Novità: Bonus Elettrodomestici Green

La Manovra 2025 introduce un contributo per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica prodotti in Europa. Questo incentivo è pensato per sostituire apparecchi meno performanti, che devono essere smaltiti correttamente.

  • Contributo del 30% sul prezzo d’acquisto, fino a:
    • 100 euro per nucleo familiare
    • 200 euro per chi ha un ISEE inferiore a 25.000 euro
  • Applicabile a elettrodomestici di almeno classe B
  • Richiedibile una sola volta per famiglia

I dettagli operativi saranno definiti entro il 2 marzo 2025 e non serve la ristrutturazione.

Confermato il bonus mobili 2025

Anche per il 2025 è confermata la possibilità di usufruire del bonus mobili ed elettrodomestici, che prevede una detrazione del 50%. Tuttavia, ci sono alcune novità significative, tra cui un nuovo incentivo per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica prodotti in Europa.

Il bonus consiste in una detrazione Irpef del 50% per gli acquisti di elettrodomestici effettuati dal 2021 al 2025, con importi massimi di spesa che variano nel tempo:

  • 16.000 euro per il 2021
  • 10.000 euro per il 2022
  • 8.000 euro per il 2023
  • 5.000 euro per il 2024 e il 2025

La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo e riguarda l’acquisto di elettrodomestici di classe energetica minima:

  • Classe A per i forni
  • Classe E per lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie
  • Classe F per frigoriferi e congelatori

Questi elettrodomestici devono essere destinati a un immobile oggetto di ristrutturazione.

Requisiti per Accedere al Bonus Mobili

Per usufruire del bonus, l’immobile deve essere oggetto di interventi di ristrutturazione, come:

  • Manutenzione straordinaria
  • Restauro e risanamento conservativo
  • Ristrutturazione edilizia
  • Ripristino post-eventi calamitosi (con dichiarazione dello stato di emergenza)

Non sono ammesse spese relative a lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti, come tinteggiatura o sostituzione di pavimenti.

Chi Può Richiederlo

La detrazione spetta a chi ha sostenuto le spese di ristrutturazione, tra cui:

  • Proprietari o nudi proprietari
  • Titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, superficie)
  • Locatari o comodatari
  • Soci di cooperative o società semplici
  • Familiari conviventi che abbiano sostenuto le spese

I pagamenti devono essere effettuati con metodi tracciabili, come bonifici, carte di credito o debito.

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Come Richiedere il Bonus

Le spese devono essere indicate nella dichiarazione dei redditi tramite il modello 730 o Redditi Persone Fisiche. Inoltre, è necessario inviare una comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dall’acquisto, utilizzando il portale dedicato ai Bonus Casa.

Altri Bonus Confermati per il 2025

Oltre al bonus elettrodomestici, restano attivi altri incentivi:

  • Bonus anziani 2025
  • Bonus animali domestici 2025
  • Bonus asilo nido 2025
  • Detrazioni per spese scolastiche fino a 1.000 euro

Queste agevolazioni rappresentano un’opportunità per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione e sostenere spese familiari con vantaggi fiscali significativi.

Dal nuovo bonus per le attività extrascolastiche inserito nell’ultima legge di bilancio a misure già conosciute, come le carte per i neo 18enni, o agevolazioni come la detrazione delle spese scolastiche. Sono diversi i modi con cui lo Stato, a volte a livello nazionale e altre a livello locale, anche nel 2025 cercherà di dare una mano alle famiglie alle prese con il costo dell’istruzione dei propri figli. Ecco alcuni dei principali bonus studenti che ci accompagneranno nel prossimo anno

Il nuovo bonus per le attività extrascolastiche

  • La Manovra 2025 ha innanzitutto stanziato 30 milioni di euro per il fondo Dote famiglia, da cui si prenderanno le risorse per l’erogazione di una nuova misura per incentivare le attività extrascolastiche degli studenti dai 6 ai 14 anni – quindi fino alle scuole medie – in difficoltà economica. Di fatto, si concede alle associazioni, alle società sportive dilettantistiche e agli enti del terzo settore un contributo per le prestazioni erogate in favore dei giovani. Il contributo sarà stabilito da un decreto del presidente del Consiglio dei ministri e sarà riconosciuto come concorso al rimborso per le prestazioni sportive e ricreative erogate verso nuclei familiari con reddito Isee che non supera i 15mila euro.

 

Borse di studio per gli studenti atleti

  • Dal prossimo anno diventerà un po’ più facile sostenere economicamente le prospettive di carriera sportiva degli studenti delle superiori. A sostegno della loro attività agonistica, riconosciuta dalle Federazioni sportive, con la Legge di Bilancio arrivano 2 milioni di euro per il 2025, destinati a borse di studio e a finanziare il “Progetto studenti atleti di alto livello nelle scuole”. Questi ultimi potranno avere un percorso formativo personalizzato, con esami e verifiche che seguiranno il calendario agonistico federale delle gare e il calendario degli allenamenti

Bonus scuola 2024-25

Il bonus scuola 2024/25, comunemente chiamato voucher scuola o bonus libri, consiste in un aiuto economico pensato per le famiglie in difficoltà con figli studenti, al fine di sostenere il diritto allo studio e offrire buoni per l’acquisto dei libri scolastici.

Bonus scuola 2024-25: requisiti

Questo contributo può essere richiesto per l’anno scolastico 2024/2025 seguendo le normative stabilite dalla propria Regione o dal Comune di residenza. È necessario rispettare i limiti isee, che possono essere consultati sul sito web o presso la segreteria del proprio Comune.

Aiuti per pagare la mensa scolastica

  • Per aiutare le famiglie a basso reddito a sostenere le spese per l’istruzione dei figli con la Manovra arriva poi un fondo da 500mila euro per il contrasto della povertà alimentare a scuola. Verranno erogati contributi ai nuclei che non riescono a pagare le rette per la mensa nelle scuole primarie

 

Potenziato il fondo per gli alloggi universitari

  • Anche per gli studenti universitari aumentano gli stanziamenti: un milione di euro in più andrà al fondo per gli alloggi dei fuori sede provenienti da famiglie con Isee sotto i 20mila euro

 

Sale la detrazione per le scuole paritarie

  • E ancora, con la Legge di Bilancio, per chi iscrive i figli alle paritarie sale da 800 a mille euro il tetto delle detrazioni per le rette

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La detrazione per le spese di istruzione

