L’INPS ha comunicato le ultime novità relative all’assegno unico 2024!

Si cominciaia con i nuovi livelli reddituali che sono stati aggiornati in base alla variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo (al netto dei tabacchi) calcolata dall’ISTAT che, tra il 2023 e il 2022 è risultata pari al + 5,4 per cento. In relazione a questa modifica sono stati rivalutati con tale indice i livelli di reddito delle tabelle contenenti gli importi mensili degli Assegni per il nucleo familiare, in vigore dal Primo luglio 2024 al 30 giugno 2025. Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione.Queste modifiche si inseriscono nell’ambito delle misure di aggiornamento periodico dei parametri economici che determinano l’entità degli assegni e delle prestazioni sociali. L’adeguamento all’inflazione è un elemento fondamentale per garantire il potere d’acquisto delle famiglie beneficiarie, preservandole dagli effetti negativi dell’aumento del costo della vita.

L’INPS ha stabilito le date di pagamento dell’Assegno Unico di giugno 2024.

Per i nuclei familiari senza variazioni reddituali, i pagamenti avverranno il 17, 18 e 19 giugno 2024.

Per coloro che hanno subito modifiche, i pagamenti saranno effettuati dal 24 al 30 giugno 2024.

Chi riceve il primo pagamento, invece, lo vedrà accreditato alla fine del mese successivo alla presentazione della domanda.

In questa guida vi illustriamo il calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico di giugno 2024, nonché le novità di questa mensilità con le cifre relative agli importi adeguati all’annualità in corso.

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QUANDO VERRÀ PAGATO L’ASSEGNO UNICO A GIUGNO 2024

L’ assegno unico universale di giugno 2024 per chi non ha subito variazioni alle condizioni familiari verrà pagato in tre giornate:

  • lunedì 17 giugno 2024;

  • martedì 18 giugno 2024;

  • mercoledì 19 giugno 2024.

Invece:

  • per coloro che hanno fatto domanda a giugno 2024 o hanno subito una variazione della condizione familiare, il primo pagamento o l’accredito con il ricalcolo dell’importo, invece, avverrà nell’ultima settimana del mese, tra il 24 giugno 2024 e il 30 giugno 2024;

  • quelli che sono in attesa del primo pagamento dell’ assegno unico vedranno l’importo accreditato dall’INPS entro la fine del mese successivo a quello in cui hanno presentato la domanda. Chi presenta domanda a giugno 2024, quindi, riceve l’accredito a luglio 2024.

Una volta spiegato, quindi, quando danno l’assegno unico questo mese, vediamo quali sono gli importi dell’Assegno Unico di giugno 2024.

Leggi anche: Bonus spesa 2024: fino a 940 euro di contributi!

IMPORTI ASSEGNO UNICO GIUGNO 2024

Gli importi dell’ Assegno Unico di giugno 2024 sono quelli aggiornati al 2024, ecco alcuni esempi con relative soglie Isee:

  • con ISEE da 0 a 17.090,61 euro, l’assegno base è pari a 199,4 euro;

  • con ISEE da 17.090,62 a 17.204,55 euro, l’assegno base è pari a 198,8 euro;

  • con ISEE da 17.318,49 a 17.432,42 euro, l’assegno base è pari a 197,7 euro;

  • con ISEE da 24.724,43 a 24.838,35 euro, l’assegno base è pari a 160,6 euro;

  • con ISEE da 27.117,11 a 27.231,04 euro, l’assegno base è pari a 148,7 euro;

  • con ISEE da 36.687,85 a 36.801,78 euro, l’assegno base è pari a 100,9 euro;

  • con ISEE da 45.574,96 euro, l’assegno base è pari a 57 euro.

In linea generale, per ciascun figlio minorenne, l’importo va da 199,4 euro a 57 euro al mese nel 2024. Tale importo spetta nella misura piena di 199,4 euro per un isee pari o inferiore a 17.090,61 euro. Per livelli di isee superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere, per livelli di ISEE superiori a 45.574,96 euro l’importo di 57 euro.

Invece, per ciascun figlio maggiorenne fino a 21 anni, l’importo va da 96,9 euro a 28,5 euro al mese nel 2024. Tale importo spetta in misura piena di 96,9 euro per un ISEE pari o inferiore a 17.090 euro. Per livelli di isee superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere, per livelli di ISEE superiori a 45.574,96 euro l’importo è di 28,5 euro.

A queste cifre vanno aggiunte le maggiorazioni calcolate in base alle condizioni familiari, se spettano. Ricordiamo che ai fini della determinazione dell’importo della prestazione, è necessario aver presentato una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il 2024. Invece:

  • in assenza di ISEE, l’importo AUU sarà calcolato con riferimento agli importi minimi previsti dalla normativa.

  • qualora la DSU venga presentata entro il 30 giugno 2024, gli importi eventualmente già erogati saranno adeguati con la corresponsione degli arretrati.

