Una delle priorità sociali ed economiche del nostro Paese è legata alle agevolazioni destinate a mitigare il calo della natalità. Per contrastare l’inverno demografico che ormai da anni interessa l’Italia sono state messe in campo diverse misure di sostegno alle famiglie i cosiddetti bonu bimbi. E da quest’anno c’è una novità: il Bonus Bebè 2025.

Chiamato anche Bonus Nascita 2025, va ad aggiungersi ad altre misure complementari, come l’Assegno Unico Universale e il Bonus asilo nido. Leggi nel nostro articolo di cosa si tratta, chi ne ha diritto e cosa comportano i recenti aggiornamenti per chi vuole richiedere il Bonus Bebè.

Bonus Bebè 2025: torna il contributo per i nuovi nati

La vitalità di una nazione passa per tante variabili differenti, tra cui il ricambio generazionale. Poiché l’Italia è notoriamente uno dei Paesi al mondo con un’aspettativa di vita più alta e una popolazione molto anziana, attualmente ferma a crescita zero, per investire sul futuro è necessario sostenere chi decide di avere figli.

Il Bonus Bebè, introdotto per la prima volta nel 2003 e poi messo in stand-by, puntava proprio a diventare un incentivo concreto alla natalità. Nel 2022 avevamo però assistito a una piccola rivoluzione, culminata nel cosiddetto Assegno unico universale, nato per accorpare:

  • Bonus Bebè
  • Bonus Mamma Domani
  • Assegno per le famiglie composte da almeno tre minori
  • Assegni familiari per le famiglie
  • Detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni

La legge di bilancio 2025 ha però reintrodotto un extra che sarà molto apprezzato: il Bonus Bebè 2025 (o “Carta per i nuovi nati”). Si tratta di un bonus una tantum pari a 1000 euro erogato per ogni figlio nato o adottato quest’anno. L’Esecutivo ha stanziato 330 milioni di euro per il 2025, ma prevede di innalzare le risorse a 360 milioni di euro per l’anno prossimo.

Come funziona il Bonus Bebè

Possono accedere al Bonus Bebè 2025 solo le famiglie con ISEE inferiore a 40.000 euro. A tal proposito, l’ISEE viene calcolato al netto dell’Assegno Unico Universale, che resta in vigore anche quest’anno. Il contributo per le nuove nascite viene corrisposto il mese dopo la data di nascita o adozione ed è escluso dalla formazione del reddito complessivo ai fini fiscali.

Possono ricevere il Bonus Bebè i genitori residenti in Italia che appartengono a una delle seguenti categorie:

  • Cittadini italiani o di un altro Paese europeo
  • Familiari dei cittadini europei con diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente
  • Cittadini non europei con permesso di soggiorno UE per lungo periodo, permesso unico di lavoro o permesso di soggiorno per motivi di ricerca

Come fare domanda per il Bonus Bebè 2025

Al momento non sono state ancora specificate le modalità per richiedere il Bonus Bebè 2025: possiamo ipotizzare però che funzioni come per l’Assegno Unico Universale e che la domanda vada presentata direttamente sul sito INPS. L’accesso al sito è possibile tramite le credenziali SPID, CIE o CNS, seguendo l’apposita procedura telematica. In alternativa, si può contattare il numero verde INPS o rivolgersi a un CAF.

Come funziona e a chi spetta l’assegno unico universale

L’Assegno Unico Universale, richiedibile a partire dal settimo mese di gravidanza o anche in caso di adozione, è stato istituito per semplificare le procedure di assistenza alle famiglie, un po’ come avviene per alcune forme di welfare che non sono soggette a tassazione.

L’assegno unico si applica a lavoratori dipendenti (pubblici e privati), lavoratori autonomi, pensionati, disoccupati e inoccupati. L’INPS lo eroga per i figli a carico nelle seguenti situazioni:

  • Figli minorenni, dal settimo mese di gravidanza
  • Figli maggiorenni fino a 21 anni che:
    – Studiano (università, scuola, formazione professionale)
    – Fanno il servizio civile
    – Lavorano con reddito sotto 8.000 euro annui
    – Sono disoccupati e cercano lavoro
  • Figli con disabilità, senza limiti d’età

Per ricevere l’Assegno, il richiedente deve soddisfare questi requisiti:

  • Essere cittadino italiano o UE con diritto di soggiorno
  • O essere cittadino non-UE con permesso di soggiorno di lungo periodo
  • O avere un permesso di lavoro/ricerca di oltre 6 mesi
  • Pagare le tasse in Italia
  • Risiedere in Italia da almeno 2 anni e avere un contratto di lavoro di minimo 6 mesi

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Gli importi dell’Assegno Unico Universale

L’Assegno Unico Universale, a cui si affiancano il Bonus Bebè 2025 e altre iniziative assimilabili, varia in base all’ISEE della famiglia richiedente. Per quest’anno ci sono alcune importanti novità, tra cui la semplificazione delle procedure di richiesta (soprattutto per chi ha un ISEE inferiore a 25.000 euro) e un aumento delle somme.

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Da febbraio 2025 la somma base sale a 57,45 euro al mese, mentre quella massima ammonterà a 200,99 euro per ogni figlio, con una rivalutazione dello 0,8%. In aggiunta, l’Assegno Unico Universale 2025 non incide più sul calcolo dell’ISEE, ma solo sull’accesso al Bonus Bebè 2025 e al Bonus asilo nido. Sono poi previste ulteriori somme per le seguenti categorie:

  • Famiglie numerose
  • Mamme di età inferiore a 21 anni
  • Figli disabili
  • Famiglie in cui entrambi i genitori lavorano

L’Assegno viene corrisposto a chi ne ha diritto tramite bonifico, sempre che sia stato indicato l’IBAN in fase di domanda, e in contanti presso il proprio ufficio postale. In ogni caso, è necessario presentare tutta la documentazione richiesta all’INPS. I documenti necessari sono i seguenti:

  • Documento di identità e codice fiscale del genitore richiedente
  • Codice fiscale del minore o dei minori per cui si richiede la prestazione
  • Codice fiscale dell’altro genitore
  • ISEE in corso di validità
  • IBAN del genitore richiedente su cui effettuare il pagamento della prestazione

Requisiti e durata dell’Assegno Unico Universale 2025

L’Assegno Unico Universale può essere percepito fino al 21° anno di età di ogni figlio e viene erogato ogni mese. Per quanto riguarda l’ISEE non esiste una soglia massima: chi percepisce un reddito superiore a 40.000 euro può ricevere la somma minima. Tuttavia, a partire dal compimento dei 18 anni dei figli, l’assegno viene ridotto.

