Il bonus infanzia 2024, che da l’opportunità di ottenere un assegno fino a 400 euro al mese per chi ha bimbi con età compresa tra 0 e 6 anni, si prospetta come una novità fondamentale. Questa misura, annunciata durante l’approvazione della Nota di aggiornamento al Def, potrebbe diventare una delle pietre miliari della Manovra 2024 del governo Meloni. L’obiettivo principale del Reddito di Infanzia è chiaro: rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie, incentivare le nascite e contrastare la diminuzione delle nascite, che ha raggiunto minimi storici in Italia. Questo intervento è di fondamentale importanza per prevenire una crisi demografica che potrebbe avere conseguenze dirette sul sistema previdenziale e sul futuro del Paese.

La famiglia torna ad essere considerata un elemento chiave per la crescita della nazione, un elemento cruciale per il potenziamento della società e dell’economia. Il Reddito di Infanzia rappresenta una proposta di legge inclusa nel pacchetto di misure a sostegno delle famiglie, e ora vediamo insieme le caratteristiche principali di questa nuova misura a favore dei figli.

Cos’è il bonus infanzia?

Il  bonus infanzia è un contributo economico pari a 400 euro erogato per ciascun figlio a carico fino a 6 anni di età. È importante notare che questo contributo potrebbe essere incrementato per le famiglie monogenitoriali o per quelle con figli con disabilità.

Una delle caratteristiche più interessanti di questa misura è che il Reddito di Infanzia sarebbe riconosciuto alle famiglie con figli a carico senza particolari soglie reddituali ISEE. In altre parole, il contributo spetterebbe alle famiglie con redditi fino a 90.000 euro, offrendo un sostegno economico più ampio rispetto alle condizioni previste per l’Assegno Unico Universale (Auu), che attualmente garantisce un importo massimo di 250 euro per ogni figlio, comprese le maggiorazioni.

Leggi anche: aumenti assegno unico fino al 5,4%

Come Richiedere il Bonus Infanzia?

La gestione del Reddito di Infanzia 2024 potrebbe essere affidata ai Comuni, con la possibilità che l’assegno venga riconosciuto su richiesta e distribuito dall’INPS. Tuttavia, non è esclusa l’erogazione automatica del contributo. Ulteriori dettagli saranno resi noti una volta che la misura diventerà ufficiale.

Cosa Accadrà per Chi Partorirà nel 2024?

Nel 2024, rimarrà attivo l’Assegno di Maternità dei Comuni, che sarà erogato su richiesta alle mamme disoccupate. Questo beneficio consente di ricevere un contributo mensile di 383,46 euro per 5 mensilità, per un totale di 1.917,30 euro, a condizione che siano rispettati i requisiti di legge. L’assegno viene erogato in caso di parto, adozione o affidamento di un minore.

Cerca le migliori offerte gas e luce 

Quando sarà introdotto il Reddito di Infanzia da 400 Euro?

Attualmente, le risorse finanziarie per la prossima manovra sono limitate, e quindi sarà necessario stabilire da dove e come il governo italiano potrà reperire le nuove risorse necessarie per garantire il Reddito di Infanzia nel 2024. Tuttavia, non è da escludere che possano essere apportate modifiche ai requisiti dell’Assegno Unico Universale per fare spazio al Reddito di Infanzia. Saranno necessari ulteriori dettagli che saranno resi noti nei prossimi giorni.

Come cambia l’importo dell’assegno unico nel 2024 grazie alla rivalutazione dello stesso in rapporto all’inflazione?  Vediamo come calcolare i nuovi importi.

Il Governo ha stimato che la rivalutazione dell’assegno unico che verrà applicata dal 1° gennaio 2024 prevede un aumento degli importi pari al 5,3%. Ma che cosa significa?

Assegno unico 2024, cos’è l’effetto inflazione e cosa cambia

Quando parliamo di rivalutazione facciamo riferimento all’effetto dell’inflazione sugli importi dei sussidi.

Infatti, ogni anno l’ISTAT denota l’andamento dei prezzi al consumo e fissa una percentuale che dovrà essere applicata alle singole agevolazioni affinché si possano adeguare all’aumento generale dei prezzi.

