a seconda dell’aliquota e delle detrazioni d’imposta spettanti al dipendente. L’aliquota da prendere a riferimento è quella marginale del 23 per cento, perché a ricevere l’indennità saranno i redditi complessivi fino a 28mila euro.

Aperto dal 20 maggio il canale per la trasmissione dei modelli 730 e Redditi predeterminati dal Fisco, tra le novità un applicativo che semplifica l’accettazione o la correzione dei dati inseriti.

Terminato il periodo di consultazione, si passa all’azione. Da lunedi 20 maggio, le dichiarazioni dei redditi precompilate dall’Amministrazione finanziaria possono essere accettate o modificate e inviate all’Agenzia delle entrate. Un video sul canale YouTube dell’Agenzia illustra le novità, mentre una guida spiega passo dopo passo come accedere al modello, modificarlo e inviarlo.

Passando alle date da ricordare, il modello 730 può essere presentato entro il prossimo 30 settembre, mentre per Redditi Pf c’è tempo fino al 15 ottobre.

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Sempre meno impegnativo l’intervento del contribuente
I modelli di dichiarazione (730 e Redditi) sono disponibili in consultazione, dallo scorso 30 aprile. Per visualizzarli basta accedere dell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate tramite Cns (Carta nazionale dei Servizi), Spid e Cie (Carta d’identità elettronica), oppure, per i soggetti titolati a utilizzarle, tramite le credenziali rilasciate dalle Entrate (Entratel/Fisconline). Una volta autenticati, si può scegliere di operare per sé stessi o in qualità di “tutore”, “amministratore di sostegno”, “curatore speciale”, “genitore”, “persona di fiducia” o “erede”.

I contribuenti – oppure i loro rappresentanti e gli altri soggetti delegati o autorizzati – hanno avuto, dunque, venti giorni di tempo per controllare la correttezza delle informazioni presenti nei modelli e pianificare gli eventuali ritocchi.

La precompilata anno dopo anno diventa più completa e, di conseguenza, si fa meno impegnativo l’apporto richiesto al contribuente. In totale, per la dichiarazione relativa ai redditi 2023, sono circa 1 miliardo e 300 milioni (1.270.674.831) i dati che l’Agenzia ha ricevuto e pre-caricato nei modelli 2024. Il pacchetto più consistente, come di consueto, arriva dalle spese sanitarie (oltre 1 miliardo di documenti fiscali), seguite da premi assicurativi (98 milioni di dati), certificazioni uniche di dipendenti e autonomi (75 milioni), bonifici per ristrutturazioni (10 milioni di dati) e interessi sui mutui (9 milioni di dati). Tra le new entry, troviamo i rimborsi per il “bonus vista” e le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Inoltre, la precompilata 2024 tiene conto delle informazioni comunicate dall’Inps relative ai familiari a carico per i quali è stato riconosciuto l’Assegno unico e universale.

Le novità: debutta il 730 semplificato, e non solo
La campagna dichiarativa precompilata 2024 introduce numerose novità e tra queste spicca il debutto della funzionalità che consente a chi ha i requisiti per presentare il 730, di scegliere una modalità semplificata di compilazione del modello alternativa a quella ordinaria. Utilizzando il nuovo applicativo i contribuenti possono consultare, modificare e integrare i dati tramite un percorso guidato e un linguaggio molto semplice. In concreto, le informazioni sono visualizzate all’interno di un’interfaccia facile da navigare in cui l’utente è indirizzato automaticamente all’interno delle sezioni interessate. Ad esempio, i dati relativi all’abitazione sono raccolti nella sezione “casa”, gli oneri nella sezione “spese sostenute”, le informazioni sul coniuge e i figli nella sezione “famiglia”. In tal modo, ritocchi e conferme del contribuente confluiscono direttamente nei corrispondenti campi del modello, senza bisogno di cercare quadri e righi nella dichiarazione o i codici da indicare.

Sempre sul fronte delle semplificazioni, diventa più facile anche ottenere l’abilitazione per presentare la dichiarazione precompilata per conto di un’altra persona. Ricordiamo, infatti, che chi preferisce può delegare un familiare o un’altra persona di sua fiducia a operare nel suo interesse. Oltre alle modalità già previste per gli scorsi anni  è possibile, da quest’anno, usufruire del servizio online di videochiamata, disponibile nella sezione “Prenota un appuntamento” del sito dell’Agenzia delle entrate.

