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Generale

Asseno unico 2025: importi, pagamenti ed isee!

Il 2025 é arrivato e tante famiglie si pongono domande sui prossimi pagamenti effettuati dall’Inps, in particolare per l’assegno unico universale che tra l’altro a breve godrà di un aumento dell’importo.

Comunicato dell’inps

L’Inps ha già comunicato quali sono le date di pagamento dell’assegno unico e di altre prestazioni, mantenendo nel 2025 un calendario simile a quello già utilizzato nel 2024. Come da consuetudine, l’assegno unico viene pagato subito dopo la seconda metà del mese di riferimento per coloro che lo prendono da tempo: discorso differente, invece, per chi ne ha fatto domanda il mese precedente oppure per coloro che nell’ultimo mese hanno subito una variazione del nucleo familiare tale da comportare un ricalcolo del beneficio, per i quali l’attesa si protrae fino alla fine del mese.

A tal proposito, ecco tutto quello che – con il 2025 – serve sapere sull’assegno unico universale: dalla prossima data di pagamento appunto alla scadenza entro cui rinnovare l’Isee, fino ai nuovi importi risultanti dalla rivalutazione (che tuttavia non verranno riconosciuti già a gennaio in quanto bisognerà attendere che venga ufficializzato il tasso definitivo).

Ma vediamo quali sono ledate da prendere in considerazione:

giovedì 16 gennaio 2025
venerdì 17 gennaio 2025
sabato 18 gennaio 2025

Attenzione però perché alcuni pagamenti possano slittare a lunedì 20 gennaio.

Dovranno attendere la fine del mese, invece, coloro che hanno fatto domanda di Assegno unico a dicembre, oppure chi nell’ultimo mese ha comunicato una variazione tale da comportare il ricalcolo della prestazione, ad esempio qualora nell’ultimo periodo ci sia stato un cambio dell’Isee. Per loro l’arrivo dei soldi è in programma nella settimana che va dal 27 al 31 gennaio 2025.

Ricordiamo che a ridosso del pagamento la data esatta viene comunicata dall’Inps ai diretti interessati attraverso i canali ufficiali, quindi tramite l’applicazione IO oppure nel portale dei pagamenti presente nell’area personale MyInps.

Entro quando rinnovare l’isee

Con l’arrivo dell’anno nuovo è poi il momento di rinnovare l’Isee per continuare a godere dell’assegno unico calcolato correttamente sulla base della propria condizione economica. Ricordiamo, infatti, che questa prestazione spetta anche a chi non presenta l’Isee, ma che in tal caso viene pagato l’importo minimo previsto dalla legge.

Chi quindi non rinnova l’Isee entro le scadenze previste deve mettere in conto che l’importo solitamente percepito potrebbe subire un taglio notevole. Nel dettaglio, il termine entro cui farlo è fissato al 28 febbraio 2025, il che significa che per le prossime due mensilità non bisogna temere alcun taglio.

Senza questo passaggio, a marzo 2025 l’Assegno unico verrà pagato ma l’importo si riduce al minimo. C’è comunque possibilità di recuperare quanto perso rinnovando l’Isee entro la fine di giugno: in questo caso in sede di conguaglio verranno pagati anche gli arretrati dei mesi precedenti.

 

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Rivalutazione anche nel 2025

A decorrere dal 2025 l’importo dell’assegno unico universale aumenta per effetto della rivalutazione, ossia quel meccanismo con cui gli importi della prestazione vengono adeguati al costo della vita.

Gli aumenti scattano da gennaio ma probabilmente l’Inps li riconoscerà solo a partire dal mese successivo visto che nel frattempo non è stato ancora comunicato il tasso definitivo di inflazione che verrà utilizzato per adeguare gli importi. In quella sede verranno anche riconosciuti gli arretrati riferiti a gennaio.

Come presentare la domanda

La domanda si presenta attraverso il portale INPS, entrando nell’area riservata con le proprie credenziali, attraverso Contact Center Multicanale (numero verde 803.164 gratuito da rete fissa oppure 06 164.164, da rete mobile a pagamento), o ancora rivolgendo agli istituti di patronato.

Leggi anche: Bonus mamme 2025

Quali importi percepiremo?

Per il momento sappiamo che l’indice di rivalutazione provvisorio è pari allo 0,8%: sappiamo quindi che la misura massima della prestazione sale a 200,99 euro (con Isee fino a 17.227,33 euro), mentre il minimo aumenta di appena 50 centesimi salendo a 57,45 euro (con Isee a partire da 45.939,56 euro).

Per quanto riguarda i figli maggiorenni, fino a un massimo di 21 anni, l’importo passa invece a un massimo di 97,68 euro a un minimo di 28,72 euro.

Nella procedura di domanda per l’AUU sono state implementate nuove funzionalità per inserire l’IBAN del conto corrente sul quale accreditare la prestazione: il servizio è stato infatti integrato al “Sistema Unico di Gestione IBAN”, per cui al momento della presentazione di una nuova domanda o di inserimento di una modifica delle modalità di pagamento, è possibile selezionare uno degli eventuali IBAN già registrati e utilizzati presso l’Istituto per altre prestazioni, oppure indicarne uno nuovo.

Aumentano da febbraio 2025 anche le maggiorazioni.

  • Con tre figli l’assegno sale di 97,68 euro con ISEE fino a 17.227,33 e di 17,24 euro per i redditi più alti;
  • per i figli non autosufficienti sale a 120,56 euro fino a 21 anni;
  • per i figli con disabilità grave la maggiorazione diventa di 109,07 euro;
  • per disabilità media la maggiorazione è di 97,68 euro fino ai 21 anni;
  • dopo i 21 anni, per i figli disabili scatta l’importo base per figli minorenni parametrato all’ISEE;
  • il bonus nel caso in cui lavorino entrambi i genitori sale a 35 euro;
  • la maggiorazione per madri con meno di 21 anni sale a 22,98 euro
12 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/09/article_00030.jpg 496 1240 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-12 11:30:172025-01-12 11:30:17Asseno unico 2025: importi, pagamenti ed isee!
Generale

Bonus natale 2024: Non lo hai percepito a dicembre? Richiedilo nel 730/25

Nel mese di dicembre  datori di lavoro e lavoratori sono stati alle prese con il Bonus Natale, un’indennità una tantum di massimo 100 euro netti, che è stata erogata direttamente in busta paga.