 

Bonus spesa riconfermati per tutto l’anno 2024 ed in alcuni casi, potenziati.

Successivamente al rinnovo del bonus sociale Luce e gas, arriva la conferma dell’imminente arrivo di un doppio Bonus Spesa da 940 euro.

Si tratta in realtà di una doppia agevolazione derivante dalla  Carta Dedicata a te e la Carta Acquisti.

La Carte Dedicata a te è già stata erogata dall’Inps lo scorso anno ma al momento manca il decreto attuativo mentre la Carta Acquisti è già attiva.

Si tratta di due misure che non si escludono a vicenda ma a cui si accede con regole e requisiti differenti.

Ecco che alcune famiglie potrebbero beneficiare di entrambe le agevolazioni mentre altre soltanto di una piuttosto che di un’altra.

Qualora spettassero le due agevolazioni insieme, l’importo erogato raggiungere quasi i 1.000 euro cifra che potrebbe soddisfare la spesa alimentare di una famiglia di medie dimensione per circa 3 mesi.

Ma è possibile acquistare di tutto oppure soltanto determinati prodotti?

Ecco nel dettaglio la lista completa dei prodotti agevolabili.

Bonus spesa 940 euro, ecco cosa comprende l’elenco dei beni acquistabili

Manca veramente poco per la possibilità offerta alle famiglie italiane di ottenere il nuovo Bonus spesa da 940 euro.

In realtà tale somma deriva da due agevolazioni previste dal governo italiano: la Carta acquisti, dall’altra la “social card” Dedicata a Te.

Le due misure insieme potrebbero garantire alle famiglie che rispettano determinati requisiti di ottenere per la spesa quasi mille euro. In particolare si tratta di circa 940 euro, una cifra di tutto rispetto per la spesa alimentare e non solo delle famiglie italiane.

Per la nuova Social Card Inps Dedicata a te, manca ancora il decreto attuativo ma stando alle prime indiscrezioni dovrebbe passare dai 382,50 euro a 460 euro.

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Per poter accedere a tale prestazione l’ISEE non deve superare i 15.000 euro tenendo conto di alcuni parametri, e l’accredito del Bonus spesa di 460 euro verrà fatto sulla stessa carta prepagata in circolazione da luglio 2023.

Va detto che la Carta Dedicata a te spetterà, se non vengono modificati i requisiti di accesso a coloro che non  beneficiano di altri sostegni, come ad esempio l’Assegno di inclusione o il Supporto per la formazione e il lavoro.

E tale cifra potrà essere usata per acquistare beni alimentari di prima necessità, come carne (bovina, suina, caprina, cunicola, avicola, ovina), pescato fresco, ortaggi freschi e frutta, latte e derivati, uova, olio di oliva e di semi, prodotti di panetteria, pasticceria, biscotteria, lieviti naturali.

Inoltre è possibile acquistare pasta, riso, orzo, farro, mais, avena, farine e altri cereali, miele, zucchero, cacao in polvere, cioccolato, pomodori pelati e conserve, legumi, semi e frutti oleosi, inoltre sono previsti alimenti per bambini e per la prima infanzia, acqua minerale, aceto di vino, caffè, camomilla, tè.

Con la carta dedicato a te non è possibile acquistare farmaci e bevande alcoliche.

Leggi anche Bonus Tari!

Inoltre sarà possibile per acquistare carburante e abbonamenti a mezzi pubblici, anche se per questi ultimi sarà necessario aspettare il decreto attuativo.

Bonus spesa 940 euro, ecco cosa comprare con la Carta Acquisti

La restante parte del Bonus spesa 940 euro, è frutto della  Carta Acquisti. Si tratterebbe di altri 480 euro che il governo offre alle famiglie che presentano determinati requisiti.

Per accedere alla carta Acquisti all’interno del nucleo familiare ci deve essere almeno un componente minore di 3 anni o maggiore di 65 anni.

Per richiedere la carta acquisti si può presentare domanda presso Poste italiane, rispettando determinati requisiti: le famiglie devono avere un Isee non superiore a 8.052,75 euro (valore aggiornato al 2024).

Se la carta acquisti è stata richiesta per un over 65, si guarda anche ai redditi percepiti dai singoli componenti che non devono superare gli 8.052,75 euro, limite che per chi ha compiuto 75 anni sale a 10.737 euro.

L’accredito è bimestrale di 80 euro e anche questi soldi devono essere spesi rispettando determinati requisiti.

La carta acquisti può essere usata nei supermercati e negozi alimentari, in farmacie e parafarmacie ma non tutti sanno che è possibile usarla anche per pagare le bollette elettriche e del gas presso gli uffici postali, offrendo anche sconti nei negozi affiliati.

