Con l’approvazione da parte del Senato, il provvedimento è legge. Dal 1° gennaio del 2023 entreranno in vigore subito una serie di norme con cui gli italiani tenteranno di combattere la crisi economica: le norme sul taglio del cuneo fiscale, quelle sulle pensioni, il taglio dell’Iva su alcuni prodotti sensibili (come assorbenti e latte in polvere), fino alle novità che interessano il bonus mobili e quello per i mutui under 36.

Flat tax

Viene aumentato da 65.000 a 85.000 il limite dei ricavi e onorari che autonomi e professionisti non devono superare per beneficiare del regime fiscale agevolato con tassazione fissa al 15%. Come già detto nei precedenti articolo l’aliquota è ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività.

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Limite al contante

Cavallo di battaglia dei partiti di maggioranza durante la campagna elettorale, il limite al tetto al contante, dal 1° gennaio, cambia ancora e passa da 1.000 a 5.000 euro. Il limite all’utilizzo del contante è stato oggetto negli anni di numerose modifiche sua in aumento che in diminuzione. Negli anni, tale limite, è stato variato più volte in base all’alternanza dei governi e i propri orientamenti di natura finanziaria.

Taglio del cuneo

Il taglio del cuneo fiscale  che entrerà in vigore dal prossimo 1 gennaio prevede l’esonero parziale per l’anno 2023 pari a 0,8 punti percentuali sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore dipendente (già incrementato di 1,2 percentuali nel secondo semestre 2022). Inoltre stabilisce che la misura dell’esonero sia incrementata di un ulteriore punto percentuale (per un totale, quindi, di 3 punti percentuali).

Giù l’Iva per assorbenti e latte in polvere

Per venire incontro all’aumento del carrello della spesa, il governo è intervenuto abbassando le aliquote IVA di alcuni beni essenziali. Ad esempio scende al 5 per cento l’Iva per assorbenti tamponi, anche compostabili e lavabili. Viene ridotta sempre al 5% l’Iva per il latte in polvere o liquido, per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini nella prima infanzia, per preparazioni alimentari di farine, semole, semolini, amidi, fecole o estratti di malto per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini; viene inoltre abbassata l’aliquota anche sui pannolini e sui seggiolini per automobili. Si precisa che il calo dell’iva riguarda tutte le vendite al dettaglio.

Per il 2023 è prorogata l’agevolazione per l’acquisto prima casa per under 36., misura fondamentale  he ha permesso a tante giovani famiglie, che avessero i requisiti, di acquistare la loro “prima casa” con garanzia dello stato.

L’accesso ai mutui garantiti viene prorogato dal 31 dicembre 2022 al 31 dicembre 2023. Il regime speciale, introdotto dall’articolo 64, comma 3, del  “Sostegni-bis”, convertito con modificazioni dalla legge n. 106 del 2021, prevede:

  • la misura massima della garanzia rilasciata dal Fondo è stata elevata dal 50 fino all’80 per cento della quota capitale,
  • qualora in possesso di un indicatore della situazione economica equivalente ISEE non superiore a 40 mila euro annui
  • per mutui di importo superiore all’80 per cento del prezzo dell’immobile, compreso di oneri accessori.

Bonus mobili

Il bonus mobili scende da 10.000 euro a 8.000 euro (importo leggermente aumentato dai 5.000 euro precedentemente previsto) l’importo della detrazione prevista per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, che resta l’elemento fondamentale per accedere alla detrazione.

Quota 103

In tema pensionistico, viene messa in atto Quota 103, che nel 2023 potrà essere utilizzata per 12 mesi da chi al 1° gennaio avrà maturato 62 anni d’età e 41 anni di versamenti. Il diritto alla pensione anticipata conseguito entro il 31 dicembre 2023 potrà essere esercitato anche successivamente a questa scadenza.