Assegno di maternità 2025

La Manovra ha confermato anche l’assegno di maternità 2025. Si tratta di un aiuto alle famiglie, rivolto a tutte le madri che non possono accedere ad altre modalità di sostegno, ad esempio l’indennità di maternità dell’INPS. Sebbene sia erogata proprio dall’INPS, viene però concessa dai Comuni.

La domanda deve essere presentata al Comune in cui si risiede insieme alla Dichiarazione sostitutiva in merito al proprio nucleo familiare e all’autocertificazione in cui si dichiara di non essere percettori di altri bonus maternità e di rispettare pienamente i requisiti richiesti.

Chi ha diritto all’assegno di maternità

Al momento l’assegno di maternità di base corrisposto mensilmente in caso di nuove nascite, affidamenti preadottivi e adozioni avvenuti durante tutto l’anno ammonta a 404,17 euro per cinque mesi (il totale è di 2.020,85 euro). Tuttavia, si attende la rivalutazione dell’INPS con un eventuale aumento.

Un altro parametro importante per accedere all’assegno di maternità è l’ISEE del nucleo familiare richiedente, che non deve superare la soglia di 20.221,13 euro. In aggiunta, bisogna anche:

  • risiedere nel Comune che concede l’Assegno;
  • convivere con il figlio per cui si è richiesto l’Assegno;
  • essere cittadine italiane o avere un permesso di soggiorno regolare.

Bonus asilo nido 2025

Confermato il Bonus asilo nido anche per il 2025, dopo il potenziamento dell’anno scorso. Il contributo è pensato per alleggerire i costi necessari per l’iscrizione dei bambini ai nidi pubblici o privati.

Il bonus può essere richiesto da chi ha figli sotto i tre anni ed è residente in Italia. In più, è necessario presentare l’ISEE, che determina gli importi. Si va da 1.500 euro all’anno per chi ha un ISEE superiore a 40.000 fino a 3.000 euro per i nuclei con ISEE inferiore a 25.000 euro.

Congedo parentale

Il congedo parentale 2025 rappresenta un tema di grande interesse per genitori, lavoratori e aziende. Le recenti modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 hanno portato importanti novità, rendendo necessaria una guida completa e aggiornata per comprendere al meglio come funziona, chi ne ha diritto e come gestirlo.

Che cos’è il congedo parentale?

Il congedo parentale è un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto ai genitori per prendersi cura dei propri figli nei primi anni di vita. Questo diritto, regolamentato dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, si applica sia ai genitori biologici che ai genitori adottivi o affidatari.

A differenza di altri permessi o aspettative, il congedo parentale è retribuito, con modalità che variano in base alla durata e alla tipologia del congedo richiesto. Il periodo massimo complessivo è di 10 mesi da suddividere tra madre e padre, con la possibilità di estenderlo a 11 mesi se il padre usufruisce di almeno tre mesi di congedo. Inoltre, è possibile richiederlo entro il compimento dei 12 anni del bambino, garantendo flessibilità per conciliare esigenze lavorative e familiari.
 
Non va confuso con il congedo di maternità o di paternità obbligatori.
  • Congedo di maternità: è un periodo obbligatorio di 5 mesi per le lavoratrici (2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo), con un’indennità pari all’80% della retribuzione.

  • Congedo di paternità obbligatorio: riconosciuto ai padri per un totale di 10 giorni retribuiti al 100%, da fruire entro i primi 5 mesi di vita del bambino.

 

Le novità del congedo parentale nel 2025

Con l’introduzione della Legge di Bilancio 2025, sono state apportate alcune modifiche rilevanti al congedo parentale facoltativo, soprattutto in termini di retribuzione e durata dei benefici economici.

Cosa cambia nel 2025:
  • Retribuzione maggiorata all’80% per tre mesi A partire dal 2025, l’indennità massima dell’80% della retribuzione, in precedenza limitata a 2 mesi, è stata estesa a 3 mesi. Questa novità si applica solo se il congedo viene richiesto entro i primi 6 anni di vita del bambino.

  • Indennità al 30% per i successivi mesi Dopo i primi 3 mesi, i genitori potranno beneficiare di una retribuzione al 30% per altri 6 mesi, rispettando comunque i limiti complessivi di durata del congedo.

  • Congedo non retribuito Per i periodi di congedo eccedenti i mesi retribuiti, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro, ma non percepirà alcuna indennità economica, salvo particolari condizioni reddituali.

  • Tutele per i genitori unici In caso di genitori single, il diritto al congedo parentale complessivo è esteso fino a 11 mesi, garantendo un supporto più ampio in contesti familiari complessi.

Come richiedere il congedo parentale nel 2025

La richiesta del congedo parentale deve essere effettuata tramite i servizi telematici dell’INPS. Per accedere alla piattaforma è necessario utilizzare uno dei seguenti strumenti di autenticazione:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale);

  • CIE (Carta d’Identità Elettronica);

  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Solitamente, la notifica relativa all’arrivo del pagamento dell’Assegno Unico è mostrata dall’app IO entro il 15 del mese, ma in questo caso si sta registrando un ritardo. Lo stesso vale per l’accredito del bonifico, che tarderà alcuni giorni rispetto al solito. A chiarire la situazione è un comunicato ufficiale.

Pagamento in ritardo per l’Assegno Unico

Ecco il comunicato pubblicato da INPS, che scioglie ogni dubbio in merito alla causa e alle tempistiche. Fa riferimento al nuovo sistema Re.Tes. (Reingegnerizzazione delle procedure di Tesoreria) della Banca d’Italia, a cui ha aderito l’Istituto. È descritto come una moderna architettura informatica, introdotta con l’obiettivo di snellire le procedure amministrative allineandole con l’evoluzione dei sistemi e degli strumenti di pagamento.