Il consiglio dei ministri del 1° maggio ha dato via libera a un nuovo bonus dipendenti  da 100 euro per il 2025. Non tutti i dipendenti possono riceverlo, perché i requisiti sono ben precisi e stringenti.Il sussidio è stato inserito nell’ambito dell’ultimo decreto di attuazione della riforma fiscale, con il programma di riforma del sistema di tassazione Irpef e Ires, che doveva introdurre un bonus tredicesima. Così non è stato alla fine: al posto degli 80 euro a titolo di mensilità aggiuntiva prospettati, il governo ha deciso nel cdm di virare in direzione di un contributo di 100 euro tondi, da erogare a gennaio 2025, ma non a tutti. La platea prevista è di circa 1,1 milioni di famiglie.

Ecco in dettaglio chi riceve il bonus 100 euro dipendenti, da quando e come si richiede (dal momento che non sarà automatico).

100 euro dipendenti 2025

Il Consiglio dei ministri di mercoledì 1° maggio ha approvato in via preliminare un decreto legislativo che, in attuazione della legge delega sulla riforma fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111), mette in campo la complessiva revisione del regime impositivo dei redditi delle persone fisiche (IRPEF) e delle società e degli enti (IRES).

Tra i vari punti toccati dal decreto attuativo, c’è anche quello focalizzato sui redditi dei lavoratori dipendenti.

Come messo in chiaro dallo stesso comunicato stampa, diramato da Palazzo Chigi a fine cdm, nell’ambito dell’introduzione di un regime fiscale sostitutivo per la tredicesima mensilità, si prevede l’erogazione, nel mese di gennaio 2025, di un’indennità di 100 euro ai lavoratori dipendenti.

Non è certamente una somma sufficiente ad affrontare l’aumento del costo della vita degli ultimi mesi. Inoltre non tutti i dipendenti lo riceveranno. Vengono richiesti dei requisiti ben precisi, maturati già quest’anno, in assenza dei quali si resta fuori dal bonus.

Bonus 100 euro dipendenti 2025

Focalizzandoci sui requisiti obbligatori per accedere ai 100 euro, possono ricevere l’indennità i lavoratori dipendenti che soddisfano determinate condizioni per l’anno 2024:

  • hanno un reddito complessivo non superiore a 28 mila euro;
  • avere un coniuge non separato e almeno un figlio, entrambi a carico,
  • oppure almeno un figlio a carico, ove l’altro genitore manchi o non abbia riconosciuto il figlio e il contribuente non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato, o se vi siano figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato;
  • abbiano imposta lorda determinata sui redditi da lavoro dipendente (con esclusione di pensioni e di assegni a esse equiparati), percepiti dal lavoratore, d’importo superiore a quello delle detrazioni spettanti.

Quando viene erogato il bonus 100 euro dipendenti 2025

Abbiamo già accennato che i frutti del bonus si vedranno il prossimo anno. Infatti L’indennità di 100 euro verrà erogata con la busta paga di gennaio 2025.

Leggi anche: bonus condizionatori 2024!

Indennità di 100 euro NON è automatica

Come accennato a inizio articolo, l’accredito dei 100 euro ai beneficiari non è automatico. Deve essere il lavoratore a chiedere al datore di lavoro il bonus, certificando per iscritto di averne diritto indicando il codice fiscale sia del coniuge che dei figli. Un po’ come avviene oggi per il bonus mamma.

Le tassazione

Occhio perché bonus da 100 euro sarà soggetto a ritenute e dunque sarà a importo variabile a seconda dell’aliquota e delle detrazioni d’imposta spettanti al dipendente. L’aliquota da prendere a riferimento è quella marginale del 23 per cento, perché a ricevere l’indennità saranno i redditi complessivi fino a 28mila euro.

Il bonus condizionatore continua ad essere il più longevo di tutti e, a differenza di altri bonus soppressi, vi sono 3 detrazioni disponibili.

L’estate si avvicina ed è giunto il momento o di installare il condizionatore o di cambiarlo e così passare ad un modello meno inquinante perche secondo le direttive dell’Unione Europea nel Green Deal, per la lotta contro gli idrofluorocarburi i condizionatori presenti nel 80% delle case italiane non sarebbero più a norma.

Gli italiani sono dunque pronti a sostituire i condizionatori nelle loro case e possono contare su 3 tipi di detrazioni che permettono di risparmiare sull’acquisto di un nuovo condizionatore.

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Come ottenere il Bonus Condizionatore 2024, requisiti per le detrazioni

Nel 2023 sono stati tanti gli interventi da parte del governo Meloni a sostegno delle famiglie italiane e molti sono i Bonus riconfermati dal governo del centrodestra tra i quali il Bonus condizionatore.