Opzione donna

Ulteriori novità presenta nell’ Opzione donna. Attualmente, e fino al 31 dicembre, l’uscita anticipata, con il ricalcolo contributivo dell’assegno, è consentita alle lavoratrici che abbiano maturato 58 anni d’età (59 se “autonome”) e 35 anni di versamenti. Con quota 103 questa via d’uscita sarà accessibile, avendo raggiunto i 60 anni di età, solo alle lavoratrici che siano in possesso, alternativamente, di specifici requisiti: assistano il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave; abbiano un’invalidità civile uguale o superiore al 74%; siano lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo per la gestione della crisi aziendale.

La detrazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici è stata confermata anche per il 2023 e il 2024-

La commissione Bilancio prevede che per  tali annualità l’ammontare con l’acquisto di mobili ma anche grandi elettrodomestici green, in caso di interventi di ristrutturazione della casa (elemento imprescindibile per beneficiare della detrazione in oggetto) si può chiedere una detrazione del 50% delle spese fino a 8mila euro, il limite precedentemente previsto era di 5.000 euro.

Come specificato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, il bonus in questione è una detrazione Irpef per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione, per l’anno 2022 andava calcolata su un importo massimo di 10mila euro.

La somma detratta deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo e verrà portata tra le detrazioni nella dichiarazione dei redditi. I pagamenti devono essere effettuati con bonifico bancario, carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. Negli anni l’importo massimo detraibile è stato in continua discesa, passando dai 16.000 del 2021, ai 10.000 del 2022 fino agli 8.000 del 2023.

Può beneficiare della detrazione chi acquista entro il 31 dicembre 2024 mobili ed elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori. L’intervento di ristrutturazione edilizia deve essere realizzato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni.

Il limite massimo di spesa riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Quindi, prosegue il sito delle Agenzie delle Entrate, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

Possono essere comprese anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, se sostenute con le modalità di pagamento previste.

Per l’acquisto di elettrodomestici è obbligatorio effettuare la comunicazione all’Enea con i dati dell’acquirente e dell’immobile in cui viene inserito l’elettrodomestico, oltre ai dati relativi alla potenza assorbita e la classe energetica di quest’ultimo. L’invio va fatto entro 90 giorni dal collaudo/installazione dell’elettrodomestico.

Il mancato invio della comunicazione non fa decadere il diritto alla detrazione, ma rimane consigliabile farlo, in quanto l’Enea redige annualmente un documento contenente lo stato di efficientamento energetico del Paese.

“L’innalzamento del tetto del bonus mobili e elettrodomestici da 5mila a 8mila euro per il 2023 è un ottimo risultato per la filiera del legno-arredo e per famiglie e giovani che potranno usufruire di un aiuto concreto soprattutto in un momento di grande difficoltà, dovuto all’inflazione che corre, al caro energia e alla perdita di potere d’acquisto”, ha commentato il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin

Nel corso del 2022, anno caratterizzato dalla presenza di innumerevoli nuovi bonus, quello che sicuramente ha riscosso maggiore interesse è stato senza dubbio il bonus psicologo. Basti pensare che sono state presentate circa 420.000 domande sul sito inps.

La pandemia da covid-19, che ha comportato forse il periodo più buio del recente passato, con il lockdown, ha causato, a innumerevoli persone di tutte le età, problemi psicologici, stati di ansia, paura, vivendo in maniera difficile il loro quotidiano.

Il governo in tal senso è venuto incontro alle esigenze di queste centinaia di migliaia di cittadini, creando un fondo che sostenga le spese per le sedute di psicoterapia, con un voucher di 50 euro a seduta.

La buona notizia è che non solo tale bonus sia stato confermato anche per l’anno 2023 ma che tale misura diventa strutturale e dal prossimo anno il contributo passerà da un massimo di 600 euro a persona a 1.500 euro. Dal 2024 in poi sarà finanziato con 8 milioni annui (cifra comunque molto bassa).

Ciò significa che il bonus psicologo non necessità più di rinnovi e che il contributo a sostegno delle spese di psicoterapia sia diventato duraturo soprattutto in un periodo cosi difficile tra covid, guerra e crisi economica.