Il ritardo nell’invio delle notifiche e nell’accredito dell’Assegno Unico (Assegno Unico e Universale per i figli a carico) di gennaio 2025 è dovuto proprio ai tempi necessari per l’abbinamento dei primi flussi al nuovo sistema telematico per le operazioni di pagamento delle prestazioni non pensionistiche.

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Accrediti sui conti correnti dal 20 gennaio

Non ci sarà comunque molto da aspettare: la data da cerchiare in rosso sul calendario è quella del 20 gennaio. A partire da lunedì, e nel corso della prossima settimana, chi ne ha diritto riceverà la somma direttamente sul proprio conto corrente.

Come l’ISEE influenza l’importo dell’Assegno

L’importo dell’Assegno Unico è calcolato in base al valore dell’ISEE del nucleo familiare:

  • ISEE inferiore a 17.090,61 €: Accesso all’importo massimo, pari a 199,40 € per ogni figlio minore.
  • ISEE superiore a 45.574,96 € o assenza di ISEE: Importo minimo garantito, pari a € 57,00 per ogni figlio.

Sono previste maggiorazioni in casi specifici:

  • Figli con disabilità: Incrementi significativi indipendentemente dall’età.
  • Nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo) o nuclei con quattro o più figli con genitori titolari di reddito da lavoro
  • Figli con età inferiore ad un anno.
  • Figli con età compresa tra uno e tre anni (nuclei con tre o più figli e Isee fino all’importo di € 45.574,96)

L’Assegno unico per i figli a carico può essere richiesto anche in assenza di ISEE o con ISEE superiore alla soglia di 45.574,96 euro. In queste circostanze, sarannocorrisposti gli importi minimi previsti dalla normativa.

La Legge di Bilancio per il 2025, approvata dal Consiglio dei Ministri il 15 ottobre 2024, non disdegna di attenzioni le famiglie italiane. Tra queste quelle beneficiarie della “Carta Dedicata a Te”. Questa misura di sostegno, già in vigore nel 2023 e 2024, viene confermata anche per il prossimo anno. Ciò grazie a un nuovo stanziamento pari a 500 milioni di euro, che permetterà di erogare un ulteriore credito economico alle famiglie in difficoltà.

La “Carta Dedicata a Te”, ricordiamo, rappresenta uno strumento fondamentale di sostegno economico.

Carte dedicata a te: funzionamento semplice

Un aspetto interessante di questo strumento è la semplicità di accesso: i beneficiari non devono presentare alcuna domanda per ottenerla. L’INPS, infatti, si occupa di identificare le famiglie idonee in base a criteri specifici, trasmettendo successivamente le informazioni ai comuni di residenza.

Sono questi ultimi che notificano direttamente agli aventi diritto la disponibilità della carta presso gli uffici postali. Questo processo automatico e privo di burocrazia rappresenta un notevole vantaggio, poiché consente una distribuzione rapida e agevole del beneficio.

La “Carta Dedicata a Te” opera in maniera simile a una tradizionale carta Postepay, permettendo agli utenti di utilizzarla presso tutti gli esercizi commerciali convenzionati per acquistare beni di prima necessità. È inoltre utilizzabile per il rifornimento di carburante, così come per l’acquisto di abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico, un’opzione particolarmente utile per chi necessita di spostarsi quotidianamente.

Ricarica automatica per chi già in possesso

Nonostante la facilità d’uso, la carta 2024 presenta alcune limitazioni che i beneficiari devono tenere a mente. In primo luogo, il primo acquisto deve essere effettuato entro il 16 dicembre 2024. Trascorsa questa data senza utilizzo, la carta verrà disattivata automaticamente e i fondi associati andranno persi. Un’altra scadenza importante riguarda la spesa totale del saldo residuo: i beneficiari dovranno utilizzare l’intero importo entro il 28 febbraio 2025, poiché oltre tale data il credito inutilizzato non sarà più disponibile.

Per chi ha già beneficiato della “Carta Dedicata a Te” in precedenza, l’accredito del nuovo importo è stato automaticamente sulla stessa carta, senza necessità di ulteriori passaggi o richieste. Questa continuità nell’erogazione del supporto ha rappresentato un elemento cruciale, poiché ha evitato complicazioni e ritardi, permettendo alle famiglie di accedere tempestivamente ai fondi a loro destinati.

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La proroga della misura nel 2025

Aspetto significativo della legge di bilancio è la conferma di questo strumento di sostegno economico anche per il prossimo anno. Il governo ha deciso di stanziare ulteriori risorse per un totale di 500 milioni di euro. Garantendo così la possibilità di una nuova ricarica per i beneficiari della “Carta Dedicata a Te” anche nel 2025.

Questo finanziamento aggiuntivo non solo consentirà alle famiglie che già usufruiscono della misura di continuare a ricevere il supporto, ma potrebbe estendere il beneficio anche a nuove famiglie che, per vari motivi, nel 2024 non erano rientrate nei requisiti necessari. L’obiettivo principale della manovra è quello di sostenere un numero sempre maggiore di famiglie italiane, offrendo un aiuto concreto in un momento storico caratterizzato da incertezze economiche e difficoltà crescenti per i nuclei familiari più fragili.

Carta dedicata a te anche nel 2025: risvolti positivi della misura

La conferma della “Carta Dedicata a Te” nella Legge di Bilancio 2025 rappresenta una scelta di politica sociale estremamente importante.

In un contesto in cui molte famiglie devono affrontare quotidianamente il problema del caro vita e dell’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, questa misura fornisce un sostegno immediato e tangibile.

Oltre ad alleviare il peso delle spese quotidiane, la carta consente anche di mantenere un livello minimo di benessere e dignità per le famiglie più vulnerabili. La possibilità di destinare parte del credito al trasporto pubblico o al carburante, inoltre, è un’aggiunta significativa. In quanto agevola gli spostamenti per lavoro o per altre necessità, riducendo ulteriormente il carico economico sulle famiglie.

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In generale, la misura non solo fornisce un sollievo finanziario immediato, ma contribuisce anche a ridurre le disuguaglianze sociali, offrendo a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro reddito, l’accesso ai beni di prima necessità. Inoltre, attraverso l’inclusione di nuove famiglie nel 2025, il governo dimostra di essere attento alle esigenze della popolazione, ampliando il raggio d’azione del sostegno economico.

