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Generale

Assegno unico e detrazioni: cosa potrebbe cambiare nel 2025?

Assegno unico e detrazioni, cosa ci aspetta nel 2025?

l governo è al lavoro per imbastire una manovra finanziaria che, come dicono numerose fonti del governo, sia a favore delle classi più deboli e con figli.

Il tasso di natalità continua a scendere, ed anche nel 2023 ha raggiunto il punto più basso degli ultimi 70 anni. E il 2024 non è partito meglio!

L’appuntamento del prossimo 20 settembre, nel quale l’esecutivo presenterà a Bruxelles il Piano Strutturale di Bilancio, apre la stagione della manovra di fine anno. Gli obiettivi sono chiari: sostenere più possibile le famiglie e il ceto medio. Per questa fascia di contribuenti è previsto il taglio delle aliquote Irpef, ma tutto dipenderà dal gettito proveniente dal concordato preventivo.

Per quanto riguarda le famiglie, invece, le idee sono diverse ma lo scopo è unico: “Favorire le detrazioni per i nuclei e spingere la natalità. Ci sono diverse strade: o potenziare l’assegno unico o introdurre detrazioni specifiche per i figli, perché adesso la detrazione c’è dopo i 21 anni”, ha dichiarato il viceministro all’Economia Maurizio Leo, prima infatti sono state sostuite dall’assegno unico. Quantificare le risorse sarà il primo passo per capire come muoversi e far fronte anche alle richieste dei partiti.

La priorità del governo

 

  • Sostegno alla famiglia e al ceto medio. Sono le due priorità alla quali il governo lavora in vista della manovra. Per questi due obiettivi è caccia alle risorse nelle pieghe del bilancio ma anche attraverso uno strumento come quello del concordato preventivo che, nelle intenzioni della maggioranza, verrà reso “ancora più attrattivo”, attraverso lo strumento del decreto omnibus, in discussione al Senato.

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Il taglio delle aliquote Irpef

 

  • Dipenderà proprio dal gettito che porterà questo strumento il destino del taglio delle aliquote Irpef che il governo vorrebbe fortemente e che viene quantificato tra i 2,5 e i 4 miliardi di euro. Per scalare l’aliquota dal 35% al 33% sui redditi fino a 50mila euro – calcola il viceministro Maurizio Leo – servono 2,5 miliardi, mentre il conto sale a 4 miliardi se il beneficio fiscale viene esteso fino a 60mila euro, ora tassati al 43% nell’ultima tranche di reddito

 

Il sostegno alla natalità

 

  • Ma oltre ai ceti medi si punta anche sul sostegno alla natalità. “L’obiettivo – spiega Leo – è venire incontro alla famiglia. Questo è un tema prioritario”. Con una doppia possibilità allo studio: il governo, dice il viceministro, vuole “favorire le detrazioni per la famiglia e la natalità. Ci sono diverse strade: o potenziare l’assegno unico o introdurre detrazioni specifiche per i figli, perché adesso la detrazione c’è dopo i 21 anni”. Due opzioni allo studio, dunque, per un pacchetto che viene stimato tra i 5 e i 6 miliardi

Leggi anche: carta dedicata a te, conosci i motivi per i quali non l’hai percepita.

Le ipotesi sull’assegno unico

 

  • L’assegno unico potrebbe essere rimpinguato ma è difficile ipotizzare, si spiega dalla maggioranza, l’introduzione di una soglia di reddito che andrebbe a cambiare del tutto la misura di tipo universalistico. Altro discorso, sul quale si starebbe ragionando, invece, è quello di escludere l’assegno dall’Isee per evitare ricadute su altre possibili agevolazioni

 

Le detrazioni

 

  • Un’altra strada è invece quella dell’introduzione di detrazioni per scaglioni di reddito. La soluzione, in ogni caso, dipenderà non solo dalla fattibilità tecnica ma anche dalle risorse a disposizione per una manovra che viene quotata tra i 23 e i 25 miliardi

 

Il programma del governo

 

  • Il primo step per capire quanto la coperta potrà essere ampia sarà quello del Psb: il piano che indicherà riforme e investimenti della traiettoria settennale per l’aggiustamento del bilancio. Il piano dovrebbe essere illustrato dal ministro Giancarlo Giorgetti nel Consiglio dei ministri di martedì prossimo anche se servirà ancora del tempo. Soprattutto servirà la revisione dei dati macro che l’Istat ha in programma per il 23 settembre, dopo di che verrà definitivamente ultimato per il varo in Cdm.

 

  • Poi ci saranno, come spiegato nella capigruppo dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, una decina di giorni per l’esame parlamentare e verrà inviato a Bruxelles entro la prima decade di ottobre. “È davvero importante – ha ricordato il presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe al termine della riunione di ieri – che i piani siano credibili e completi per garantire che realizziamo i due obiettivi di consentire alle nostre economie di crescere e anche di garantire che abbiamo finanze pubbliche stabili, sicure e solide“

 

Le proposte dei partiti

 

  • Una volta messo a punto il Psb sarà più chiaro su quante risorse si potrà contare anche per esaudire eventuali richieste dei partiti, che rivendicano le loro misure bandiera. Sul fronte detrazioni Noi Moderati chiede il raddoppio del tetto di quelle scolastiche al 19% (attualmente è a 800 euro). Prioritaria per la Lega è invece la questione della flat tax 

 

  • Su un altro fronte si pone Forza Italia, che ritiene centrale la conferma della rivalutazione straordinaria almeno al 2,5%. Gli azzurri insistono anche sul fondo per il caro affitti degli studenti fuori sede. Per capire quanta agibilità ci sarà sulle richieste che esulano dai filoni prioritari della manovra sarà però necessario attendere il varo del Psb.
15 Settembre 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/09/A.U.U.webp 900 1537 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-09-15 20:28:512024-09-15 20:28:51Assegno unico e detrazioni: cosa potrebbe cambiare nel 2025?
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Bonus asilo nido 2024: Gli asili riaprono e le domande ripartono!

Come sempre nel mese di settembre riaprono tutte le scuole: un momento utile per ricordare che c’è tempo fino al 31 dicembre 2024 per richiedere il contributo per le rette degli asili nido sia pubblici o privati. L’aiuto può arrivare fino a un massimo di 3600 euro, cifra che spetta ai genitori di bambini nati nel 2024 con un secondo figlio di età inferiore ai 10 anni e un Isee minorenni sotto i 40mila euro.

Nel messaggio dello scorso marzo, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha chiarito che il bonus spetta per “ciascun figlio di età inferiore ai 36 mesi e nell’ipotesi in cui il minore per il quale si vuole presentare la domanda compie i tre anni di età nel corso dell’anno è possibile richiedere soltanto le mensilità comprese tra gennaio e agosto 2024”. Chi non ha usufruito del bonus nido ha diritto a una detrazione del 19% da inserire nel 730, che viene calcolata sulla base delle rette pagate nel corso dell’anno 2023.

Settembre, tempo di riapertura delle scuole, degli asili e anche degli asili nidi. Per chi non lo sapesse c’è un bonus che riguarda proprio i genitori con figli in età prescolare, fissato dall’ultima Legge di Bilancio e attivo dallo scorso marzo.

