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Assegno unico 2023: ecco gli importi dell’assegno a partire da gennaio

L’assegno unico ha, fin dalla sua nascita a marzo 2022, destato grandissimo interesse nei cittadini, essendo diventato l’unico e solo aiuto dei quali possono beneficiare, i genitori,  per i propri figli fino al compimento dei 18 anni di età (21 se studenti) e disabili senza limite di età. Fino a tale data infatti erano previsti Bonus nascita, bonus bebè, detrazioni per figli a carico e assegni familiari.

Con l’entrata in vigore dell’assegno unico, dette appunto universale, tutti gli aiuti sono stati inglobati in questo.

Proprio per questo motivo uno degli aspetti di maggiore interesse della manovra di bilancio è il potenziamento dell’assegno unico. Il Governo Meloni ha deciso di intervenire, a partire da gennaio 2023, con la maggiorazione del 50% dell’importo per le famiglie con figli a carico. Una misura che varrà per tutti per il primo anno di vita del bambino.

Da gennaio l’assegno unico subirà un aumento, in attesa dell’adeguamento all’inflazione,  da 50 a 75 euro al mese per le soglie minime. Il massimo salirà invece fino a 262,5 euro.

L’assegno è garantito in misura minima a tutte le famiglie con figli a carico, anche in assenza di Isee o con Isee superiore alla soglia di euro 40mila.

L’aumento previsto è del 50% dell’importo dell’assegno per le famiglie con 3 figli o più per tre anni, in presenza però di un requisito essenziale: un Isee fino a 40mila euro. Al momento, per ciascun figlio minorenne o con disabilità, senza limiti d’età, è stato stabilito un importo di 175 euro mensili per Isee fino a 15mila euro. La somma si riduce gradualmente per livelli di Situazione Economica Equivalente superiori, rimanendo poi costante fino ad arrivare e poi superare il tetto Isee di 40mila euro.

Il governo ha stanziato 610 milioni di euro per coprire gli aiuti relativi. I beneficiari sono circa 520mila con bambini sotto i 3 anni d’età, 369mila bambini con meno 12 mesi e 150mila bambini sotto i 3 anni nati in famiglie numerose. Nell’arco del 2022 hanno beneficiato dell’assegno circa sei milioni di nuclei. La spesa totale considerando anche le spese alla famiglia e alla natalità, arriva a quasi 1,5 miliardi di euro.

Vediamo gli aumenti

Dal 1° gennaio 2023, gli importi subiranno un aumento del 50 % come sotto spercificato:

  • per ciascun figlio di età inferiore a un anno, indipendentemente dal reddito;
  • per i nuclei familiari con tre o più figli, per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni, a condizione che l’Isee sia fino a 40mila euro.

L’importo minimo aumenterà dunque di 25 euro, passando da 50 euro a 75 euro, mentre quello massimo dovrebbe attestarsi a 262,5 euro, con un aumento netto di 87,5 euro. A partire da gennaio, potrebbe esserci un ulteriore aumento, rapportato all’inflazione che potrebbe arrivare a sfiorare l’8%.  Di seguito forniamo delle simulazioni (non ufficiali) di quanto potrebbe aumentare l’agevolazione:

  • fino a 15mila euro: aumento di 87 euro al mese (+1.050 euro l’anno);
  • fino a 20mila euro: aumento di 75 euro al mese (+900 euro l’anno);
  • fino a 25mila euro: aumento di 62,5 euro al mese (+750 euro l’anno);
  • fino a 30mila euro: aumento di 50 euro al mese (+600 euro l’anno);
  • fino a 35mila euro: aumento di 37,5 al mese (+450 l’anno);
  • fino a 40mila euro e oltre: aumento di 25 euro al mese (+300 euro l’anno).
10 Dicembre 2022/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/inps-repertorio-3.jpg 563 1000 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2022-12-10 22:01:352023-01-05 19:01:27Assegno unico 2023: ecco gli importi dell’assegno a partire da gennaio
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Bonus psicologo, accolte 41mila domande! 1 su 10