La “Carta Dedicata a Te” offre 500 euro alle famiglie in difficoltà economica. La carta è utilizzabile solo per beni essenziali, carburante e trasporto pubblico. Il primo utilizzo deve avvenire entro il 16 dicembre 2024, pena disattivazione. Nuove risorse nel 2025 garantiranno una ricarica aggiuntiva per le famiglie beneficiarie. La misura contribuisce a ridurre disuguaglianze sociali e a sostenere il potere d’acquisto.

Anche per il 2025 è stato rinnovato e potenziato il bonus asilo nido! In questo articolo vedremo quali importi potrai percepire e la modalità per farne richiesta.

Una legge del 2016 (la numero 232 al comma 355 dell’articolo 1) ha introdotto, ormai da tempo, un contributo erogato dall’INPS per il pagamento delle rette di frequenza di asili nido pubblici e privati nonché per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche: il bonus nido.

Il contributo è stato poi rinnovato di anno in anno, confermato dalle diverse manovre finanziarie, compresa la Legge di bilancio 2025, che ha rinnovato e introdotto alcune novità al bonus.

La domanda di bonus nido dev’essere trasmessa all’INPS, nel rispetto delle indicazioni operative annualmente fornite con apposito messaggio:

  • con riguardo al contributo per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido, dal genitore / affidatario che ne sostiene l’onere;
  • con riferimento al contributo per l’utilizzo di forme di supporto presso la propria abitazione, dal genitore / affidatario convivente con il figlio per il quale è richiesta la prestazione.

L’importo del contributo (ribattezzato Bonus Nido) spetta in misura diversa a seconda dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE minorenni) in corso di validità.

La manovra di bilancio 2025, in vigore dallo scorso 1° gennaio interviene in materia di Bonus nido (articolo 1, commi 210 e 211), da un lato aumentando l’autorizzazione di spesa e, dall’altro, eliminando il requisito legato alla presenza di un ulteriore figlio di età inferiore ai dieci anni necessario per poter ottenere il contributo maggiorato.

Importi Bonus Nido 2025

L’ammontare del Bonus Nido è, come anticipato, diverso a seconda dell’ISEE minorenni, in corso di validità, del nucleo familiare, in particolare:

  • un importo massimo di 3.000 euro con ISEE minorenni in corso di validità fino a 25.000,99 euro;
  • un importo massimo di 2.500 euro con ISEE minorenni in corso di validità da 25.001 a 40.000 euro;
  • un importo massimo di 1.500 euro in presenza di un ISEE minorenni in corso di validità superiore a 40 mila euro ovvero di:
    • Assenza di ISEE minorenni;
    • ISEE con omissioni e / o difformità dei dati del patrimonio mobiliare e / o dei dati reddituali auto-dichiarati;
    • ISEE discordante;
    • ISEE minorenni non calcolabile.

Bonus nido maggiorato 2025: a chi spetta

Nella versione della Legge numero 232/2016 (articolo 1, comma 355), precedente alle modifiche operate dalla Manovra 2025, in presenza dei seguenti requisiti:

  • Figli nati a decorrere dal 1° gennaio 2024;
  • Nuclei familiari con un valore dell’ISEE fino a 40 mila euro;
  • Nuclei in cui sia già presente almeno un figlio di età inferiore ai dieci anni;

il Bonus Nido è elevato di un importo pari a 2.100,00 euro.

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La legge di bilancio 2025, con l’articolo 1, comma 210, elimina il riferimento ai nuclei familiari in cui sia “già presente almeno un figlio di età inferiore ai dieci anni”, quale requisito necessario per poter accedere al contributo maggiorato. Restano invece vigenti le altre condizioni legate all’ISEE e ai figli nati a decorrere dal 1° gennaio 2024.

Ne consegue che, alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge di bilancio 2025, i nuclei familiari in cui risultano:

  • nuovi nati a decorrere dal 1° gennaio 2024;
  • ISEE minorenni fino a 40 mila euro;

possono ottenere un contributo sia per il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati che per l’utilizzo di forme di supporto domiciliare, maggiorato di 2.100,00 euro e, pertanto, con i seguenti importi massimi:

  • 3.600 euro con ISEE minorenni in corso di validità fino a 40 mila euro (Bonus Nido maggiorato);
  • 1.500 euro con ISEE minorenni superiore a 40 mila euro (Bonus Nido non maggiorato).

L’importo massimo di 1.500,00 euro spetta altresì nelle ipotesi di:

  • assenza di ISEE minorenni;
  • ISEE recante omissioni e / o difformità dei dati del patrimonio mobiliare e / o dei dati reddituali auto-dichiarati;
  • ISEE discordante.

Aumento fondi 2025

A seguito dell’abrogazione del requisito legato alla presenza di un figlio di età inferiore ai dieci anni il Bonus Nido maggiorato conosce un’estensione della platea dei potenziali beneficiari. Per questo motivo la Manovra 2025, grazie all’articolo 1, comma 211, aumenta l’autorizzazione di spesa (di cui all’articolo 1, comma 355 citato) di:

  • 97 milioni di euro per l’anno 2025;
  • 131 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 194 milioni di euro per l’anno 2027;
  • 197 milioni di euro per l’anno 2028;
  • 200 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2029.

Come richiedere il Bonus nido 2025

Per poter presentare le domande di contributo per l’anno 2025 (anche alla luce delle modifiche introdotte dall’ultima legge di bilancio) è necessario attendere l’apposito messaggio con cui l’INPS comunica l’aggiornamento della piattaforma telematica (presente sul portale “inps.it – Sostegni, Sussidi e Indennità – Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione”) messa a disposizione dall’Istituto per l’invio delle istanze.

Assegno unico fuori dal calcolo ISEE

Un’ulteriore novità introdotta dalla Manovra 2025 e suscettibile di influenzare l’erogazione del Bonus Nido è quella contemplata dall’articolo 1, comma 209 della stessa Legge numero 207/2024.

Nello specifico si dispone che, per la determinazione dell’ISEE utile ai fini dell’attribuzione del contributo, non rilevano le erogazioni relative all’Assegno Unico e Universale.

Per effetto di quanto descritto, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 355, Legge numero 232/2016 è incrementata di 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2025.