Leggi anche bonus Tari 2024

Continuando con le novità, dal 2024 diventa necessario utilizzare il 730 anche per comunicare determinati redditi per i quali negli anni passati occorreva presentare il modello “Redditi aggiuntivo”, compilando i quadri RW e/o il quadro RM (che resta per la comunicazione di altri dati non confluiti nel modello 730). Il 730 è stato infatti integrato per accogliere anche i redditi in questione con il quadro W e le sezioni II e III del quadro L.

Per terminare con la carrellata delle principali novità, ricordiamo che in via sperimentale, per la prima volta troveranno il modello precompilato anche le persone fisiche titolari di redditi di lavoro autonomo e d’impresa o di altri redditi che non possono essere dichiarati con il modello 730. I contribuenti interessati potranno in questo modo utilizzare le informazioni trasmesse da terzi all’Amministrazione finanziaria e completare e presentare con più certezza la loro dichiarazione dei redditi.

In caso di errore, è possibile annullare o correggere
Una volta terminato il controllo dei dati inseriti, firmate le schede per la scelta dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef, inserito l’Iban su cui ricevere eventuali rimborsi e indicati i riferimenti a cui inviare eventuali comunicazioni del Fisco, si può procedere con il click di invio. A questo punto, in un’apposita sezione è possibile visualizzare e stampare la dichiarazione presentata mentre nella sezione “Ricevute” è possibile controllare e stampare le ricevute dell’invio della dichiarazione e dei versamenti F24 effettuati.

Il click finale può però non essere definitivo. Dal 27 maggio, infatti, in caso di errori riscontrati dopo la presentazione, i modelli 730 e Redditi possono essere annullati e può essere trasmessa una nuova dichiarazione. Tutti i dati inseriti dal contribuente saranno cancellati e sarà di nuovo disponibile la dichiarazione precompilata dall’Agenzia.

Il 730/2024 inviato può essere annullato una sola volta entro il 20 giugno 2024. Stessa scadenza per annullare, una sola volta, il modello 730 + Redditi correttivi già inviato con o senza F24.

Il 26 giugno 2024, invece, è l’ultimo giorno per annullare il modello Redditi (e i modelli Redditi Persone fisiche correttivi collegati) già inviato, se è stato predisposto un modello F24.

Infine, in assenza di F24, il 27 settembre 2024 è l’ultima chiamata utile per annullare il modello Redditi (e i modelli Redditi Persone fisiche correttivi collegati) già inviato.

Inoltre, se ci si accorge, dopo avere presentato il 730, di aver dimenticato dei dati o di averli inseriti in modo errato, ed è già trascorso il periodo disponibile per annullare la dichiarazione, occorre presentare, entro il 15 ottobre 2024, il modello “Redditi correttivo”. Questo modello è predisposto con i dati già presenti nell’ultima dichiarazione inviata.

Superato il 15 ottobre, è possibile sanare la situazione solo con “Redditi integrativo”. Se dalla nuova liquidazione emerge un maggiore credito o un minor debito si può chiedere l’eventuale rimborso, viceversa, se risulta un minor credito o un maggior debito, bisogna contestualmente pagare l’imposta dovuta, gli interessi la sanzione ridotta prevista dal ravvedimento operoso.

È necessario, infine, ricorrere a “Redditi aggiuntivo” nel caso in cui sia stato presentato il 730 precompilato e, per esempio, siano stati percepiti nel 2023 alcuni redditi particolari (sono quelli relativi ai quadri RM, ad esclusione dei redditi di capitale soggetti ad imposizione sostitutiva e rivalutazione dei terreni, RS, RT e RU).

 

Il bonus condizionatore continua ad essere il più longevo di tutti e, a differenza di altri bonus soppressi, vi sono 3 detrazioni disponibili.

L’estate si avvicina ed è giunto il momento o di installare il condizionatore o di cambiarlo e così passare ad un modello meno inquinante perche secondo le direttive dell’Unione Europea nel Green Deal, per la lotta contro gli idrofluorocarburi i condizionatori presenti nel 80% delle case italiane non sarebbero più a norma.