A chi spetta

Il bonus può essere richiesto dai lavoratori dipendenti, a prescindere dal tipo di contratto subordinato (indeterminato, determinato, intermittente etc). Sono esclusi però i co.co.co e più in generale, i titolari di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Per ottenere il bonus Natale, i lavoratori dovranno avere contemporaneamente specifici requisiti relativi a reddito, stato familiare e capienza fiscale:

Reddito: il reddito complessivo da lavoro dipendente, percepito tra il 1° gennaio 2024 e il 12 gennaio 2025, non deve eccedere i € 28.000. L’Agenzia delle Entrate ha specificato che deve essere considerato il cosiddetto “reddito di riferimento”, cioè quello da utilizzare per la determinazione delle agevolazioni fiscali, al netto dell’abitazione principale. Quindi, per esempio, si dovrà tenere conto dei redditi assoggettati a cedolare secca e delle mance detassate.

Stato familiare: Il lavoratore deve avere almeno un figlio fiscalmente a carico, anche se nato fuori del matrimonio, riconosciuto, adottivo, affiliato o affidato.
Sono considerati fiscalmente a carico i figli di età non superiore a 24 anni con reddito complessivo fino a 4mila euro al lordo degli oneri deducibili. I figli con più di 24 anni, invece, si considerano fiscalmente a carico se hanno un reddito non superiore a 2.840,51 euro.

Capienza fiscale: l’imposta lorda sul reddito da lavoro deve essere superiore alla detrazione prevista per i redditi di lavoro dipendente. La verifica della capienza deve essere effettuata senza operare la riduzione di 75 euro prevista dal d.lgs. 216/2023. La no tax area è di €8.501.

A quanto ammonta il bonus Natale

L’importo del bonus non è fisso e ammonta a massimo 100 euro netti, rapportati alle giornate effettivamente lavorate nel 2024, cioè le giornate per i quali il lavoratore ha diritto alle detrazioni per lavoro dipendente.

Come richiederlo

Il bonus Natale non è automatico. L’erogazione avviene:

  • presentando al datore di lavoro una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che ne attesti il diritto e tutte le condizioni, compreso codice fiscale del figlio e il codice dell’altro genitore. Nota. Solo i dipendenti pubblici dovranno effettuare la richiesta tramite il sito NOIPA entro il 23 novembre.
  • in alternativa, in dichiarazione di redditi (730/2025).

Rischio di vedersi recuperato il bonus

In sede di conguaglio il datore di lavoro verificherà la spettanza del bonus. Se il lavoratore non ne aveva diritto, il datore di lavoro provvederà al recupero in busta paga.

È fondamentale che il lavoratore consideri con attenzione tutte le condizioni per evitare errori. Non può certamente essere il datore di lavoro ad effettuare, ex ante, la verifica delle condizioni di spettanza.
Per questo è consigliabile procedere in fase di dichiarazione dei redditi.

I lavoratori che avessero fruito del bonus pur non avendone diritto o in misura superiore e non ci sia la possibilità per il datore di lavoro di effettuare il recupero (es. rapporto cessato durante l’anno o bonus richiesto da altro coniuge/convivente) dovranno restituire, nella successiva dichiarazione dei redditi, quanto indebitamente percepito.

Cosa deve fare il datore di lavoro

Il datore di lavoro raccoglierà le autocertificazioni, anticiperà il bonus e utilizzerà il credito maturato in compensazione attraverso l’F24 a partire dal giorno successivo all’erogazione in busta paga mediante il CODICE TRIBUTO 1703.
Il datore di lavoro è tenuto a conservare tutta la documentazione a prova dell’autocertificazione fornita dal lavoratore che va messa a disposizione degli organi di controllo, qualora ciò sia richiesto.

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Casi particolari

Precedenti rapporti di lavoro durante l’anno
Il lavoratore che ha svolto più lavori con datori di lavoro diversi durante l’anno deve presentare la dichiarazione sostitutiva fornendo tutti i dati reddituali utili dei precedenti rapporti.

Leggi anche bonus mamme lavoratrici

Più rapporti in essere anche part time
In presenza di più rapporti in essere, il bonus Natale va chiesto ad un solo datore di lavoro e i giorni da considerare per il calcolo vanno calcolati una sola volta. L’importo potrebbe essere calcolato in misura inferiore nel caso in cui le giornate di detrazione di lavoro dipendente spettanti siano inferiori a quelle per l’intero periodo d’imposta. Anche in questo caso il lavoratore dovrà fornire tutti i dati reddituali utili, compresi i giorni di detrazione presso gli altri datori di lavoro.

Niente cumolo in famiglia, un bonus per ogni nucleo familiare effettivo
Il bonus Natale non spetta al lavoratore dipendente il cui coniuge, non legalmente ed effettivamente separato, o il cui convivente (secondo la legge Cirinnà) sia beneficiario della stessa indennità. I genitori che hanno entrambi fiscalmente a carico almeno un figlio ma non sono coniugati o conviventi, nel rispetto delle altre condizioni previste dalla norma, potranno ricevere entrambi il bonus.

10 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2025/01/images.jpeg 183 275 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-10 18:38:282025-01-10 18:38:28Bonus natale 2024: Non lo hai percepito a dicembre? Richiedilo nel 730/25
Generale

Bonus mamme lavoratrici 2025: ecco le ultime novità!

Il bonus mamme lavoratici consiste in un’esonero contribuitivo rivolto alle lavoratrici dipendenti (escluse le lavoratrici domestiche) e alle lavoratrici autonome con redditi da lavoro autonomo, d’impresa o da partecipazione, che non hanno optato per il regime forfettario.

