Il 31 dicembre si avvicina ed la legge di bilancio è ancora un cantiere aperto. Oltre le misure contro il caro energia che faranno la parte del leone (rappresenteranno i due terzi di una manovra da circa 30 miliardi di euro), cominciano a prendere forma le proposte “residuali”. Ecco cosa potrebbe cambiare per i lavoratori dipendenti.

Flat tax incrementale in bilico

Se per autonomi e partite IVA si conferma la volontà di elevare la soglia entro cui applicare la tassa unica al 15% dagli attuali 65mila euro a 85mila euro, per la flat tax incrementale per dipendenti sembra non ci siano i fondi sufficienti.

Perché l’ipotesi di applicare ai lavoratori stipendiati una tassazione agevolata al 15% sugli aumenti di reddito misurati rispetto al picco del triennio precedente comporterebbe numeri ad oggi non sostenibili. Vero è che nelle stesse ore, però, il sottosegretario all’Economia Federico Freni, vicino alla Lega, non chiudeva del tutto la porta: «Ci stiamo lavorando, le cose buone hanno bisogno del tempo giusto».

Premi di produttività verso agevolazioni “rafforzate”

Strada diversa e più in discesa e quella sui premi di produttività, che già oggi fino a 3mila euro godono di una tassazione agevolata al 10%. Due le soluzioni al vaglio dell’esecutivo Meloni: dimezzare l’imposizione al 5% oppure confermare il 10%, però applicando il 15% nella parte che supera i 3mila euro.

Diverso ancora è il caso dei fringe benefit, il welfare aziendale esentasse, comprensivo negli ultimi mesi delle somme erogate dai datori di lavoro per il pagamento delle bollette da parte dei dipendenti: il decreto aiuti quater ha appena elevato da 600 a 3mila euro la soglia che non concorre alla formazione del reddito imponibile del lavoratore. Ma la misura, salvo proroghe, vale soltanto per il periodo d’imposta 2022

Taglio del cuneo «graduale»

In Italia oggi il cuneo fiscale ha raggiunto livelli allarmanti, tra i peggiori a livello internazionale: il 46,5%, ha calcolato l’Ocse, con punte vicine al 50% se si aggiungono oneri e contributi sociali. Non a caso il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi ,è tornato a sollecitare un «taglio forte» per «mettere 1.200 euro in tasca agli italiani».

Il governo procede sempre in maniera molto cauta cominciando con il rifinanziare con 3,5-4 miliardi il taglio del cuneo contributivo di 2 punti promosso dall’esecutivo Draghi, che scade a fine dicembre, a vantaggio dei lavoratori con redditi annui lordi fino a 35mila euro. Era stata la premier Giorgia Meloni, nel suo discorso di insediamento alle Camere, ad annunciare un intervento graduale per «arrivare a un taglio di almeno cinque punti del cuneo in favore di imprese e lavoratori», per «alleggerire il carico fiscale delle prime e aumentare le buste paga dei secondi».

«Ridurlo di cinque punti è obiettivo di legislatura»

Il punto fondamentale è stato ribadito martedì 15 novembre dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che aveva già anticipato un taglio in arrivo per due terzi a favore del lavoratore e per un terzo a favore dell’impresa: «Ridurre di cinque punti il cuneo fiscale è un obiettivo di legislatura. Lo dobbiamo fare gradualmente, anche perché deve essere compatibile con le risorse che abbiamo e che possiamo mettere in campo. Ricordo, anche a me stesso, che abbiamo un rapporto debito-Pil al 145%».

In sintesi, come ha sottolineato anche il viceministro Freni, «non ci si aspetti un taglio del cuneo netto di 5-6 punti tutti insieme».

Decreto aiuti quater: i punti principali

Il decreto aiuti Quater appena approvato presenta Tra le novità più importanti i “fringe benefit” aziendali fino a 3mila euro esentasse, la rateizzazione delle bollette per le imprese e anticipo rimodulazione Superbonus

Il governo, su proposta del ministro Giancarlo Giorgetti, ha approvato il decreto aiuti quater stanziando risorse per 9,1 miliardi di euro provenienti dall’extragettito fiscale autorizzato dal Parlamento per finanziare interventi contro il caro energia. Tra i punti principali e più discussi è prevista anche l’anticipazione della rimodulazione del Superbonus al 90% a partire dal 1° gennaio 2023.