Gli italiani sono dunque pronti a sostituire i condizionatori nelle loro case e possono contare su 3 tipi di detrazioni che permettono di risparmiare sull’acquisto di un nuovo condizionatore.

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Come ottenere il Bonus Condizionatore 2024, requisiti per le detrazioni

Nel 2023 sono stati tanti gli interventi da parte del governo Meloni a sostegno delle famiglie italiane e molti sono i Bonus riconfermati dal governo del centrodestra tra i quali il Bonus condizionatore.

Va detto subito, che il Bonus in questione non è un bonus a sé stante ma viene preso da altri bonus come, per esempio, il Bonus ristrutturazione.

requisiti principali per ottenere queste detrazioni sono:

  • lo stabile interessato all’installazione deve essere a norma di legge, ovvero che sia accatastato o in fase di accatastamento e che sia in regola con i pagamenti
  • il pagamento dei lavori deve essere documentato e che sia fatto con pagamenti tracciabili

L’acquisto tramite questo bonus può essere effettuata per:

  • climatizzatori a basso consumo energetico
  • deumidificatori d’aria
  • termopompa o pompa di calore

Quali sono le detrazioni disponibili

Sono tre le misure da cui si può desumere il Bonus condizionatore cosi da poter procedere alla sostituzione del vecchio condizionatore risparmiando qualcosa: il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus e il superbonus 90.

Leggi anche: bonus tari 2024!

Il Bonus Ristrutturazioni

Per molti la sostituzione dell’impianto è legata ad interventi di ristrutturazione come per il Bonus ristrutturazione che prevede una detrazione del 50% sulle spese sostenute per un limite massimo di spesa pari a  96.000 euro ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Per accedere a tale agevolazione è obbligatorio legare l’acquisto ad opere di ristrutturazione o degli interventi di manutenzione straordinario, restauro e risanamento cosi da migliorare il fabbisogno energetico dell’immobile.

L’Ecobonus

Al bonus condizionatori si accede anche tramite Ecobonus: con questa opzione offre la possibilità di usufruire della detrazione del 65%.

È possibile accedere all’agevolazione solo se si sostituisce un vecchio impianto con un sistema a pompa di calore ad alta efficienza energetica con classe A e superiori.

L’importo massimo detraibile è di 46.154 euro da ripartire in 10 quote annuali di pari importo.

Per entrambe i bonus indicati non è più accessibile lo sconto in fattura e la cessione del credito per conseguenza del D.L. Cessioni.

Il Superbonus

Il Bonus condizionatori 2024 è desumibile anche tramite Superbonus 70%. L’installazione del condizionatore a pompa di calore sarà possibile soltanto se contestuale ad un “intervento trainante” quali:

  • isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali
  • sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione

Gli interventi devono portare un miglioramento della classe energetica dell’edificio di almeno due classi facendogli raggiungere la classe più alta.

Il bonus Tari 2024 è un’agevolazione prevista dai singoli Comuni italiani sulla base di un decreto legge nazonale: il suo funzionamento è molto simile a quello delle agevolazioni su utenze luce e gas. L’agevolazione sulla Tari, infatti, consente di ottenere una riduzione della tassa sui rifiuti oppure un’esenzione completa dal pagamento del tributo.

Ricordiamo che la Tari è una tassa che si applica a tutti i contribuenti titolari di locali o aree scoperte, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Scopriamo come funziona il bonus Tari, chi può richiederlo e quali sono i requisiti Isee per ottenere la riduzione del tributo.

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Bonus Tari 2024: come funziona

Introdotto nel periodo di pandemia, il bonus Tari 2024 è stato confermato anche per quest’anno e consente di ottenere una riduzione della tassa sui rifiuti ai cittadini che soffrono di difficoltà economiche. In alternativa a questa misura, comunque, c’è la possibilità di richiedere la rateizzazione del pagamento del tributo per alleggerire il peso dei pagamenti.

A fronte di determinate condizioni economiche svantaggiate, i contribuenti possono ottenere l’esonero totale dal pagamento del tributo: la pratica è attuata da moltissimi comuni italiani soprattutto in seguito agli aumenti degli ultimi anni.