Il 2025 sarà l’anno dei bonus, alcuni sono stati confermati, altri sono nuove proposte che il governo ha messo in campo per le famiglie con redditi bassi. Ma quali sono e a quali puoi accedere in base al tuo isee?

1.000 euro per i nuovi nati

Qualche novità, per lo più delle conferme. Le misure destinate alle famiglie e a chi a figli dalla manovra si sostanziano in una serie di bonus destinati per lo più ai redditi più bassi. La prima novità è la «carta nuovi nati», una sorta di riedizione di quello che un tempo era il bonus bebè. L’agevolazione consiste in una tantum di mille euro per i neogenitori, ma solo quelli con reddito Isee fino a 40 mila euro.

Bonus nido

Con la Manovra è stato confermato anche per il 2025 il bonus nido. La novità è che per i nati dal 2024 l’importo massimo può salire a 3.600 euro se la famiglia ha Isee fino a 40 mila euro, anche in assenza di altri figli.

Fondo dote famiglia e scuole paritarie

Tra le novità per le famiglie c’è un bonus per le attività extra-scolastiche dei ragazzi delle elementari e delle medie (età 6-14 anni). Novità che anche in questo caso riguarda solo i redditi più bassi, in particolare i nuclei con Isee fino a 15 mila euro. Nella Manovra c’è anche un regalo per le scuole paritarie: il tetto delle detrazioni per chi iscrive i figli sale da 800 a 1.000. Risorse che vanno a incrementare il contributo per le paritarie che accolgono alunni con disabilità.

Bonus mamma

Tra le conferme c’è quella del bonus mamma, ovvero l’esonero contributivo per le lavoratrici del pubblico e del privato con contratto a tempo indeterminato e con almeno due figli fino ai 10 anni di età. La decontribuzione sarà estesa anche alle lavoratrici autonome con almeno due figli e un reddito fino a 40 mila euro, a patto che non rientrino nel regime forfettario. Una misura che lo scorso anno ha avuto meno successo di quanto sperato, dato che molte delle aventi diritto hanno deciso di non chiederlo perché non risultava vantaggioso. Il taglio dei contributi, infatti, non si traduce in un aumento della retribuzione netta di pari ammontare. La diminuzione della trattenuta previdenziale fa aumentare l’imponibile fiscale e di conseguenza l’Irpef da pagare. Inoltre all’aumentare del reddito lordo aumenta anche l’Isee.

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Congedo parentale

Il congedo parentale retribuito all’80% dello stipendio si allunga a 3 mesi e potrà essere usufruito dai neogenitori lavoratori dipendenti fino al sesto anno di età del bambino. Rimangono invece 10 i giornidi congedo di paternità obbligatorio.

Per l’assegno unico universale, unica misura di cui beneficiano tutti coloro che hanno figli a carico, c’è una sola novità nel 2025:non impatterà più sul calcolo dell’Isee, ma solo per quanto riguarda il bonus nido.Gli importi invece rimangono invariati. Per il nuovo anno, i genitori che già percepiscono la misura non dovranno mandare nuovamente la domanda ma sarà rinnovata automaticamente. Per aggiornare l’Isee la prossima scadenza è fissata al 28 febbraio 2025.

Bonus prima casa

Un’altra conferma è quella del bonus acquisto prima casa (per mutui superiori all’80%), destinato ai giovani che non hanno ancora compiuto i 36 anni di età nell’anno in cui l’atto viene stipulato e hanno un indicatore Isee non superiore a 40.000 euro annui.

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Detrazioni per familiari a carico

Cambiano invece le detrazioni. Con il nuovo tetto, la detrazione è di massimo 14 mila euro con redditi complessivi dai 75 mila ai 100 mila euro e 3 o più figli a carico; massimo 8 mila euro con redditi complessivi superiori a 100 mila euro (e almeno 3 figli). Sparisce inoltre la detrazione per i figli a carico oltre i 30 anni. Le detrazioni restano per i figli a carico tra i 21 e i 30 anni. Vengono eliminate anche le detrazioni per gli altri familiari a carico conviventi, esclusi gli ascendenti. Restano quindi per moglie, figli e genitori a carico, e non spettano più per tutti gli altri conviventi nel nucleo familiare. Saltano del tutto le detrazioni familiari per gli stranieri che non siano cittadini europei.

Carta dedicata a te e bonus affitto

Per i redditi Isee fino a 15 mila euro confermato anche il sostegno per la spesa. La Manovra ha rifinanziato con 500 mila euro la carta «dedicata a te» da 500 euro per l’acquisto di beni di prima necessità. Rifinanziato con altri 10 milioni il Fondo anche il fondo per chi non riesce a pagare l’affitto.

Bonus anziani

Al via da oggi, 2 gennaio 2025, il Bonus Anziani 2025 (o Assegno Universale Anziani Non Autosufficienti), un contributo mensile di 850 euro erogato dall’Inps, che potrà essere utilizzato solo per delle specifiche spese.

La misura, introdotta in via sperimentale per il biennio 2025/2026, mira ad aiutare le persone anziane in difficoltà economiche e di salute e presenta requisiti di accesso molto stringenti che ne limitano la portata. Secondo le stime, la platea del Bonus Anziani sarà di circa 25.000 persone in tutto il Paese.

Il trattamento è subordinata ad uno specifico bisogno assistenziale definito “gravissimo”, come specifica lo stesso Istituto in una nota.

Potrà farne richiesta chi:

la titolarità dell’indennità di accompagnamento (che se sospesa non consentirà di vedersi riconosciuta la prestazione).

– ha almeno 80 anni di età anagrafica;

– un Isee non superiore a 6.000 euro;

– un livello di bisogno assistenziale gravissimo, valutato agli atti dalla Commissione medico – legale dell’Inps, anche in base alle indicazioni fornite dalla Commissione Tecnico – Scientifica;;

– la titolarità dell’indennità di accompagnamento che, qualora sospesa, non consentirà di vedersi riconosciuta la prestazione.

Il Bonus Anziani sarà erogato con cadenza mensile e corrisponde a circa 850 euro al mese, che si aggiungeranno ai 531,76 euro dell’indennità di accompagnamento, per un totale di 1381,76 euro al mese. Questa somma non è tassabile e non è pignorabile. L’importo del Bonus potrà essere utilizzato solo per alcune spese.