All’aumento dei prezzi al consumo, quindi, deve corrispondere un aumento dei sostegni statali per le famiglie e conseguentemente anche un adeguamento delle soglie ISEE.

Ecco i nuovi importi che sono stati stimati sull’assegno unico e che verranno applicati a partire dal 1° gennaio 2024.

Leggi anche: bonus bicicletta senza isee!

Assegno unico, ecco di quanto aumenta nel 2024

Secondo le previsioni del Governo, dal 1° gennaio 2024 l’assegno unico aumenterà per le famiglie con una rivalutazione stimata al 5,3%.

Le stime sull’andamento dell’inflazione in Italia sono state riviste al ribasso – inizialmente erano fissate al 5,4% – in quanto l’economia si sta lentamente riprendendo.

La percentuale ipotizzata dal Governo non è certo sia quella definitiva, ma anzi potrebbe variare in base a quanto descritto dall’ISTAT. Il valore definitivo dovrebbe arrivare attorno a novembre o dicembre di quest’anno.

Tutti i nuovi importi dell’assegno unico dal 2024

Ma in termici monetari, di quanto aumenta l’assegno unico nel 2024 grazie all’effetto dell’inflazione? Lo scorso anno abbiamo beneficiato di una rivalutazione all’8,1%, mentre per quest’anno la percentuale dovrebbe essere più contenuta.

Ipotizzando una rivalutazione al 5,4%, i nuovi importi dell’assegno unico sarebbero i seguenti:

  • Quota base per figli minorenni – da 189,20 a 199,41 euro (aumento di circa 10 euro);

  • Quota base per figli maggiorenni ovvero maggiorazione per figli successivi al secondo – da 91,90 a 96,86 euro (aumento di circa 5 euro);

  • Maggiorazione per i genitori percettori di reddito – da 32,40 a 34,14 euro (aumento di circa 2 euro);

  • Maggiorazione per figli non autosufficienti – da 113,50 a 119,62 euro (aumento di circa 6 euro);

  • Maggiorazione per figli con disabilità grave – da 102,70 a 108,24 euro (aumento di circa 5,50 euro);

  • Maggiorazione in favore delle mamme under 21 – da 21,60 a 22,76 euro (aumento di circa 1 euro).

Non è prevista l’applicazione della rivalutazione, invece, sui 150 euro al mese spettanti alle famiglie con almeno 4 figli a carico.

Come cambiano le fasce ISEE

Di pari passo con l’adeguamento degli importi all’inflazione, anche le soglie ISEE verranno modificate in funzione dell’indice dei prezzi al consumo.

In questo senso, sempre considerando una rivalutazione pari al 5,4%, la soglia minima ISEE con la quale ottenere l’importo massimo dell’assegno unico passerebbe da 16.215 euro a 17.100 euro (circa).

La soglia massima, invece, salirebbe a 45.574 euro (mentre ad oggi è pari a 43.240 euro). A fronte di questo ISEE spetterebbe il minimo importo dell’assegno unico, pari a:

  • 57,02 euro per i minorenni (54,10 euro oggi);

  • 28,45 euro per i maggiorenni (27 euro oggi).

Buone notizie per chi vuole cambiare gli elettrodomestici e passare ad uno ad alta efficienza energetica. La nuova manovra fiscale porta per il bonus elettrodomestici  importanti novità.

Il governo italiano infatti sta lavorando a una proposta della Lega che mira a incentivare il passaggio da vecchi elettrodomestici a modelli di alta efficienza energetica.

La proposta prevede che il bonus per l’acquisto di elettrodomestici di alta efficienza energetica sia valido per gli anni 2023, 2024 e 2025. Questo rappresenta un impegno pluriennale da parte del governo per promuovere la sostenibilità energetica attraverso l’uso di apparecchiature più efficienti.

Scopri il nuovo BTP valore: rendimenti fino al 4,5%

Il contributo economico

Una delle parti cruciali della proposta è il contributo economico offerto agli acquirenti di elettrodomestici efficienti. Questo contributo è fissato al 30% del costo di acquisto dell’elettrodomestico, con un limite massimo di 100 euro per ogni apparecchio.