  • Oltre alle novità introdotte dalla Manovra, si potrà sempre contare sulla tradizionale detrazione al 19% delle spese sostenute per l’istruzione (da portare quindi nel 730), dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado e fino a università, corsi di specializzazione, dottorati di ricerca e master.
  • Elenca alcune spese detraibili il sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che cita ad esempio quelle per le tasse di iscrizione e frequenza, i contributi versati per i corsi e laboratori di lingue, teatro, musica, il trasporto scolastico (anche se fornito da soggetti esterni alla scuola), le gite scolastiche, le attività culturali e ricreative svolte per ampliare l’offerta formativa, la mensa (sia se il servizio è prestato dalla scuola ovvero fornito dal Comune o da altri Enti).
  • Non sono detraibili, invece, le spese per l’acquisto dei libri di testo, di materiali di cancelleria, di zaini, astucci e cartelle

 

Il limite di spese detraibili

  • Non esiste un limite generale per le spese di istruzioni. La soglia massima, precisa il Ministero, “varia in base al tipo di scuola frequentata”. Ad esempio: per gli asili nido il limite dell’importo detraibile è di 632 euro per ciascun figlio (quindi la detrazione massima ammonta a 120 euro all’anno), mente per le università pubbliche non c’è un limite massimo di spesa

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La Carta Cultura Giovani e la Carta del Merito

  • In assenza di dichiarazioni in senso contrario, anche il prossimo anno proseguirà l’esperienza della Carta Cultura Giovani e della Carta del Merito. La prima consiste in un bonus di 500 euro, caricati su una prepagata, destinati a chi ha nucleo familiare con Isee entro i 35mila euro, da spendere per tutta una serie di attività culturali (biglietti di cinema e teatro, corsi di lingua, acquisto di libri e così via). La seconda, sempre di 500 euro, è riservata invece agli studenti che, non oltre l’anno di compimento del diciannovesimo anno di età, conseguono diploma finale con una votazione di 100 o 100 e lode

 

Bonus Erasmus

  • Per il 2025 sono stati stanziati 7 milioni di euro per finanziare le borse di studio, fino a un massimo di mille euro, degli studenti universitari che intendono partire con l’Erasmus

 

Attenzione ai bonus locali

  • Diverse Regioni mettono poi a disposizione dei propri cittadini alcuni bonus che non esistono a livello nazionale. Si possono citare ad esempio i bonus per l’acquisto dei libri di testo scolastici e quelli per gli abbonamenti del trasporto pubblico locale.

Una delle priorità sociali ed economiche del nostro Paese è legata alle agevolazioni destinate a mitigare il calo della natalità. Per contrastare l’inverno demografico che ormai da anni interessa l’Italia sono state messe in campo diverse misure di sostegno alle famiglie i cosiddetti bonu bimbi. E da quest’anno c’è una novità: il Bonus Bebè 2025.

Chiamato anche Bonus Nascita 2025, va ad aggiungersi ad altre misure complementari, come l’Assegno Unico Universale e il Bonus asilo nido. Leggi nel nostro articolo di cosa si tratta, chi ne ha diritto e cosa comportano i recenti aggiornamenti per chi vuole richiedere il Bonus Bebè.

Bonus Bebè 2025: torna il contributo per i nuovi nati

La vitalità di una nazione passa per tante variabili differenti, tra cui il ricambio generazionale. Poiché l’Italia è notoriamente uno dei Paesi al mondo con un’aspettativa di vita più alta e una popolazione molto anziana, attualmente ferma a crescita zero, per investire sul futuro è necessario sostenere chi decide di avere figli.

Il Bonus Bebè, introdotto per la prima volta nel 2003 e poi messo in stand-by, puntava proprio a diventare un incentivo concreto alla natalità. Nel 2022 avevamo però assistito a una piccola rivoluzione, culminata nel cosiddetto Assegno unico universale, nato per accorpare:

  • Bonus Bebè
  • Bonus Mamma Domani
  • Assegno per le famiglie composte da almeno tre minori
  • Assegni familiari per le famiglie
  • Detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni

La legge di bilancio 2025 ha però reintrodotto un extra che sarà molto apprezzato: il Bonus Bebè 2025 (o “Carta per i nuovi nati”). Si tratta di un bonus una tantum pari a 1000 euro erogato per ogni figlio nato o adottato quest’anno. L’Esecutivo ha stanziato 330 milioni di euro per il 2025, ma prevede di innalzare le risorse a 360 milioni di euro per l’anno prossimo.

Come funziona il Bonus Bebè

Possono accedere al Bonus Bebè 2025 solo le famiglie con ISEE inferiore a 40.000 euro. A tal proposito, l’ISEE viene calcolato al netto dell’Assegno Unico Universale, che resta in vigore anche quest’anno. Il contributo per le nuove nascite viene corrisposto il mese dopo la data di nascita o adozione ed è escluso dalla formazione del reddito complessivo ai fini fiscali.

Possono ricevere il Bonus Bebè i genitori residenti in Italia che appartengono a una delle seguenti categorie:

  • Cittadini italiani o di un altro Paese europeo
  • Familiari dei cittadini europei con diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente
  • Cittadini non europei con permesso di soggiorno UE per lungo periodo, permesso unico di lavoro o permesso di soggiorno per motivi di ricerca

Come fare domanda per il Bonus Bebè 2025

Al momento non sono state ancora specificate le modalità per richiedere il Bonus Bebè 2025: possiamo ipotizzare però che funzioni come per l’Assegno Unico Universale e che la domanda vada presentata direttamente sul sito INPS. L’accesso al sito è possibile tramite le credenziali SPID, CIE o CNS, seguendo l’apposita procedura telematica. In alternativa, si può contattare il numero verde INPS o rivolgersi a un CAF.

Come funziona e a chi spetta l’assegno unico universale

L’Assegno Unico Universale, richiedibile a partire dal settimo mese di gravidanza o anche in caso di adozione, è stato istituito per semplificare le procedure di assistenza alle famiglie, un po’ come avviene per alcune forme di welfare che non sono soggette a tassazione.

L’assegno unico si applica a lavoratori dipendenti (pubblici e privati), lavoratori autonomi, pensionati, disoccupati e inoccupati. L’INPS lo eroga per i figli a carico nelle seguenti situazioni:

  • Figli minorenni, dal settimo mese di gravidanza
  • Figli maggiorenni fino a 21 anni che:
    – Studiano (università, scuola, formazione professionale)
    – Fanno il servizio civile
    – Lavorano con reddito sotto 8.000 euro annui
    – Sono disoccupati e cercano lavoro
  • Figli con disabilità, senza limiti d’età

Per ricevere l’Assegno, il richiedente deve soddisfare questi requisiti:

  • Essere cittadino italiano o UE con diritto di soggiorno
  • O essere cittadino non-UE con permesso di soggiorno di lungo periodo
  • O avere un permesso di lavoro/ricerca di oltre 6 mesi
  • Pagare le tasse in Italia
  • Risiedere in Italia da almeno 2 anni e avere un contratto di lavoro di minimo 6 mesi

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Gli importi dell’Assegno Unico Universale

L’Assegno Unico Universale, a cui si affiancano il Bonus Bebè 2025 e altre iniziative assimilabili, varia in base all’ISEE della famiglia richiedente. Per quest’anno ci sono alcune importanti novità, tra cui la semplificazione delle procedure di richiesta (soprattutto per chi ha un ISEE inferiore a 25.000 euro) e un aumento delle somme.