Va detto subito, che il Bonus in questione non è un bonus a sé stante ma viene preso da altri bonus come, per esempio, il Bonus ristrutturazione.

requisiti principali per ottenere queste detrazioni sono:

  • lo stabile interessato all’installazione deve essere a norma di legge, ovvero che sia accatastato o in fase di accatastamento e che sia in regola con i pagamenti
  • il pagamento dei lavori deve essere documentato e che sia fatto con pagamenti tracciabili

L’acquisto tramite questo bonus può essere effettuata per:

  • climatizzatori a basso consumo energetico
  • deumidificatori d’aria
  • termopompa o pompa di calore

Quali sono le detrazioni disponibili

Sono tre le misure da cui si può desumere il Bonus condizionatore cosi da poter procedere alla sostituzione del vecchio condizionatore risparmiando qualcosa: il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus e il superbonus 90.

Leggi anche: bonus tari 2024!

Il Bonus Ristrutturazioni

Per molti la sostituzione dell’impianto è legata ad interventi di ristrutturazione come per il Bonus ristrutturazione che prevede una detrazione del 50% sulle spese sostenute per un limite massimo di spesa pari a  96.000 euro ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Per accedere a tale agevolazione è obbligatorio legare l’acquisto ad opere di ristrutturazione o degli interventi di manutenzione straordinario, restauro e risanamento cosi da migliorare il fabbisogno energetico dell’immobile.

L’Ecobonus

Al bonus condizionatori si accede anche tramite Ecobonus: con questa opzione offre la possibilità di usufruire della detrazione del 65%.

È possibile accedere all’agevolazione solo se si sostituisce un vecchio impianto con un sistema a pompa di calore ad alta efficienza energetica con classe A e superiori.

L’importo massimo detraibile è di 46.154 euro da ripartire in 10 quote annuali di pari importo.

Per entrambe i bonus indicati non è più accessibile lo sconto in fattura e la cessione del credito per conseguenza del D.L. Cessioni.

Il Superbonus

Il Bonus condizionatori 2024 è desumibile anche tramite Superbonus 70%. L’installazione del condizionatore a pompa di calore sarà possibile soltanto se contestuale ad un “intervento trainante” quali:

  • isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali
  • sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione

Gli interventi devono portare un miglioramento della classe energetica dell’edificio di almeno due classi facendogli raggiungere la classe più alta.

Il bonus Tari 2024 è un’agevolazione prevista dai singoli Comuni italiani sulla base di un decreto legge nazonale: il suo funzionamento è molto simile a quello delle agevolazioni su utenze luce e gas. L’agevolazione sulla Tari, infatti, consente di ottenere una riduzione della tassa sui rifiuti oppure un’esenzione completa dal pagamento del tributo.

Ricordiamo che la Tari è una tassa che si applica a tutti i contribuenti titolari di locali o aree scoperte, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Scopriamo come funziona il bonus Tari, chi può richiederlo e quali sono i requisiti Isee per ottenere la riduzione del tributo.

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Bonus Tari 2024: come funziona

Introdotto nel periodo di pandemia, il bonus Tari 2024 è stato confermato anche per quest’anno e consente di ottenere una riduzione della tassa sui rifiuti ai cittadini che soffrono di difficoltà economiche. In alternativa a questa misura, comunque, c’è la possibilità di richiedere la rateizzazione del pagamento del tributo per alleggerire il peso dei pagamenti.

A fronte di determinate condizioni economiche svantaggiate, i contribuenti possono ottenere l’esonero totale dal pagamento del tributo: la pratica è attuata da moltissimi comuni italiani soprattutto in seguito agli aumenti degli ultimi anni.

Leggi anche: bonus asilo nido 2024!

Requisiti e Isee per avere il bonus Tari 2024

I beneficiari del bonus Tari 2024 sono tutti i nuclei familiari che possiedono soddisfano almeno uno di questi requisiti:

  • possiedono un Isee fino a 9.350 euro all’anno,
  • oppure possiedono un Isee fino a 20.000 euro all’anno e hanno almeno 4 figli a carico.

La Tari è una tassa che si applica sia agli edifici residenziali (compresi quelli non abitati), agli uffici e persino alle aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti.

In attesa del decreto attuativo che renderà ufficiale la misura, sono questi i requisiti richiesti per ottenere la riduzione. Eventuali chiarimenti e specificazioni verranno forniti dal decreto del Presidente della Repubblica, o eventualmente dai singoli Comuni ai quali la tassa deve essere versata.

Si tratta infatti di un tributo locale, ovvero un tributo la cui applicazione è gestita in modo indipendente dai singoli Comuni italiani che possono determinare le tariffe e le esenzioni. Un esempio è il Comune di Roma, che prevede l’agevolazione solo per le famiglie con Isee inferiore a 6.500 euro all’anno.

Ancora qualche giorno di tempo per rinnovare l’isee in base all’ultima dichiarazione dei redditi 2023 e percepire l’aumento dell’assegno unico sin dal mese di Marzo 2024.

Si inizia il 16 del mese con i pagamenti ma la maggior parte delle famiglie riceve il bonifico nei giorni 18,19 e 20.

Nella fattispecie, per quanto riguarda le date di pagamento dell’assegno unico di marzo 2024, queste ultime coincidono con l’inizio della terza settimana del mese, quindi lunedì 18, martedì 19 e mercoledì 20.