All’interno del provvedimento è contenuto inoltre l’innalzamento fino a 3 mila euro dell’esenzione fiscale dei fringe benefit aziendali, la proroga fino a fine anno dei crediti d’imposta per le imprese che acquistano energia elettrica e gas, la proroga del taglio delle accise, la possibilità per le aziende di richiedere la rateizzazione delle bollette, l’aumento a 5 mila euro del tetto al contante e un contributo fino a 50 euro per gli esercenti che acquistano un registratore telematico, nonché un intervento a sostegno del terzo settore e l’esenzione delle imposte di bollo per le domande presentate per la richiesta di contributi a favore delle popolazioni colpite da emergenze.

“Abbiamo rinnovato e rafforzato la copertura per il mondo delle imprese contro il caro energia”, ha dichiarato il ministro Giorgetti nel corso della conferenza stampa tenuta all’indomani del Cdm.

Oltre alla conferma dei crediti d’imposta – ha aggiunto – c’è la possibilità per le aziende di rateizzare rispetto all’incremento delle bollette, che dovrebbe in qualche modo intervenire a mitigare almeno l’aspetto relativo alla liquidità, mentre un altro elemento di novità per le famiglie è la possibilità di riconoscere entro il 31 dicembre 2022 i ‘fringe benefit’ fino a 3mila euro esente da contribuzione“.

Superbonus: cosa cambia dal 1° gennaio?

Riguardo alla rimodulazione del Superbonus, Giorgetti ha difeso la scelta del governo di intervenire con decreto perché è un argomento di grandissimo interesse sul quale è necessario fare chiarezza, sottolineando che la decisione di concentrare la misura in modo selettivo verso i redditi medio bassi è una scelta a favore di chi non si può permettere di ristrutturare. “Le cose cambiano da oggi“, ha affermato il ministro che ha ribadito come si tratti anche di un intervento a tutela della finanza pubblica perché “non si è mai vista una misura che costasse così tanto per le casse dello Stato e che fosse a beneficio di pochi“.

Quali prospettive di crescita nel 2023?

Giorgetti è poi intervenuto a commento delle previsioni di crescita diffuse oggi dalla Commissione europea che indicano per l’Italia una crescita dell’0,3 nel 2023: “La Commissione condivide le nostre stime. È la prova che siamo sulla strada giusta: prudenza, realismo e responsabilità continueranno a essere i nostri criteri d’approccio anche per la prossima manovra”.

Le previsioni della Commissione vanno infatti confrontate con il quadro tendenziale presentato dal Governo nell’aggiornamento della Nadef, che prevede anch’esso una crescita dello 0,3%, e non tiene conto degli interventi che saranno contenuti nella prossima legge di bilancio e dei suoi effetti che, in via conservativa e prudente, potrebbero comportare una maggiore crescita, lo 0,6%, su base programmatica.

Le misure del decreto aiuti quater

Benefit aziendali esentasse
Aumento per tutto l’anno 2022 del tetto dell’esenzione fiscale dei cosiddetti fringe benefit aziendali fino a 3mila euro. Si tratta di una misura di welfare aziendale che punta a rendere più pesanti gli stipendi dei lavoratori, attraverso il rimborso anche delle utenze (acqua, luce e gas).

Proroga credito d’imposta a favore delle imprese contro caro bollette
Con uno stanziamento di 3,4 miliardi di euro è stato prorogato fino al 31 dicembre 2022 il contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, a favore delle imprese e delle attività come bar, ristoranti ed esercizi commerciali per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale.

Confermate le aliquote potenziate del credito di imposta pari a:

  • 40% per le imprese energivore e gasivore
  • 30% per imprese piccole che usano energia con potenza a partire dai 4,5 kW

Proroga tagli accise carburanti
1,3 miliardi euro di finanziamento per la proroga dal 19 novembre 2022 e fino al 31 dicembre 2022 dello sconto fiscale sulle accise della benzina e del diesel che conferma il taglio di 30,5 centesimi al litro (considerato anche l’effetto sull’Iva). Per il GPL lo sconto vale 8 centesimi di euro ogni kg che sale a circa 10 centesimi considerando l’impatto sull’Iva.