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Da febbraio 2025 la somma base sale a 57,45 euro al mese, mentre quella massima ammonterà a 200,99 euro per ogni figlio, con una rivalutazione dello 0,8%. In aggiunta, l’Assegno Unico Universale 2025 non incide più sul calcolo dell’ISEE, ma solo sull’accesso al Bonus Bebè 2025 e al Bonus asilo nido. Sono poi previste ulteriori somme per le seguenti categorie:

  • Famiglie numerose
  • Mamme di età inferiore a 21 anni
  • Figli disabili
  • Famiglie in cui entrambi i genitori lavorano

L’Assegno viene corrisposto a chi ne ha diritto tramite bonifico, sempre che sia stato indicato l’IBAN in fase di domanda, e in contanti presso il proprio ufficio postale. In ogni caso, è necessario presentare tutta la documentazione richiesta all’INPS. I documenti necessari sono i seguenti:

  • Documento di identità e codice fiscale del genitore richiedente
  • Codice fiscale del minore o dei minori per cui si richiede la prestazione
  • Codice fiscale dell’altro genitore
  • ISEE in corso di validità
  • IBAN del genitore richiedente su cui effettuare il pagamento della prestazione

Requisiti e durata dell’Assegno Unico Universale 2025

L’Assegno Unico Universale può essere percepito fino al 21° anno di età di ogni figlio e viene erogato ogni mese. Per quanto riguarda l’ISEE non esiste una soglia massima: chi percepisce un reddito superiore a 40.000 euro può ricevere la somma minima. Tuttavia, a partire dal compimento dei 18 anni dei figli, l’assegno viene ridotto.

Assegno di maternità 2025

La Manovra ha confermato anche l’assegno di maternità 2025. Si tratta di un aiuto alle famiglie, rivolto a tutte le madri che non possono accedere ad altre modalità di sostegno, ad esempio l’indennità di maternità dell’INPS. Sebbene sia erogata proprio dall’INPS, viene però concessa dai Comuni.

La domanda deve essere presentata al Comune in cui si risiede insieme alla Dichiarazione sostitutiva in merito al proprio nucleo familiare e all’autocertificazione in cui si dichiara di non essere percettori di altri bonus maternità e di rispettare pienamente i requisiti richiesti.

Chi ha diritto all’assegno di maternità

Al momento l’assegno di maternità di base corrisposto mensilmente in caso di nuove nascite, affidamenti preadottivi e adozioni avvenuti durante tutto l’anno ammonta a 404,17 euro per cinque mesi (il totale è di 2.020,85 euro). Tuttavia, si attende la rivalutazione dell’INPS con un eventuale aumento.

Un altro parametro importante per accedere all’assegno di maternità è l’ISEE del nucleo familiare richiedente, che non deve superare la soglia di 20.221,13 euro. In aggiunta, bisogna anche:

  • risiedere nel Comune che concede l’Assegno;
  • convivere con il figlio per cui si è richiesto l’Assegno;
  • essere cittadine italiane o avere un permesso di soggiorno regolare.

Bonus asilo nido 2025

Confermato il Bonus asilo nido anche per il 2025, dopo il potenziamento dell’anno scorso. Il contributo è pensato per alleggerire i costi necessari per l’iscrizione dei bambini ai nidi pubblici o privati.

Il bonus può essere richiesto da chi ha figli sotto i tre anni ed è residente in Italia. In più, è necessario presentare l’ISEE, che determina gli importi. Si va da 1.500 euro all’anno per chi ha un ISEE superiore a 40.000 fino a 3.000 euro per i nuclei con ISEE inferiore a 25.000 euro.

Congedo parentale

Il congedo parentale 2025 rappresenta un tema di grande interesse per genitori, lavoratori e aziende. Le recenti modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 hanno portato importanti novità, rendendo necessaria una guida completa e aggiornata per comprendere al meglio come funziona, chi ne ha diritto e come gestirlo.

Che cos’è il congedo parentale?

Il congedo parentale è un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto ai genitori per prendersi cura dei propri figli nei primi anni di vita. Questo diritto, regolamentato dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, si applica sia ai genitori biologici che ai genitori adottivi o affidatari.

A differenza di altri permessi o aspettative, il congedo parentale è retribuito, con modalità che variano in base alla durata e alla tipologia del congedo richiesto. Il periodo massimo complessivo è di 10 mesi da suddividere tra madre e padre, con la possibilità di estenderlo a 11 mesi se il padre usufruisce di almeno tre mesi di congedo. Inoltre, è possibile richiederlo entro il compimento dei 12 anni del bambino, garantendo flessibilità per conciliare esigenze lavorative e familiari.
 
Non va confuso con il congedo di maternità o di paternità obbligatori.
  • Congedo di maternità: è un periodo obbligatorio di 5 mesi per le lavoratrici (2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo), con un’indennità pari all’80% della retribuzione.

  • Congedo di paternità obbligatorio: riconosciuto ai padri per un totale di 10 giorni retribuiti al 100%, da fruire entro i primi 5 mesi di vita del bambino.

 

Le novità del congedo parentale nel 2025

Con l’introduzione della Legge di Bilancio 2025, sono state apportate alcune modifiche rilevanti al congedo parentale facoltativo, soprattutto in termini di retribuzione e durata dei benefici economici.

Cosa cambia nel 2025:
  • Retribuzione maggiorata all’80% per tre mesi A partire dal 2025, l’indennità massima dell’80% della retribuzione, in precedenza limitata a 2 mesi, è stata estesa a 3 mesi. Questa novità si applica solo se il congedo viene richiesto entro i primi 6 anni di vita del bambino.

  • Indennità al 30% per i successivi mesi Dopo i primi 3 mesi, i genitori potranno beneficiare di una retribuzione al 30% per altri 6 mesi, rispettando comunque i limiti complessivi di durata del congedo.

  • Congedo non retribuito Per i periodi di congedo eccedenti i mesi retribuiti, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro, ma non percepirà alcuna indennità economica, salvo particolari condizioni reddituali.

  • Tutele per i genitori unici In caso di genitori single, il diritto al congedo parentale complessivo è esteso fino a 11 mesi, garantendo un supporto più ampio in contesti familiari complessi.