Per ottenerlo, le lavoratrici devono essere madri di almeno due figli. L’esonero contributivo è valido fino al decimo anno di età del figlio più piccolo. Dal 2027, per le madri di tre o più figli, la durata si estende fino al diciottesimo anno di età del figlio più piccolo. L’esonero spetta a condizione che la retribuzione o il reddito imponibile non superi i 40.000 euro annui. La misura precisa dell’esonero contributivo sarà definita con un decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Esonero per lavoratrici autonome

Per le lavoratrici autonome iscritte all’assicurazione generale obbligatoria INPS e alla Gestione Separata, l’esonero sarà calcolato in base al reddito minimo previsto dalla legge 2 agosto 1990, n. 233, e sarà soggetto ai limiti degli aiuti de minimis.

Cosa cambia nel Bonus Mamme 2025?

Il Bonus Mamme 2025, destinato alle madri lavoratrici con due o più figli, è stato aggiornato con importanti novità che ne modificano l’accesso e l’importo.

Ecco i cambiamenti principali:
  • Limite di Reddito: solo chi guadagna meno di 40.000 euro l’anno potrà beneficiarne.

  • Esonero Contributivo Parziale: non sarà più totale, ma verrà applicato solo a una parte dei contributi previdenziali.

  • Estensione del Bonus: disponibile anche per lavoratrici autonome e a tempo determinato.

Requisiti per accedere al Bonus Mamme 2025

Per ottenere il Bonus Mamme 2025, è fondamentale rispettare alcuni requisiti ben definiti.

Numero di figli

  • Due figli: il più piccolo deve avere meno di 10 anni.

  • Tre o più figli: dal 2027, la validità del bonus sarà legata all’età del figlio più giovane, che dovrà essere minorenne.

Tipologia di contratto

  • Ammesse: lavoratrici dipendenti (a tempo determinato e indeterminato) e autonome.

  • Escluse: pensionate, disoccupate, colf, badanti e chi aderisce al regime forfettario.

Limite di reddito

Il reddito imponibile non deve superare i 40.000 euro annui.

Esonero contributivo 2025: totale o parziale?

Uno degli aspetti più rilevanti del Bonus Mamme 2025 è il cambiamento relativo all’esonero contributivo:

  • Fino al 2024: l’esonero era totale, eliminando completamente i contributi previdenziali.

  • Dal 2025: lo sconto sarà parziale. La percentuale verrà definita tramite decreto ministeriale entro la fine di gennaio.

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Come richiedere il Bonus Mamme 2025

 

Richiedere il Bonus Mamme è un processo semplice e veloce. Segui questi passaggi:
Comunicazione al datore di lavoro
Le lavoratrici interessate devono informare il proprio datore di lavoro dell’intenzione di usufruire del bonus.
Documentazione necessaria
È richiesto l’invio dei dati personali e dei codici fiscali dei figli per verificare i requisiti.
Conferma dei requisiti

Assicurarsi di rispettare i criteri previsti (numero di figli, limite di reddito e tipologia contrattuale).

Chi rimane escluso dal Bonus Mamme 2025?

Non tutte le lavoratrici possono accedere al bonus. Ecco chi è escluso:

  • Madri con reddito superiore a 40.000 euro annui.

  • Lavoratrici con un solo figlio.

  • Pensionate, disoccupate, colf, badanti e chi rientra nel regime forfettario.

Domande frequenti sul Bonus Mamme 2025

Chi può accedere al Bonus Mamme 2025?

Le madri lavoratrici con almeno due figli, un reddito inferiore a 40.000 euro, e un contratto idoneo.

Come cambia l’esonero contributivo nel 2025?

Diventa parziale. La percentuale di riduzione sarà stabilita da un decreto ministeriale.

Quando scade il Bonus Mamme?

Non è prevista una scadenza, ma i requisiti possono variare in base alla normativa futura.

10 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/10/bonus-mamma-arabonormannaunesco.it-10062024.jpg 800 1200 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-10 18:28:282025-01-10 18:28:28Bonus mamme lavoratrici 2025: ecco le ultime novità!
Privati

Bonus 2025: ecco l’elenco degli aiuti!

Il 2025 sarà l’anno dei bonus, alcuni sono stati confermati, altri sono nuove proposte che il governo ha messo in campo per le famiglie con redditi bassi. Ma quali sono e a quali puoi accedere in base al tuo isee?

1.000 euro per i nuovi nati

Qualche novità, per lo più delle conferme. Le misure destinate alle famiglie e a chi a figli dalla manovra si sostanziano in una serie di bonus destinati per lo più ai redditi più bassi. La prima novità è la «carta nuovi nati», una sorta di riedizione di quello che un tempo era il bonus bebè. L’agevolazione consiste in una tantum di mille euro per i neogenitori, ma solo quelli con reddito Isee fino a 40 mila euro.

Bonus nido

Con la Manovra è stato confermato anche per il 2025 il bonus nido. La novità è che per i nati dal 2024 l’importo massimo può salire a 3.600 euro se la famiglia ha Isee fino a 40 mila euro, anche in assenza di altri figli.

Fondo dote famiglia e scuole paritarie

Tra le novità per le famiglie c’è un bonus per le attività extra-scolastiche dei ragazzi delle elementari e delle medie (età 6-14 anni). Novità che anche in questo caso riguarda solo i redditi più bassi, in particolare i nuclei con Isee fino a 15 mila euro. Nella Manovra c’è anche un regalo per le scuole paritarie: il tetto delle detrazioni per chi iscrive i figli sale da 800 a 1.000. Risorse che vanno a incrementare il contributo per le paritarie che accolgono alunni con disabilità.

Bonus mamma

Tra le conferme c’è quella del bonus mamma, ovvero l’esonero contributivo per le lavoratrici del pubblico e del privato con contratto a tempo indeterminato e con almeno due figli fino ai 10 anni di età. La decontribuzione sarà estesa anche alle lavoratrici autonome con almeno due figli e un reddito fino a 40 mila euro, a patto che non rientrino nel regime forfettario. Una misura che lo scorso anno ha avuto meno successo di quanto sperato, dato che molte delle aventi diritto hanno deciso di non chiederlo perché non risultava vantaggioso. Il taglio dei contributi, infatti, non si traduce in un aumento della retribuzione netta di pari ammontare. La diminuzione della trattenuta previdenziale fa aumentare l’imponibile fiscale e di conseguenza l’Irpef da pagare. Inoltre all’aumentare del reddito lordo aumenta anche l’Isee.