 

La scadenza del bonus

 

  • Come prevede la circolare Inps dell’11 marzo 2024, le domande per il contributo alla retta di asili nido, pubblici o privati, devono essere inoltrate entro il 31 dicembre 2024

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Gli importi

 

  • Come previsto dall’ultima Legge di bilancio, l’importo massimo del bonus (3.600 euro annui) spetta ai genitori di bambini nati nel 2024 con un secondo figlio di età inferiore ai 10 anni e un Isee minorenni sotto i 40mila euro. In questo caso il contributo viene spalmato su 11 mensilità da 327 euro circa

 

Le soglie Isee minorenni

 

  • Anche per tutti gli altri casi il peso del bonus dipende dall’Isee minorenni: fino a 25mila euro permette di accedere a uno sconto di 3mila euro all’anno, che scendono a 2.500 quando l’indicatore si attesta tra i 25mila e i 40mila euro

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Importo minimo

 

  • Per i nuclei con Isee minorenni superiore ai 40mila euro annui l’agevolazione scende a 1.500 euro, spalmata in 10 rate da 136 euro

 

Fino a che età il bonus è valido

 

  • Nel messaggio l’Inps ha chiarito inoltre che il bonus asilo nido spetta per “ciascun figlio di età inferiore ai 36 mesi e nell’ipotesi in cui il minore per il quale si vuole presentare la domanda compie i tre anni di età nel corso dell’anno è possibile richiedere soltanto le mensilità comprese tra gennaio e agosto 2024”

 

Documentazione necessaria

 

  • L’unico modo per presentare la procedura è per via telematica: in questo modo i genitori dovranno allegare ai fini del rimborso la documentazione contenente la partita Iva dell’asilo nido (pubblico o privato), il nome del minore e del genitore che sostiene la retta. Si aggiungono inoltre gli estremi del pagamento e il mese di riferimento
  • Nel caso in cui la suddetta documentazione sia riferita a più mesi di frequenza, la stessa deve essere allegata a ogni mese a cui si riferisce. Se, invece, per lo stesso mese si è in possesso di più ricevute, le stesse devono essere inviate con un unico file.
  • La documentazione di spesa, che consente la liquidazione del contributo, deve essere allegata entro e non oltre il 31 luglio 2025 indipendentemente dalla tipologia di contributo a cui si intende accedere
  • Va ricordato che chi non ha usufruito del bonus nido ha diritto a una detrazione del 19% da inserire nel 730, che viene calcolata sulle rette pagate nel corso dell’anno 2023

 

Come accelerare la procedura

 

  • Nel suo messaggio l’Inps sottolinea anche come sia possibile velocizzare la procedura: nel caso di contributo per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido, per ogni mensilità prenotata, in fase di allegazione del giustificativo di pagamento, l’utente può autocertificare in ciascuna mensilità l’importo richiesto negli appositi campi del citato servizio web messo a disposizione dall’INPS
  • Così procedendo, l’accredito della rata spettante avverrà in maniera automatizzata, con notevole riduzione dei tempi di erogazione. Il valore da inserire nei campi appositamente previsti deve includere l’importo della retta mensile, l’eventuale quota di spesa sostenuta per la fornitura dei pasti – sempre relativi alla mensilità selezionata – nonché l’importo relativo all’imposta di bollo pari a 2 euro
  • La quota inserita non deve, invece, comprendere la somma versata a titolo di iscrizione, il pre e post scuola, l’importo a titolo di imposta sul valore aggiunto

 

Supporto domiciliare

 

  • Anche per il 2024 il bonus asilo nido si estende alle forme di supporto domiciliare per i bambini affetti da grave patologia cronica. Oltre alla documentazione è necessario presentare un’attestazione pediatrica che certifichi l’impossibilità del minore a frequentare la struttura.
14 Settembre 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2023/10/09-11-2018-01.jpg 607 850 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-09-14 14:24:312024-09-14 14:24:31Bonus asilo nido 2024: Gli asili riaprono e le domande ripartono!
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La BCE tagli i tassi: ecco quali effetti su mutui e prestiti!

La BCE tagli i tassi di interesse per la seconda volta consecutiva. In cosa si traduce tale taglio?
Più credito a famiglie e imprese, mutui meno costosi, risparmi per lo Stato grazie al calo del costo del debito. Dal taglio Bce di 25 punti base arriva una spinta all’economia, anche se i benefici sono più visibili per chi s’indebita: i risparmiatori invece ci perdono sulla remunerazione dei depositi in banca e sui rendimenti dei titoli a tasso variabile. Ecco, punto per punto, gli effetti principali del secondo taglio del costo del denaro da 0,25 punti varato dalla Bce, che porta il tasso sui depositi all’Eurotower al 3,50%.

Quali effetti sulle famiglie?

Il taglio dei tassi di interesse effettuato dalla BCE ha un effetto benefico sui tassi dei prestiti bancari, a beneficio di 3 milioni e mezzo di famiglie indebitate che hanno un mutuo casa. Lando Sileoni, segretario generale della Fabi, parla di una “decisione importante” della Bce che “per la seconda volta consecutiva ha anticipato le mosse della Federal Reserve americana, le cui decisioni di politica monetaria continuano a essere incerte. Quanto al costo del credito, gli interessi sui mutui alle famiglie e sui prestiti alle imprese caleranno ancora nei prossimi mesi, così diventerà più facile comprare casa e fare investimenti”. La Fabi stima un risparmio complessivo di oltre 70 mila euro (-19,3% sul 2023) per chi sottoscrive un mutuo a 25 anni da 200 mila euro. Una boccata d’aria anche per chi ha un mutuo a tasso variabile, come conferma anche Mutuionline.it che sottolinea però come le prospettive di medio-lungo termine restino invariate. “L’Euribor a un mese è sceso al 3,54% rispetto al 3,90% di inizio anno, ma è ancora oltre 100 punti base più alto rispetto all’Eurirs, che è ai minimi degli ultimi 20 mesi”. I mutui a tasso fisso rimangono  quindi più convenienti. Il mercato dei mutui registra comunque, negli ultimi mesi, una significativa riduzione dei tassi variabili: a maggio il Tan medio per i mutui variabili era del 5,08%, mentre ad agosto è sceso al 4,64%. Stabile, invece, il tasso fisso medio, che si aggira intorno al 3,20%.

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Risparmi anche per lo stato

Con il taglio dei tassi di interesse effettuato della Bce, calano gli interessi che lo Stato paga sul debito pubblico: il costo del debito era volato da 0,10% a 3,76% con il ciclo restrittivo degli ultimi anni. L’Ufficio parlamentare di Bilancio stimava un risparmio di tre miliardi quest’anno con un punto pieno di tagli Bce nel 2024, e sette miliardi nel 2025. Più probabile che la Bce arrivi a 0,75 punti. Il risparmio per le casse dello Stato sarà comunque considerevole e darà una mano nelle prossime leggi di bilancio.

Conti depositi leggermente meno convenienti

Per i risparmiatori, il taglio Bce smonta la remunerazione più elevata dei depositi dei propri risparmi in banca, dove il tasso sui depositi vincolati è arrivato a sfiorare il 3,6% dallo 0,9% dove si trovava prima della stretta monetaria del 2022-2023.

Il taglio Bce fa salire i prezzi dei bond ma calano i rendimenti dei titoli a tasso variabile, come i Cct, e l’inflazione in calo significa cedole più magre per i Btp Italia. Effetti più marcati sul bond emessi dalle aziende, con impatti anche sugli investimenti in fondi.