Come richiedere il congedo parentale nel 2025

La richiesta del congedo parentale deve essere effettuata tramite i servizi telematici dell’INPS. Per accedere alla piattaforma è necessario utilizzare uno dei seguenti strumenti di autenticazione:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale);

  • CIE (Carta d’Identità Elettronica);

  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

La prima mensilità dell’assegno unico è stata erogata a partire dal 20 gennaio 2025 alle famiglie che hanno già ricevuto la prestazione nei mesi scorsi e per i quali la rata non ha subito nessuna variazione. Mentre se l’assegno è stato oggetto di un conguaglio, a credito oppure a debito, o se si è in attesa della prima mensilità, il pagamento avverrà entro la fine del mese.

Il comunicato dell’inps

Come spiegato dall’Inps, a gennaio l’erogazione delle prime rate avverrà con qualche giorno di ritardo. Infatti, a partire dal 1° gennaio 2025, l’Istituto ha aderito al nuovo sistema Re.Tes. (Reingegnerizzazione delle procedure di Tesoreria) della Banca d’Italia, relativo ai servizi della Tesoreria dello Stato, con l’obiettivo di snellire le procedure amministrative allineandole con l’evoluzione dei sistemi e degli strumenti di pagamento. A causa dei tempi necessari per l’abbinamento dei primi flussi al nuovo sistema telematico per le operazioni di pagamento delle prestazioni non pensionistiche, l’accredito dell’Auu di questo mese è slittato di qualche giorno.

La Manovra economica, approvata lo scorso dicembre, ha introdotto qualche novità per quanto riguarda l’assegno unico 2025.  La cifra verrà maggiorata del 50% durante il primo anno di vita del bambino e, in generale, l’erogazione non impatterà più sul calcolo dell’Isee, ma solo quanto riguarda le richieste per il bonus nido.

Come nel 2024, anche quest’anno per i genitori con figli che già percepiscono la misura non sarà necessario rifare domanda: verrà rinnovata automaticamente. Mentre, per quanto riguarda l’Isee aggiornato da ottenere per poter ricevere l’importo che spetta di diritto, la data di scadenza fissata per il rinnovo dell’attestato è il 28 febbraio 2025.

Il calendario dei pagamenti e le date

Anche l’assegno di questo mese verrà erogato in due tranche:

dal 20 gennaio a coloro che lo hanno già ricevuto nei mesi scorsi e non hanno subito variazioni nell’importo rispetto a dicembre;
nell’ultima settimana di gennaio a chi ha subito modifiche nell’importo rispetto a dicembre oppure a chi riceve la prestazione per la prima volta.

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Come controllare i pagamenti dell’Assegno Unico Inps

Per controllare le date di accredito dell’assegno unico, gli importi che spettano a ciascuna famiglia e le eventuali variazioni è necessario:

accedere alla sezione personale “Fascicolo previdenziale del cittadino” del portale Inps;
una volta dentro, cliccare sulla voce “Prestazione”;
cliccare sulla voce “Pagamenti”;
selezionare l’anno in corso, il 2025.
Non bisogna rifare domanda per l’Assegno Unico dal 2025 (soltanto il nuovo isee)

Nel 2025, per i genitori con figli che già percepiscono l’assegno unico non sarà necessario rifare domanda: la misura verrà rinnovata automaticamente.

Mentre, per quanto riguarda l’Isee aggiornato da ottenere per poter ricevere l’importo che spetta di diritto, la data di scadenza fissata per il rinnovo dell’attestato è il 28 febbraio 2025. Entro questa data bisognerà aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) che servirà per ottenere il nuovo Indicatore.

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In caso di mancato di rispetto della scadenza, a partire da marzo la famiglia continuerà a ricevere l’assegno ma con l’importo ridotto al minimo. Se l’Isee verrà rinnovato entro il 30 giugno 2025, allora l’Auu verrà ricalcolato e l’Inps accrediterà gli arretrati.

Assegno Unico potenziato dopo l’approvazione della Manovra, cosa cambia

L’Auu 2025 sarà un po’ più corposo per molte famiglie. Infatti, la Manovra economica, approvata lo scorso dicembre, ha introdotto diverse novità. In particolare, la cifra verrà maggiorata del 50% durante il primo anno di vita del bambino portando il contributo mensile a oltre 300 euro per le famiglie con un reddito Isee fino a 40.000 euro.

Inoltre, è previsto un lievissimo aumento generale degli importi grazie alla rivalutazione dello 0,8% basata sull’indice Istat. Dunque, l’assegno base salirà da 57,2 a 57,45 euro per le famiglie con un Isee superiore a 45.574,96 euro, o per quelle che non presentano l’Isee, mentre l’importo massimo passerà da circa 199,40 a 200,99 euro per i nuclei familiari con un Isee fino a 17.227,33 euro.

 

Solitamente, la notifica relativa all’arrivo del pagamento dell’Assegno Unico è mostrata dall’app IO entro il 15 del mese, ma in questo caso si sta registrando un ritardo. Lo stesso vale per l’accredito del bonifico, che tarderà alcuni giorni rispetto al solito. A chiarire la situazione è un comunicato ufficiale.

Pagamento in ritardo per l’Assegno Unico

Ecco il comunicato pubblicato da INPS, che scioglie ogni dubbio in merito alla causa e alle tempistiche. Fa riferimento al nuovo sistema Re.Tes. (Reingegnerizzazione delle procedure di Tesoreria) della Banca d’Italia, a cui ha aderito l’Istituto. È descritto come una moderna architettura informatica, introdotta con l’obiettivo di snellire le procedure amministrative allineandole con l’evoluzione dei sistemi e degli strumenti di pagamento.

Il ritardo nell’invio delle notifiche e nell’accredito dell’Assegno Unico (Assegno Unico e Universale per i figli a carico) di gennaio 2025 è dovuto proprio ai tempi necessari per l’abbinamento dei primi flussi al nuovo sistema telematico per le operazioni di pagamento delle prestazioni non pensionistiche.

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Accrediti sui conti correnti dal 20 gennaio

Non ci sarà comunque molto da aspettare: la data da cerchiare in rosso sul calendario è quella del 20 gennaio. A partire da lunedì, e nel corso della prossima settimana, chi ne ha diritto riceverà la somma direttamente sul proprio conto corrente.

Come l’ISEE influenza l’importo dell’Assegno

L’importo dell’Assegno Unico è calcolato in base al valore dell’ISEE del nucleo familiare:

  • ISEE inferiore a 17.090,61 €: Accesso all’importo massimo, pari a 199,40 € per ogni figlio minore.
  • ISEE superiore a 45.574,96 € o assenza di ISEE: Importo minimo garantito, pari a € 57,00 per ogni figlio.