Tuttavia, se il reddito ISEE del nucleo familiare dell’acquirente è inferiore a 25.000 euro, il limite massimo può arrivare a 200 euro.

Per attuare questo programma, è previsto un fondo con una dotazione di 400 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025. Questi fondi sono destinati a sostenere finanziariamente gli acquirenti che optano per elettrodomestici più efficienti dal punto di vista energetico.

Leggi anche: prezzi calmierati contro l’inflazione!

Quali elettrodomestici sono inclusi – Attesa per l’approvazione in Manovra

La proposta di legge specifica anche le classi energetiche dei vari elettrodomestici ammissibili al bonus.

Questi includono:

  • Classe A per forni

  • Classe E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie

  • Classe F per frigoriferi e congelatori

Questi sono considerati “grandi elettrodomestici” e rientrano nell’ambito del bonus.

Sconto del 50% ancora in vigore

Nel frattempo, per il 2023 e il 2024, rimane in vigore lo sconto del 50% sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici, con un limite di spesa massimo di 8.000 euro per quest’anno e 5.000 euro per l’anno prossimo. Questa detrazione Irpef rappresenta un beneficio per chi acquista mobili ed elettrodomestici nuovi per arredare un immobile oggetto di lavori di ammodernamento.

In sostanza, il nuovo bonus elettrodomestici rappresenta un’opportunità interessante per gli acquirenti in Italia. Non solo offre un incentivo finanziario significativo per l’acquisto di apparecchi più efficienti dal punto di vista energetico, ma promuove anche la sostenibilità ambientale attraverso lo smaltimento corretto degli elettrodomestici obsoleti.

Altresì, l’attuazione effettiva della proposta dipenderà dalla sua inclusione nella Manovra Economica e dalla valutazione del Ministro dell’Economia. Gli acquirenti di elettrodomestici dovrebbero rimanere informati sullo sviluppo di questa proposta e considerare come essa potrebbe influenzare le loro decisioni future di acquisto.

Confermato anche per il 2023 il bonus bicicletta, fino ad un massimo di 1000 euro e la buona notizia è che è senza limiti di isee.

Ma vediamo nello specifico in cosa consiste e chi può beneficiarne.

Il Bonus Bici 2023 rappresenta un incentivo interessante per coloro che desiderano contribuire alla mobilità sostenibile e alla salvaguardia dell’ambiente. Questa agevolazione offre un contributo economico per l’acquisto di biciclette tradizionali e cargo bike. Ma occorre sottolineare che la sua disponibilità e le percentuali di rimborso variano da regione a regione.

In alcune zone, il contributo può coprire dal 30% al 60% del prezzo d’acquisto della bicicletta. Ma c’è un’opportunità ancora più allettante per chi rottama un veicolo inquinante: in questo caso, la percentuale di rimborso può salire fino al 70%. Per biciclette a pedalata assistita o cargo bike a pedalata assistita, i contributi possono variare tra 300 e 1.000 euro, a seconda delle specifiche regionali.

Leggi anche: hai un reddito inferiore ai 35.000 euro? Ecco gli aiuti previsti.

Chi può richiedere il Bonus Bici 2023

Per beneficiare del Bonus Bicicletta, è importante soddisfare alcuni requisiti chiave:

  • essere maggiorenni, solo le persone maggiorenni sono idonee a richiedere questo incentivo.

  • avere la residenza in Italia, la residenza in Italia è un requisito fondamentale per poter accedere al Bonus Bici 2023

  • intestatario della fattura o ricevuta fiscale, il richiedente deve essere l’intestatario della fattura o della ricevuta fiscale per l’acquisto della bicicletta.

  • il conto corrente per l’accredito, si richiede di essere l’intestatario del conto corrente sul quale verrà effettuato l’accredito del contributo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Leggi anche: quanto ne guadagna l’ambiente con le bicicletta elettriche?

Per compilare la domanda, visita il sito web dell’ente regionale o dell’amministrazione locale che gestisce il Bonus Bici nella tua area. Cerca le informazioni sul Bonus Bici 2023 e troverai un modulo online di richiesta che dovrai compilare con i tuoi dati personali e le informazioni sulla bicicletta.