Le domande di sessioni di psicoterapia con il bonus psicologo presentate all’Inps sono state in totale 395.604. Le istanze accolte sono 41.657 distribuite su base regionale, quindi solo una persona su 10 usufruirà del contributo. Lo riferisce l’INPS, comunicando di aver approvato le relative graduatorie regionali per l’assegnazione del beneficio. Le domande, sottolinea l’Inps sono state accolte sulla base della percentuale di budget assegnato regionalmente all’indennità, con priorità per gli Isee più bassi, mentre a parità d’Isee, si è seguito il criterio cronologico di presentazione delle istanze.

Per verificare se l’stanza sia stata accolta o meno, il richiedente potrà verificare sul sito dell’Inps l’esito della richiesta presentata e, in caso positivo, l’importo assegnato e il codice univoco da utilizzare entro 180 giorni per usufruire del bonus e sostenere le sessioni di psicoterapia. Al momento della prenotazione della seduta, il beneficiario deve comunicare il codice al professionista, che provvederà ad associarlo al beneficiario al momento della prenotazione della seduta nel servizio online.

Il contributo massimo spettante è di 50 euro a seduta con un massimo di 12 sedute per la spesa complessiva di 600 euro. Visto l’elevato numero di domande trasmesse, potrà essere soddisfatta circa una domanda su dieci, essendo state stanziati solo 25 milioni, nonostante l’incremento che si ha avuto con l’ultimo decreto aiuti.

Ricordiamo infine che il beneficio è destinato ai soggetti con Isee non superiore ai 50mila euro e serve per sostenere le spese di assistenza psicologica di coloro che, nel periodo delicato della pandemia e della correlata crisi economica, hanno visto accrescere le condizioni di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica.

10 Dicembre 2022/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/PsicologoPsicologa.jpg 790 1200 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2022-12-10 12:14:242023-01-05 19:09:04Bonus psicologo, accolte 41mila domande! 1 su 10
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Bonus genitori separati 2022/2023: fino a 800 euro!

E’ stato finalmente approvato il nuovo bonus fino a 800 euro al mese per genitori separati o divorziati, che si trovano in difficoltà economica a seguito della crisi derivata dall’emergenza sanitaria da Covid. Il Decreto attuativo è approdato in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2022.

Si tratta del contributo economico introdotto dal Decreto sostegni e confermato dalla Legge delega fiscale per aiutare i genitori a continuare a versare gli assegni di mantenimento per i figli.

Ecco tutte le informazioni sul bonus per genitori divorziati e separati 2022, quali sono i requisiti specifici e le regole per fare domanda.

Il bonus 800 euro genitori separati è un aiuto economico destinato a chi ha almeno un figlio ed è separato o divorziato. Il fine è sostenere persone separate o divorziate che, a causa della riduzione, sospensione o perdita del lavoro dovute agli effetti dell’emergenza Covid, non riescono a garantire la continuità del versamento degli assegni di mantenimento dovuti.

E’ stato quindi istituito un Fondo per i genitori lavoratori separati o divorziati che prevede una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro riassegnati al 2022, da utilizzare per concedere un bonus dal valore massimo di 800 euro mensili. Il è decreto attuativo è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale con le regole e i requisiti. Ora si attendono solo le istruzioni operative su cui vi aggiorneremo appena ci saranno novità.

I requisiti sono diversi e riguardano i figli per cui si ha diritto al mantenimento, il genitore destinatario del mantenimento e l’altro genitore che, a causa dell’emergenza Covid, non ha potuto provvedervi tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022. Vediamo nel dettaglio quelli che sono i requisiti dei figli e del richiedente.