Sono previste maggiorazioni in casi specifici:

  • Figli con disabilità: Incrementi significativi indipendentemente dall’età.
  • Nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo) o nuclei con quattro o più figli con genitori titolari di reddito da lavoro
  • Figli con età inferiore ad un anno.
  • Figli con età compresa tra uno e tre anni (nuclei con tre o più figli e Isee fino all’importo di € 45.574,96)

L’Assegno unico per i figli a carico può essere richiesto anche in assenza di ISEE o con ISEE superiore alla soglia di 45.574,96 euro. In queste circostanze, sarannocorrisposti gli importi minimi previsti dalla normativa.

E’ in vigore dal 2 gennaio 2025 la nuova  Prestazione Universale per anziani non autosufficienti erogata dall’INPS in base all’articolo 34 del decreto legislativo 29/2024. Si tratta di un contributo economico che ingloba l’indennità di accompagnamento e un contributo spese  per l’assistenza  ad anziani non autosufficienti. La misura è sperimentale  per gli anni 2025 e 2026.

L’istituto ha recentemente fornito le istruzioni dettagliate sui requisiti, molto stringenti,  l’importo e le modalità per fare domanda.

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1) Bonus anziani non autosufficienti: cos’è, a quanto ammonta

Dal 2 gennaio l’INPS,  provvederà ad erogare, in via sperimentale, il nuovo bonus  per gli anziani, denominato ufficialmente  Prestazione Universale, destinata agli ultraottantenni non autosufficienti e subordinata ad uno specifico bisogno assistenziale definito “gravissimo”.

Il periodo di sperimentazione andrà dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026.

Il riconoscimento della Prestazione Universale assorbe la fruizione delle

  1. indennità di accompagnamento (legge 18/1980) e 
  2.  prestazioni  di assistenza sociale fornite dagli ATS  (articolo 1, comma 164, legge 234/2021).

La Prestazione Universale sarà erogata con cadenza mensile ed è composta da:

  1. una quota fissa monetaria, corrispondente all’indennità di accompagnamento (legge 11 febbraio 1980, n. 18);
  2. una quota integrativa, definita “assegno di assistenza”, pari ad euro 850 mensili,  come contributo al costo del lavoro di cura e assistenza, svolto da lavoratori domestici  o l’acquisto di servizi destinati al lavoro di cura e assistenza, forniti da imprese qualificate.

ATTENZIONE La quota fissa e la quota integrativa sono liquidate mediante due pagamenti separati:

  1. la quota fissa viene erogata secondo le modalità già in uso per il pagamento dell’indennità di accompagnamento;
  2. la quota integrativa viene erogata tramite specifico pagamento predisposto tramite la piattaforma “Prestazione Universale”.

L’INPS provvederà al monitoraggio della spesa al fine di un’eventuale rideterminazione dell’importo mensile della quota integrativa, qualora si verifichi uno scostamento fra il numero di domande pervenute e le risorse finanziarie individuate dal legislatore.

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2) Prestazione universale anziani. i requisiti

Il riconoscimento della prestazione universale per gli anziani è subordinato al possesso dei seguenti requisiti:

  1. età anagrafica pari o superiore agli 80 anni;
  2. un livello di bisogno assistenziale gravissimo, valutato agli atti dalla Commissione medico-legale dell’INPS, anche in base alle indicazioni fornite dalla Commissione tecnico-scientifica nominata il 16 ottobre 2024 con DM n. 155/2024 e approvate con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 19 dicembre 2024;
  3. un valore ISEE  sociosanitario ordinario, in corso di validità, non superiore a euro 6.000;
  4. la titolarità dell’indennità di accompagnamento (art. 1, comma 1, della legge 11 febbraio 1980, n. 18) attiva. In caso di sospensione non sarà  riconosciuta la prestazione Universale.

Nello specifico per il liello di bisogno assistenziale gravissimo la legge  indica i seguenti casi:

  •  persone in condizione di coma, Stato Vegetativo (SV) oppure di Stato di Minima Coscienza (SMC) e con punteggio nella scala Glasgow Coma Scale (GCS)<=10;
  •  persone dipendenti da ventilazione meccanica assistita o non invasiva continuativa (24/7);
  •  persone con grave o gravissimo stato di demenza con un punteggio sulla scala Clinical Dementia Rating Scale (CDRS)>=4;
  •  persone con lesioni spinali fra C0/C5, di qualsiasi natura, con livello della lesione, identificata dal livello sulla scala ASIA Impairment Scale (AIS) di grado A o B. Nel caso di lesioni con esiti asimmetrici ambedue le lateralità devono essere valutate con lesione di grado A o B;
  •  persone con gravissima compromissione motoria da patologia neurologica o muscolare con bilancio muscolare complessivo <= 1 ai 4 arti alla scala Medical Research Council (MRC), o con punteggio alla Expanded Disability Status Scale (EDSS) >= 9, o in stadio 5 di Hoehn e Yahr mod;
  •  persone con deprivazione sensoriale complessa intesa come compresenza di minorazione visiva totale o con residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione o con residuo perimetrico binoculare inferiore al 10 per cento e ipoacusia, a prescindere dall’epoca di insorgenza, pari o superiore a 90 decibel HTL di media fra le frequenze 500, 1000, 2000 hertz nell’orecchio migliore;
  •  persone con gravissima disabilità comportamentale dello spettro autistico ascritta al livello 3 della classificazione del DSM-5;
  •  persone con diagnosi di Ritardo Mentale Grave o Profondo secondo classificazione DSM-5, con QI<=34 e con punteggio sulla scala Level of Activity in Profound/Severe Mental Retardation (LAPMER) <= 8;
  •  ogni altra persona in condizione di dipendenza vitale che necessiti di assistenza continuativa e monitoraggio nelle 24 ore, sette giorni su sette, per bisogni complessi derivanti dalle gravi condizioni psicofisiche.

INPS precisa che si considera “persona con disabilità gravissima” chi necessita di assistenza continua 24 ore su 24,  anche da più persone  contemporaneamente, l’interruzione della quale, anche per un periodo molto breve, può portare a complicanze gravi o anche alla morte.

3) Prestazione universale anziani: come fare domanda

La domanda potrà essere presentata online all’INPS a partire dal 2 gennaio 2025, tramite la pagina “Decreto Anziani – Prestazione Universale”,

  • sia personalmente, con la propria identità digitale, che
  • tramite i patronati.

Il bonus tiroide 2025, Comunemente (ed impropriamente) denominato Bonus Tiroide, il sostegno in oggetto è in realtà una forma di assegno di invalidità, che si rivolge alle persone affette da tiroidismo. Non tutti sanno infatti che il tiroidismo è una patologia che talvolta può assumere connotazioni cliniche aspre e severe, che vanno a invalidare la quotidianità di una persona. Per questo motivo, chi è affetto da una patologia medio-grave può contare sull’assegno di invalidità.