Contro l’inflazione che continua a galoppare anche nel terzo trimestre, é stato istituito il carrello fai-da-te o anche “carrello tricolore” voluto dal governo per calmierare i prezzi della spesa di tutti i giorni. Le diverse catene stanno mettendo a punto contenuti e promozioni in vista dell’apertura ufficiale del programma, il primo ottobre (fino al 31 dicembre). Dalla pasta al caffè, dai saponi ai pannolini per bebè, ma anche il cibo per gli animali domestici o la carta igienica sono tanti i prodotti che beneficeranno dei prezzi calmierati per contrastare l’inflazione. Non mancano, in alcuni casi, vino, aperitivi e patatine fritte. E ci sono offerte anche su beni di fascia alta come i prodotti biologici, salutistici o equi e solidali.

Gdo in ordine sparsi sui prodotti con prezzi calmierati

Il patto è stato firmato il 28 settembre con le associazioni del commercio e della distribuzione prevede “totale libertà”. Fa riferimento in generale ai beni di prima necessità, alimentari e non alimentari di largo consumo. Tra questi vi rientrano anche i prodotti per l’infanzia e la cura della persona. Un carrello della spesa che ogni azienda può declinare a modo suo: sono oltre 1200 gli articoli calmierati da Coop, oltre 900 da Carrefour, oltre 600 da Conad e oltre 300 da Despar. A questi si aggiungeranno iniziative straordinarie e promozioni speciali, come quelle legate alla carta dedicata a te.

Leggi anche: Bonus frigo!

Tra le grandi marche aderisce Ferrero

Dalle prime notizie, un elemento comune delle offerte è che riguarderanno innanzitutto i prodotti a marchio proprio del distributore. I prezzi calmierati contro l’inflazione si concentreranno su questi articoli le campagne promozionali, in attesa che le grandi marche decidano se e come aderire al carrello tricolore. Al momento solo Ferrero ha annunciato che comunicherà a breve la propria partecipazione al ministero delle Imprese e del made in Italy. «La riduzione del potere d’acquisto dei consumatori è una cosa seria», ha dichiarato la stessa società a margine di un evento a Milano.

L’impegno delle associazioni dell’industria alimentare e del largo consumo è solo a informare le proprie aziende e promuovere la loro partecipazione al trimestre anti-inflazione, nel rispetto della libertà d’impresa. È stata questa la condizione per firmare una lettera di intenti dei presidenti di Centromarca, Francesco Mutti, di Ibc, Flavio Ferretti, di Unionfood, Paolo Barilla, e di Federalimentare, Paolo Mascarino.

Oltre 22mila operatori coinvolti

Il protocollo stabiliva che entro il 23 settembre le associazioni avrebbero dovuto fornire la lista degli associati che volontariamente aderiscono. Il 28 settembre è stato pubblicato un elenco, diviso per province ma non ancora definitivo, sul sito del Mimit: la quota raggiunta è di circa 22mila operatori. La cifra è destinata a salire anche se alcune associazioni presentano un tasso di partecipazione ancora basso rispetto al numero di iscritti. Il portale contiene anche delle Faq per le imprese e i consumatori. Quest’ultimi potranno verificare l’adesione anche sulla base dell’esposizione, da parte dei punti vendita, del logo con il carrello tricolore del trimestre anti-inflazione. .

Dai prezzi fissi allo sconto del 10% sui prodotti a marchio

L’iniziativa più diffusa sono i prezzi fissi, ma ci sono anche promozioni come lo sconto del 10% sui prodotti a marchio e i carrelli a prezzo unico con offerte sul modello “30 prodotti a 30 euro”. Le associazioni dei consumatori temono che il trimestre anti-inflazione si riveli «un flop».

L’elenco dei punti vendita che aderiscono al Trimestre Anti-Inflazione, suddivisi per provincia, è consultabile al sito https://mimit.gov.it/it/anti-inflazione

Hai un reddito inferiore ai 35.000 euro? ottime notizie in arrivo per i redditi bassi.