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Requisiti e Isee per avere il bonus Tari 2024

I beneficiari del bonus Tari 2024 sono tutti i nuclei familiari che possiedono soddisfano almeno uno di questi requisiti:

  • possiedono un Isee fino a 9.350 euro all’anno,
  • oppure possiedono un Isee fino a 20.000 euro all’anno e hanno almeno 4 figli a carico.

La Tari è una tassa che si applica sia agli edifici residenziali (compresi quelli non abitati), agli uffici e persino alle aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti.

In attesa del decreto attuativo che renderà ufficiale la misura, sono questi i requisiti richiesti per ottenere la riduzione. Eventuali chiarimenti e specificazioni verranno forniti dal decreto del Presidente della Repubblica, o eventualmente dai singoli Comuni ai quali la tassa deve essere versata.

Si tratta infatti di un tributo locale, ovvero un tributo la cui applicazione è gestita in modo indipendente dai singoli Comuni italiani che possono determinare le tariffe e le esenzioni. Un esempio è il Comune di Roma, che prevede l’agevolazione solo per le famiglie con Isee inferiore a 6.500 euro all’anno.

La Bce si avvia al taglio dei tassi di interesse: il mese di giugno potrebbe essere finalmente il mese giusto. I mesi successivi, però, saranno molto più incerti. “Sulla base dei dati attuali, un taglio dei tassi a luglio non sembra giustificato”. Queste le parole di Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea.

Bce verso il taglio dei tassi a giugno

Ma attenzione: prima di procedere al taglio dei tassi di interesse a giungo, si procederà a valutare “i dati in arrivo” e le “nuove proiezioni dello staff dell’Eurosistema”. Schnabel specifica che “i dati recenti hanno confermato che l’ultimo miglio della disinflazione è il più difficile”. Il nodo della questione è sempre il medesimo: con la modifica al rialzo dei tassi di interesse, la Bce ha voluto calmierare l’inflazione galoppante che ha di fatto ridotto il potere d’acquisto nell’eurozona (e in particolare nei Paesi dalle economie più fragili). Dall’altro lato, però, il rialzo dei tassi ha alzato gli importi delle rate dei mutui e dei prestiti, condannando le famiglie a pagare di più per l’acquisto della casa e dei beni mobili acquistati a rate e complicando l’accesso al credito per le aziende.

“Dovremmo seguire un approccio cauto”, ha specificato Schnabel perché “dopo tanti anni di inflazione molto elevata e con i rischi di inflazione ancora inclinati verso l’alto, un’anticipazione del processo di allentamento comporterebbe il rischio di un allentamento prematuro”.

Per l’alta funzionaria della Bce, quindi, “sono necessari ulteriori progressi nell’inflazione e soprattutto nell’inflazione interna, che si sta dimostrando più appiccicosa, per alimentare la nostra fiducia che l’inflazione possa tornare in modo sostenibile al nostro obiettivo del 2% al più tardi nel 2025″.

Traduzione: se, come previsto, nei prossimi giorni l’inflazione si manterrà a un livello accettabile allora sarà possibile tagliare i tassi a giugno ma non è garantito un ulteriore taglio a luglio. Se invece l’inflazione dovesse tornare a mordere, allora non ci sarà alcun taglio neppure a giugno.

Schnabel denuncia una situazione di forte incertezza, che si è riflessa anche nelle aspettative del mercato. Tale situazione, puntualizza, ha spinto la Bce a passare “dai sei tagli dei tassi previsti all’inizio dell’anno ai circa tre tagli attuali”. E “a causa di questa incertezza, è troppo presto per dire cosa succederà e non possiamo impegnarci in anticipo su un particolare percorso dei tassi”, ha aggiunto.

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Bce taglia i tassi, quale effetto su mutui e prestiti

Se la Bce dovesse effettivamente operare un taglio dei tassi a giugno, ne otterrebbe un vantaggio chi ha stipulato un mutuo o un prestito, ma con alcune specifiche: determinate forme di prestito come la cessione del quinto che avviene direttamente in busta paga o come la delegazione di pagamento non sono influenzate dalla variazione del costo del denaro, perché sono stabili nel tempo. Lo stesso discorso vale per i prestiti sui quali il Ministero dell’Economia e delle Finanze garantisce una convenzione stipulata con i lavoratori di determinati comparti: le rate non vengono alterate dalle fluttuazioni dei tassi.