Bonus tiroide: come ottenere l’invalidità civile

Ottenere l’invalidità civile per la tiroide non si differenzia dall’iter da seguire per tutte le altre patologie. Il soggetto interessato deve presentare domanda di invalidità, a seguito della quale verrà effettuato ad opera di una commissione medica, un accertamento. La finalità di tale accertamento è quella di verificare il diritto alla prestazione da parte del richiedente. Per ottenere la prestazione, il medico di base inoltra a INPS un certificato introduttivo contenente tutta la documentazione a testimonianza del disturbo da cui è affetto il paziente. Dopo di che, inizierà il normale iter di accertamento che, se avrà esito positivo, porterà all’erogazione della prestazione.

Invalidità per tiroide: quali percentuali e a quanto ammonta?

Per ottenere l’invalidità relativa alla malattia tiroidea, la percentuale di invalidità riconosciuta dalla Commissione deve essere superiore al 73%. Una invalidità tra il 74%-99% dà appunto diritto all’assegno mensile di assistenza, a condizione che però il reddito personale non superi circa 5.391,88 euro annui (valore aggiornato al 2024). L’ammontare della prestazione è di:

  • 286,01 euro per una percentuale di invalidità tra il 74% ed il 99%;
  • 550 euro per un’invalidità del 100%

Inoltre, il percettore potrebbe avere altresì diritto a permessi speciali per legge 104 e altre agevolazioni riservate a chi è affetto dalla sua patologia. Vediamo quali.

Tiroide e permessi speciali

La persona affetta da tiroidismo può anche contare sulla possibilità di chiedere permessi speciali, come riposi giornalieri di 1 o 2 ore; oppure di 3 giorni di permesso frazionabili in ore. Ha altresì diritto a rifiutare mansioni notturne, e a rifiutare trasferimenti.

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Tiroidismo: sintomatologia e impatto sulla sfera lavorativa e sociale

Il tiroidismo è, ancora oggi, tra le patologie “invisibili” spesso minimizzate, e sulle quali si è creata negli anni molta poca consapevolezza. Sebbene lo spettro sia ampio e il ventaglio di sintomatologie e gravità delle stesse sia molto variegato, per molti può rappresentare davvero una sfida quotidiana, che mette a repentaglio il benessere psicofisico individuale. Quando la tiroide non funziona correttamente, può causare una serie di disturbi che influiscono profondamente sulla qualità della vita. Le due principali disfunzioni tiroidee sono l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo, condizioni opposte ma entrambe debilitanti in egual modo. L’ipotiroidismo si manifesta con un rallentamento del metabolismo, causando sintomi come stanchezza cronicaaumento di peso, intolleranza al freddo e depressione. Può influire sulla pelle, rendendola secca, sui capelli, che tendono a cadere, e sul sistema digestivo, provocando spesso stitichezza. Nei casi più gravi, un ipotiroidismo non trattato può portare a complicanze come il mixedema, una condizione grave e potenzialmente letale.

L’ipertiroidismo, al contrario, accelera il metabolismo e provoca sintomi come perdita di peso, irritabilità, tachicardia e sudorazione eccessiva. Nei casi più avanzati, viene spesso associato al morbo di Basedow. Altri disturbi della tiroide includono il gozzo,  che si manifesta con un ingrossamento della ghiandola stessa, portando problemi di deglutizione e  respirazione, e i noduli tiroidei, che possono essere benigni o maligni e necessitano di una valutazione medica approfondita. Queste condizioni, sebbene comuni, sono spesso sottovalutate o diagnosticate tardivamente, con conseguenze significative sulla salute fisica e psicologica delle persone colpite. Per questo motivo, è fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e del trattamento delle malattie tiroidee. Screening regolari, un’attenzione ai sintomi e una maggiore consapevolezza possono fare la differenza nel garantire una qualità di vita migliore a chi ne è affetto.

La Legge di Bilancio per il 2025, approvata dal Consiglio dei Ministri il 15 ottobre 2024, non disdegna di attenzioni le famiglie italiane. Tra queste quelle beneficiarie della “Carta Dedicata a Te”. Questa misura di sostegno, già in vigore nel 2023 e 2024, viene confermata anche per il prossimo anno. Ciò grazie a un nuovo stanziamento pari a 500 milioni di euro, che permetterà di erogare un ulteriore credito economico alle famiglie in difficoltà.

La “Carta Dedicata a Te”, ricordiamo, rappresenta uno strumento fondamentale di sostegno economico.

Carte dedicata a te: funzionamento semplice

Un aspetto interessante di questo strumento è la semplicità di accesso: i beneficiari non devono presentare alcuna domanda per ottenerla. L’INPS, infatti, si occupa di identificare le famiglie idonee in base a criteri specifici, trasmettendo successivamente le informazioni ai comuni di residenza.

Sono questi ultimi che notificano direttamente agli aventi diritto la disponibilità della carta presso gli uffici postali. Questo processo automatico e privo di burocrazia rappresenta un notevole vantaggio, poiché consente una distribuzione rapida e agevole del beneficio.

La “Carta Dedicata a Te” opera in maniera simile a una tradizionale carta Postepay, permettendo agli utenti di utilizzarla presso tutti gli esercizi commerciali convenzionati per acquistare beni di prima necessità. È inoltre utilizzabile per il rifornimento di carburante, così come per l’acquisto di abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico, un’opzione particolarmente utile per chi necessita di spostarsi quotidianamente.

Ricarica automatica per chi già in possesso

Nonostante la facilità d’uso, la carta 2024 presenta alcune limitazioni che i beneficiari devono tenere a mente. In primo luogo, il primo acquisto deve essere effettuato entro il 16 dicembre 2024. Trascorsa questa data senza utilizzo, la carta verrà disattivata automaticamente e i fondi associati andranno persi. Un’altra scadenza importante riguarda la spesa totale del saldo residuo: i beneficiari dovranno utilizzare l’intero importo entro il 28 febbraio 2025, poiché oltre tale data il credito inutilizzato non sarà più disponibile.

Per chi ha già beneficiato della “Carta Dedicata a Te” in precedenza, l’accredito del nuovo importo è stato automaticamente sulla stessa carta, senza necessità di ulteriori passaggi o richieste. Questa continuità nell’erogazione del supporto ha rappresentato un elemento cruciale, poiché ha evitato complicazioni e ritardi, permettendo alle famiglie di accedere tempestivamente ai fondi a loro destinati.

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La proroga della misura nel 2025

Aspetto significativo della legge di bilancio è la conferma di questo strumento di sostegno economico anche per il prossimo anno. Il governo ha deciso di stanziare ulteriori risorse per un totale di 500 milioni di euro. Garantendo così la possibilità di una nuova ricarica per i beneficiari della “Carta Dedicata a Te” anche nel 2025.