Bonus mobili ed elettrodomestici: c’è l’ok nella manovra di Bilancio.

Tra ritardipolemiche e problematiche, la manovra di bilancio include al suo interno un nuovo bonus elettrodomestici. Si tratta di un’agevolazione che trova la propria ragion d’essere in diversi motivi validi, poiché affianca il tradizionale aiuto alle famiglie meno abbienti per l’acquisto di beni di prima necessità a un obiettivo ambientale. Come anticipato dal Ministro del Made in Italy Adolfo Urso, infatti, il bonus elettrodomestici è ormai inserito nel testo della legge di Bilancio ed entrerà in vigore dal primo gennaio del prossimo anno.

Ma di cosa si tratta? Vediamo, tra nuovo e vecchio bonus elettrodomestici, cosa cambia concretamente tra le due agevolazioni e come funzionerà la nuova versione in vigore dal 2025.

Bonus elettrodomestici 2025, novità dalla legge di Bilancio

Con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro, prende il via la nuova generazione di aiuti per sostituire i vecchi elettrodomestici con dispositivi nuovi e virtuosi dal punto di vista ambientale. Il Ministro Urso ha più volte sottolineato che questo bonus elettrodomestici mira a favorire in modo esponenziale la produzione nazionale di questi prodotti, con effetti su tutta la filiera.

Allo stesso tempo, l’iniziativa guarda ai bisogni delle famiglie, sia in termini di sostituzione di elettrodomestici obsoleti sia nel contenimento dei consumi energetici, possibili solo attraverso apparecchiature di ultima generazione.

E naturalmente, non meno importante è la questione ambientale, poiché si incentiva il ricambio degli elettrodomestici per dotare le famiglie di prodotti più efficienti ed ecosostenibili.

In sostanza, si tratta di un mix di obiettivi, che coniuga, secondo il Ministro, le esigenze di sviluppo industriale, il sostegno alle famiglie e la transizione energetica.

Elettrodomestici, tra agevolazioni, bonus e detrazioni

Il contributo, erogato probabilmente solo per il 2025, sarà pari al 30% del costo di acquisto di un elettrodomestico che rientra nelle classi energetiche previste. Tuttavia, l’importo del bonus per ciascun elettrodomestico non potrà superare 100 euro.

Per le famiglie meno abbienti il bonus potrebbe arrivare a 200 euro. Ma in questo caso occorrerà avere un ISEE in corso di validità non superiore a 25.000 euro. La richiesta del bonus dovrebbe essere ammessa una sola volta per nucleo familiare e per un solo elettrodomestico.

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Il bonus in sintesi

Nel dettaglio, il testo della manovra stabilisce che, al fine di sostenere la competitività del sistema produttivo industriale e gli annessi livelli occupazionali. Nonché di favorire l’incremento dell’efficienza energetica domestica, la riduzione dei consumi attraverso la sostituzione dei grandi elettrodomestici a uso civile e il corretto smaltimento degli apparecchi obsoleti mediante il riciclo, viene concesso agli utenti finali, per il 2025, un contributo per l’acquisto di elettrodomestici a elevata efficienza energetica, almeno in classe B, prodotti nel territorio dell’Unione Europea, con contestuale smaltimento dell’elettrodomestico sostituito.

L’agevolazione entrerà in vigore, insieme a tutti gli altri provvedimenti della manovra di Bilancio, dal primo gennaio del 2025. Come sempre, sarà necessario attendere il relativo decreto attuativo, nel quale verranno illustrate le modalità specifiche di richiesta e di erogazione dell’incentivo.

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Si tratta dunque di un bonus legato a lavori di ristrutturazione. L’interessato doveva avviare opere di rinnovamento dell’immobile, che risultavano essere le opere “trainanti” per l’accesso al bonus mobili ed elettrodomestici. Nel nuovo bonus, invece, si parla di un ristoro del 30% della spesa sostenuta, fino a 100 euro. O 200 euro per famiglie con ISEE sotto i 25.000 euro).

La vecchia detrazione è stata nel tempo ampiamente sfruttata, sebbene l’importo del beneficio si sia ridotto progressivamente. Inizialmente, per bonus mobili ed elettrodomestici, si poteva detrarre il 50% della spesa sostenuta fino a 16.000 euro. Poi ridotti a 10.000 euro nel 2022, a 8.000 euro nel 2023 e infine a 5.000 euro nel 2024. Come per tutti i bonus casa, la detrazione era da ripartire in dieci quote annuali di pari importo.

Bonus mobili prorogato a tutto il 2025

Valido anche per tutto il 2025 il bonus mobili, la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili nuovi, come cucine, letti, armadi, cassettiere eccetera e di grandi elettrodomestici (questi ultimi di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori), destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio. La detrazione fiscale sarà in vigore fino al 31 dicembre 2025 e con limite massimo di spesa di 5mila euro.

Condizione indispensabile per avere il bonus mobili è realizzare un intervento edilizio come:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus
  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza
  • restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.
I Bonus figli nel 2025 saranno più ricchi che mai!
Le famiglie che accoglieranno un bimbo/a potranno beneficiare di aiuti economici significativi grazie alla Manovra 2025. I supporti – che possono arrivare fino a 7.000 euro – derivano dalla combinazione di bonus, come il Bonus bebè e l’Assegno unico, e di altri contributi a livello regionale e comunale.