Confermata inoltre la riduzione dell’Iva al 5% per l’acquisto di gas naturale per autotrazione (metano).

Sostegno per fronteggiare il caro bollette
Per fronteggiare l’incremento dei costi dell’energia le imprese potranno richiedere ai fornitori la rateizzazione, per un massimo di 36 rate mensili, degli importi dovuti relativi alla componente energetica di elettricità e gas naturale per i consumi effettuati dal 1 ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023.

Al fine di assicurare la più ampia applicazione della misura, SACE S.p.A., è autorizzata a concedere una garanzia pari al 90% degli indennizzi generati dalle esposizioni relative ai crediti vantati dai fornitori di energia elettrica e gas naturale residenti in Italia. La garanzia è rilasciata a condizione che l’impresa non abbia approvato la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni negli anni per i quali si richiede la rateizzazione, sia per sé stessa che per quelle del medesimo gruppo.

Misure per l’incremento della produzione di gas naturale
Al fine di contribuire al rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale è previsto un finanziamento a copertura delle spese sostenute dal GSE (Gestore dei servizi energetici).

E’ stato prorogato dal 31 dicembre 2022 al 31 marzo 2023 il termine entro il quale il Gse potrà cedere a prezzi calmierati il gas naturale.

Sono previste inoltre, al fine di incrementare la produzione nazionale di gas naturale, l’aumento delle quantità estratte da coltivazioni esistenti in zone di mare e l’autorizzazione di nuove concessioni tra le 9 e le 12 miglia.

Credito d’imposta per acquisto registratore telematico
Stanziati 80 milioni di euro per la concessione di un credito d’imposta agli esercenti per la trasmissione della fattura telematica all’Agenzia delle entrate. Il contributo è pari al 100% della spesa sostenuta, fino a 50 euro per ogni registratore telematico acquistato.

Tetto al contante
Dal 1° gennaio 2023 la soglia per il pagamento in contanti passa da 1.000 a 5.000 euro.

Superbonus
Anticipazione della rimodulazione al 90% per le spese sostenute nel 2023 per i condomini e introduzione della possibilità di accedere, anche per il prossimo anno, al beneficio da parte dei proprietari di singole abitazioni, a condizione che si tratti di prima casa e si trovino sotto una determinata soglia di reddito (15mila euro l’anno innalzandole in base al quoziente familiare).

Il superbonus si applica invece al 110% fino al 31 marzo 2023 per le villette unifamiliari che abbiano completato il 30% dei lavori entro il 30 settembre 2022.

Per i condomini il 110% si applica per chi delibera in assemblea e presenta documenti (Cilas) entro il 25 novembre 2022, mentre diventa del 90% per coloro che non hanno deliberato in assemblea fino ad oggi, in considerazione del decreto aiuti quater.

Esenzioni in materia di imposte
Per il settore dello spettacolo (cinema, teatri, sale per concerti) non è dovuta la seconda rata IMU per gli immobili, a condizione che i proprietari siano anche gestori delle attività.

Altri interventi
Stanziati ulteriori 100 milioni per rinnovo del rinnovo economico del contratto del comparto istruzione ricerca.

Esenzione imposta di bollo emergenze. Si introduce una disposizione che prevede, a regime, l’esenzione dall’imposta di bollo per le domande presentate per la richiesta di contributi, aiuti o sovvenzioni, comunque denominati, a favore delle popolazioni colpite da eventi calamitosi.

Il mese di novembre è stato sempre un mese caratterizzato da importanti scadenze fiscali, (iva, inps, rate del modello redditi, 2° acconto), ai quali l’imprenditori, ed in parte le famiglie hanno adempiuto con grave difficoltà, per poi riprendersi con le vendite di natale per i primi, e con le tredicesime le seconde.

Ma questo del 2022 sarà un mese molto diverso rispetto agli anni precedenti.