La Fabi (Federazione autonoma bancari italiani) fa i conti dopo il raglio dei tassi di interesse effettuato dalla BCE e sottolinea i benefici che questo comporterà sul fronte dei tassi bancari. “Le famiglie indebitate in Italia sono 6,8 milioni: di queste, 3 milioni e mezzo hanno un mutuo per l’acquisto di una casa. Da alcuni mesi le banche, in previsione di un ritorno a una politica monetaria meno restrittiva da parte dell’Eurotower, hanno anticipato la prevista riduzione dei tassi e la discesa potrebbe proseguire nei prossimi mesi”. I tassi sono già diminuiti a una media del 3,44%, rispetto a livelli medi superiori al 5% del 2023 e potrebbero calare ancora al 3,20%: una riduzione che comporterà, nel caso di un prestito immobiliare di 25 anni da 200 mila euro, un risparmio complessivo di oltre 70 mila euro (-19,3%)“. “I tassi sul credito al consumo sono scesi a una media dell’8,58%, dopo picchi superiori al 14%, e potrebbero calare ancora all’8,25%: vuol dire che un’automobile da 25 mila euro comprata interamente a rate, con un finanziamento di 10 anni, costerà oltre 11 mila euro in meno (-23%) rispetto al 2023; mentre per una lavatrice da 750 euro, con un credito di 5 anni, il risparmio, nei prossimi mesi, sarà di 161 euro (-14,6%)”, conclude il sindacato dei bancari.

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Capecchi (Crif): la Bce aiuta la ripresa, più mutui ad agosto. Dopo anni di restrizioni una vera e propria boccata d’aria

“Anche nel mese di agosto si mantiene la crescita in doppia cifra per quanto riguarda la domanda dei mutui immobiliari da parte delle famiglie italiane con un +13,4%”. Lo afferma Simone Capecchi, Executive director di Crif, prima di aggiungere: “Se diamo uno sguardo complessivo ai primi otto mesi del 2024 notiamo un valore pari al +6%. Questo a conferma del fatto che il mercato, dopo una politica monetaria restrittiva, sta conoscendo una vera e propria boccata d’aria”. Sulla decisione di oggi della Bce sul taglio dei tassi, Capecchi spiega che “va ad incoraggiare la ripresa della domanda anche per quanto riguarda le richieste dei prestiti che, dopo una prima metà dell’anno in sofferenza, nel mese di agosto segnano un +4,3%”.

Leggi anche: Bonus Mamme in busta paga!

Facile.it: rate in calo di 85 euro entro il 2025

Con il taglio dei tassi di interesse da parte della Bce di 25 punti base e il relativo calo dell’Euribor, il beneficio per la rata di un mutuo medio variabile italiano sarebbe di circa 18 euro. A calcolarlo è uno studio di Facile.it, pubblicato in occasione della riunione dell’Eurotower di oggi. Ma le buone notizie non finiscono qui: i mutuatari dovrebbero aver visto un alleggerimento della rata di settembre di circa 12 euro e, secondo le previsioni di mercato, le rate continueranno a scendere nei prossimi mesi con un calo superiore agli 85 euro entro la metà del 2025. I mercati infatti si aspettano che l’indice continui a scendere nell’anno, con un calo complessivo delle rate di un mutuatario medio di circa 38 euro entro la fine del 2024 e ulteriori ribassi nel 2025. Quindi, dati alla mano, prendendo l’andamento della rata di un mutuo medio variabile – 126.000 euro in 25 anni al 70%, sottoscritto ad inizio 2022 – la rata, che ad agosto 2024 era pari a 733 euro (ben 277 euro in più rispetto agli iniziali 456 euro), potrebbe scendere a circa 721 euro a settembre per poi calare a 683 euro entro la fine dell’anno e a 634 euro entro giugno 2025.

14 Settembre 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/09/gettyimages-1892841244.webp 492 656 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-09-14 14:16:062024-09-14 14:16:06La BCE tagli i tassi: ecco quali effetti su mutui e prestiti!
Generale

Carta dedicata a te: Non hai ricevuto la carta o la nuova ricarica? Ecco alcuni motivi!

La “Carta Dedicata a Te”, è una carta acquisti da 500 euro. Ed è già stata ricaricata, distribuita e attivata per molte famiglie. Si tratta della famosa social card, che già lo scorso anno è stata ricaricata due volte, a luglio e dicembre, per un totale di poco inferiore ai 500 euro. Sul sito dell’INPS, nella home page, l’Istituto ha pubblicato una scheda informativa con un messaggio chiarificatore riguardo alle modalità di assegnazione del bonus. È un’informazione che molti dovrebbero leggere, poiché molti si chiedono perché risultino esclusi da questo bonus per fare la spesa.

“Buongiorno, volevo una spiegazione sul perché non ricevo la carta Dedicata a Te. Io e mio marito abbiamo un ISEE di 8.000 euro, perché io faccio la casalinga e lui lavora part-time in un’azienda di salotti. Già l’anno scorso non sono rientrata e non capisco perché anche ora non abbiamo diritto. Se la soglia ISEE da non superare è di 15.000 euro, perché siamo esclusi? Potete spiegarmi se c’è qualcosa che posso fare?”

Carta Dedicata a Te: graduatorie, elenco beneficiari e perché alcuni non l’hanno ricevuta

Effettivamente, la Carta Acquisti, pur avendo requisiti semplici da rispettare, presenta un meccanismo di erogazione più complesso. Partiamo dalle basi. Nel 2023 è nata la “Carta Dedicata a Te”, una carta elettronica simile alle comuni carte prepagate, sulla quale lo Stato ha erogato un piccolo aiuto alle famiglie bisognose, inizialmente solo per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Successivamente, l’aiuto è stato esteso anche all’acquisto di carburante e abbonamenti per i trasporti pubblici. Nel 2023, alla prima erogazione di luglio, con 382,50 euro, è seguita una seconda ricarica a dicembre di 77,20 euro.

L’anno scorso, la carta è stata distribuita alle famiglie beneficiarie da Poste Italiane. Era necessario ritirarla entro il 15 settembre 2023, presentando allo sportello di Poste Italiane la comunicazione ricevuta dal Comune di residenza, che conteneva il codice della carta associato al codice fiscale del beneficiario.

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Il rinnovo del bonus nel 2024: cifre, regole e chiarimenti dell’INPS

Nel 2024, la carta si è rinnovata e la ricarica da 500 euro si trova accreditata sulle carte ritirate nel 2023 dai beneficiari che hanno mantenuto i requisiti previsti. Per coloro che non avevano beneficiato della carta lo scorso anno ma rientrano nei requisiti quest’anno, il ritiro della carta segue la stessa procedura: occorre presentare la comunicazione allo sportello di Poste Italiane.

I requisiti principali sono due. Il primo riguarda l’ISEE, che non deve superare i 15.000 euro. Il secondo è l’iscrizione all’anagrafe del Comune di residenza di tutti i componenti del nucleo familiare.

Tuttavia, non tutti i nuclei familiari con ISEE inferiore a 15.000 euro possono beneficiare della della carta dedicata a te. Come spiega l’INPS sul suo portale, “si tratta di una misura destinata ai nuclei familiari residenti in Italia, consistente in un contributo economico di 500 euro, erogato a partire da settembre 2024 tramite carte elettroniche prepagate e ricaricabili messe a disposizione da Poste Italiane S.p.A.”.

Fin qui nulla di nuovo. Sempre sul sito, l’INPS specifica che le liste dei beneficiari le hanno già inviate ai Comuni. Infatti, le famiglie non devono fare nulla: non è necessaria alcuna domanda o istanza.