Questo finanziamento aggiuntivo non solo consentirà alle famiglie che già usufruiscono della misura di continuare a ricevere il supporto, ma potrebbe estendere il beneficio anche a nuove famiglie che, per vari motivi, nel 2024 non erano rientrate nei requisiti necessari. L’obiettivo principale della manovra è quello di sostenere un numero sempre maggiore di famiglie italiane, offrendo un aiuto concreto in un momento storico caratterizzato da incertezze economiche e difficoltà crescenti per i nuclei familiari più fragili.

Carta dedicata a te anche nel 2025: risvolti positivi della misura

La conferma della “Carta Dedicata a Te” nella Legge di Bilancio 2025 rappresenta una scelta di politica sociale estremamente importante.

In un contesto in cui molte famiglie devono affrontare quotidianamente il problema del caro vita e dell’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, questa misura fornisce un sostegno immediato e tangibile.

Oltre ad alleviare il peso delle spese quotidiane, la carta consente anche di mantenere un livello minimo di benessere e dignità per le famiglie più vulnerabili. La possibilità di destinare parte del credito al trasporto pubblico o al carburante, inoltre, è un’aggiunta significativa. In quanto agevola gli spostamenti per lavoro o per altre necessità, riducendo ulteriormente il carico economico sulle famiglie.

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In generale, la misura non solo fornisce un sollievo finanziario immediato, ma contribuisce anche a ridurre le disuguaglianze sociali, offrendo a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro reddito, l’accesso ai beni di prima necessità. Inoltre, attraverso l’inclusione di nuove famiglie nel 2025, il governo dimostra di essere attento alle esigenze della popolazione, ampliando il raggio d’azione del sostegno economico.

La “Carta Dedicata a Te” offre 500 euro alle famiglie in difficoltà economica. La carta è utilizzabile solo per beni essenziali, carburante e trasporto pubblico. Il primo utilizzo deve avvenire entro il 16 dicembre 2024, pena disattivazione. Nuove risorse nel 2025 garantiranno una ricarica aggiuntiva per le famiglie beneficiarie. La misura contribuisce a ridurre disuguaglianze sociali e a sostenere il potere d’acquisto.

Anche per il 2025 è stato rinnovato e potenziato il bonus asilo nido! In questo articolo vedremo quali importi potrai percepire e la modalità per farne richiesta.

Una legge del 2016 (la numero 232 al comma 355 dell’articolo 1) ha introdotto, ormai da tempo, un contributo erogato dall’INPS per il pagamento delle rette di frequenza di asili nido pubblici e privati nonché per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche: il bonus nido.

Il contributo è stato poi rinnovato di anno in anno, confermato dalle diverse manovre finanziarie, compresa la Legge di bilancio 2025, che ha rinnovato e introdotto alcune novità al bonus.

La domanda di bonus nido dev’essere trasmessa all’INPS, nel rispetto delle indicazioni operative annualmente fornite con apposito messaggio:

  • con riguardo al contributo per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido, dal genitore / affidatario che ne sostiene l’onere;
  • con riferimento al contributo per l’utilizzo di forme di supporto presso la propria abitazione, dal genitore / affidatario convivente con il figlio per il quale è richiesta la prestazione.

L’importo del contributo (ribattezzato Bonus Nido) spetta in misura diversa a seconda dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE minorenni) in corso di validità.

La manovra di bilancio 2025, in vigore dallo scorso 1° gennaio interviene in materia di Bonus nido (articolo 1, commi 210 e 211), da un lato aumentando l’autorizzazione di spesa e, dall’altro, eliminando il requisito legato alla presenza di un ulteriore figlio di età inferiore ai dieci anni necessario per poter ottenere il contributo maggiorato.

Importi Bonus Nido 2025

L’ammontare del Bonus Nido è, come anticipato, diverso a seconda dell’ISEE minorenni, in corso di validità, del nucleo familiare, in particolare:

  • un importo massimo di 3.000 euro con ISEE minorenni in corso di validità fino a 25.000,99 euro;
  • un importo massimo di 2.500 euro con ISEE minorenni in corso di validità da 25.001 a 40.000 euro;
  • un importo massimo di 1.500 euro in presenza di un ISEE minorenni in corso di validità superiore a 40 mila euro ovvero di:
    • Assenza di ISEE minorenni;
    • ISEE con omissioni e / o difformità dei dati del patrimonio mobiliare e / o dei dati reddituali auto-dichiarati;
    • ISEE discordante;
    • ISEE minorenni non calcolabile.

Bonus nido maggiorato 2025: a chi spetta

Nella versione della Legge numero 232/2016 (articolo 1, comma 355), precedente alle modifiche operate dalla Manovra 2025, in presenza dei seguenti requisiti:

  • Figli nati a decorrere dal 1° gennaio 2024;
  • Nuclei familiari con un valore dell’ISEE fino a 40 mila euro;
  • Nuclei in cui sia già presente almeno un figlio di età inferiore ai dieci anni;

il Bonus Nido è elevato di un importo pari a 2.100,00 euro.

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La legge di bilancio 2025, con l’articolo 1, comma 210, elimina il riferimento ai nuclei familiari in cui sia “già presente almeno un figlio di età inferiore ai dieci anni”, quale requisito necessario per poter accedere al contributo maggiorato. Restano invece vigenti le altre condizioni legate all’ISEE e ai figli nati a decorrere dal 1° gennaio 2024.

Ne consegue che, alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge di bilancio 2025, i nuclei familiari in cui risultano:

  • nuovi nati a decorrere dal 1° gennaio 2024;
  • ISEE minorenni fino a 40 mila euro;

possono ottenere un contributo sia per il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati che per l’utilizzo di forme di supporto domiciliare, maggiorato di 2.100,00 euro e, pertanto, con i seguenti importi massimi:

  • 3.600 euro con ISEE minorenni in corso di validità fino a 40 mila euro (Bonus Nido maggiorato);
  • 1.500 euro con ISEE minorenni superiore a 40 mila euro (Bonus Nido non maggiorato).

L’importo massimo di 1.500,00 euro spetta altresì nelle ipotesi di:

  • assenza di ISEE minorenni;
  • ISEE recante omissioni e / o difformità dei dati del patrimonio mobiliare e / o dei dati reddituali auto-dichiarati;
  • ISEE discordante.

Aumento fondi 2025

A seguito dell’abrogazione del requisito legato alla presenza di un figlio di età inferiore ai dieci anni il Bonus Nido maggiorato conosce un’estensione della platea dei potenziali beneficiari. Per questo motivo la Manovra 2025, grazie all’articolo 1, comma 211, aumenta l’autorizzazione di spesa (di cui all’articolo 1, comma 355 citato) di:

  • 97 milioni di euro per l’anno 2025;
  • 131 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 194 milioni di euro per l’anno 2027;
  • 197 milioni di euro per l’anno 2028;
  • 200 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2029.