A darne la notizia il ministro Giorgetti che ha comunicato che la nuova riforma fiscale prevede diverse agevolazione ai lavoratori dipendenti con buste paga che non superano i 2.000 euro netti circa.

«Sebbene si preveda che il tasso di inflazione cali sensibilmente nei prossimi mesi, il forte rincaro dei prezzi dei beni e dei servizi inclusi nel paniere dei consumi, e in particolare dei generi alimentari, resta una delle principali preoccupazioni del Governo. Per questo motivo – scrive il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nella premessa alla Nadef – oltre ad iniziative quali l’accordo con le categorie produttive e distributive per il “trimestre antinflazione”, il governo ha deciso di confermare per il 2024 il taglio contributivo attuato
quest’anno. In termini di impatto sulla finanza pubblica, si tratta della principale misura della legge di bilancio».

La conferma del taglio al cuneo per i redditi medio bassi

Le parole del ministro Giorgetti aprono quindi la strada al mantenimento per i redditi fino a 35mila euro della riduzione contributiva oggi in vigore fino a dicembre, di cui stanno beneficiando circa 14 milioni di lavoratori. Oggi la misura, pensata dai precedenti esecutivi e rafforzata da Giorgia Meloni, prevede una riduzione di 6 punti fino a redditi di 35mila euro, fino a 7 entro i 25mila, riconoscendo in busta paga 100 euro in più. Perché si è decisa di prorogarla? «Perché – scrive sempre Giorgetti – essa soddisfa al contempo l’esigenza di proteggere il reddito disponibile delle famiglie con redditi medi e bassi, di contenere il costo del lavoro delle imprese e l’aumento dei prezzi, e di continuare a migliorare la competitività della nostra economia». La conferma della misura nel 2024 costa intorno ai 10 miliardi.

Riduzione delle aliquote irpef

Il governo sin dalla sua installazione ha sempre detto che la sua prerogativa è il taglio delle tasse. Questa non sarà un ‘impresa facile perchè da un lato l’inflazione alta porta a dover stanziare ingenti somme di denaro su altri aiuti e dall’altro si cerca di aiutare cittadini ed imprese che si trovano a subire una tassazione tra le più alte in Europa. In questo momento il governo è riuscito a limare il secondo scaglione portandolo dal 25% al 23% dando quindi un risparmio fiscale di circa il 2% per i redditi fino a 28.000 euro.

Leggi anche: nuovo reddito di cittadinanza! Chi può beneficiarne?

Tassazione a al 5% per i premi di produttività

Un’altra misura che potrebbe entrare in manovra e su cui preme il ministro del Lavoro, Marina Calderone, è la conferma della tassazione al 5% per i premi di produttività. La misura vale oggi fino a dicembre, su somme fino a 3mila euro per lavoratori con redditi fino a 80mila euro. Dai dati che ci ha anticipato il ministero del Lavoro, con la tassazione al 5%, nel 2023 si è assistito a un incremento del 35,6% dei contratti di secondo livello con obiettivi di produttività rispetto allo stesso periodo del 2022. Il ministero del Lavoro sta valutando interventi anche sulle modalità con cui si misurano gli incrementi di produttività, per far decollare davvero lo strumento.

Fringe benefit a mille euro

C’è un dossier aperto anche sul fronte fringe benefit, con la proposta di estendere i fringe benefit esentasse da 258 euro fino a mille euro per i lavoratori senza figli (per quelli con figli oggi l’incentivo è fino a 3mila euro).

Leggi anche: lo spead ancora in aumento!

Anticipo della riforma fiscale

Effetti positivi sui redditi arriveranno anche dall’attuazione della prima fase della riforma fiscale. Anche qui la strada è stata tracciata dal ministro Giorgetti, sempre nella prefazione della Nadef: «La legge di bilancio finanzierà l’attuazione della prima fase della riforma – ha scritto il titolare del Mef – con il passaggio dell’imposta sui redditi delle persone fisiche a tre aliquote e il mantenimento della flat tax per partite IVA e professionisti con ricavi ovvero compensi inferiori a 85 mila euro. La riforma ridurrà la pressione fiscale sulle famiglie, giacché essa sarà solo parzialmente coperta da una revisione delle spese fiscali».