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Congedo parentale

Il congedo parentale retribuito all’80% dello stipendio si allunga a 3 mesi e potrà essere usufruito dai neogenitori lavoratori dipendenti fino al sesto anno di età del bambino. Rimangono invece 10 i giornidi congedo di paternità obbligatorio.

Per l’assegno unico universale, unica misura di cui beneficiano tutti coloro che hanno figli a carico, c’è una sola novità nel 2025:non impatterà più sul calcolo dell’Isee, ma solo per quanto riguarda il bonus nido.Gli importi invece rimangono invariati. Per il nuovo anno, i genitori che già percepiscono la misura non dovranno mandare nuovamente la domanda ma sarà rinnovata automaticamente. Per aggiornare l’Isee la prossima scadenza è fissata al 28 febbraio 2025.

Bonus prima casa

Un’altra conferma è quella del bonus acquisto prima casa (per mutui superiori all’80%), destinato ai giovani che non hanno ancora compiuto i 36 anni di età nell’anno in cui l’atto viene stipulato e hanno un indicatore Isee non superiore a 40.000 euro annui.

Leggi anche bonus mobili

Detrazioni per familiari a carico

Cambiano invece le detrazioni. Con il nuovo tetto, la detrazione è di massimo 14 mila euro con redditi complessivi dai 75 mila ai 100 mila euro e 3 o più figli a carico; massimo 8 mila euro con redditi complessivi superiori a 100 mila euro (e almeno 3 figli). Sparisce inoltre la detrazione per i figli a carico oltre i 30 anni. Le detrazioni restano per i figli a carico tra i 21 e i 30 anni. Vengono eliminate anche le detrazioni per gli altri familiari a carico conviventi, esclusi gli ascendenti. Restano quindi per moglie, figli e genitori a carico, e non spettano più per tutti gli altri conviventi nel nucleo familiare. Saltano del tutto le detrazioni familiari per gli stranieri che non siano cittadini europei.

Carta dedicata a te e bonus affitto

Per i redditi Isee fino a 15 mila euro confermato anche il sostegno per la spesa. La Manovra ha rifinanziato con 500 mila euro la carta «dedicata a te» da 500 euro per l’acquisto di beni di prima necessità. Rifinanziato con altri 10 milioni il Fondo anche il fondo per chi non riesce a pagare l’affitto.

Bonus anziani

Al via da oggi, 2 gennaio 2025, il Bonus Anziani 2025 (o Assegno Universale Anziani Non Autosufficienti), un contributo mensile di 850 euro erogato dall’Inps, che potrà essere utilizzato solo per delle specifiche spese.

La misura, introdotta in via sperimentale per il biennio 2025/2026, mira ad aiutare le persone anziane in difficoltà economiche e di salute e presenta requisiti di accesso molto stringenti che ne limitano la portata. Secondo le stime, la platea del Bonus Anziani sarà di circa 25.000 persone in tutto il Paese.

Il trattamento è subordinata ad uno specifico bisogno assistenziale definito “gravissimo”, come specifica lo stesso Istituto in una nota.

Potrà farne richiesta chi:

la titolarità dell’indennità di accompagnamento (che se sospesa non consentirà di vedersi riconosciuta la prestazione).

– ha almeno 80 anni di età anagrafica;

– un Isee non superiore a 6.000 euro;

– un livello di bisogno assistenziale gravissimo, valutato agli atti dalla Commissione medico – legale dell’Inps, anche in base alle indicazioni fornite dalla Commissione Tecnico – Scientifica;;

– la titolarità dell’indennità di accompagnamento che, qualora sospesa, non consentirà di vedersi riconosciuta la prestazione.

Il Bonus Anziani sarà erogato con cadenza mensile e corrisponde a circa 850 euro al mese, che si aggiungeranno ai 531,76 euro dell’indennità di accompagnamento, per un totale di 1381,76 euro al mese. Questa somma non è tassabile e non è pignorabile. L’importo del Bonus potrà essere utilizzato solo per alcune spese.

2 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2023/10/text-bonus-office-desk-calculator-notepad-with-documents-business-concept_332544-502.jpg 1333 2000 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-02 21:14:052025-01-02 21:21:05Bonus 2025: ecco l’elenco degli aiuti!
Privati

Bonus mobili e bonus elettrodomestici: ecco la novità in arrivo.

Bonus mobili ed elettrodomestici: c’è l’ok nella manovra di Bilancio.

Tra ritardi, polemiche e problematiche, la manovra di bilancio include al suo interno un nuovo bonus elettrodomestici. Si tratta di un’agevolazione che trova la propria ragion d’essere in diversi motivi validi, poiché affianca il tradizionale aiuto alle famiglie meno abbienti per l’acquisto di beni di prima necessità a un obiettivo ambientale. Come anticipato dal Ministro del Made in Italy Adolfo Urso, infatti, il bonus elettrodomestici è ormai inserito nel testo della legge di Bilancio ed entrerà in vigore dal primo gennaio del prossimo anno.

Ma di cosa si tratta? Vediamo, tra nuovo e vecchio bonus elettrodomestici, cosa cambia concretamente tra le due agevolazioni e come funzionerà la nuova versione in vigore dal 2025.

Bonus elettrodomestici 2025, novità dalla legge di Bilancio

Con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro, prende il via la nuova generazione di aiuti per sostituire i vecchi elettrodomestici con dispositivi nuovi e virtuosi dal punto di vista ambientale. Il Ministro Urso ha più volte sottolineato che questo bonus elettrodomestici mira a favorire in modo esponenziale la produzione nazionale di questi prodotti, con effetti su tutta la filiera.

Allo stesso tempo, l’iniziativa guarda ai bisogni delle famiglie, sia in termini di sostituzione di elettrodomestici obsoleti sia nel contenimento dei consumi energetici, possibili solo attraverso apparecchiature di ultima generazione.