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Come si assegna la carta Dedicata a Te

Una volta ricevuto l’elenco, saranno i Comuni a comunicare ai beneficiari l’assegnazione della carta. Per chi l’ha già ricevuta nel 2023, basterà verificare l’avvenuta ricarica di 500 euro e utilizzare la carta entro il 16 dicembre, effettuando un primo acquisto che ne attiverà definitivamente l’uso. Alcuni Comuni hanno pubblicato, con dati parzialmente oscurati per motivi di privacy, l’elenco dei beneficiari ammessi al contributo.

Ogni Comune ha un numero limitato di carte assegnate e, quindi, un numero limitato di beneficiari.

Sembra che nella redazione delle graduatorie, oltre all’ISEE che parte dal più basso e sale fino a 15.000 euro, sia considerato anche il numero dei figli.

Esclusi dalla social card: perché?

Le ragioni per cui una famiglia non ottiene il beneficio o non compare nella graduatoria possono dipendere dal fatto che si trova dietro ad altri in graduatoria e le risorse del Comune non sono sufficienti. Ma ci possono essere anche altre motivazioni. Ad esempio, chi beneficia di altri aiuti statali, come l’Assegno di Inclusione o la vera social card da 80 euro a bimestre, è escluso a priori.

Un’altra causa di esclusione potrebbe essere la mancata validità dell’ISEE Anche in questo caso, la famiglia non riceverà la carta Dedicata a Te. Poiché è necessario disporre di un ISEE 2024, che fa riferimento alla situazione patrimoniale e reddituale del nucleo familiare nel 2022.

Carta dedicata a te 2024, nessuna visita in posta: ecco per chi
I possessori della Carta dedicata a te 2023 dovranno ritirarla nuovamente nel 2024 oppure il saldo verrà ricaricato automaticamente?

Il 9 settembre 2024 sono state sbloccate le procedure per il rilascio delle nuove carte alimentari 2024, conosciute come “Carta dedicata a te 500 euro.” Questa iniziativa è rivolta a famiglie in difficoltà economica, con un ISEE inferiore ai 15.000 euro, e ha come obiettivo quello di sostenere i nuclei familiari più vulnerabili nella gestione delle spese quotidiane.

Per quest’anno, il budget complessivo destinato al programma è stato aumentato a 600 milioni di euro, rispetto ai 500 milioni stanziati nel 2023. Ogni famiglia beneficiaria riceverà un contributo di 500 euro, accreditato direttamente sulla carta.

Leggi anche: fondo pensione, un modo semplice per risparmiare tasse e crearti una seconda pensione!

Chi può beneficiare della carta dedicata a te 2024

A differenza di molti altri incentivi, per la “Carta dedicata a te 500 euro” non è necessario presentare domanda. L’INPS, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, ha selezionato automaticamente i beneficiari in base a specifici criteri.

Le famiglie idonee devono essere composte da almeno tre persone e devono risiedere in Italia. Inoltre, uno dei membri del nucleo familiare deve essere nato entro il 31 dicembre 2010 per ottenere priorità nella graduatoria. Tuttavia, in mancanza di un componente nato entro questa data, possono accedere anche le famiglie con almeno tre persone, rispettando altre priorità, come il reddito più basso.

L’altro criterio fondamentale riguarda l’ISEE, che deve essere valido e non superare i 15.000 euro. Inoltre, nessun componente del nucleo familiare deve risultare già beneficiari di altre misure di aiuto (assegno inclusione, NASPI, cassa integrazione, ecc.).

Una volta definite le liste dei beneficiari, l’INPS comunica i dati ai comuni, i quali si occupano di informare le famiglie selezionate sulla possibilità di ritirare la carta. E, comune, possibile consultare le liste verificando il proprio codice di protocollo ISEE.

La priorità nella distribuzione

Uno degli aspetti più interessanti della “Carta dedicata a te 500 euro” è il criterio di selezione e priorità dei beneficiari.

La graduatoria segue un ordine ben preciso, con priorità assoluta per le famiglie più numerose e con figli nati dopo il 31 dicembre 2010. Questo significa che le famiglie con figli più giovani hanno maggiore possibilità di ottenere il beneficio rispetto a quelle con figli più grandi. Successivamente, la priorità viene data ai nuclei familiari con almeno tre componenti nati entro il 31 dicembre 2006, e infine, alle famiglie con tre o più membri senza ulteriori restrizioni sull’età.Il criterio di reddito rimane comunque un fattore determinante: chi ha un ISEE più basso avrà la precedenza rispetto a chi si avvicina alla soglia massima dei 15.000 euro. Questo sistema mira a distribuire le risorse in modo equo, garantendo che i fondi vadano a chi ne ha più bisogno.

Dove e come utilizzare la carta dedicata a te

Il contributo economico previsto dalla “Carta dedicata a te 500 euro” ha uno scopo preciso: aiutare le famiglie a far fronte alle spese di prima necessità. Il denaro caricato sulla carta potrà essere speso esclusivamente per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità, con l’esclusione delle bevande alcoliche, oppure per l’acquisto di carburante o abbonamenti al trasporto pubblico locale. Questa limitazione è stata pensata per garantire che il sostegno economico venga effettivamente utilizzato per migliorare le condizioni di vita dei beneficiari.

Un aspetto importante da tenere a mente è che il primo acquisto con la carta deve essere effettuato entro il 16 dicembre 2024. Questo acquisto iniziale rappresenta l’attivazione della carta, e solo dopo tale data sarà possibile continuare a utilizzare il credito disponibile. Inoltre, il saldo residuo dovrà essere speso completamente entro il 28 febbraio 2025. La carta può essere gestita tramite gli sportelli ATM Postamat, dove è possibile verificare il saldo della carta e le transazioni effettuate.

Chi possiede già la carta dedicata a te del 2023

Una delle novità più rilevanti di quest’anno riguarda coloro che hanno già ricevuto la Carta dedicata a te nel 2023.

Questi beneficiari non dovranno recarsi in posta per ritirare una nuova tessera nel 2024. Il saldo di 500 euro previsto per il nuovo anno verrà automaticamente caricato sulla carta già in loro possesso, rendendo il processo molto più semplice e rapido. Tuttavia, in caso di smarrimento o malfunzionamento della carta, sarà comunque possibile richiederne una nuova presso l’ufficio postale, presentando la comunicazione ricevuta dal proprio Comune.Questo sistema rappresenta un vantaggio significativo per chi aveva già familiarità con la carta dello scorso anno, poiché evita lunghe code e tempi di attesa agli sportelli postali. Per chi invece riceve la carta per la prima volta nel 2024, sarà necessario ritirarla fisicamente presso l’ufficio postale, seguendo le indicazioni fornite dal Comune di residenza.

14 Settembre 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/09/Carta-Dedicata-a-te-jpg.webp 800 1200 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-09-14 13:58:562024-09-14 13:58:56Carta dedicata a te: Non hai ricevuto la carta o la nuova ricarica? Ecco alcuni motivi!
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Assegno unico: Novità da settembre!

Il contributo è un supporto che aiuta le famiglie a gestire le spese legate alla crescita dei figli. Come ha annunciato l’Inps, dal secondo semestre l’erogazione dell’Assegno, partirà dalla metà del mese

Con la legge di bilancio in fase di studio si è parlato, naturalmente, anche di Assegno Unico e Universale, il contributo per le famiglie con figli, in arrivo a breve. Nelle ultime settimane sono circolate indiscrezioni circa il futuro della misura, secondo cui il Governo avrebbe l’intenzione di abolirla. Intenzione subito negata dalla premier Meloni che ha parlato semmai di rimodulazione e correttivi per rispondere alle richieste dell’Europa. Una modifica che, in ogni caso, arriverebbe il prossimo anno. Nel frattempo, quindi, meglio parlare di cosa è certo.