Il bonus frigorifero 2023 rientra tra il bonus elettrodomestici, il quale prevede una detrazione IRPEF del 50% sul prezzo di acquisto di un elettrodomestico appartenente alla classe energetica elevata.

Bonus frigorifero 2023: caratteristiche

Tale agevolazione consiste in una detrazione IRPEF prevista dal noto bonus mobili ed elettrodomestici 2023.

La detrazione fiscale per l’acquisto di un frigorifero viene inserita all’interno della dichiarazione dei redditi ed è pari al 50% del costo dell’elettrodomestico.

Per beneficiare della detrazione il frigorifero deve essere un nuovo acquisto e deve soprattutto fare parte della categoria degli elettrodomestici ad alta efficienza energetica.

Inoltre, per poter usufruire della detrazione del 50% il frigorifero nuovo deve appartenere alla classe energetica A+ o superiore.

Altro requisito per poter accedere al contributo è l’obbligo di effettuare lavori di ristrutturazione, che possono riguardare anche altre stanze!

Hai bisogno di un prestito o vuoi rinegoziarlo? richiedi un preventivo gratuito ai nostri consulenti!

I lavori di ristrutturazione possono infatti interessare qualsiasi stanza in casa, ma devono essere stati eseguiti prima dell’acquisto del nuovo frigorifero.

Rientrano nel bonus frigo anche le spese di trasporto e montaggio!

La detrazione fiscale è prevista su un limite massimo di spesa per l’acquisto dell’elettrodomestico pari a 8.000 euro e viene ripartita in quote uguali per 10 anni.

Inoltre, il bonus frigorifero 2023 è ovviamente cumulabile con il bonus ristrutturazione 2023.

Bonus frigorifero 2023: solo con lavori di ristrutturazione

Come appena descritto sopra, uno dei requisiti essenziali per poter beneficare del bonus frigorifero 2023 è dimostrare di aver effettuato dei lavori di ristrutturazione in casa, di tipo straordinario.

Leggi anche: assegno unico, ecco le nuove date di pagamento!

Questo significa tutti gli interventi di ristrutturazione edile sono ammessi per poter beneficiare della detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di un frigorifero.

Gli interventi di tipo ordinario, come tinteggiatura o sostituzione degli infissi, non concedono il diritto all’agevolazione prevista dal bonus frigorifero 2023.

Inoltre è essenziale sapere che per godere dell’agevolazione di detrazione fiscale, i lavori di ristrutturazione devono essere antecedenti all’acquisto dell’elettrodomestico.

Tale bonus può essere richiesto sia per l’abitazione principale che per seconde case.

Bonus frigorifero 2023: pagamenti ammessi e come richiederlo

Per usufruire del bonus frigorifero 2023 è necessario che tutti i pagamenti avvengano con mezzo tracciabile.

In generale, i pagamenti ammessi sono quelli effettuati tramite bonifico parlante, bancario o postale, con quindi annessa causale, codice fiscale del beneficiario e codice fiscale o numero di partita iva del venditore. In alternativa, sono validi anche i pagamenti effettuati attraverso carte di credito o di debito.

Anche nel caso di pagamenti rateizzati la detrazione fiscale è ammessa rispettando però alle stesse modalità di pagamento.

Il bonus frigorifero 2023 non ammette come modalità di pagamento i contanti, in quanto non tracciabile.

Per beneficiare della detrazione è necessario riportare nell’apposito spazio dedicato nel Modello 730 la quota calcolata e relativa alla spesa effettuata per il nuovo frigorifero.

L’importo dovuto verrà erogato dal Fisco ogni anno per dieci anni. Per esempio, se il costo ammonta a 2.000 euro, la quota da riportare ogni anno per dieci anni, nel proprio Modello 730, deve essere pari a 100 euro.