E naturalmente, non meno importante è la questione ambientale, poiché si incentiva il ricambio degli elettrodomestici per dotare le famiglie di prodotti più efficienti ed ecosostenibili.

In sostanza, si tratta di un mix di obiettivi, che coniuga, secondo il Ministro, le esigenze di sviluppo industriale, il sostegno alle famiglie e la transizione energetica.

Elettrodomestici, tra agevolazioni, bonus e detrazioni

Il contributo, erogato probabilmente solo per il 2025, sarà pari al 30% del costo di acquisto di un elettrodomestico che rientra nelle classi energetiche previste. Tuttavia, l’importo del bonus per ciascun elettrodomestico non potrà superare 100 euro.

Per le famiglie meno abbienti il bonus potrebbe arrivare a 200 euro. Ma in questo caso occorrerà avere un ISEE in corso di validità non superiore a 25.000 euro. La richiesta del bonus dovrebbe essere ammessa una sola volta per nucleo familiare e per un solo elettrodomestico.

Leggi anche: bonus figli 2025!

Il bonus in sintesi

Nel dettaglio, il testo della manovra stabilisce che, al fine di sostenere la competitività del sistema produttivo industriale e gli annessi livelli occupazionali. Nonché di favorire l’incremento dell’efficienza energetica domestica, la riduzione dei consumi attraverso la sostituzione dei grandi elettrodomestici a uso civile e il corretto smaltimento degli apparecchi obsoleti mediante il riciclo, viene concesso agli utenti finali, per il 2025, un contributo per l’acquisto di elettrodomestici a elevata efficienza energetica, almeno in classe B, prodotti nel territorio dell’Unione Europea, con contestuale smaltimento dell’elettrodomestico sostituito.

L’agevolazione entrerà in vigore, insieme a tutti gli altri provvedimenti della manovra di Bilancio, dal primo gennaio del 2025. Come sempre, sarà necessario attendere il relativo decreto attuativo, nel quale verranno illustrate le modalità specifiche di richiesta e di erogazione dell’incentivo.

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Si tratta dunque di un bonus legato a lavori di ristrutturazione. L’interessato doveva avviare opere di rinnovamento dell’immobile, che risultavano essere le opere “trainanti” per l’accesso al bonus mobili ed elettrodomestici. Nel nuovo bonus, invece, si parla di un ristoro del 30% della spesa sostenuta, fino a 100 euro. O 200 euro per famiglie con ISEE sotto i 25.000 euro).

La vecchia detrazione è stata nel tempo ampiamente sfruttata, sebbene l’importo del beneficio si sia ridotto progressivamente. Inizialmente, per bonus mobili ed elettrodomestici, si poteva detrarre il 50% della spesa sostenuta fino a 16.000 euro. Poi ridotti a 10.000 euro nel 2022, a 8.000 euro nel 2023 e infine a 5.000 euro nel 2024. Come per tutti i bonus casa, la detrazione era da ripartire in dieci quote annuali di pari importo.

Bonus mobili prorogato a tutto il 2025

Valido anche per tutto il 2025 il bonus mobili, la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili nuovi, come cucine, letti, armadi, cassettiere eccetera e di grandi elettrodomestici (questi ultimi di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori), destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio. La detrazione fiscale sarà in vigore fino al 31 dicembre 2025 e con limite massimo di spesa di 5mila euro.

Condizione indispensabile per avere il bonus mobili è realizzare un intervento edilizio come:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus
  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza
  • restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.
29 Dicembre 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/12/bonus-mobili-ed-elettrodomestici.jpg 562 1000 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-12-29 17:58:502024-12-29 17:58:50Bonus mobili e bonus elettrodomestici: ecco la novità in arrivo.
Privati

Bonus figli 2025: Fino a 7.000 euro di contributi!

I Bonus figli nel 2025 saranno più ricchi che mai!
Le famiglie che accoglieranno un bimbo/a potranno beneficiare di aiuti economici significativi grazie alla Manovra 2025. I supporti – che possono arrivare fino a 7.000 euro – derivano dalla combinazione di bonus, come il Bonus bebè e l’Assegno unico, e di altri contributi a livello regionale e comunale.
La Manovra 2025 arriva in un contesto di grave calo delle nascite in Italia. Secondo i dati Istat, tra gennaio e luglio 2024, sono nati 4.600 bambini in meno rispetto allo stesso periodo del 2023, con una diminuzione complessiva di circa 200.000 nascite rispetto al 2008, pari a un calo del 34%.

Assegno unico e bonus nascita

Questo trend preoccupante ha spinto il governo a intervenire con nuovi bonus per supportare le famiglie e incentivare la natalità. I I bonus previsti dalla Manovra 2025 sono, quindi, una risposta diretta a questa sfida demografica.
Il primo aiuto importante arriva con l’Assegno Unico Universale, che verrà erogato per i primi 15 mesi, a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al primo anno di vita del bambino.
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La misura è calcolata in base all’ISEE della famiglia. Se l’ISEE è inferiore ai 17.000 euro, le famiglie potranno ricevere il massimo dell’importo, che include anche i tre mesi precedenti alla nascita o all’adozione. L’assegno è maggiorato nel primo anno di vita del bambino e prevede un ulteriore incremento per le famiglie numerose.
Il secondo aiuto arriva tramite il Bonus bebè, che fornirà un contributo di 1.000 euro una tantum per ogni bambino nato o adottato. Questo bonus sarà erogato direttamente dall’INPS nel mese successivo alla nascita o adozione del bambino.
Il Bonus bebè è destinato alle famiglie con un ISEE fino a 40.000 euro. La misura sarà valida sia per il 2025 che per il 2026, con un finanziamento complessivo di 330 milioni di euro per il primo anno e 360 milioni di euro per il secondo.
Esempi di cumulo dei bonus
Vediamo come si applicano questi bonus in pratica:
  • Famiglia con figlio unico e ISEE sotto i 17.295 euro: in questo caso, l’assegno mensile per il primo anno di vita sarà di 199,40 euro. Tuttavia, grazie alla maggiorazione del 50% prevista per il primo anno, l’importo sale a 302,70 euro al mese. Su base annuale, questo significa un totale di 4.540 euro per 15 mensilità. A questi, si aggiungono i 1.000 euro del bonus bebè, portando il totale a 5.540 euro per il primo anno.
  • Famiglia con secondo figlio e ISEE sotto i 17.295 euro: nel caso di un secondo figlio, l’assegno mensile cresce grazie alle maggiorazioni previste per le famiglie numerose e arriva a 400,80 euro. Su base annuale, questo significa 6.012 euro. Sommando il Bonus bebè di 1.000 euro, l’importo totale per il primo anno è di 7.012 euro.