Assegno Unico, in arrivo a settembre

Come ha annunciato l’INPS, dal secondo semestre l’erogazione dell’Assegno Unico, partirà dalla metà del mese. In questo caso, le date da segnare sul calendario sono il 17, 18 e 19 settembre. Il contributo è variabile a seconda dell’Isee e del numero di figli. Ma c’è una buona notizia: per specifici nuclei che rispettano i requisiti e hanno fatto apposita richiesta, sarà integrato da maggiorazioni fino a 100 euro.

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A chi spetta e quanto

L’Assegno unico è un sostegno economico “universale” che vuol dire che spetta a tutti i nuclei dove sono presenti figli a carico di età inferiore ai 21 anni. In caso di figli disabili, il beneficio viene erogato senza limiti d’età. L’importo cambia, però, in base al numero di figli e all’Isee. Si comincia da un minimo di 57 euro per i nuclei privi di Isee o con indicatore pari o superiore a 45.574,96 euro. Per arrivare ai 199,4 euro per ciascun figlio per le le famiglie con Isee inferiore a 17.090,61 euro.

Novità: le maggiorazioni dal terzo figlio

Nel mese di settembre arriveranno anche le maggiorazioni per i nuclei familiari con più di due figli. Per queste è previsto un aumento mensile, che varia dai 15 agli 85 euro in base all’Isee, per il terzo figlio. Nel caso di famiglie con più di 4 figli a carico viene riconosciuta una maggiorazione forfettaria pari a 100 euro.

Altri aumenti per l’Assegno Unico

Le tipologie di maggiorazioni previste sono diverse. Infatti, per esempio, ci sono quelle per i figli a carico di età inferiore a un anno, per i quali gli importi aumentano del 50%. Ci sono gli aumenti extra per le famiglie con  figli disabili a seconda della gravità della disabilità. E, ancora, ci sono quelli per le madri di età inferiore ai 21 anni.

Leggi anche: detrazione spese scolastiche!

Per entrambi i genitori titolari di reddito da lavoro, l’Inps prevede una maggiorazione per ciascun figlio con età inferiore a 18 anni pari a 30 euro al mese, nel caso di Isee pari o inferiore a 15mila euro. Infine, per i nuclei familiari con Isee inferiore a 25mila euro è prevista una maggiorazione mensile di natura transitoria.

Per chi ha inoltrato la domanda per la prima volta, come spiegato dall’Istituto di previdenza, l’erogazione del pagamento «avverrà nell’ultima settimana del mese successivo alla presentazione della domanda di Assegno unico». Nella stessa data verrà accreditato l’importo dei conguagli spettanti. Rispetto alla domanda, i requisiti sono:

  • possesso di cittadinanza italiana o di un Paese Ue,
  • diritto di soggiorno, permesso di soggiorno o permesso di lavoro o ricerca superiore ai 6 mesi;
  • pagamento dell’Irpef;
  • residenza o domicilio in Italia per almeno 2 anni, anche non continuativi.
11 Settembre 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/09/article_00030.jpg 496 1240 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-09-11 13:18:462024-09-11 13:18:46Assegno unico: Novità da settembre!
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Carta dedicata a Te: in arrivo la ricarica!

La Carta Dedicata a Te è la nuova social card del valore di 500 euro, destinata a sostenere le famiglie più bisognose per la spesa alimentare e per l’acquisto di carburante e abbonamenti ai trasporti pubblici. L’iniziativa, rilanciata a settembre 2024, rappresenta un importante aiuto per i nuclei familiari in difficoltà.

In questo articolo, analizzeremo i dettagli e le informazioni più recenti riguardanti questa misura, a partire dall’annuncio del MASAF che dà il via alla distribuzione delle card dal 9 settembre. Vedremo poi i punti chiave sulla misura emersi nelle ultime settimane compreso il dubbio sulla ricarica delle vecchie card. Prima però facciamo un breve ripasso su chi potrà beneficiare della misura e chi è certamente escluso.

Chi può beneficiare della Carta Dedicata a Te?

La Carta Dedicata a Te sarà distribuita ai nuclei familiari con almeno tre componenti, il cui ISEE non superi i 15.000 euro. Queste famiglie, considerate le più bisognose, sono selezionate nei rispettivi Comuni di residenza, sulla base di liste fornite dall’INPS.

Le carte verranno distribuite in numero predeterminato, proporzionalmente alla popolazione residente in ciascun Comune. Si prevede che in tutta Italia saranno distribuite circa 1 milione e 300 mila carte e ogni Comune avrà a disposizione un numero di carte proporzionato in base al numero degli abitanti.

Tuttavia c’è da fare delle precisazioni sulla distribuzione nei vari Comuni, infatti:

  • ci sono Comuni che ricevono la graduatoria INPS e l’accettano senza modifiche (questi sono i primi a ricevere le ricariche e le nuove card);
  • ci sono Comuni che modificano le liste sulla base di proprie informazioni;
  • infine i Comuni più grandi sono gli ultimi a fornire le graduatorie in quanto sono i maggiori assegnatari di card e ci metteranno più tempo a stilare le liste.

Verrà sempre data precedenza a quelle famiglie al cui interno sono presenti soggetti minorenni nati entro entro il 31 dicembre 2010. Verranno inoltre valutate anche le condizioni generali della famiglia, per cui saranno aiutati specialmente coloro che si trovano più in difficoltà e che non beneficiano di altri aiuti.

I Comuni e l’INPS hanno perciò tempo fino a settembre 2024 per individuare le famiglie a cui erogare le carte o le ricariche.

È importante notare che la Carta Spesa Dedicata a Te non sarà erogata a chi già riceve altri aiuti economici o sussidi statali, come ad esempio:

  • Assegno di Inclusione
  • Supporto Formazione Lavoro
  • NASpI
  • Dis-coll
  • Cassa Integrazione
  • Social Card da 40 euro mensili

Carta Dedicata a te: come ottenere i 500 euro a settembre

Per ottenere il bonus da 500 euro ci sono principalmente due strade:

  1. ottenere la ricarica sulla vecchia card per chi ha ottenuto il bonus spesa di 382,50 + 77,80 euro lo scorso anno;
  2. ottenere una nuova card a partire dal 9 settembre per i nuovi beneficiari, ossia chi non ha ricevuto la carta risparmio spesa di 382,50 + 77,80 euro nel 2023.

In entrambi i casi non ci sarà bisogno di fare domanda in quanto sono INPS e Comuni a stabilire a chi spetta sulla base di apposite graduatorie rese pubbliche sui siti dei rispettivi Comuni di residenza.

Inoltre la carta è spendibile dal momento in cui viene ricaricata o ritirata alle Poste.

Utilizzo della vecchia carta: ricarica automatica

Uno dei principali dubbi emersi riguarda la modalità di ricarica per coloro che hanno già beneficiato della misura nel 2023. La buona notizia è che la ricarica di 500 euro avverrà sulla stessa carta già in possesso per chi ha diritto al beneficio anche nel 2024. L’INPS ha confermato questa informazione tramite il proprio canale Instagram.

Per chi, invece, ha perso o buttato la vecchia carta, sarà quindi necessario richiederne una nuova seguendo la procedura di smarrimento presso gli uffici postali.

Distribuzione delle nuove card

Come annunciato dal Ministro dell’Agricoltura prende il via lunedì 9 settembre la distribuzione della nuova carta “Dedicata a Te”. Si parla in questo caso della distribuzione delle nuove card per chi non ne possiede già una dallo scorso anno.