  • minori o maggiorenni portatori di handicap grave. L’handicap è considerato grave quando la persona necessita di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione;
  • conviventi con il genitore richiedente al momento della mancata percezione dell’assegno di mantenimento e successivamente all’8 marzo 2020 (inizio del lockdown a fronte dell’emergenza pandemica).

il genitore obbligato a corrispondere il mantenimento:

  • deve aver cessato, ridotto o sospeso la propria attività lavorativa a decorrere dall’8 marzo 2020 per minimo 90 giorni;
  • aver ridotto il reddito di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del  2019.

Altro requisito è lo “stato di bisogno” Ciò vuol dire che il reddito del richiedente nell’anno di mancata o ridotta corresponsione del mantenimento deve essere inferiore o uguale a 8.174,00 euro. Il contributo è erogato esclusivamente ai genitori che non abbiano ricevuto l’assegno di mantenimento o lo abbiano ricevuto in maniera parziale nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022, data nella quale è venuto a cessare lo stato di emergenza, quindi per un periodo limitato.

Come già ampiamente detto l’importo massimo erogabile è di 800 euro mensile e servirà a coprire anche in parte il mantenimento. Se ad esempio il genitore, a fronte di un assegno di 500 euro, è riuscito a versarne 300, il contributo spettante sarà di 200 euro.

Il bonus genitori separati e divorziati è corrisposto in unica soluzione, in misura, come abbiamo visto, pari all’importo non versato dell’assegno di mantenimento di cui è titolare il richiedente, fino a concorrenza di euro 800,00 mensili, e per un massimo di 12 mesi.

Per accedere al beneficio bisognerà presentare l’apposita domanda bonus 800 euro genitori separati. Per le specifiche della richiesta si dovrà attendere un apposito avviso.

Di seguito, presumibilmente, quelli che saranno i dati della richiesta:

  • le generalità e i dati anagrafici del richiedente;
  • l’importo dell’assegno di mantenimento di cui è titolare il richiedente, relativo al periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022, e l’ammontare delle somme non versate;
  • il reddito percepito
  • l’indirizzo di posta elettronica ordinaria o certificata a cui l’interessato intende ricevere ogni comunicazione relativa al monitoraggio della pratica.
  • gli estremi del proprio conto corrente bancario o postale;
7 Dicembre 2022/1 Commento/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/img-bonus.jpg 500 1000 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2022-12-07 16:30:512023-01-05 19:21:13Bonus genitori separati 2022/2023: fino a 800 euro!
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La manovra è rosa: dalle pensioni, ai beni per donne e bambini fino all’assegno unico. Ecco tutto quello che prevede la manovra di bilancio!

Il testo della manovra appena approdato in Parlamento per l’iter di approvazione prevede una serie di misure disseminate nei 174 articoli che compongono il puzzle degli stanziamenti da 35 miliardi di cui 1,5 destinato alle politiche per la famiglia e per le donne in particolare.

Opzione donna

Innanzitutto c’è Opzione donna, speciale riferimento previdenziale che prevede il vincolo dei figli e si è fatto strada tra uno stop&go e un altro: l’anticipo dell’uscita dal lavoro osserverà il criterio del numero della prole per Opzione donna che viene prolungata di un anno ma alle donne caregivers, quelle cioè che assistono coniuge o parente con handicap, che risultano con una invalidità civile superiore o uguale al 74% e alle lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese con aperto un tavoli di crisi (in quest’ultimo caso l’uscita è a 58 anni).

Resta fermo a 35 anni il requisito contributivo, mentre quello anagrafico sale di fatto a 60 anni con “sconti” sulla base della “prole”: due anni (uscita a 58 anni) per tutte le lavoratrici con almeno due figli; un anno (59 anni) per quelle con un solo figlio.