Un’economia già indebolita dalla pandemia covid 19, si è trovata a contrastare l’aumento dell’inflazione arrivata al 12% , dovuta alla guerra in Ucraina, che ha comportato un aumento spropositato dei prezzi di numerose materie prime e di luce e gas.

Queste ultime sono quadruplicate rispetto allo stesso periodo del 2021 gravando in maniera importante sul bilancio aziendale e familiare.

Oggi le imprese potranno quindi trovare la liquidità necessaria per adempiere puntualmente al carico fiscale che il mese di novembre richiede?

Quali imposte?

Qui di seguito elenchiamo le date e le imposte più importanti (non elenchiamo contributi inps, ritenute di acconto ecc. imposte di registro e tutti gli obblighi dichiarativi a carico dei commercialisti):

16/11 Iva mensile

16/11 Iva trimestrale

16/11 rata inps artigiani/commercianti

16/11 ultima rata inail

16/11 rata modello redditi imprese

30/11 rata modello redditi persone fisiche

30/11 2° acconto modello redditi.

 

 

Incentivi auto elettriche 2022: cosa c’è da sapere

Vuoi cambiare la tua auto? Pensi che le auto elettriche siano fuori dalla tue possibilità economiche?

Ecco il contributo fino ad € 7.500 per passare all’elettrico!!!!

Il 2 novembre si è aperta la possibilità per i concessionari di prenotare i fondi sulla piattaforma Mise riservata agli incentivi per l’acquisto di autovetture elettriche. L’incentivo extra pensato dall’ex ministro allo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, ora al Mef, è pari al 50% del contributo “ordinario” e vale solo per l’acquisto di vetture elettriche pure o ibride plug-in e per le famiglie che hanno un Isee sotto i 30 mila euro. Il bonus sale così da un minimo di 3 mila euro, senza rottamazione per un’ibrida con la spina, fino a un massimo di 7.500 euro, con rottamazione, per una full electric. In particolare i 7.500 euro di contributi con rottamazione (4.500 euro senza rottamazione) valgono per comperare i nuovi veicoli con emissioni comprese nella fascia 0-20 g/km di CO2 e con prezzo di listino pari o inferiore a 35.000 euro Iva esclusa. Fino a un massimo di 6.000 euro di contributi con rottamazione (3.000 euro senza rottamazione) per l’acquisto di nuove auto con emissioni comprese nella fascia 21-60 g/km di CO2 e con prezzo di listino pari o inferiore a 45.000 euro IVA esclusa.

Incentivi anche per le attività di noleggio

Potranno beneficiare degli incentivi anche le società che svolgono attività di noleggio auto con finalità commerciali, diverse dal car sharing, purché mantengano la proprietà dei veicoli almeno per un anno. Fino a un massimo di 2.500 euro di contributi con rottamazione (1.500 euro senza rottamazione) per l’acquisto di nuovi veicoli full electric (emissioni comprese nella fascia 0-20 g/km di CO2) e con un prezzo pari o inferiore a 35.000 euro Iva esclusa. Fino a un massimo di 2.000 euro di contributi con rottamazione (1.000 euro senza rottamazione) per l’acquisto di veicoli plug-in con emissioni comprese nella fascia 21-60 g/km di CO2 e con prezzo di listino della casa automobilistica pari o inferiore a 45.000 euro Iva esclusa.

Ora bisognerà affrettarsi perchè le domande potranno essere presentate entro il 31 dicembre2022. Le risorse stanziate sono di 141 milioni per le auto elettriche pure e più di 152 milioni per le plug-in ibride. Del pacchetto annunciato a inizio agosto da Giorgetti manca l’attuazione di un pezzo: il finanziamento delle prese di ricarica negli spazi privati e nei condomini. L’aiuto sarà pari all’80% del prezzo di acquisto e posa in opera, massimo 1.500 euro per richiedente e 8.000 per gli stabili. Ora si attende il provvedi

Il Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili (MIMS) mette a disposizione 3.7 milioni per il 2022 e 5.7 milioni per il 2023 per il conseguimento delle patenti di categoria superiore e CQC.