Bonus Asilo Nido

Con la manovra 2025,  cambia il bonus per gli asili nido, riservato alle famiglie con bambini fino a tre anni. Il bonus, che è stato rafforzato, consente di ricevere un aiuto per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati o per forme di assistenza domiciliare per i bambini con gravi patologie.

Il bonus nido viene erogato dall’Inps come rimborso della spesa sostenuta, e per il prossimo anno viene innalzato a 3600 euro per tutti quelli che hanno un Isee sotto i 40mila euro. Dal 2025 infatti viene meno un paletto che fino ad ora aveva limitato l’accesso al contributo: non è più necessario, infatti, avere un altro figlio di età inferiore ai 10 anni per ottenere il bonus.

28 Dicembre 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/10/bonus-mamma-arabonormannaunesco.it-10062024.jpg 800 1200 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-12-28 17:38:272024-12-28 17:38:27Bonus figli 2025: Fino a 7.000 euro di contributi!
Privati

Il 2025 è alle porte: a quali bonus puoi accedere?

Il 2025 è ormai alle porte e nel seguente articolo vedremo quali sono quelli ai quali, in base al tuo ISEE, puoi accedere.

Alcuni spariscono, come il bonus verde, altri entrano, come quello per i nuovi nati, e altri ancora cambiano, vedi le ristrutturazioni edilizie. Con la legge di bilancio arrivano nuovi aiuti alle famiglie che, anche se in molti casi soltanto una tantum, contribuiranno ad leggerire i bilanci, soprattutto quelli dei redditi medio bassi.

I bonus casa

Per la casa si parte da alcune certezze, che sollevano chi deve ristrutturare ma solo se prevede di concludere i lavori nel 2025. L’agevolazione per l’edilizia infatti resta al 50%, con tetto di spesa invariato a 96mila euro, ma solo l’anno prossimo e solo per le prime case. Dalle seconde case lo sconto cala al 36%, con tetto di spesa ridotto a 48.000 euro. Dal 2026 le aliquote scenderanno al 36% anche per le prime case e al 30% per le seconde, sempre se la prossima manovra non prolungherà uno dei bonus più amati e utilizzati dagli italiani. Lo stesso schema vale anche per l’ecobonus, con una stretta sulle caldaie a gasche non saranno più detraibili, per incentivare tecnologie più green come le pompe di calore. Un netto ridimensionamento arriva anche per il Sismabonus, oggi all’85%: i lavori antisismici saranno agevolati al 50% sulla prima casa e 36% sulle altre proprietà immobiliari, con ulteriore decalage nel 2026 e nel 2027. Il bonus mobili è confermato al 50%, per l’acquisto di arredo fino a 5.000 euro, e sparisce quello per rimettere a verde terrazze e giardini. In compenso, arriva la spinta a cambiare gli elettrodomestici obsoleti: un contributo di 100 euro, o 200 euro per famiglie con un Isee inferiore a 25.000 euro, per cambiare frigoriferi, lavatrici e altro purché siano prodotti in Europa e appartengano a una classe energetica alta, ovvero almeno B. Ogni nucleo potrà richiederlo per un solo apparecchio.

I bonus per la famiglia

Tra le novità assolute c’è anche il contributo una tantum per i nuovi nati, e rientra nelle politiche per incentivare la natalità. Si chiamerà “Carta per i nuovi nati” e riconosce 1000 euro ai genitori entro la soglia Isee di 40 mila euro per far fronte alle numerose spese dei primi mesi. Sempre per la stessa fascia di reddito viene esteso a tutti – e non più solo a quanti hanno un altro figlio sotto i 10 anni – il bonus nido. Chi ha figli, e un Isee sotto i 15mila euro, potrà beneficiare anche della nuova “dote famiglia”: un contributo, ancora da stabilire, per le spese per lo sport o attività ricreative di ciascun figlio tra 6 e 14 anni.

Il bonus psicologo

Confermato e rafforzato il bonus psicologo, che ha avuto una grande richiesta: nel 2025, ci saranno 1,5 milioni in più da distribuire per i rimborsi delle sedute.

Il bonus sport

Torna anche nel 2025, ma solo per soggetti titolari di reddito d’impresa, il cosiddetto ’Sport Bonus’: il credito d’imposta per le erogazioni liberali per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche. Introdotto con la legge di bilancio per il 2019, l’agevolazione fiscale è pari al 65% dell’importo erogato, da utilizzare in tre quote annuali di pari importo. Ma viene fissato un limite complessivo di 10 milioni di euro.

26 Dicembre 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2023/10/text-bonus-office-desk-calculator-notepad-with-documents-business-concept_332544-502.jpg 1333 2000 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-12-26 11:17:382024-12-26 11:17:38Il 2025 è alle porte: a quali bonus puoi accedere?
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Nuovo bonus mamme: in arrivo 1.000 euro!!!

Buone notizie per le mamme, in arrivo un nuovo bonus di 1.000 euro!!!

La terza Legge di Bilancio del governo Meloni, con uno stanziamento di 30 miliardi lordi, pone le famiglie, in particolare quelle con figli, al centro dei suoi interventi. Seguendo la linea tracciata dalla precedente manovra, questa si concentra su una serie di misure volte a fornire un sostegno concreto.

Un aspetto chiave riguarda le detrazioni fiscali, che saranno modulate in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Più numerosa sarà la famiglia, maggiori saranno le agevolazioni fiscali di cui potrà beneficiare. “Vogliamo sostenere concretamente le famiglie italiane, soprattutto quelle più numerose”, ha dichiarato una fonte vicina al Ministero dell’Economia.