Sono stati appena comunicati gli elenchi dei beni acquistabili con la carta spesa alimentare. Dalle carni al caffè, dal pesce fresco al latte in polvere, esclusi birra, vino e marmellata. Sono 23 le voci incluse nella lista dei cibi acquistabili con la Carta spesa alimentare, lanciata dal governo per aiutare le famiglie più bisognose a far fronte ai rincari di generi alimentari. Cresce la polemica sui generi non acquistabili attraverso la carta che sarà consegnata la prossima settimana negli uffici postali, ma il ministro della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida risponde: «Non imponiamo diete».

Presenti il latte e i suoi derivati

Nelle liste dei beni acquistabili con la carta spesa alimentare o “dedicata a Te” predisposta dai ministeri dell’Agricoltura e dell’Economia, sono incluse le carni di maiale, pollo e tacchino, manzo, pecora, capra e coniglio, così come il pescato fresco. Ci sono ortaggi freschi e lavorati, pomodori pelati e conserve di pomodori. Presenti naturalmente il latte e i suoi derivati, inclusi quindi yogurt e formaggi, così come le uova, l’olio d’oliva e di semi, i prodotti di panetteria, di pasticceria e i biscotti.

Hai bisogno di un prestito o vuoi rinegoziarlo? chiedi un preventivo gratuito ai nostri consulenti!

Dallo zucchero ai legumi

La carta spesa alimentare contro il caro-carrello, contenente i 382,5 euro, permetterà di acquistare anche farina, pasta e altri cereali, come riso, orzo, farro, avena, malto, mais, così come legumi, semi e frutta. Inoltre, lieviti naturali, miele (ma non marmellata), zucchero, cacao in polvere, cioccolato, acque minerali, aceto di vino (ma non balsamico) e gli alimenti per la prima infanzia, come omogeneizzati, pastine e latte di formula. L’ultima voce, infine, include caffè, tè e camomilla.

Leggi anche: assegno unico, ecco le date di pagamento da luglio a dicembre!

Promossi acquisti di filiere corte e italiane

«Ci sono quasi tutti i prodotti dell’alimentazione, figuriamoci se andiamo ad individuare che cosa nello specifico devono mangiare i nostri cittadini, però se possiamo attivare filiere che danno lavoro lo facciamo», chiarisce Lollobrigida. «Ho individuato quei prodotti, tra i generi alimentari, che avessero un consolidato nelle produzioni di carattere interno», quindi «l’elenco richiama, per il 90%, a produzioni che derivano dal nostro territorio». È uno strumento «indirizzato a promuovere acquisti di filiere corte e italiane, che sono, per definizione, produzioni di qualità».

L’Inps ha concordato con la Banca d’Italia le date di accredito dell’assegno unico nei mesi che vanno da Luglio a Dicembre.

L’assegni unico, che come ricordiamo ha inglobato tutti bonus alla nascita, assegni familiari e detrazione per figlio a carico, è diventato un aiuto fondamentale per le famiglie italiane.

Nei mesi scorsi si sono susseguiti ritardi e rallentamenti che hanno causato parecchi problemi al bilancio familiare, già tartassato dall’aumento dei tassi di interesse.

Per coloro che hanno beneficiato dell’assegno unico già nei mesi precedenti o nei casi in cui la rata della prestazione non abbia subito variazioni, i pagamenti saranno effettuati il 17, 18 e 19 luglio.

Hai bisogno di un prestito o vuoi rinegoziarlo: clicca qui per un preventivo gratuito!

Le altre date

Qui di seguito le altre date di accredito dell’assegno unico.

agosto 2023: pagamento distribuito su tre giornate: 18 (venerdì), 21 (lunedì) e 22 (martedì);
settembre 2023: 15 (venerdì), 18 (lunedì) e 19 (martedì);
ottobre 2023: 17 (martedì), 18 (mercoledì) e 19 (giovedì);
novembre 2023: 16 (giovedì), 17 (venerdì) e 20 (lunedì);
dicembre 2023: 18 (lunedì), 19 (martedì) e 20 (mercoledì).

Di tale argomento ha parlato il, presidente del forum delle Associazioni familiari, dichiarandosi soddisfatto per l’accordo tra Inps e Banca d’Italia – «che hanno raccolto la nostra istanza» – per concordare le date dei pagamenti dell’assegno unico da luglio fino a dicembre».