Per tutti i nuclei familiari che non hanno subito variazioni rispetto allo scorso anno le data di pagamento restano le medesime rispetto allo scorso anno.

Se invece ci sono state modifiche da apportare alla situazione del nucleo familiare, ad esempio per quanto concerne la sua composizione, allora oltre a essere in corso di validità, l’isee deve risultare anche aggiornato da questo punto di vista.

I pagamenti allora slittano in avanti di qualche giorno, per la precisione saranno erogati tra il 21 e il 31 marzo 2024 (giorno di Pasqua).

E per chi invece ha accolto il primogenito e quindi è la prima volta che presenta domanda per l’assegno unico?

In questo caso, bisogna tener conto del fatto che l’erogazione avviene il mese successivo a quello della presentazione della domanda.

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Quali sono gli importi dell’assegno unico 2024

Come appena accennato, gli importi per il nuovo anno, riguardanti l’assegno unico, variano a seconda della nuova situazione reddituale del nucleo familiare.

Ricordiamo che l’aggiornamento di tali importi non avviene a inizio anno, quindi nel mese di gennaio. Infatti si hanno due mesi di tempo (fino alla fine di febbraio) per aggiornare l’Isee in base all’ultima dichiarazione dei redditi prodotta, dopodiché si aggiornano anche i nuovi importi da erogare per i successivi 12 mesi.

L’adeguamento delle somme avviene non solo in relazione al nuovo valore dell’Isee ma anche proporzionato all’aumento dell’inflazione pari al 5,4%

Ecco le nuove soglie Isee con relativi importi da erogare per l’assegno Unico 2024, come da tabelle Inps:

  • ISEE da 0 a 17.090,61 euro, l’assegno base è pari a 199,4 euro

  • da 17.090,62 a 17.204,55 euro, è pari a 198,8 euro

  • da 17.318,49 a 17.432,42 euro, l’assegno base è pari a 197,7 euro

  • con ISEE da 24.724,43 a 24.838,35 euro, è pari a 160,6 euro

  • da 27.117,11 a 27.231,04 euro, l’assegno base è pari a 148,7 euro

  • nella fascia ISEE da 36.687,85 a 36.801,78 euro, l’assegno è pari a 100,9 euro

  • da 45.574,96 euro, l’assegno base è pari a 57 euro.

Come si può notare, fino a circa 17 mila euro di Isee, l’assegno unico è erogato al massimo dell’importo previsto per un figlio minore, per poi man mano diminuire in base al valore Isee dichiarato.

Ricordiamo che l’assegno unico spetta per l’appunto in caso di figli minori.

Solo in alcuni casi eccezionali si continua ad erogare una volta compiuti i 18 anni. Ma ben evidentemente, in tale circostanza la somma spettante si riduce in maniera notevole.

Per il 2024, gli importi previsti oscillano da 96,9 euro a 28,5 euro al mese nel 2024, sempre tenendo conto della fascia Isee di appartenenza.

Una precisazione è d’obbligo: questi riportati sono gli importi di base previsti per l’assegno unico in favore di un figlio minore. In caso di più figli, tali importi vanno moltiplicati e, se si è beneficiari di maggiorazioni, addizionati con ulteriori somme mensili.

Leggi anche bonus asilo nido!

Come aggiornare Assegno Unico 2024

La procedura da seguire è quella che abbiamo appena avuto modo di presentare. Entro la fine del mese di febbraio, con l’aiuto del commercialista di fiducia o di un CAF, si procede con l’aggiornamento del nuovo Isee in corso di validità. A sua volta, per risultare aggiornato, l’Isee necessita della nuova DSU ovvero la Dichiarazione Sostitutiva Unica relativa al 2024.

Questa si ottiene nel momento in cui si procede con la dichiarazione dei redditi (l’ultima disponibile è dunque del 2023, relativa ai redditi percepiti e guadagnati del 2022).

Una volta aggiornato l’Isee, l’Inps in automatico procede con l’adeguamento degli importi dell’Assegno Unico, non bisogna procedere con altro genere di operazioni.

Si può facilmente verificare la propria situazione nella sezione MyInps accedendo con Spid o altre credenziali d’identità digitale.

Se non si aggiorna l’Isee, allora l’Inps provvederà ad aggiornare l’importo dell’assegno unico al ribasso ovvero al minimo previsto attualmente (pari a 57 euro mensili)

Hai un isee di importo inferiore ai 20.000 euro? Vuoi sapere quali bonus ti aspettano?

In questo articolo potrai scoprire bonus nuovi e vecchi e le varie modalità di accesso.

Il Governo ha confermato diverse agevolazioni nella Legge di Bilancio: oltre a quelle elencate, ci sono anche bonus per le famiglie con figli e misure per risparmiare sulle spese quotidiane. Tutto dipende dall’indicatore economico e reddituale.