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Per chi ha un mutuo a tasso fisso, un taglio dei tassi non avrebbe conseguenze. Una simulazione di Facile.it su mutui a tasso variabile garantisce invece uno sconto di 15 euro al mese, a fronte di un taglio dei tassi della Bce dello 0,25%, relativamente a un finanziamento da 126mila euro a 25 anni. Su base annua si tratta di 180 euro.

Bonus asilo nido, pagamenti in ritardo. Siamo gia al quinto mese nel corso del 2024 e le famiglie italiane aspettano ancora l’erogazione del bonus asilo nido. L’inps prova a dare una spiegazione e attraverso un comunicato stampa del 20 aprile scorso,  aveva annunciato lo sblocco dei versamenti. Una notizia accolta con favore dalle famiglie in attesa di ricevere il rimborso delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici o privati. Come pure per l’utilizzo di forme di supporto presso la propria abitazione in favore di bambini con meno di 3 anni affetti da gravi patologie croniche.

Il bonus nasce per aiutare le famiglie, e le mamme a rientrare subito nel mercato del lavoro, ma con questi ritardi si fa un doppio danno, soprattutto a livello economico.

L’Inps, nel comunicato, aveva annunciato l’operatività della nuova funzione che permette a tutte le sedi territoriali dell’Istituto di procedere con la gestione delle domande presentate, che fino ad allora erano tutte protocollate o al massimo in stato di lavorazione, aggiungendo che erano già state messe in pagamento le prime domande accolte.

La risposta dell’Inps

Il pagamento, però, non risulta ancora arrivato. L’Inps, rispondendo ad alcune domande su Facebook degli utenti, ha spiegato: “Ci spiace per il disagio e il ritardo accumulato. La problematica è in via risolutiva”.

Per le domande in lavorazione, invece, bisognerà attendere che gli uffici Inps completino la fase istruttoria, che ricordiamo è comunque partita in ritardo visto che la nuova funzionalità per la gestione delle domande è stata messa a disposizione ad aprile inoltrato. In ogni caso, rassicurano dall’Inps, entro fine maggio dovrebbe esserci il pagamento di buona parte dei rimborsi.

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Si ricorda inoltre che il bonus asilo nido prevede uno stanziamento annuale da parte del governo, ormai divenuto strutturale e che quindi non necessita di ulteriori approvazioni, motivo per il quale i fondi sono sempre disponibili e ciò fa aumentare la perplessità su tali ritardi.

Il bonus asilo nido è un sostegno economico pensato per sostenere i genitori attraverso la copertura delle spese per la cura e l’educazione dei figli nei primi anni di vita. Il contributo, che vale anche in caso di adozione, spetta fino al compimento del terzo anno di età del minore. Nel caso in cui il bambino compia i 36 mesi nel corso dell’anno, il contributo è erogato esclusivamente a copertura delle rette pagate da gennaio ad agosto 2024.

Leggi anche: hai un isee basso? ecco i bonus ai quali puoi accedere.

La domanda di contributo deve essere presentata entro il 31 dicembre 2024 e va inoltrata esclusivamente in via telematica, utilizzando gli appositi servizi raggiungibili sul sito dell’Istituto, una volta autenticati tramite la propria identità digitale: quindi SPID di livello 2 o superiore, CIE Carta di Identità Elettronica 3.0 o CNS, Carta Nazionale dei Servizi

La documentazione che dimostra la spesa che consente la liquidazione del contributo va allegata entro e non oltre il 31 luglio 2024 attraverso la funzione “Allegare documenti di spesa”, disponibile sul sito dell’Istituto, o attraverso il servizio “Bonus nido” presente nell’app INPS mobile

Per i bambini con meno di tre anni è previsto un bonus massimo di 3 mila euro, con un Isee minorenni in corso di validità fino a 25.000,99 euro. Un massimo di 2.500 euro, con un Isee minorenni da 25.001 euro fino a 40 mila euro. E un massimo di 1.500 euro nelle ipotesi di Isee minorenni: oltre la soglia di 40 mila euro; assenza di Isee minorenni; Isee con omissioni e/o difformità dei dati del patrimonio mobiliare e/o dei dati reddituali auto dichiarati; Isee discordante; Isee minorenni non calcolabile