In questo caso i beneficiari riceveranno un messaggio dall’INPS e potranno recarsi presso gli uffici postali per ritirare la nuova carta spesa con accreditati i 500 euro.

Procedura di assegnazione e tempistiche

Come detto sopra non sarà necessario presentare alcuna domanda per ottenere la carta dedicata a te 2024 o per ricevere la nuova ricarica di 500 euro sulla vecchia card. La procedura è automatica e gestita d’ufficio dall’INPS e dai Comuni. Le graduatorie, con ogni probabilità, saranno pubblicate a settembre sui siti ufficiali dei Comuni di residenza. Per qualsiasi dubbio, sarà quindi necessario rivolgersi direttamente al proprio Comune.

Una volta ottenuta la carta o la ricarica, il primo pagamento obbligatorio dovrà essere effettuato entro il 16 dicembre 2024. Se il pagamento non verrà effettuato entro tale data, il beneficio decadrà.

Inoltre, i 500 euro dovranno essere interamente spesi entro il 28 febbraio 2025, altrimenti l’importo residuo verrà azzerato.

Scadenze carta dedicata a te 2024

Ecco un breve riepilogo delle principali scadenze legate alla carta dedicata a te da 500 euro.

  • 1° settembre: sono di nuovo attive le carte “Dedicata a Te” e da fine agosto sono iniziate ad arrivare le prime ricariche da 500 euro per chi aveva già la vecchia card
  • 9 settembre: parte la distribuzione della nuova carta Dedicata a Te per i nuovi beneficiari che non l’hanno avuta lo scorso anno
  • 16 dicembre 2024: entro tale data deve essere fatto il primo pagamento, pena la decadenza dal beneficio
  • 28 febbraio 2025: le 500 euro devono essere interamente spese entro e non oltre tale data (dopo il credito residuo sarà azzerato)

Cosa si può comprare con la Carta Dedicata a Te da 500 euro

Il contributo erogato tramite la Carta Dedicata a Te 2024 potrà essere utilizzato per:

  • Spesa alimentare di prima necessità (esclusi gli alcolici)
  • Acquisto di abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico locale
  • Acquisto di carburante

La lista di prodotti alimentari acquistabili è stata ampliata rispetto al 2023, includendo anche prodotti DOP e IGP, ortaggi surgelati e prodotti da forno surgelati. I nuclei familiari inoltre potranno beneficiare della scontistica del 15% che il Governo ha assicurato anche quest’anno assieme alla Grande Distribuzione.

In particolare, per quanto riguarda il carburante, il Ministero del Made in Italy (MIMIT) ha recentemente stipulato un accordo con i principali distributori. Grazie a questo accordo, i beneficiari della Carta Dedicata a Te potranno ottenere sconti immediati o buoni carburanti in base alla spesa effettuata per l’acquisto di benzina, diesel, GPL o metano.

Per usufruire di questi sconti, sarà necessario fare rifornimento presso distributori che hanno aderito al piano di agevolazioni aggiuntive, i quali pubblicizzeranno l’iniziativa.

5 Settembre 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/09/Carta-Dedicata-a-te-jpg.webp 800 1200 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-09-05 19:16:342024-09-05 19:16:34Carta dedicata a Te: in arrivo la ricarica!
Generale

Detrazione spese scolastiche: tutto quello che c’è da sapere!

L’educazione dei figli rappresenta una delle priorità principali per le famiglie italiane. Fortunatamente, il sistema fiscale prevede alcune agevolazioni per alleggerire i costi sostenuti per la loro istruzione. Tra queste agevolazioni, la detrazione delle spese scolastiche gioca un ruolo fondamentale. In questo articolo, esamineremo in dettaglio quali spese possono essere detratte, quali sono i limiti imposti e come procedere per ottenere il beneficio fiscale.

Cosa sono le detrazioni per spese scolastiche?

Le detrazioni fiscali per spese scolastiche sono agevolazioni concesse dal sistema fiscale italiano che permettono di ridurre l’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) in misura pari a una percentuale delle spese sostenute per l’istruzione dei figli. Queste detrazioni si applicano su base annua e sono soggette a specifici limiti e condizioni.

Attualmente, le spese scolastiche detraibili sono deducibili per una percentuale pari al 19%, con un limite massimo di spesa detraibile fissato per ciascun figlio.

Quali spese sono detraibili?

Le spese detraibili sono suddivise in diverse categorie, ciascuna delle quali include specifiche voci di spesa. Di seguito, una panoramica delle principali spese scolastiche detraibili.

 

Scuola dell’infanzia (materna), scuola primaria e secondaria

Le spese detraibili includono:
– Tasse di iscrizione e frequenza: Sia che si tratti di scuole pubbliche che private (paritarie), le tasse scolastiche versate per l’iscrizione e la frequenza rientrano tra le spese detraibili.
– Contributi volontari: Se richiesti dalla scuola per attività extracurricolari, ampliamento dell’offerta formativa, o progetti specifici (gite didattiche, corsi di teatro, ecc.).
– Mensa scolastica: Le spese sostenute per il servizio di refezione scolastica, indipendentemente dal fatto che sia gestito direttamente dalla scuola o tramite terzi, sono anch’esse detraibili. È necessario conservare le ricevute o i bollettini di pagamento.

Istruzione secondaria di secondo grado (scuole superiori)

Corsi di preparazione all’esame di maturità: Se organizzati dalla scuola o da enti riconosciuti, queste spese sono detraibili.
Tasse d’esame: Le spese per sostenere esami di qualifica, licenza, diploma, o altro tipo di certificazione presso scuole pubbliche o private.

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Istruzione universitaria

Tasse universitarie

Anche le spese universitarie sostenute per l’iscrizione a corsi di laurea, master, dottorati di ricerca, corsi di specializzazione, e perfezionamento rientrano tra le spese detraibili.
Contributi per tirocini curriculari: Se richiesti dall’università per tirocini obbligatori previsti dal percorso di studi.

Trasporto scolastico

Dal 2018, è possibile detrarre anche le spese per il trasporto scolastico. Questo include sia il trasporto organizzato dalla scuola sia quello gestito da società terze. Anche in questo caso, è importante conservare la documentazione relativa al pagamento del servizio.

Leggi anche: Bonus dipendenti!

Quali spese non sono detraibili?

Non tutte le spese sostenute per l’istruzione dei figli possono essere detratte. Tra le spese non detraibili troviamo:
Materiale scolastico: Acquisti di libri di testo, quaderni, zaini, cancelleria, o dispositivi elettronici come computer o tablet.
Abbigliamento scolastico: L’acquisto di divise scolastiche o abbigliamento specifico richiesto dalla scuola.
Gite scolastiche non finalizzate a progetti formativi specifici: Ad esempio, viaggi d’istruzione che non rientrano tra le attività curricolari della scuola.

Quali sono i limiti di spesa detraibile?

Ogni anno, la Legge di Bilancio stabilisce il tetto massimo di spesa detraibile per ciascun figlio a carico. Per l’anno di imposta 2023, ad esempio, il limite massimo di spesa scolastica detraibile è stato fissato a **800 euro per figlio**. Questo significa che è possibile detrarre il 19% delle spese sostenute, ma solo fino a un massimo di 800 euro per figlio, ottenendo così una detrazione massima di **152 euro per ciascun figlio**.

Come richiedere la detrazione?