Ecco l’elenco completo delle agevolazioni che puoi richiedere nel 2024 se possiedi un Isee basso.

Isee basso, l’elenco delle agevolazioni 2024

Dal 1° gennaio 2024 sono cambiate le modalità di calcolo per isee: se possiedi un indicatore economico basso, solitamente inferiore a 20.000 euro, potresti aver diritto a una serie di agevolazioni e bonus che il Governo ha inserito nella Legge di Bilancio 2024.

Ecco un elenco completo delle agevolazioni disponibili per quest’anno:

  • Bonus bollette e telefono;

  • Carta Dedicata a Te + Bonus benzina;

  • Carta Acquisti ordinaria;

  • Assegno di inclusione

  • Bonus psicologo.

Oltre a questi bonus, sono già state confermate le misure per le famiglie: assegno unico, bonus asilo nido e assegno di maternità.

Bonus bollette 2024: come funziona e come richiederlo

La Legge di Bilancio conferma il bonus bollette 2024 per le famiglie che si trovano in condizioni di difficoltà economica e per coloro che soffrono di disagio fisico: in entrambi i casi è possibile ottenere uno sconto sulle utenze di luce, acqua e gas, potenziato solo per il primo trimestre del nuovo anno.

Per accedere al bonus bollette per disagio economico è necessario possedere un Isee inferiore a 9.530 euro all’anno, limite che sale a 20.000 euro per le famiglie numerose (con almeno 4 figli a carico).

Solo per il primo trimestre dell’anno resta in vigore il bonus elettrico potenziato, accessibile a tutti i nuclei familiari con Isee sotto i 15.000 euro, oppure per le famiglie numerose con Isee fino a 30.000 euro.

Per quanto riguarda invece il bonus telefono, solo chi possiede un Isee inferiore a 8.112,23 euro all’anno ha diritto a ricevere uno sconto del 50% sul canone di accesso alla rete telefonica, che passa da 19 euro ad un massimo di 9,50 euro.

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Carta Dedicata a Te e Carta Acquisti: le differenze

La novità di quest’anno è la Carta Dedicata a Te, consegnata dai Comuni ai cittadini che possiedono un Isee inferiore a 15.000 euro: grazie a questa card è possibile ottenere un bonus di 360 euro da utilizzare per le spese alimentari o per gli acquisti presso le farmacie.

Oltre alla Carta Dedicata a Te, è previsto anche un bonus benzina per i titolari del beneficio, da utilizzare anche per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico.

Resta attiva anche la Carta Acquisti ordinaria, che spetta a cittadini di età superiore a 60 anni oppure nuclei familiari in cui sono presenti bambini al di sotto dei tre anni. Tali beneficiari devono possedere un Isee inferiore a a 8.052,75 euro, limite che sale a 10.737 euro per chi ha compiuto 75 anni.

La Carta Acquisti permette di ottenere un bonus bimestrale di 80 euro da spendere per l’acquisto di generi alimentari oppure per pagare le bollette.

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Assegno di Inclusione: a chi spetta e come funziona

Dal 1° gennaio 2024 è attivo anche l’Assegno di Inclusione, la nuova misura voluta dal Governo Meloni al posto del Reddito di Cittadinanza: ma come funziona?

Il beneficio è riservato alle famiglie considerate “fragili” che possiedono un Isee fino a 9.360 euro: possono averlo, quindi, i nuclei al cui interno si trova almeno un minore, un anziano over 60 o un disabile.

Se si possiede un Isee fino a 6.000 euro, invece, si può richiedere il Supporto per la Formazione e il Lavoro: questa misura consente di accedere a un bonus di 350 euro per ogni componente occupabile del nucleo familiare, purché partecipi alle iniziative formative o di orientamento per inserirsi nel mondo del lavoro.

Bonus psicologo 2024: chi può averlo

Rinnovato anche il bonus psicologo 2024 grazie a un finanziamento di 5 milioni di euro: l’agevolazione spetta ai cittadini residenti in Italia che possiedono un Isee non superiore a 50.000 euro.

Grazie al voucher è possibile prenotare sedute gratuite presso psicologi iscritti all’apposito Albo professionale.

Buone notizie per chi percepisce l’assegno unico nell’anno 2024. L’inps ha comunicato il nuovo calendario dei pagamenti con le date e gli importi.

Come negli anni scorsi l’INPS  in  collaborazione con la Banca D’Italia ha predisposto il calendario dei pagamenti della prestazione per tutte le mensilità dell’anno e comunica  intanto le date per il periodo gennaio giugno 2024 

ATTENZIONE le rate della prestazione  si riferiscono alle situazioni che non abbiano subito variazioni

–      17, 18, 19 gennaio 2024;

–      16, 19, 20 febbraio 2024;

–      18, 19, 20 marzo 2024;

–      17, 18, 19 aprile 2024;

–      15, 16, 17 maggio 2024;

–      17, 18, 19 giugno 2024.