Il Bonus Patente per mezzi pesanti è stato ufficialmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 18 ottobre. Per gli aspiranti autisti, fino a 2.500 euro di bonus per “rimborsare” fino all’80% delle spese da sostenere per conseguire le patenti e il CQC.

A chi spetta e per quali patenti

Il buono potrà essere richiesto da persone con età compresa tra i 18 e i 35 anni. per conseguire le patenti C, C1, CE, C1E, D, D1, DE, D1E e il CQC, cioè la carta di qualificazione del conducente.

Come e quando fare richiesta

Si potrà richiedere a partire dai prossimi giorni sulla piattaforma del MIMS, nella sezione dedicata.

Per inoltrare domanda sarà necessario registrarsi procedendo all’autenticazione tramite Sistema pubblico di identità digitale (Spid), Carta d’identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns).

Il bonus, sotto forma di voucher, verrà interamente gestito tramite la piattaforma ad esso dedicata sul portale del Ministero delle Infrastrutture, e sarà utile tanto agli aspiranti beneficiari quanto alle autoscuole che vorranno accreditarsi.

Si tratta di un buono atteso da diverso tempo dagli aspiranti autisti, visti anche i costi per conseguire le patenti lievitati negli ultimi anni. La Gazzetta ufficiale ha preannunciato anche che sarà riproposto nei prossimi anni e fino al termine dei fondi.

Come ogni incentivo di questo tipo, il buono sarà emesso a ciascun richiedente in ordine cronologico rispetto alla richiesta. Non ci sarà un vero e proprio click day, ma si procederà secondo l’ordine di richiesta da parte degli aspiranti professionisti.

Il Bonus Patente 2022 rientra in un piano più grande del MIMS, volto a rendere tutto il settore dell’autotrasporto più sicuro, ampliando le competenze degli autisti e del personale aziendale..

Stai percependo la disoccupazione NASPI e vuoi intraprendere un’attività tutta tua?

Hai difficoltà ad accedere al credito proprio perchè non sei in possesso di un reddito finanziabile? Niente paura!!!

L’inps tramite il sistema dell’autoimpreditorialità, ti permette di finanziare l’avvio delle tua impresa grazie all’erogazione in un’unica soluzione della parte restante delle mensilità di disoccupazione prevista.

L’indennità di disoccupazione Naspi è una prestazione economica erogata a favore dei lavoratori dipendenti che involontariamente hanno perso l’occupazione o a causa di un licenziamento, a causa della cessazione dell’attività o semplicemente per la fine del contratto di lavoro a tempo determinato.
Una volta percepita la prima mensilità di disoccupazione, avrai la possibilità di richiedere la liquidazione anticipata della parte restante.

L’anticipazione Naspi può essere richiesta all’avvio di un’attività di lavoro autonomo, di impresa individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa, nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio.

Non è possibile richiedere l’agevolazione per l’avvio di attività di impresa non individuale, ad esempio SRL o SNC, incluso l’acquisto delle relative quote. La possibilità di ottenere l’agevolazione è riconosciuta ai soli aventi diritto alla corresponsione della Naspi, e non anche ai percettori dell’indennità DIS-COLL.

I già percettori della NASPI che vogliono usufruire dell’autoimprenditorialità, devono trasmettere telematicamente all’INPS la domanda entro 30 giorni di calendario dalla data di inizio dell’attività, e non dall’apertura della partita iva (impresa inattiva), a pena decadenza.

Lo stesso diritto viene riconosciuto anche al lavoratore dipendente che intenda sviluppare a tempo pieno un’attività autonoma già iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente, la cui cessazione ha dato luogo alla prestazione Naspi. In questo caso, la domanda intesa ad ottenere l’anticipazione deve essere trasmessa entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda di indennità di disoccupazione Naspi.

Qualora il lavoratore instaurasse un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo spettante di indennità, dovrà restituire l’indennità stessa corrisposta in forma anticipata. Questo non accade se il rapporto di lavoro subordinato è instaurato con la cooperativa della quale il lavoratore ha sottoscritto una quota di capitale sociale.