Inoltre, il contributo previsto per il 2022, di 600 euro a persona, sarà innalzato a 1.500 euro per ogni richiedente. Dovrebbe restare invariato il requisito di accesso legato al valore dell’ISEE.

Dal 2023 sarà possibile, dunque, richiedere annualmente l’agevolazione introdotta inizialmente per l’anno in corso. Come si legge nel testo dell’emendamento, infatti, la misura sarà finanziata con:

  • 5 milioni di euro per il 2023;
  • 8 milioni di euro al partire dal 2024.

Si alza considerevolmente, dunque, la somma che i richiedenti possono ottenere a sostegno delle spese di psicoterapia, visto anche il grande successo in termini di domande presentate fino allo scorso ottobre.

requisiti di accesso, legati al valore ISEE, dovrebbero essere mantenuti invariati, con la soglia massima di 50.000 euro.

Resta però il dubbio sul numero effettivo di persone che riusciranno ad accedere al contributo. Infatti per il 2022 sono stati stanziati 25 milioni di euro e solo il 10% dei richiedenti è riuscita ad ottenere l’agevolazione per via del numero elevato richieste presentate.

Inoltre, con il contributo massimo più elevato la platea di beneficiari potrebbe restringersi ulteriormente.

Il bonus cultura è salvo! Nelle ultime settimane si era dibattuto se confermarlo o meno e con le stesse modalità, invece il governo Meloni ha fatto di più, lo ha raddoppiato (a partire dal 2024), confermando per i 18 il bonus 18App che resterà in vigore anche nel 2023. Tutti i giovani neomaggiorenni riceveranno 500 euro per fare acquisti nel settore culturale. Dal 2024, poi, sarà sostituito da due misure simili, una Carta della cultura e una Carta del merito, una con un criterio di Isee e una legata al voto di diploma.

Dopo settimane di dibattito sulla conferma o meno del bonus cultura, nel 2023 si applicherà ancora il meccanismo della 18App: 500 euro, per acquisti culturali, a tutti coloro che hanno compiuto 18 anni nel 2022, quindi i nati nel 2004. Il governo Meloni ha già inserito nella manovra che dal 2024 i bonus saranno due, cumulabili fino a 1.000 euro.

Il sottosegretario all’Economia Federico Freni, infatti, ha chiarito che “per ragioni contabili” nel 2023 il bonus cultura sarà pagato con le vecchie regole. Quando la manovra è tornata alla commissione Bilancio della Camera per degli aggiustamenti, è emerso che non era possibile effettuare la riforma già a partire dall’anno prossimo, a causa di ostacoli tecnici. I nati nel 2004, quindi, riceveranno 500 euro da spendere in libri, musei, eventi culturali, biglietti di concerti o di teatro, a prescindere dalla loro situazione economica e dai risultati scolastici.

Cosa accadrà dal 2024

La riforma del governo Meloni per quanto riguarda il bonus cultura ai maggiorenni resta comunque nella manovra, semplicemente inizierà un anno dopo. Come detto, i nuovi bonus che sostituiranno la 18App saranno due. Da una parte la Carta della cultura, rivolta solo a chi ha un Isee inferiore alla soglia di 35mila euro. Dall’altra, la Carta del merito, che andrà a chi avrà un voto di diploma di 100/100, cioè il massimo dei voti.

Le carte, secondo quanto previsto dalla legge di bilancio, saranno del valore di 500 euro ciascuna, e saranno cumulabili. i Beneficiari saranno gli studenti e le studentesse con un Isee sotto i 35mila euro e se prenderanno 100 (oppure 100 e lode) nel loro diploma potranno ottenere fino a 1000 euro.

Con i due bonus ottenuti, si potranno fare gli stessi acquisti già previsti per 18App: libri, teatri, musei, eventi culturali. Il governo avrà un vantaggio economico di circa 40 milioni di euro perché saranno esclusi tutti coloro che hanno un Isee superiore ai 35mila euro e che non prendono 100 alla maturità.