Il Forum rappresenta 54 associazioni e 19 forum regionali, per un totale di circa 5 milioni di persone. Prosegue Bordignon: «Ma non possiamo accontentaci solo di rimanere a galla, serve un piano strutturato per le politiche familiari, a cominciare da una revisione dell’assegno unico senza il freno dell’Isee e da una riforma fiscale che tenga finalmente conto della numerosità dei componenti del nucleo familiare, non solo per ridare potere di acquisto alle famiglie, ma anche per mettere le famiglie italiane nella condizione di essere realmente motore per tutto il Paese».

Ai fini della dichiarazione dei redditi per l’anno 2022 è ancora possibile usufruire della detrazione per i figli a carico, con meno di 18 anni o 21 anni se studenti, solo per i mesi di gennaio e febbraio.

Il reddito di cittadinanza è agli sgoccioli! Già dal mese di agosto milioni di italiani diranno addio al reddito di cittadinanza nella sua forma iniziale. Saranno molto più frastagliate la categorie dei nuovi beneficiari e con parecchie sfaccettature.

La durata massima per l’erogazione del redditi di cittadinanza alle famiglie nelle quali non ci sono minori, disabili o over 60 è di sette mesi, quindi a luglio si esaurisce la possibilità di avere la misura. L’inps precisa che questa misura scade per tutti a fine 2023, mentre dal 2024 entreranno in vigore le regole già comunicate nel decreto di maggio. L’istituto spiega anche che i ragazzi tra i 18 e i 29 anni che fanno parte di famiglie con il Reddito di cittadinanza e che non hanno completato i 10 anni di istruzione obbligatoria e hanno quindi lasciato la scuola prima dei 16 anni, non avranno diritto alla quota del reddito di cittadinanza.

Leggi anche: bonus verde 2023

Rdc decade dopo la prima offerta congrua di lavoro

Addio al Reddito di cittadinanza già da agosto anche se si rifiuta la prima offerta congrua di lavoro. «La legge di Bilancio 2023 – si legge nella circolare Inps – è ulteriormente intervenuta sulla materia stabilendo che la decadenza dal Reddito di cittadinanza interviene dopo il rifiuto della prima offerta di lavoro congrua».

L’offerta è ritenuta congrua se rispetta i principi di coerenza con le esperienze e le competenze maturate; distanza dalla residenza e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico; durata della disoccupazione; retribuzione superiore di almeno il 10% del beneficio massimo fruibile da un solo individuo, inclusivo della componente a integrazione del reddito dei nuclei residenti in abitazione in locazione. Il luogo di lavoro dell’offerta deve essere entro ottanta chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario o comunque raggiungibile nel limite temporale massimo di cento minuti con i mezzi di trasporto pubblici.

Hai bisogno di un prestito o vuoi rinegoziarlo: richiedi un preventivo gratuito!

A luglio stop Rdc per nuclei senza disabili, minori e over 60

Dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, ai sensi dell’articolo 1, comma 313, della legge n. 197/2022, ricorda l’Inps, la misura del Reddito di cittadinanza è riconosciuta ai beneficiari nel limite massimo di sette mensilità (in precedenza erano 18 mesi, rinnovabili dopo un mese di sospensione). Sono esclusi «i nuclei familiari al cui interno vi siano persone con disabilità, minorenni o persone con almeno sessant’anni di età».

In particolare sono escluse le persone «in condizione di disabilità media, grave e di non autosufficienza». «Per tali soggetti, oltre che per i minorenni e le persone con almeno sessant’anni di età, compresi i percettori di Pensione di cittadinanza, quindi, la durata della prestazione continuerà a essere quella indicata dal decreto 4/2019. In tutti i casi sopra richiamati, tuttavia, l’erogazione della prestazione non potrà proseguire oltre il 31 dicembre 2023. A decorrere dal 1° gennaio 2024, infatti, l’abrogazione degli articoli da 1 a 13 del decreto-legge n. 4/2019, prevista dall’articolo 1, comma 318, della legge di Bilancio 2023, comporterà l’eliminazione della prestazione».