Per le nuove domande si ricorda che il pagamento della prima rata avverrà di norma nell’ultima settimana del mese successivo alla presentazione. Nella stessa data sarà accreditato anche l’importo delle rate spettanti nell’ipotesi in cui l’assegno sia stato oggetto di un conguaglio, a credito oppure a debito.

Sull’argomento, INPS precisa che he l’effettuazione di conguagli da parte dell’Istituto sull’importo dell’assegno spettante è comunicato all’utente tramite mail/sms e che il dettaglio delle operazioni effettuate è visualizzabile tramite il nuovo pannello informativo semplificato, consultabile attraverso il portale dell’INPS – https://www.inps.it/ – utilizzando le proprie credenziali di autenticazione (SPID, CIE e CNS) o tramite l’intermediario di fiducia.

Domande assegno Unico 2024 – Obbligo DSU aggiornata

Come anticipato nella circolare del 15 dicembre 2022, n. 132, l’istituto ricorda che le domande di Assegno Unico e Universale per i figli a carico  NON devono essere ripresentate ogni anno,  fatto salvo  il caso in cui 

  • ci siano variazioni nel nucleo familiare  (nascita  o raggiungimento della maggiore età di un figlio ) oppure
  • la precedente domanda sia sospesa o respinta

Obbligatorio invece presentare una nuova Dichiarazione Sostituiva Unica (DSU) per il 2024, correttamente attestata per ottenere a partire da marzo 2024 l’importo corretto dell’assegno Unico 

Qualora la nuova DSU sia presentata entro il 30 giugno 2024, gli importi  dell’Assegno Unico eventualmente già erogati per l’annualità 2024 saranno adeguati a partire dal mese di marzo 2024 con la corresponsione dei dovuti arretrati.

ATTENZIONE In assenza di DSU aggiornata viene erogato l’importo minimo 

Inps ricorda che l’ISEE può essere ottenuto in tempi molto brevi con la presentazione in modalità precompilata della Dichiarazione Sostitutiva Unica, tramite l’apposito servizio online  sul nuovo Portale unico ISEE,

Gli importi dell’assegno  2024  e le soglie ISEE  sono adeguati annualmente alle variazioni  dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT . In attesa della comunicazione ufficiale , la mensilità di Assegno unico di gennaio 2024 sarà liquidata sulla base della tabella vigente nel 2023  e sarà poi oggetto di  conguaglio a febbraio

A marzo 2024 l’importo potrà come detto essere aggiornato sulla base di eventuali variazioni dell’ISEE familiare.

Assegno unico, ecco cosa cambia da gennaio

C’è grande attesa per il mese di gennaio, dato che, col nuovo tasso di rivalutazione del 5,4% (calcolo di perequazione delle pensioni) l’aiuto economico per i figli verrà adeguato all’aumento dell’inflazione e si applicherà a tutte le mensilità del 2024.

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Ne consegue che l’importo più alto sfiorerà i 200 euro a figlio (aumento di 10 euro, da 189,2 a 199,4 per figlio) e scatterà sotto la soglia Isee di 17.090 euro. La quota minima, finora di circa 54 euro al mese, sfiorerà i 57,2 per ciascun figlio.

Nel mese di gennaio 2024, ci sarà un ulteriore aumento dovuto all’inflazione media del 2023, stimata al 5,4% dall’ISTAT. Questo comporterà un aumento dell’assegno che varierà da 57,2 euro al mese per ISEE oltre 45.575 euro a 199,4 euro al mese per ISEE fino a 17.090 euro. È prevista anche una maggiorazione per i genitori lavoratori di 34,15 euro per ogni figlio.

Il Governo Meloni ha confermato il bonus latte artificiale anche per il 2023. Il contributo è destinato a tutte le neo mamme e copre le spese fino al sesto mese di vita del bebè. Vediamo la data entro cui presentare la domanda, a quanto ammonta e i requisiti.

Bonus latte artificiale 2023: la data e a chi è destinato

Introdotto per la prima volta alla fine del 2019, il bonus latte artificiale è stato confermato anche per il 2023. Il contributo è stato pensato dal Governo per le neo mamme che, per questioni di salute, non possono allattare e hanno bisogno di alternative al latte materno. Considerando che i sostituti di questo bene di prima necessità costano davvero tanto, l’esecutivo ha studiato un incentivo ad hoc.

Leggi anche bonus: assegno unico 2024, ecco gli aumenti!

Il bonus latte artificiale è pari a 400 euro ed è destinato alle donne che hanno un reddito Isee inferiore o pari 30 mila euro l’anno e una patologia, sia temporanea che permanente. Il contributo può essere richiesto anche dalle famiglie delle mamme che sono morte di parto.

Per quanto riguarda la data, l’incentivo può essere richiesto direttamente all’Asl del territorio di residenza nel momento in cui se ne ha bisogno. E’ riconosciuto dalla nascita del neonato fino al sesto mese ed erogato direttamente dalla Regione di appartenenza.