Il governo sottolinea, per voce di Federico Mollicone “non solo non sarà cancellata la carta per i giovani, ma anzi il centrodestra raddoppia coinvolgendo anche tutte le categorie”, mettendo il peso sul fatto che uno studente con Isee basso e voto di diploma alto potrà avere fino a 1000 euro. “Vogliamo premiare il merito, per noi come abbiamo sempre detto è un pregio. Il nostro intervento è volto a favore delle istanze sociali e del merito”.

A preoccuparsi è anche chi vende libri. Ricardo Franco Levi presidente dell’Associazione italiana editori (Aie), che ha potuto beneficiare delle ricadute della 18App, ha commentato così: “Una scelta profondamente dannosa per il mondo del libro, proprio quando gli ultimi dati segnalano un brusco calo delle vendite nelle librerie. Non solo la soglia Isee esclude una parte rilevante dei ragazzi, ma le complicatissime procedure necessarie ad accedere al provvedimento scoraggeranno anche tutti gli altri”.

Aumentata ad € 15.000,00 la soglia dell’Isee per accedere alle agevolazioni sulle bollette della luce e del gas per il primo trimestre 2023. Per le famiglie con almeno 4 figli a carico il tetto resta fermo a 20.000 euro.

Cambia il tetto ISEE per accedere ai bonus luce e gas. La nuova Manovra ha innalzato la soglia a 15.000 euro per dare a più famiglie l’opportunità di beneficiare delle agevolazioni e ottenere lo sconto in bolletta nel primo trimestre 2023. Restiamo in attesa di ulteriori novità per i trimestri successivi.

Non è stato invece modificato il tetto ISEE per le famiglie numerose, in questo caso, chi ha 4 o più figli a carico potrà accedere alle agevolazioni il nucleo familiare con ISEE inferiore a 20.000 euro.

Come funziona il bonus luce e gas

Il bonus è automatico! L’unico adempimento da fare è la richiesta dell’isee. Non va compilata alcuna pratica; lo sconto in bolletta arriva, dunque, automaticamente.

Oltre all’innalzamento del tetto isee, il governo ha confemato anche l’azzeramento degli oneri di sistema e il taglio dell’IVA al 5% per il gas per aiutare le famiglie ad affrontare il caro bollette. L’ammontare effettivo dei bonus verrà presto fissato da ARERA che informerà i consumatori nei prossimi giorni in merito all’importo dello sconto in bolletta.

Il valore del bonus è comunque legato a una serie di elementi: numero di componenti del nucleo familiare per quanto riguarda la luce e numero di componenti del nucleo familiare, zona climatica dove è ubicata la fornitura, tipo di utilizzo del gas (riscaldamento, acqua calda e cottura o soltanto acqua calda sanitaria e cottura) per quanto concerne il gas.

A beneficiarne non saranno tutti i lavoratori, ma solo i dipendenti del terziario e quanti operano nella Grande Distribuzione. La platea dei beneficiari è comunque ampia raggiungendo almeno tre milioni di italiani

Il Bonus fa parte di «Protocollo Straordinario» per il settore del Terziario raggiunto con l’obiettivo di fornire ai lavoratori del settore un sostegno economico concreto in questo contesto caratterizzato da rincari energetici. Inoltre, è previsto anche un aumento di 30 euro sulla paga base. Tutto ciò dipende anche dalla questione rinnovo dei va CCNL, dal 2019 si aspetta il rinnovo e quindi tali aumenti sono stati fatti per venire incontro a tale situazione.

Il bonus di 350 euro lordi è un sostegno una tantum, quindi non arriverà ogni mese. Precisato questo, il contributo verrà erogato in due tranche. I primi 200 euro arriveranno con la busta paga di gennaio, mentre per i restanti 150 euro si deve aspettare lo stipendio di marzo.

Scatterà dal mese di aprile invece l’aumento di 30 euro per i lavoratori inquadrati nel quarto livello. L’aumento sarà parametrato anche su altri livelli di inquadramento, quindi non solo il quarto.