Il decreto Aiuti ter (D.L. n. 144/2022, in vigore dal 24 settembre 2022) ha previsto ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese e politiche sociali. In particolare, con riferimento al bonus per l’acquisto di energia elettrica e gas il decreto dispone la proroga e il rafforzamento per i mesi di ottobre e novembre 2022, nonché un prolungamento, fino al 31 marzo 2023, del termine per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta relativo al terzo trimestre 2022.

Per venire incontro ai continui ed ormai insopportabili aumenti delle utenze energetiche, il legislatore ha previsto una serie di misure di intervento per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale a favore delle imprese energivore, gasivore e, nel rispetto di determinate condizioni, delle imprese diverse dalle precedenti.

In questo articolo trattiamo solamente le imprese non energivore e non gasivore che rappresentano lo zoccolo duro dell’economia italiana e che sono le prime che a mio avviso devono essere salvaguardate. In questo caso i decreti aiuti bis e ter hanno previsto una serie di crediti d’imposta per il secondo e terzo trimestre 2022 e per i mesi di ottobre e novembre.

In base ai periodo di riferimento, i crediti d’imposta sono i seguenti:

– del 15% per il secondo trimestre 2022, purché i costi della componente energetica del 1° trim 2022 abbiano subito un incremento superiore al 30% di quelli del 1° trim. 2019;

– del 15% per il terzo trimestre 2022, purché i costi della componente energetica del 2° trim 2022 abbiano subito un incremento superiore al 30% di quelli del 2° trim. 2019;

– del 30% per i mesi di ottobre e novembre 2022, purché i costi della componente energetica del 3° trim 2022 abbiano subito un incremento superiore al 30% di quelli del 3° trim. 2019.

Tale credito d’imposta è riconosciuto qualora le società siano dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 4,5 kW mentre per le imprese non gasivore il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 25%.

Lo stesso decreto ha previsto l’estensione, anche per i mesi di ottobre e novembre 2022, dei crediti d’imposta a favore delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e di gas naturale.

In particolare, viene previsto:

– per le imprese non energivore (dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 4,5 kW), un credito d’imposta pari al 30% della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica, effettivamente utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022. Il credito spetta se il prezzo della componente energetica acquistata nel terzo trimestre 2022, al netto di imposte e sussidi, è in media aumentato più del 30% per kWh rispetto allo stesso periodo del 2019.

– per le imprese non gasivore, un credito d’imposta pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022.

Si precisa inoltre che i crediti d’imposta succitati non concorrano alla formazione della base imponibile IRES ed IRAP.

E’ stato anche prorogato al 31 marzo 2023 il termine, inizialmente previsto al 31 dicembre 2022, per l’utilizzo in compensazione nel modello F24 dei crediti d’imposta riconosciuti alle imprese per l’acquisto di energia elettrica e di gas naturale, relativi al terzo trimestre 2022. I beneficiari dei crediti d’imposta dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate – entro il 16 febbraio 2023 – l’importo del credito maturato nel 2022, a pena di decadenza del diritto alla fruizione del beneficio.

 

Come sappiamo il regime forfettario si caratterizza per la determinazione appunto “forfettaria” del reddito imponibile ai fini del calcolo dell’imposta sostitutiva (5% per i primi 5 anni, 15% dai successivi). Tale determinazione dipende dal coefficiente di abbattimento che ogni codice ateco permette di applicare al volume di affari.  Ne consegue quindi che ogni costo sostenuto dall’impresa non concorre alla formazione del reddito e diventa quindi non detraibile.

Ad esempio il codice ateco del commercio al dettaglio 47.71 permette un abbattimento al 40% del volume di affari, quindi ipotizzando un  volume delle vendite di 50.000 annui, avremo un reddito imponibile sul quale calcolare solo il 5% di imposte, di € 20.000, da ciò ne deriva un’imposta di soli 1.000 €!!! (oltre ovviamente i contributi inps di circa 2800 € per i fissi e 1000 € per quelli a percentuale).

Ma ci sono delle attività, che data la bassa percentuale di abbattimento, non sono indicate per tale regime soprattutto quando si superano i 5 anni di attività e non si ha più diritto al 5% di imposta bensì il 15%.