Proseguendo la politica a sostegno della natalità, la Legge di Bilancio conferma e rafforza le misure sui congedi parentali. Inoltre, introduce una novità significativa: la “Carta per i nuovi nati”. Il nuovo bonus mamme consiste in una carta destinata ai genitori con ISEE inferiore a 40.000 euro e prevede un contributo di 1.000 euro per affrontare le prime spese legate alla nascita di un figlio. Si tratta di una misura che richiama il “Bonus bebè” previsto in passato da altri governi.

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Un’ulteriore misura a sostegno delle famiglie con figli è il rafforzamento del bonus per la frequenza degli asili nido. Inoltre, la nuova Legge di Bilancio corregge un errore presente nella precedente, escludendo i versamenti dell’assegno unico universale dal computo dell’ISEE. L’inclusione di questi versamenti, prevista dalla precedente manovra, aveva paradossalmente penalizzato molte famiglie, facendole risultare più ricche e privandole di altre agevolazioni.

Infine, tra le misure di carattere sociale, la Legge di Bilancio prevede il rifinanziamento con 500 milioni di euro della carta “Dedicata a te”, destinata ai nuclei familiari con ISEE inferiore a 15.000 euro. La carta, introdotta nella precedente manovra, fornisce un aiuto concreto per l’acquisto di beni di prima necessità.

Cuneo Fiscale

La manovra rende strutturali gli effetti del taglio del cuneo fiscale, confermando l’accorpamento delle aliquote Irpef già in vigore nel 2023.

Rinnovo dei contratti pubblici

Significative risorse sono destinate al finanziamento delle procedure di rinnovo dei contratti del pubblico impiego, con particolare attenzione al triennio 2025-2027.

Leggi anche: bonus asilo nido

Settore sanitario

Anche il settore sanitario beneficia di un incremento delle risorse per il rinnovo dei contratti. Nel prossimo biennio, lo stanziamento sarà allineato alla crescita del PIL nominale, assicurando così un adeguato supporto per i professionisti della salute.

Sgravi per lavoro giovanile e femminile

Nel Mezzogiorno, vengono confermati gli incentivi per l’occupazione dei giovani e delle donne, estesi anche ai contratti attivati nel biennio 2026-2027. La manovra prevede inoltre la decontribuzione per le imprese situate nelle Zone Economiche Speciali (ZES) e incentivi per l’autoimpiego nei settori strategici per la transizione digitale ed ecologica.

Fringe benefits

I fringe benefits vengono confermati per tutti gli aventi diritto, con un aumento degli importi per i nuovi assunti che trasferiscono la residenza a oltre 100 chilometri. Inoltre, per il triennio 2025-2027, si conferma la tassazione agevolata al 5% sui premi di produttività erogati dalle aziende.

17 Ottobre 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/10/bonus-mamma-arabonormannaunesco.it-10062024.jpg 800 1200 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-10-17 13:12:372024-10-17 13:12:37Nuovo bonus mamme: in arrivo 1.000 euro!!!
Generale

Bonus 100 euro a natale: ecco le ultime novità!

Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, in un intervento alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, ha spiegato che questo requisito deriva dal fatto che l’indennità nasce come “alternativa alla prevista detassazione della tredicesima mensilità”, quindi la premessa per la spettanza del bonus è che vi sia una “tassazione su un ammontare imponibile”.

Poi ha annunciato che arriverà una circolare dell’Agenzia delle entrate per chiarire esattamente se e quali tra i lavoratori che convivono in una coppia di fatto potranno accedere all’agevolazione e ha sottolineato che la misura si basa sull’impianto dell’articolo 12 del Tuir (Testo unico sui redditi), relativo alle detrazioni per carichi di famiglia, che risale agli anni ’90 e su cui “occorrerà intervenire nella prospettiva di un aggiornamento alla realtà socio-economica odierna”.

 

Il Bonus Natale e la capienza fiscale

Novità sul fronte del Bonus Natale: fra le condizioni per riceverlo, oltre ad avere un reddito fino a 28mila euro e fiscalmente a carico un coniuge e almeno un figlio, serve anche una sufficiente capienza fiscale. Lo ha specificato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo nel suo intervento di ieri alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, secondo quanto riporta il resoconto sommario della seduta

 

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Un’alternativa alla prevista detassazione della tredicesima

Questo requisito, ha spiegato Leo, deriva dal fatto che l’indennità nasce come “alternativa alla prevista detassazione della tredicesima mensilità”, quindi la premessa per la spettanza del bonus è che vi sia una “tassazione su un ammontare imponibile”

 

Non per tutte le coppie di fatto

Il viceministro ha anche chiarito che il Bonus Natale spetta alle famiglie, anche monogenitoriali con figli a carico, ma solo in caso di vedovanza o se il figlio è affidato (o adottato) a un solo genitore o se l’altro genitore non l’ha riconosciuto. In tal caso non deve essere coniugato o essere in unione registrata, pur potendo convivere con altra persona. Le stesse condizioni – ha quindi aggiunto – valgono quindi per la famiglia di fatto, non registrata. Il reddito di riferimento, ha precisato il viceministro, è quello complessivo, nel quale sono computate anche altre fonti di reddito, come ad esempio i redditi esenti dei rimpatriati, mentre non va computato il reddito della prima casa

Leggi anche: Bonus asilo nido!