Assegno unico e bonus nascita

Questo trend preoccupante ha spinto il governo a intervenire con nuovi bonus per supportare le famiglie incentivare la natalità. I I bonus previsti dalla Manovra 2025 sono, quindi, una risposta diretta a questa sfida demografica.
Il primo aiuto importante arriva con l’Assegno Unico Universale, che verrà erogato per i primi 15 mesi, a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al primo anno di vita del bambino.
La misura è calcolata in base all’ISEE della famiglia. Se l’ISEE è inferiore ai 17.000 euro, le famiglie potranno ricevere il massimo dell’importo, che include anche i tre mesi precedenti alla nascita o all’adozione. L’assegno è maggiorato nel primo anno di vita del bambino e prevede un ulteriore incremento per le famiglie numerose.
Il secondo aiuto arriva tramite il Bonus bebè, che fornirà un contributo di 1.000 euro una tantum per ogni bambino nato o adottato. Questo bonus sarà erogato direttamente dall’INPS nel mese successivo alla nascita o adozione del bambino.
Il Bonus bebè è destinato alle famiglie con un ISEE fino a 40.000 euro. La misura sarà valida sia per il 2025 che per il 2026, con un finanziamento complessivo di 330 milioni di euro per il primo anno e 360 milioni di euro per il secondo.
Esempi di cumulo dei bonus
Vediamo come si applicano questi bonus in pratica:
  • Famiglia con figlio unico e ISEE sotto i 17.295 euro: in questo caso, l’assegno mensile per il primo anno di vita sarà di 199,40 euro. Tuttavia, grazie alla maggiorazione del 50% prevista per il primo anno, l’importo sale a 302,70 euro al mese. Su base annuale, questo significa un totale di 4.540 euro per 15 mensilità. A questi, si aggiungono i 1.000 euro del bonus bebè, portando il totale a 5.540 euro per il primo anno.
  • Famiglia con secondo figlio e ISEE sotto i 17.295 euro: nel caso di un secondo figlio, l’assegno mensile cresce grazie alle maggiorazioni previste per le famiglie numerose e arriva a 400,80 euro. Su base annuale, questo significa 6.012 euro. Sommando il Bonus bebè di 1.000 euro, l’importo totale per il primo anno è di 7.012 euro.

Bonus Asilo Nido

Con la manovra 2025,  cambia il bonus per gli asili nido, riservato alle famiglie con bambini fino a tre anni. Il bonus, che è stato rafforzato, consente di ricevere un aiuto per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati o per forme di assistenza domiciliare per i bambini con gravi patologie.

Il bonus nido viene erogato dall’Inps come rimborso della spesa sostenuta, e per il prossimo anno viene innalzato a 3600 euro per tutti quelli che hanno un Isee sotto i 40mila euro. Dal 2025 infatti viene meno un paletto che fino ad ora aveva limitato l’accesso al contributo: non è più necessario, infatti, avere un altro figlio di età inferiore ai 10 anni per ottenere il bonus.

Il 2025 è ormai alle porte e nel seguente articolo vedremo quali sono quelli ai quali, in base al tuo ISEE, puoi accedere.

Alcuni spariscono, come il bonus verde, altri entrano, come quello per i nuovi nati, e altri ancora cambiano, vedi le ristrutturazioni edilizie. Con la legge di bilancio arrivano nuovi aiuti alle famiglie che, anche se in molti casi soltanto una tantum, contribuiranno ad leggerire i bilanci, soprattutto quelli dei redditi medio bassi.

I bonus casa

Per la casa si parte da alcune certezze, che sollevano chi deve ristrutturare ma solo se prevede di concludere i lavori nel 2025. L’agevolazione per l’edilizia infatti resta al 50%, con tetto di spesa invariato a 96mila euro, ma solo l’anno prossimo e solo per le prime case. Dalle seconde case lo sconto cala al 36%, con tetto di spesa ridotto a 48.000 euro. Dal 2026 le aliquote scenderanno al 36% anche per le prime case e al 30% per le seconde, sempre se la prossima manovra non prolungherà uno dei bonus più amati e utilizzati dagli italiani. Lo stesso schema vale anche per l’ecobonus, con una stretta sulle caldaie a gasche non saranno più detraibili, per incentivare tecnologie più green come le pompe di calore. Un netto ridimensionamento arriva anche per il Sismabonus, oggi all’85%: i lavori antisismici saranno agevolati al 50% sulla prima casa e 36% sulle altre proprietà immobiliari, con ulteriore decalage nel 2026 e nel 2027. Il bonus mobili è confermato al 50%, per l’acquisto di arredo fino a 5.000 euro, e sparisce quello per rimettere a verde terrazze e giardini. In compenso, arriva la spinta a cambiare gli elettrodomestici obsoleti: un contributo di 100 euro, o 200 euro per famiglie con un Isee inferiore a 25.000 euro, per cambiare frigoriferi, lavatrici e altro purché siano prodotti in Europa e appartengano a una classe energetica alta, ovvero almeno B. Ogni nucleo potrà richiederlo per un solo apparecchio.

I bonus per la famiglia

Tra le novità assolute c’è anche il contributo una tantum per i nuovi nati, e rientra nelle politiche per incentivare la natalità. Si chiamerà “Carta per i nuovi nati” e riconosce 1000 euro ai genitori entro la soglia Isee di 40 mila euro per far fronte alle numerose spese dei primi mesi. Sempre per la stessa fascia di reddito viene esteso a tutti – e non più solo a quanti hanno un altro figlio sotto i 10 anni – il bonus nido. Chi ha figli, e un Isee sotto i 15mila euro, potrà beneficiare anche della nuova “dote famiglia”: un contributo, ancora da stabilire, per le spese per lo sport o attività ricreative di ciascun figlio tra 6 e 14 anni.

Il bonus psicologo

Confermato e rafforzato il bonus psicologo, che ha avuto una grande richiesta: nel 2025, ci saranno 1,5 milioni in più da distribuire per i rimborsi delle sedute.

Torna anche nel 2025, ma solo per soggetti titolari di reddito d’impresa, il cosiddetto ’Sport Bonus’: il credito d’imposta per le erogazioni liberali per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche. Introdotto con la legge di bilancio per il 2019, l’agevolazione fiscale è pari al 65% dell’importo erogato, da utilizzare in tre quote annuali di pari importo. Ma viene fissato un limite complessivo di 10 milioni di euro.

Buone notizie per le mamme, in arrivo un nuovo bonus di 1.000 euro!!!

La terza Legge di Bilancio del governo Meloni, con uno stanziamento di 30 miliardi lordi, pone le famiglie, in particolare quelle con figli, al centro dei suoi interventi. Seguendo la linea tracciata dalla precedente manovra, questa si concentra su una serie di misure volte a fornire un sostegno concreto.

Un aspetto chiave riguarda le detrazioni fiscali, che saranno modulate in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Più numerosa sarà la famiglia, maggiori saranno le agevolazioni fiscali di cui potrà beneficiare. “Vogliamo sostenere concretamente le famiglie italiane, soprattutto quelle più numerose”, ha dichiarato una fonte vicina al Ministero dell’Economia.