Per richiedere la detrazione delle spese scolastiche è necessario indicare le spese sostenute all’interno della dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi Persone Fisiche). È fondamentale conservare tutta la documentazione che attesti i pagamenti effettuati, come:
– Ricevute di pagamento;
– Bollettini postali;
– Bonifici bancari;
– Ricevute di iscrizione o abbonamenti ai servizi di trasporto scolastico.

Inoltre, per alcune spese, come quelle per la mensa scolastica, è sufficiente la ricevuta di pagamento emessa dal fornitore del servizio.

La detrazione delle spese scolastiche rappresenta un’importante agevolazione per le famiglie italiane, volta a ridurre il carico fiscale legato all’educazione dei figli. È importante essere consapevoli delle voci di spesa che possono essere detratte e dei relativi limiti per sfruttare al massimo questa opportunità. La corretta conservazione delle ricevute e una dichiarazione dei redditi accurata sono essenziali per beneficiare pienamente di questa agevolazione.

29 Agosto 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/08/unnamed.jpg 260 380 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-08-29 22:23:412024-08-29 22:23:41Detrazione spese scolastiche: tutto quello che c’è da sapere!
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Bonus dipendenti da 100 euro: Chi può beneficiarne?

Bonus dipendenti da 100 euro!!! A partire da gennaio 2025, i dipendenti italiani potranno beneficiare di un nuovo bonus da 100 euro, una misura che si inserisce nel più ampio contesto di riforme del sistema fiscale e delle politiche del lavoro previste dal governo. Questo intervento ha l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti, in un periodo segnato da inflazione e costi della vita in aumento. Ecco i dettagli principali su come funzionerà il bonus e chi potrà beneficiarne.

Cos’è il Bonus 100 Euro

Il bonus da 100 euro, che sarà accreditato direttamente in busta paga, rappresenta un’integrazione salariale destinata ai lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico. Questa misura, simile a interventi già visti in passato, come il bonus Renzi o il bonus IRPEF, mira a ridurre il carico fiscale sui redditi da lavoro dipendente, aumentando la retribuzione netta.

A Chi è Destinato il Bonus

 

Il bonus può essere richiesto al proprio datore di lavoro da tutti i dipendenti con reddito complessivo non superiore a 28 mila euro nel 2024. L’imposta lorda, determinata sui redditi da lavoro dipendente (escluse pensioni e  assegni a queste equiparati) percepiti dal lavoratore, deve essere d’importo superiore a quello delle detrazioni spettanti al lavoratore.

Può richiedere il bonus chi ha il coniuge e almeno un figlio, entrambi a carico. Il decreto riguarda anche i nuclei monogenitoriali se il lavoratore ha almeno un figlio a carico e manca l’altro genitore o non abbia riconosciuto il figlio e il contribuente non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato.

L’obiettivo è di concentrare il beneficio sui lavoratori con redditi medio-bassi, maggiormente colpiti dall’aumento del costo della vita.

Come Funzionerà l’Accredito

Il bonus verrà erogato automaticamente a partire dalla busta paga di gennaio 2025, senza necessità di presentare domanda. Sarà il datore di lavoro a occuparsi dell’erogazione, attraverso il conguaglio in sede di applicazione delle ritenute fiscali. Questo significa che i dipendenti vedranno direttamente aumentata la loro retribuzione netta mensile, senza dover eseguire ulteriori procedure burocratiche.

Il bonus da 100 euro sarà soggetto a ritenute, sarà quindi di importo variabile a seconda dell’aliquota e delle detrazioni d’imposta che spettano al dipendente. Trattandosi di redditi complessivi fino a 28mila euro l’aliquota applicabile è quella del 23 per cento. L’importo spettante sarà inoltre rapportato al periodo di lavoro. Un esempio: per chi è assunto il 1 luglio, il bonus sarà di 50 euro e su questo saranno applicate le ritenute.

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Impatto Economico e Sociale

Il bonus da 100 euro rappresenta una delle tante misure messe in campo dal governo per cercare di arginare la perdita di potere d’acquisto delle famiglie italiane. L’inflazione, che negli ultimi anni ha eroso i redditi reali dei lavoratori, rende indispensabili interventi che possano sostenere la domanda interna e garantire maggiore liquidità alle famiglie.

Tuttavia, restano alcune incertezze riguardo all’impatto complessivo della misura. Da un lato, il bonus potrebbe fornire un sostegno importante alle famiglie; dall’altro, alcuni economisti hanno sollevato dubbi sulla sostenibilità a lungo termine di tali interventi, evidenziando la necessità di riforme strutturali più ampie che vadano oltre i contributi una tantum.

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Considerazioni Finali

Il bonus da 100 euro per i dipendenti a partire da gennaio 2025 è certamente una misura attesa da molti lavoratori, soprattutto in un contesto economico difficile. Tuttavia, come per ogni provvedimento di natura economica, sarà necessario valutare con attenzione gli effetti a lungo termine e monitorare la situazione per eventuali aggiustamenti futuri.

Mentre la misura rappresenta un intervento importante di sostegno al reddito, resta da vedere se sarà accompagnata da altre politiche volte a promuovere la crescita economica e il benessere dei lavoratori in modo più duraturo. Il 2025 potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase nelle politiche del lavoro in Italia, con una maggiore attenzione al sostegno delle classi medie e basse, ma molto dipenderà dalle scelte che seguiranno nei mesi successivi.

In ogni caso, i lavoratori dipendenti potranno attendersi un incremento in busta paga all’inizio del nuovo anno, che potrà contribuire a ridurre almeno in parte le pressioni economiche che molte famiglie stanno affrontando.

21 Agosto 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2023/10/text-bonus-office-desk-calculator-notepad-with-documents-business-concept_332544-502.jpg 1333 2000 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-08-21 21:09:372024-08-21 21:09:37Bonus dipendenti da 100 euro: Chi può beneficiarne?
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Cedolare secca o regime ordinario? La risposta è cosi scontata?

Cedolare secca o regime ordinario? Ti sei mai fatto questa domanda prima di affittare il tuo immobile?

Hai un immobile a disposizione e vorresti affittarlo per ricavarne un maggior reddito ma non sai quale regime di tassazione adottare?

Tutti ti consiglieranno: affittalo con la cedolare secca!!! Paghi il 21% e stai tranquillo!!

Io ti dico… Vediamo.. Analizziamo la tua situazione reddituale e verifichiamo quale regime di tassazione si sposa con le tue esigenze!

Iniziamo dicendo che la cedolare secca può essere utilizzata solo per i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo!

Essa è un regime fiscale introdotto in Italia nel 2011, che offre ai proprietari di immobili locati un’opzione alternativa al regime fiscale ordinario per la tassazione dei redditi da locazione. Questa opzione può risultare vantaggiosa o meno a seconda di diversi fattori. In questo articolo esamineremo quando conviene utilizzare la cedolare secca e quando invece potrebbe essere più opportuno rimanere nel regime ordinario.

Cos’è la cedolare secca

E’ un’imposta sostitutiva che permette di tassare il reddito derivante dalla locazione di immobili residenziali con un’aliquota fissa del 21% o del 10% (per contratti a canone concordato), in alternativa alla tassazione ordinaria che prevede la somma del reddito da locazione agli altri redditi del contribuente e l’applicazione delle aliquote progressive IRPEF. Inoltre, scegliendo la cedolare secca, il proprietario è esentato dal pagamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo sui contratti di locazione.