L’articolo 12 del Tuir

La misura, ha spiegato il viceministro, si basa sull’impianto dell’articolo 12 del Tuir (Testo unico sui redditi), relativo alle detrazioni per carichi di famiglia. Una norma che, ha puntualizzato Leo, risale agli anni ’90 e su cui “occorrerà intervenire nella prospettiva di un aggiornamento alla realtà socio-economica odierna”. L’articolo, ha precisato, inizialmente consentiva la semplice detrazione per coniuge a carico e la detrazione per figlio a carico, mentre nel corso degli anni si è stratificata una complessità normativa volta a differenziare una molteplicità di casi distinti. Leo ha detto quindi di condividere l’esigenza di aggiornare l’impostazione, confermando la volontà del governo di procedere in tal senso e assicurando che la delega consentirà di metterci mano in modo organico e che arriverà una circolare chiarificatrice dell’Agenzia delle entrate

 

Pd: “È un Bonus vedovi”

Il Bonus Natale ha però incontrato le critiche delle opposizioni. “Dopo le dichiarazioni di Leo, possiamo cominciare a chiamare il cosiddetto ‘Bonus Natale’, ‘Bonus vedovi’. Dopo essersi accorto che venivano escluse tutte le coppie di fatto, il viceministro ora annuncia una circolare la quale chiarirà che il bonus spetterà anche ‘in mancanza del coniuge’, ovvero ai vedovi (e alle vedove) anche riaccompagnati. Alla maggioranza e al governo diciamo: fermatevi e confrontatevi con le opposizioni per fare il punto sul bonus e sulle famiglie, dal momento che i modelli di famiglia, come sa bene Giorgia Meloni, sono molti”, ha detto in una nota il senatore Daniele Manca, capogruppo del Pd in Commissione Bilancio. “Crediamo non sia il caso di fare discriminazioni su discriminazioni. La destra – aggiunge – deve prendere atto che la famiglia è cambiata, non si possono escludere le coppie di fatto. Si fermino e discutiamo seriamente su come sostenere tutte le famiglie, attraverso una revisione dell’articolo 12 del Tuir”

 

M5S: “Un pastrocchio discriminatorio e patriarcale”

“Più che bonus, quello che sta per essere confezionato nel Dl omnibus è un autentico ‘malus’ Natale. Parliamo di un pastrocchio inenarrabile, discriminatorio, patriarcale e del tutto impalpabile – attacca in una nota anche Elisa Pirro, capogruppo M5S in commissione Bilancio del Senato – Il ‘malus’ da 100 euro può essere richiesto, in base a quanto spiegato dal viceministro Leo, solo se si hanno coniuge e figli a carico e un reddito lordo non superiore a 28mila euro. Una costruzione perversa, che esclude nuclei in cui magari si percepiscono due redditi comunque sotto i 28mila euro. Da qui la caratteristica un po’ patriarcale della misura, essendo molto più numerosi i nuclei in cui l’unico reddito è quello dell’uomo. Ad ogni modo la misura è a richiesta e assolutamente circoscritta. In più sarà a saldo negativo anche per i beneficiari: quei 100 euro in più a Natale saranno presto più che fagocitati dai tagli alla sanità, alle pensioni, agli investimenti, agli interventi di protezione sociale”

 

Azione: “Il bonus Natale disincentiva il lavoro femminile”

“Il cosiddetto Buono di Natale non andrà alle famiglie dove lavorano anche le donne. Un esempio: se in una famiglia con figli lavora solo il marito con un reddito minore di 28mila euro arriva il bonus Natale. Se in una famiglia lavorano entrambi i genitori, anche se complessivamente il reddito è meno di 28mila euro, il buono non arriva – scrive sui social Elena Bonetti, vicepresidente di Azione – Cosa se ne dovrebbe dedurre? Che il governo, anche a parità di reddito, premia solo le famiglie dove le donne non lavorano e sono a carico dei mariti (o compagni). In un Paese con il basso tasso di occupazione femminile come l’Italia, si dovrebbe agire esattamente all’opposto, incentivando economicamente le donne che lavorano con basso reddito

26 Settembre 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2023/10/text-bonus-office-desk-calculator-notepad-with-documents-business-concept_332544-502.jpg 1333 2000 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-09-26 13:04:562024-09-26 13:04:56Bonus 100 euro a natale: ecco le ultime novità!
Generale

Bonus Natale 2024: ecco chi potrà beneficiare di 100 euro in più in busta paga!

Il bonus ‘Befana’ di 100 euro destinato alle famiglie con figli e alle persone che arrivano fino a 28 mila euro di reddito che doveva arrivare a gennaio, sarà anticipato a dicembre. La conferma è arrivata dal vice ministro dell’Economia Maurizio Leo. Il bonus Befana si trasforma così nel bonus Natale. “Un tema che entrerà negli emendamenti del decreto Omnibus – ha – spiegato l’esponente del governo Meloni – sarà il cosiddetto bonus Befana che ora diventerà bonus Natale nel mese di dicembre, in precedenza avevamo un problema di identificazione delle risorse ma visto che i conti pubblici stanno andando bene su versante entrate potremmo dare questi 100 euro senza effetto sulla tassazione, arrivando quindi sui 100 euro netti. Il resto del provvedimento verosimilmente entrerà in vigore dal 1 gennaio 2025″.

Leggi anche: Bonus asilo nido!

Che cos’è il bonus

Il bonus è una misura una tantum prevista nell’ambito della complessiva revisione della tassazione delle tredicesime. È riservata alle famiglie monoreddito con figli a carico. Il versamento del bonus era stato originariamente previsto per il mese di gennaio 2025, di qui la definizione di “Bonus Befana”, ma con l’intervento del governo arriverà nel mese di dicembre.

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A chi spetta

Il bonus prevede il riconoscimento della somma di 100 euro netti in busta paga ai lavoratori dipendenti: con un reddito complessivo non superiore a 28.000 euro; con un’imposta lorda, determinata sui redditi da lavoro dipendente, di importo superiore a quello delle detrazioni (chi già azzera l’imposta con le detrazioni non ha diritto al bonus); con il coniuge (non separato) e almeno un figlio entrambi fiscalmente a carico; con almeno un figlio a carico se si tratta di genitori single. Se il testo verrà confermato, non avranno diritto ai 100 euro i lavoratori senza figli e con redditi al di sotto degli 8.500 euro annui in quanto rientrano nella no tax area e per questo non pagano imposte.

19 Settembre 2024/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2023/10/text-bonus-office-desk-calculator-notepad-with-documents-business-concept_332544-502.jpg 1333 2000 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2024-09-19 20:12:442024-09-19 20:12:44Bonus Natale 2024: ecco chi potrà beneficiare di 100 euro in più in busta paga!
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