Infine per quanto riguarda l’aspetto dei rinnovi, l’accordo è stato siglato il 12 dicembre e, come spiega la nota congiunta dei sindacati è «da intendersi come un passaggio in attesa di definire la parte normativa e salariale dei Ccnl di settore.

Il governo Meloni ha confermato, con grande sospiro di sollievo tirato da migliaia di famiglie, anche per il 2023 il bonus asili nido! Esso è ritenuto dall’esecutivo indispensabile per sostenere le famiglie contro il carovita.

Il valore del bonus asilo nido viene calcolato in base all’Isee e nel 2022 è stato rimodulato nei tre seguenti scaglioni:

  • fino a 3.000 euro per le famiglie con Isee fino a 25.000 euro;
  • fino a 2.500 euro per le famiglie con Isee da 25.000 euro euro a 40.000 euro;
  • fino a 1.500 euro (136,37 euro mensili) per le famiglie con Isee da 40.000 euro in su.

La domanda per il contributo può essere presentata dal genitore del minore nato o adottato per due motivi. Il primo: il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati (“Contributo asilo nido”). Il secondo: l’utilizzo di forme di supporto presso la propria abitazione a favore di bambini, al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche (“Contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione”).

Per il bonus asilo nido è previsto il pagamento di un buono annuale, suddivisibile in undici mensilità, da corrispondere in base alla domanda del genitore che lo richiede. Si precisa che oltre gli asili pubblici, anche gli “Asili nido privati autorizzati” rientrano tra i soggetti che garantiscono il bonus asilo nido e si intendono quegli asili che hanno ottenuto l’autorizzazione all’apertura e al funzionamento da parte dell’ente locale competente. Il genitore richiedente dovrà inerire nella domanda se l’asilo nido frequentato dal minore sia pubblico o privato autorizzato e indicare, in quest’ultimo caso, oltre alla denominazione e al codice fiscale della struttura, anche gli estremi del provvedimento autorizzativo. Restano quindi esclusi tutti gli altri servizi come le ludoteche o i baby parking,

La seconda tipologia di erogazione, Contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione ,prevede  un contributo annuo al fine di favorire l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni, impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche. Il genitore che presenta la domanda deve risultare convivente con il figlio beneficiario dell’agevolazione. Altro elemento chiave e la presentazione da parte del genitore richiedente di un’attestazione rilasciata dal pediatra che dichiari l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica per tutta la durata dell’anno scolastico. In questo caso specifico l’Istituto eroga il contributo in un’unica soluzione, direttamente al genitore richiedente fino all’importo massimo concedibile.

L’assegno unico ha, fin dalla sua nascita a marzo 2022, destato grandissimo interesse nei cittadini, essendo diventato l’unico e solo aiuto dei quali possono beneficiare, i genitori,  per i propri figli fino al compimento dei 18 anni di età (21 se studenti) e disabili senza limite di età. Fino a tale data infatti erano previsti Bonus nascita, bonus bebè, detrazioni per figli a carico e assegni familiari.

Con l’entrata in vigore dell’assegno unico, dette appunto universale, tutti gli aiuti sono stati inglobati in questo.

Proprio per questo motivo uno degli aspetti di maggiore interesse della manovra di bilancio è il potenziamento dell’assegno unico. Il Governo Meloni ha deciso di intervenire, a partire da gennaio 2023, con la maggiorazione del 50% dell’importo per le famiglie con figli a carico. Una misura che varrà per tutti per il primo anno di vita del bambino.

Da gennaio l’assegno unico subirà un aumento, in attesa dell’adeguamento all’inflazione,  da 50 a 75 euro al mese per le soglie minime. Il massimo salirà invece fino a 262,5 euro.

L’assegno è garantito in misura minima a tutte le famiglie con figli a carico, anche in assenza di Isee o con Isee superiore alla soglia di euro 40mila.