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Quando conviene utilizzare la cedolare secca

1. Reddito complessivo elevato: Se il contribuente ha un reddito complessivo elevato, l’applicazione delle aliquote progressive IRPEF potrebbe risultare particolarmente onerosa. In questi casi, la cedolare secca, con la sua aliquota fissa (21% o 10%), può risultare molto vantaggiosa. Ad esempio, se il reddito complessivo supera i 28.000 euro annui, l’aliquota IRPEF è del 38% o superiore, quindi la cedolare secca al 21% potrebbe comportare un risparmio fiscale significativo.

2. Contratti a canone concordato: Per i contratti di locazione a canone concordato, l’aliquota della cedolare secca è ridotta al 10%. Questo rende tale opzione molto conveniente rispetto al regime ordinario, soprattutto se il proprietario ha un reddito complessivo non particolarmente basso.

3. Nessuna deduzione o detrazione: La cedolare secca è particolarmente vantaggiosa per quei contribuenti che non possono o non vogliono usufruire delle deduzioni o detrazioni previste nel regime ordinario, come ad esempio quelle relative alle spese di manutenzione o agli interessi passivi sui mutui. Poiché la cedolare secca è un’imposta sostitutiva, non consente l’accesso a queste agevolazioni, ma per alcuni potrebbe non essere rilevante.

4. Semplicità amministrativa: Optare per la cedolare secca semplifica la gestione fiscale del reddito da locazione, eliminando la necessità di calcolare deduzioni, detrazioni e imposte di registro e bollo. Questa semplificazione può essere un vantaggio per chi preferisce una gestione più snella della propria fiscalità.

Leggi anche: Bonus Mamme dipendenti!

Quando è meglio il regime ordinario

1. Reddito complessivo basso: Se il contribuente ha un reddito complessivo relativamente basso, le aliquote IRPEF applicate al reddito da locazione potrebbero essere inferiori all’aliquota della cedolare secca. In questo caso, il regime ordinario potrebbe risultare più conveniente, soprattutto considerando che si possono dedurre alcune spese come quelle di manutenzione o gli interessi sui mutui.

2. Spese deducibili e detraibili elevate: Se il proprietario sostiene spese deducibili o detraibili rilevanti, come interventi di ristrutturazione, spese mediche o interessi passivi su mutui, il regime ordinario potrebbe permettere di ridurre significativamente l’imponibile fiscale, rendendo così più vantaggioso questo tipo di tassazione rispetto alla cedolare secca.

3. Immobili di nuova costruzione o ristrutturati: In alcuni casi, per immobili di nuova costruzione o recentemente ristrutturati, possono esserci agevolazioni fiscali nel regime ordinario che rendono più conveniente optare per la tassazione IRPEF. Queste agevolazioni includono detrazioni per le spese di ristrutturazione o per il risparmio energetico.

Conclusione

La scelta tra i due regime di tassazone dipende da una serie di fattori personali e fiscali. In generale, la cedolare secca conviene ai contribuenti con redditi elevati o che desiderano una gestione fiscale più semplice e immediata. D’altra parte, il regime ordinario può risultare più vantaggioso per chi ha un reddito complessivo basso o può beneficiare di numerose deduzioni e detrazioni fiscali. Per una decisione informata, è sempre consigliabile consultare un commercialista o un esperto fiscale, che possa analizzare nel dettaglio la situazione individuale.

19 Agosto 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/08/cedolare_secca_o_regime_ordinario.jpg 630 1200 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-08-19 17:42:452024-08-19 17:42:45Cedolare secca o regime ordinario? La risposta è cosi scontata?
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Bonus genitori separati: chi può beneficiarne?

Nel contesto attuale, caratterizzato da crescenti difficoltà economiche e dalla necessità di adeguare il sistema di welfare alle esigenze delle famiglie moderne, il Bonus Genitori Separati 2024 rappresenta una misura significativa di sostegno. Questa iniziativa, che ha l’obiettivo di alleviare le difficoltà economiche affrontate dai genitori separati o divorziati, si configura come un intervento mirato a garantire il benessere dei figli, contribuendo al mantenimento dei minori e al pagamento degli alimenti.

Cos’è il Bonus Genitori Separati?

Il Bonus Genitori Separati 2024 è un contributo economico erogato dallo Stato italiano destinato ai genitori separati o divorziati che si trovano in difficoltà economica e che hanno subito una riduzione del reddito a causa della pandemia da Covid-19. Il bonus, che può arrivare fino a un massimo di 800 euro al mese, è finalizzato a coprire in tutto o in parte l’assegno di mantenimento che il genitore separato deve versare per i figli o l’ex coniuge.

Leggi anche: Vuoi investire piccole somme ed avere grandi rese? Interesse Composto!!!

Requisiti per Accedere al Bonus

Per poter accedere al Bonus Genitori Separati 2024, è necessario soddisfare una serie di requisiti specifici, tra cui:

1. Situazione Economica: Il richiedente deve dimostrare di aver subito una riduzione del reddito del 30% rispetto all’anno precedente a causa della pandemia o di altre circostanze eccezionali. Inoltre, l’ISEE del nucleo familiare non deve superare una determinata soglia, solitamente fissata intorno ai 20.000 euro annui.

2. Obblighi di Mantenimento:* Il bonus è destinato a coloro che sono tenuti a versare l’assegno di mantenimento e che, a causa delle difficoltà economiche, non riescono più a far fronte a tale obbligo.

3. Situazione Familiare: Il richiedente deve essere legalmente separato o divorziato e deve avere uno o più figli a carico, sia minori che maggiorenni non autosufficienti.

4. Residenza e Cittadinanza: Il richiedente deve essere residente in Italia e, generalmente, cittadino italiano o dell’Unione Europea. Anche i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo possono avere diritto al bonus.

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Come Richiedere il Bonus

La domanda per il Bonus Genitori Separati 2024 deve essere presentata attraverso il portale online dell’INPS, dove sarà possibile compilare il modulo apposito e allegare la documentazione richiesta, come l’attestazione ISEE e la documentazione che prova la riduzione del reddito.

È importante ricordare che il bonus non viene erogato automaticamente, ma è necessario presentare una nuova domanda ogni anno per dimostrare il perdurare delle condizioni di difficoltà economica.

Impatto del Bonus sulla Società

Il Bonus Genitori Separati 2024 non solo rappresenta un aiuto concreto per i genitori in difficoltà, ma ha anche un importante impatto sociale. Garantendo un sostegno economico ai genitori che non riescono a mantenere il pagamento degli assegni di mantenimento, il bonus aiuta a prevenire situazioni di disagio e tensione all’interno delle famiglie separate, tutelando i diritti dei minori.

Inoltre, questa misura contribuisce a ridurre il rischio di povertà per le famiglie monogenitoriali, che spesso si trovano ad affrontare difficoltà maggiori rispetto alle famiglie tradizionali.

Conclusioni

Il Bonus Genitori Separati 2024 è una misura che riconosce le difficoltà specifiche delle famiglie separate e offre un supporto economico essenziale. Mentre il contesto economico continua a presentare sfide significative, questo bonus rappresenta un segnale di attenzione e supporto da parte dello Stato verso chi si trova in una situazione di fragilità economica e familiare.

Per chi si trova nelle condizioni di poterlo richiedere, è fondamentale informarsi tempestivamente sulle modalità di accesso al bonus e procedere con la domanda entro i termini previsti, per non perdere l’opportunità di beneficiare di questo importante sostegno.

15 Agosto 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/08/Bonus-Genitori-Separati.jpg 600 900 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-08-15 20:10:112024-08-15 20:10:11Bonus genitori separati: chi può beneficiarne?
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