Come richiedere il Bonus nido 2025

Per poter presentare le domande di contributo per l’anno 2025 (anche alla luce delle modifiche introdotte dall’ultima legge di bilancio) è necessario attendere l’apposito messaggio con cui l’INPS comunica l’aggiornamento della piattaforma telematica (presente sul portale “inps.it – Sostegni, Sussidi e Indennità – Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione”) messa a disposizione dall’Istituto per l’invio delle istanze.

Assegno unico fuori dal calcolo ISEE

Un’ulteriore novità introdotta dalla Manovra 2025 e suscettibile di influenzare l’erogazione del Bonus Nido è quella contemplata dall’articolo 1, comma 209 della stessa Legge numero 207/2024.

Nello specifico si dispone che, per la determinazione dell’ISEE utile ai fini dell’attribuzione del contributo, non rilevano le erogazioni relative all’Assegno Unico e Universale.

Per effetto di quanto descritto, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 355, Legge numero 232/2016 è incrementata di 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2025.

Il calo di Nvidia trascina il comparto dopo l’annuncio di nuove restrizioni americane sull’export di chip. Petrolio in aumento con le nuove sanzioni Usa a Mosca. Vola il gas ad Amsterdam. Dollaro ai massimi in due anni con l’euro sotto 1,02 per la prima volta da novembre 2022. Lo spread si allarga nel finale a 124 punti base.

Chiusura in rosso per le borse europee in un clima di difficoltà generale sui mercati, appesantiti dai timori di un ritorno di fiamma dell’inflazione americana e di un rallentamento dei tagli dei tassi da parte della Fed. A Wall Street i tre indici principali hanno ormai cancellato i guadagni ottenuti dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 5 novembre, complice anche il rialzo dei rendimenti dei titoli del Tesoro (ai massimi da fine 2023), mentre l’aumento dei prezzi energetici, innescato dalle nuove sanzioni Usa contro la Russia, alimenta la paura che l’inflazione torni a rialzare la testa allontanando ulteriormente la nuova sforbiciata da parte della banca centrale europea. Gli investitori, già preoccupati da un mercato del lavoro forte in Usa, attendono quindi in settimana i dati sull’inflazione americana e le dichiarazioni dei governatori della banca centrale per poter avere elementi utili a intuire quale sarà il percorso della Fed sui tassi nel 2025. In calo anche Wall Street, che ha azzerato i guadagni realizzati subito dopo la vittoria di Donald Trump.

Wall Street in calo, azzera guadagni post vittoria Trump

Si muovono in calo gli indici a Wall Street, all’inizio di una settimana che prevede molti dati economici, tra cui quelli sull’inflazione di dicembre, e il via alla stagione delle trimestrali, con i resoconti finanziari delle grandi banche. Sotto pressione i titoli del settore chip, dopo che l’amministrazione Biden ha annunciato nuove e ampie restrizioni sull’esportazione di chip avanzati per l’intelligenza artificiale prodotti da Nvidia Corp – 2,37% e altre aziende, con l’obiettivo di limitare la loro vendita a Paesi non alleati degli Stati Uniti. I tre maggiori indici (Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq) sono reduci da due settimane consecutive in calo e hanno ormai cancellato i guadagni ottenuti dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 5 novembre, complice anche il rialzo dei rendimenti dei titoli del Tesoro, ai massimi dalla fine del 2023.

A Milano in testa Amplifon, St soffre con il tech

A Piazza Affari Amplifon chiude in testa al listino principale in rialzo del 2,5%, dopo che gli analisti di Intermonte hanno alzato la raccomandazione sul titolo a “outperform” e il target price a 33 euro dai 28 precedenti. Acquisti anche sui titoli energetici, spinti dal rialzo dei prezzi del greggio: Tenaris termina a +1% come Snam, +0,9% per Eni. Bene inoltre UniCredit (+0,7%), Bper (+0,7%) e Moncler (+0,6%). Chiude in rialzo dello 0,3% Tim, in vista della decisione del giudice sul contenzioso promosso da Vivendi sulla vendita della rete. Sul fronte opposto, soffre il comparto tech in scia a Nvidia – 2,37% St chiude così a -2,6%.

Prezzi in calo per i titoli di Stato dell’eurozona scambiati sul secondario telematico Mts con la conseguenza di una risalita dei rendimenti che ha caratterizzato i principali sovrani dell’area. I BTp in particolare con la conseguenza che lo spread con i Bund è tornato ad allargarsi. Nel finale il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005560948) e il Bund di pari scadenza si allarga a 124 punti base rispetto ai 121 indicati in avvio (stesso livello del closing di venerdì. Il rendimento dei decennali italiani prosegue la risalita e si attesta nel finale al 3,83% dal 3,81% di stamani e 3,77% al closing di venerdì scorso.

BTp: assegnati 2,75 mld a 3 anni e 3 mld a 7 anni

Il Tesoro ha collocato complessivamente 5,75 miliardi di euro nell’asta BTp a 3 e 7 anni: in crescita di circa mezzo punto percentuale i rendimenti. In particolare, la terza tranche del BTp 2,70% con scadenza 15 ottobre 2027 ha ricevuto ordini per 4,548 miliardi di euro ed è stata assegnata per complessivi 2,75 miliardi di euro: il rendimento si è attestato al 2,85%, pari a 49 punti base in più rispetto all’asta precedente. Il Tesoro ha poi assegnato 3 miliardi di euro della quarta tranche del BTp 3,15% con scadenza 15 novembre 2031 a fronte di una domanda di 4,879 miliardi: il rendimento lordo è stato del 3,49%, pari a un incremento di 57 punti base sull’asta precedente.

Dollaro ai massimi in due anni, euro sotto 1,02

Sul mercato valutario, il dollaro è sui massimi da due anni contro le altre principali valute. L’euro incrocia il biglietto verde a 1,0193 da 1,0230 venerdì in chiusura, scendendo sotto quota 1,02 dollari per la prima volta dal novembre 2022. La moneta unica vale anche 160,73 yen (da 161,49), mentre il rapporto dollaro/yen è a 157,44 (da 157,60). Continua a perdere terreno la sterlina, che sconta i timori sull’economia britannica: la divisa inglese vale 1,2129 dollari, sui minimi da novembre 2023, ed è indicata a 0,8419 per un euro (da 0,8372 venerdì in chiusura).

Petrolio in rialzo, vola il gas

In rialzo i prezzi del petrolio dopo l’annuncio di nuove sanzioni Usa nei confronti della Russia, che potrebbero pesare sull’offerta globale: il future febbraio sul Wti sale del 3% verso i 79 dollari al barile e il Brent marzo di circa 2 punti a 81,3 dollari. Vola il prezzo del gas naturale:ad Amsterdam il mercato di riferimento segna +7,5% a 48,4 euro al megawattora.