L’aumento previsto è del 50% dell’importo dell’assegno per le famiglie con 3 figli o più per tre anni, in presenza però di un requisito essenziale: un Isee fino a 40mila euro. Al momento, per ciascun figlio minorenne o con disabilità, senza limiti d’età, è stato stabilito un importo di 175 euro mensili per Isee fino a 15mila euro. La somma si riduce gradualmente per livelli di Situazione Economica Equivalente superiori, rimanendo poi costante fino ad arrivare e poi superare il tetto Isee di 40mila euro.

Il governo ha stanziato 610 milioni di euro per coprire gli aiuti relativi. I beneficiari sono circa 520mila con bambini sotto i 3 anni d’età, 369mila bambini con meno 12 mesi e 150mila bambini sotto i 3 anni nati in famiglie numerose. Nell’arco del 2022 hanno beneficiato dell’assegno circa sei milioni di nuclei. La spesa totale considerando anche le spese alla famiglia e alla natalità, arriva a quasi 1,5 miliardi di euro.

Vediamo gli aumenti

Dal 1° gennaio 2023, gli importi subiranno un aumento del 50 % come sotto spercificato:

  • per ciascun figlio di età inferiore a un anno, indipendentemente dal reddito;
  • per i nuclei familiari con tre o più figli, per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni, a condizione che l’Isee sia fino a 40mila euro.

L’importo minimo aumenterà dunque di 25 euro, passando da 50 euro a 75 euro, mentre quello massimo dovrebbe attestarsi a 262,5 euro, con un aumento netto di 87,5 euro. A partire da gennaio, potrebbe esserci un ulteriore aumento, rapportato all’inflazione che potrebbe arrivare a sfiorare l’8%.  Di seguito forniamo delle simulazioni (non ufficiali) di quanto potrebbe aumentare l’agevolazione:

  • fino a 15mila euro: aumento di 87 euro al mese (+1.050 euro l’anno);
  • fino a 20mila euro: aumento di 75 euro al mese (+900 euro l’anno);
  • fino a 25mila euro: aumento di 62,5 euro al mese (+750 euro l’anno);
  • fino a 30mila euro: aumento di 50 euro al mese (+600 euro l’anno);
  • fino a 35mila euro: aumento di 37,5 al mese (+450 l’anno);
  • fino a 40mila euro e oltre: aumento di 25 euro al mese (+300 euro l’anno).

Le domande di sessioni di psicoterapia con il bonus psicologo presentate all’Inps sono state in totale 395.604. Le istanze accolte sono 41.657 distribuite su base regionale, quindi solo una persona su 10 usufruirà del contributo. Lo riferisce l’INPS, comunicando di aver approvato le relative graduatorie regionali per l’assegnazione del beneficio. Le domande, sottolinea l’Inps sono state accolte sulla base della percentuale di budget assegnato regionalmente all’indennità, con priorità per gli Isee più bassi, mentre a parità d’Isee, si è seguito il criterio cronologico di presentazione delle istanze.

Per verificare se l’stanza sia stata accolta o meno, il richiedente potrà verificare sul sito dell’Inps l’esito della richiesta presentata e, in caso positivo, l’importo assegnato e il codice univoco da utilizzare entro 180 giorni per usufruire del bonus e sostenere le sessioni di psicoterapia. Al momento della prenotazione della seduta, il beneficiario deve comunicare il codice al professionista, che provvederà ad associarlo al beneficiario al momento della prenotazione della seduta nel servizio online.

Il contributo massimo spettante è di 50 euro a seduta con un massimo di 12 sedute per la spesa complessiva di 600 euro. Visto l’elevato numero di domande trasmesse, potrà essere soddisfatta circa una domanda su dieci, essendo state stanziati solo 25 milioni, nonostante l’incremento che si ha avuto con l’ultimo decreto aiuti.

Ricordiamo infine che il beneficio è destinato ai soggetti con Isee non superiore ai 50mila euro e serve per sostenere le spese di assistenza psicologica di coloro che, nel periodo delicato della pandemia e della correlata crisi economica, hanno visto accrescere le condizioni di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica.