Ad esempio il piccolo imprenditore edile, Codice ateco 43.39.01. Tale codice ha un abbattimento solo all’88% del volume di affari. Essendo questa un attività dove l’incidenza della merce e dei servizi annessi e della manodopera (dipendenti) è molto elevata, ne scaturisce che avendo un volume di affari di € 50.000 avremo un reddito imponibile di 44.000 €, un imposta sostitutiva quindi di € 2.200 ed un importo di contributi inps tra fissi ed a percentuale molto elevato, pari ad € 10.000 circa.

Altro esempio molto attuale riguarda i parrucchieri ed i centri estetici. Essi hanno un coefficiente di abbattimento al 67%. Quindi prendendo sempre ad esempio i 50.000 di volume di affari annui, il reddito imponibile sarà di € 33.500 con un imposta sostitutiva (5%) di € 1.675 e una contribuzione inps di € 7.000 circa tra fissi e percentuale. Per tali attività la convenienza del regime forfettario, deriva dalla bassa incidenza della merce e dalla elevata iva che il regime ordinario ci porterebbe a versare (22% che in questo casa rimane nelle casse dell’imprenditore).

Quindi il mio consiglio è, prima di decidere il regime fiscale da adoperare, fare un attenta analisi sia sui ricavi ma soprattutto sull’incidenza dei costi. Ad alta incidenza il regime forfettario è sconsigliato!

 

Dal 27 settembre e fino al 30 novembre è attiva online sul sito INPS la piattaforma per richiedere l’indennità una tantum prevista dal decreto-legge 50/2022. Possono presentare la domanda i lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni previdenziali INPS in possesso dei requisiti indicati nella circolare INPS 26 settembre 2022, n. 103.

Nel dettaglio, possono presentare la domanda i lavoratori:

  • iscritti alla gestione speciale degli artigiani;
  • iscritti alla gestione speciale dei commercianti;
  • iscritti alla gestione speciale per i coltivatori diretti e per i coloni e mezzadri, compresi gli imprenditori agricoli professionali;
  • pescatori autonomi;
  • liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici.

Possono richiedere tale bonus anche i lavoratori iscritti in qualità di coadiuvanti e coadiutori alle gestioni previdenziali degli artigiani, esercenti attività commerciali, coltivatori diretti coloni e mezzadri.

Se il lavoratore autonomo risulti, invece, iscritto esclusivamente presso altri enti di previdenza obbligatoria (avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.) potrà trasmettere la richiesta direttamente a questi ultimi.

Per poter usufruire del bonus una tantum per un importo pari a 200€, i richiedenti devono avere percepito un reddito complessivo lordo non superiore a 35.000€ nel periodo d’imposta 2021 e non devono aver fruito del bonus 200 euro disciplinato dagli articoli 31 e 32 del decreto Aiuti.

Se i richiedenti, nel medesimo periodo d’imposta, abbiano percepito – e quindi dichiarino – un reddito complessivo lordo non superiore a 20.000 euro, in ottemperanza al decreto-legge Aiuti-ter,l’indennità sarà maggiorata di 150€, per un importo complessivo di 350€.

I richiedenti, al 18 maggio 2022, devono inoltre:

  • essere già iscritti alla gestione autonoma;
  • essere titolari di partita IVA attiva;
  • aver versato almeno un contributo nella gestione d’iscrizione per il periodo di competenza dal 1° gennaio 2020 (con scadenza di versamento al 18 maggio 2022).

Per coadiuvanti e coadiutori la titolarità della partita IVA e il versamento contributivo ricadono sulla posizione del titolare della posizione aziendale. Analogamente, per i soci/componenti di studi associati, la titolarità della partita IVA dovrà essere riscontrata in capo alla società/studio associato presso cui operano.

Al fine della fruizione del beneficio ogni richiedente non deve essere, al momento della richiesta, titolare di una pensione diretta, ad esempio: invalidità o reversibilità.

La domanda dovrà tramite il servizio online tramite proprio SPID (identità digitale) direttamente sul sito Inps o in alternativa ogni beneficiario potrà contattare il servizio online.

L’indennità può essere richiesta tramite i patronati o il Contact center, telefonando al numero verde 803.164  oppure al numero 06.164164.