Proseguendo la politica a sostegno della natalità, la Legge di Bilancio conferma e rafforza le misure sui congedi parentali. Inoltre, introduce una novità significativa: la “Carta per i nuovi nati”. Il nuovo bonus mamme consiste in una carta destinata ai genitori con ISEE inferiore a 40.000 euro e prevede un contributo di 1.000 euro per affrontare le prime spese legate alla nascita di un figlio. Si tratta di una misura che richiama il “Bonus bebè” previsto in passato da altri governi.

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Un’ulteriore misura a sostegno delle famiglie con figli è il rafforzamento del bonus per la frequenza degli asili nido. Inoltre, la nuova Legge di Bilancio corregge un errore presente nella precedente, escludendo i versamenti dell’assegno unico universale dal computo dell’ISEE. L’inclusione di questi versamenti, prevista dalla precedente manovra, aveva paradossalmente penalizzato molte famiglie, facendole risultare più ricche e privandole di altre agevolazioni.

Infine, tra le misure di carattere sociale, la Legge di Bilancio prevede il rifinanziamento con 500 milioni di euro della carta “Dedicata a te”, destinata ai nuclei familiari con ISEE inferiore a 15.000 euro. La carta, introdotta nella precedente manovra, fornisce un aiuto concreto per l’acquisto di beni di prima necessità.

Cuneo Fiscale

La manovra rende strutturali gli effetti del taglio del cuneo fiscale, confermando l’accorpamento delle aliquote Irpef già in vigore nel 2023.

Rinnovo dei contratti pubblici

Significative risorse sono destinate al finanziamento delle procedure di rinnovo dei contratti del pubblico impiego, con particolare attenzione al triennio 2025-2027.

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Settore sanitario

Anche il settore sanitario beneficia di un incremento delle risorse per il rinnovo dei contratti. Nel prossimo biennio, lo stanziamento sarà allineato alla crescita del PIL nominale, assicurando così un adeguato supporto per i professionisti della salute.

Sgravi per lavoro giovanile e femminile

Nel Mezzogiorno, vengono confermati gli incentivi per l’occupazione dei giovani e delle donne, estesi anche ai contratti attivati nel biennio 2026-2027. La manovra prevede inoltre la decontribuzione per le imprese situate nelle Zone Economiche Speciali (ZES) e incentivi per l’autoimpiego nei settori strategici per la transizione digitale ed ecologica.

Fringe benefits

I fringe benefits vengono confermati per tutti gli aventi diritto, con un aumento degli importi per i nuovi assunti che trasferiscono la residenza a oltre 100 chilometri. Inoltre, per il triennio 2025-2027, si conferma la tassazione agevolata al 5% sui premi di produttività erogati dalle aziende.

La social card 2024 è stata rinnovata e potenziato portando il contributo fino a 500 euro!

Buone notizie per le famiglie con redditi bassi che risulteanno idonee alla social card ‘Dedicata a te’: da settembre 2024 l’importo per i nuclei più bisognosi e con figli a carico salirà da 460 a 500 euro. Cambia anche la lista dei beni alimentari disponibili all’acquisto. L’aggiornamento della misura è stato anticipato questa mattina dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida e dalla ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone.

Cos’è la carta dedicata a te

Introdotta l’anno scorso per sostituire il reddito di cittadinanza, consiste in una carta prepagata sulla quale è caricato un incentivo ‘una tantum’. Inizialmente, il versamento era pari a 382,50 euro, a cui si sono aggiunti a dicembre dello scorso anno 77 euro di bonus benzina. Come già detto, l’importo salirà a 500 euro dal 1° settembre.

A cosa serve

La social card, pensata per i nuclei famigliari a basso reddito, può essere utilizzata esclusivamente per acquistare beni alimentari di prima necessità. La lista degli esercizi commerciali aderenti alla misura è presente sul sito del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare. È fondamentale che il supermercato sia abilitato al circuito Mastercard.

I requisiti e come fare richiesta

Per poter richiedere la carta ‘Dedicata a te’ è necessario far parte di un nucleo famigliare composto da almeno tre persone, tutte regolarmente residenti in Italia. A fare fede è la composizione attestata nella Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) e riportata nell’Isee ordinario.

Il dato Isee non deve superare i 15mila euro.

Non è necessario presentare alcuna richiesta, in quanto sono i Comuni a stilare una graduatoria di coloro che sono idonei a godere della misura. La priorità viene data ai nuclei famigliari più bisognosi (considerando l’Isee) e a chi ha figli piccoli. Al fine di comparire nella graduatoria comunale, è necessario essere titolari di certificazione Isee.

La carta dovrà essere ritirata presso un qualsiasi ufficio postale.

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Chi è escluso

Non è riconosciuto il diritto alla social card a coloro che usufruiscono già di una qualsiasi forma di misura di inclusione sociale o sostegno alla povertà, compresa la Naspi, l’indennità di mobilità e la Cassa integrazione guadagni.

Le novità da settembre

Rispetto all’anno scorso, l’importo di ‘Dedicata a te’ verrà incrementato di 40,30 euro, per un totale di 500 euro. Per il 2024, il governo stanzierà un totale di 676 milioni di euro: tutti i beneficiari (1,3 milioni in totale, +30mila rispetto al 2023) disporranno della carta entro il mese di settembre.

Lollobrigida ha sottolineato che anche quest’anno la social card sarà destinata all’esclusivo acquisto di beni alimentari, categoria nella quale rientreranno anche le verdure surgelate, i prodotti da forno surgelati, il tonno e la carne in scatola.

Andrà solo a chi ne ha diritto, non come il Rdc

“La carta partirà dal 1° settembre, e sarà uno strumento che crediamo eviterà che le risorse finiscano in mano a persone che non ne avrebbero titolo, come avvenuto per altre misure distribuite disordinatamente – ha affermato il ministro durante la conferenza stampa di presentazione – Ogni riferimento a misure come il reddito di cittadinanza non è assolutamente casuale”.

“Questa misura è totalmente in linea con l’Inps perché mette al centro le persone – ha dichiarato Gabriele Fava, presidente dell’istituto previdenziale – È una misura giustissima e verrà monitorata da noi: abbiamo individuato efficientemente i beneficiari”.