E’ stato finalmente approvato il nuovo bonus fino a 800 euro al mese per genitori separati o divorziati, che si trovano in difficoltà economica a seguito della crisi derivata dall’emergenza sanitaria da Covid. Il Decreto attuativo è approdato in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2022.

Si tratta del contributo economico introdotto dal Decreto sostegni e confermato dalla Legge delega fiscale per aiutare i genitori a continuare a versare gli assegni di mantenimento per i figli.

Ecco tutte le informazioni sul bonus per genitori divorziati e separati 2022, quali sono i requisiti specifici e le regole per fare domanda.

Il bonus 800 euro genitori separati è un aiuto economico destinato a chi ha almeno un figlio ed è separato o divorziato. Il fine è sostenere persone separate o divorziate che, a causa della riduzione, sospensione o perdita del lavoro dovute agli effetti dell’emergenza Covid, non riescono a garantire la continuità del versamento degli assegni di mantenimento dovuti.

E’ stato quindi istituito un Fondo per i genitori lavoratori separati o divorziati che prevede una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro riassegnati al 2022, da utilizzare per concedere un bonus dal valore massimo di 800 euro mensili. Il è decreto attuativo è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale con le regole e i requisiti. Ora si attendono solo le istruzioni operative su cui vi aggiorneremo appena ci saranno novità.

I requisiti sono diversi e riguardano i figli per cui si ha diritto al mantenimento, il genitore destinatario del mantenimento e l’altro genitore che, a causa dell’emergenza Covid, non ha potuto provvedervi tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022. Vediamo nel dettaglio quelli che sono i requisiti dei figli e del richiedente.

  • minori o maggiorenni portatori di handicap grave. L’handicap è considerato grave quando la persona necessita di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione;
  • conviventi con il genitore richiedente al momento della mancata percezione dell’assegno di mantenimento e successivamente all’8 marzo 2020 (inizio del lockdown a fronte dell’emergenza pandemica).

il genitore obbligato a corrispondere il mantenimento:

  • deve aver cessato, ridotto o sospeso la propria attività lavorativa a decorrere dall’8 marzo 2020 per minimo 90 giorni;
  • aver ridotto il reddito di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del  2019.

Altro requisito è lo “stato di bisogno” Ciò vuol dire che il reddito del richiedente nell’anno di mancata o ridotta corresponsione del mantenimento deve essere inferiore o uguale a 8.174,00 euro. Il contributo è erogato esclusivamente ai genitori che non abbiano ricevuto l’assegno di mantenimento o lo abbiano ricevuto in maniera parziale nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022, data nella quale è venuto a cessare lo stato di emergenza, quindi per un periodo limitato.

Come già ampiamente detto l’importo massimo erogabile è di 800 euro mensile e servirà a coprire anche in parte il mantenimento. Se ad esempio il genitore, a fronte di un assegno di 500 euro, è riuscito a versarne 300, il contributo spettante sarà di 200 euro.

Il bonus genitori separati e divorziati è corrisposto in unica soluzione, in misura, come abbiamo visto, pari all’importo non versato dell’assegno di mantenimento di cui è titolare il richiedente, fino a concorrenza di euro 800,00 mensili, e per un massimo di 12 mesi.

Per accedere al beneficio bisognerà presentare l’apposita domanda bonus 800 euro genitori separati. Per le specifiche della richiesta si dovrà attendere un apposito avviso.

Di seguito, presumibilmente, quelli che saranno i dati della richiesta:

  • le generalità e i dati anagrafici del richiedente;
  • l’importo dell’assegno di mantenimento di cui è titolare il richiedente, relativo al periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022, e l’ammontare delle somme non versate;
  • il reddito percepito
  • l’indirizzo di posta elettronica ordinaria o certificata a cui l’interessato intende ricevere ogni comunicazione relativa al monitoraggio della pratica.
  • gli estremi del proprio conto corrente bancario o postale;