Bonus latte artificiale 2023: le patologie riconosciute

Come già anticipato, verrà riconosciuto soltanto in presenza di determinate patologie, sia temporanee che permanenti. Tra queste ultime, ci sono: infezioni da HTLV (1 e 2), sindrome di Sheehan, alattogenesi ereditaria, ipotrofia bilaterale della ghiandola mammaria e mastectomia bilaterale.

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Per quanto riguarda le malattie temporanee, che vanno controllate con cadenza mensile, troviamo: infezione da HCV con lesione sanguinante del capezzolo, infezione da HSV con lesione erpetica sul seno o capezzolo, infezione ricorrente da streptococco di gruppo B, lesione luetica sul seno, tubercolosi bacillifera non trattata e mastite tubercolare l’infezione da virus varicella zooster. Inoltre, vengono riconosciute anche condizioni/esami come: esecuzione di scintigrafia, assunzione di farmaci che vanno ad inficiare l’allattamento, assunzione di droghe (tranne metadone) e condizione di alcolismo.

Ovviamente, le patologie devono essere certificate da medici del Servizio Sanitario Nazionale, sia dal neonatologo che dal pediatra o dal medico di base. Sono sempre loro a dover confermare, in caso di malattia temporanea, la diagnosi di mese in mese.

Come già annunciato nei giorni precedenti, è stato confermato anche per il 4° trimestre 2023 il bonus bollette, ma vediamo insieme quelli che sono i requisiti e gli importi che verranno riconosciuti come sconto direttamente in bolletta.

Il bonus bollette non solo è stato confermato, ma per questi ultimi tre mesi sarà potenziato, si parla infatti di un sostegno a cui sarà aggiunto anche un ulteriore contributo straordinario, in vista dei possibili aumenti dei prossimi mesi.

A comunicare con precisione quali saranno gli sconti automatici in bolletta per le famiglie in difficoltà è la stessa Arera.

Leggi anche: bonus bicicletta, ottienilo senza isee! 

Bonus bollette potenziato: il contributo straordinario

Il bonus consiste in uno sconto diretto in bolletta a tutte le famiglie che si trovano entro una precisa soglia economica, valutata grazie all’ISEE. Arera spiega che con questo sostegno verrà garantito anche un contributo straordinario, introdotto per far fronte agli ultimi aumenti:

Per il IV trimestre 2023, il Governo ha previsto l’aggiornamento del bonus ordinario, e l’erogazione di un contributo straordinario, corrisposto insieme al bonus elettrico, al fine di contenere per i clienti domestici beneficiari delle agevolazioni, gli incrementi della spesa per le forniture conseguenti alle variazioni dei prezzi dell’energia elettrica.

Buone notizie quindi per chi già riceveva il sostegno, che potrà riceverlo ulteriormente anche nei prossimi mesi. Il bonus verrà quindi garantito in modo automatico in bolletta, a coloro che rientrano tra i beneficiari.

Per poter ricevere questi sconti, l’ISEE non deve superare 15.000 euro, tuttavia questa soglia è sempre innalzata a 30.000 euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico. Tra i beneficiari del bonus bollette troviamo anche coloro che ricevono ancora la pensione o il reddito di cittadinanza.

Ricordiamo che coloro che dispongono di un’apparecchiatura a casa per la cura di una problematica di salute, possono accedere ad un bonus sociale specifico sulle spese per l’energia elettrica.

Quando arriva il bonus bollette potenziato

Il nuovo bonus bollette arriverà direttamente sulle bollette relative a ottobre, novembre e dicembre 2023, e per riceverlo non sarà necessario presentare alcuna richiesta specifica.

I beneficiari infatti continueranno a riceverlo direttamente sulla bolletta, come sconto sulla cifra finale, se sussistono i requisiti economici previsti. Va fatta una precisazione per ciò che riguarda gli importi del nuovo bonus bollette.

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Qui di seguito vediamo qual è la cifra dello sconto per le famiglie con ISEE inferiore a 9.530 euro, che riceveranno il sostegno in misura piena:

  • 1 o 2 componenti del nucleo familiare: bonus di 98,44 euro;

  • 3 o 4 componenti del nucleo familiare: bonus di 127,88 euro;

  • oltre 4 componenti del nucleo familiare: bonus di 143,52 euro.

In questi importi è già calcolato il contributo straordinario, relativo al bonus potenziato, sommato al bonus ordinario e all’aggiornamento degli importi. Chi invece ha un ISEE compreso tra 9.530 e 15.000 euro, non riceverà la misura con importo pieno, ma con bonus all’80%:

  • 3 o 4 componenti del nucleo familiare: bonus di 117,392 euro;

  • oltre 4 componenti del nucleo familiare: bonus di 131,744 euro.

Non tutti riceveranno quindi lo stesso tipo di sostegno, perché gli importi sono variabili in base alla composizione del nucleo familiare e all’ISEE.