Assegno universale unico

Ecco i preannunciati aumenti sull’assegno unico: gli importi vengono versati ai genitori dal 7° mese di gravidanza della madre al compimento del 21° anno di vita dei ragazzi. Le maggiorazioni del 50% per il primo figlio scatterà dal 1 gennaio e solo fino al compimento del primo anno di vita. Stessa cosa per i nuclei dal terzo figlio in su fino al compimento dei tre anni e a condizione che l’Isee non sfori il tetto dei 40mila euro. Per fare qualche esempio, fino al primo anno di vita del bambino, l’assegno di 50 euro previsto per i nuclei con più di 40mila euro passerà a 75 euro, mentre gli assegni fino a 15mila euro di Isee cresceranno da 175 euro a 262,5. L’altra novità, annunciata da Meloni, è il sostegno strutturale della misura per i ragazzi con disabilità.

Congedi parentali

Aumentati anche i congedi parentali, attualmente previsti in via facoltativa per i genitori nei primi 12 anni di vita dei figli. Il precedente governo li aveva portati da 6 a 9, non variando l’indennizzo che infatti era fissato al 30 per cento della retribuzione. La novità contenuta in manovra prevede un mese in più, usufruibile esclusivamente dalla madre lavoratrice che per questo solo mese aggiuntivo potrà godere di una retribuzione dell’80% (e non 30%) usufruendone fino al sesto anno di vita del bambino incluso.

Beni per donne e per neonati

Novità anche sul versante dell’Iva: scende dal 10% al 5% quella su assorbenti e tamponi, mentre passa dal 22% al 5% l’Iva sul latte in polvere o liquido per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini nella prima infanzia (condizionato per la vendita al minuto). Ecco gli altri prodotti scontati: preparazioni alimentari di farine, semole, semolini, amidi, fecole o estratti di malto per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini, condizionate per la vendita al minuto; pannolini per bambini; e infine i seggiolini per bambini da installare nelle auto.

3 Dicembre 2022/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/img-bonus_bolletta.jpg 800 1200 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2022-12-03 10:14:432023-01-04 16:05:22La manovra è rosa: dalle pensioni, ai beni per donne e bambini fino all’assegno unico. Ecco tutto quello che prevede la manovra di bilancio!
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Partita iva per influencer: quale regime fiscale e quante tasse si pagano?

Regime forfettario per influencer

Vista come una delle professioni nuove nate grazie al mondo digitale, la figura dell’influencer si è ormai affermata a tutti gli effetti. Chi svolge questo tipo di attività in maniera continuativa e abituale, ha necessità di aprire la Partita IVA, Codice composto da 11 cifre che identifica precisamente una determinata impresa. La sequenza numerica è preceduta dalla sigla identificativa del Paese in cui si esercita l’attività d’impresa e adottare il Regime fiscale. Il Regime fiscale rappresenta l’insieme di documenti e comportamenti da tenere, previsti dalla normativa, che garantiscono il rispetto delle regole fiscali. Nell’ordinamento italiano sono presenti un regime che più fa al caso tuo.

Tra i Regimi che puoi scegliere, il regime forfettario potrebbe essere quello più conveniente per te, ma devi assicurarti di non rientrare in nessuna causa di esclusione. Nel seguente articolo andiamo ad analizzare i vari aspetti di questo Regime, al fine di fornirti una panoramica completa e guidarti al meglio nella tua scelta.

Codice Ateco per influencer

Prima di aprire la tua Partita Iva presso un professionista abilitato, è necessario individuare il codice ATECO- Esso è un codice alfanumerico assegnato nel momento in cui si apre una Partita Iva ed è specifico per la tipologia di attività che si che identifica la tua attività. Essendo quella dell’influencer un’attività nata recentemente, non c’è ancora un Codice Ateco ad hoc che la qualifica, ma la tua scelta dovrà ricadere tra i seguenti:

  • 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie
  • 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari.
  • 74.90.99 – Altre attività professionali nca.

Tutti questi Codici Ateco hanno come coefficiente di redditività pari al  78%. Tale coefficiente è fondamentale nel Regime forfettario, perché applicato ai ricavi per la cessione di beni o la prestazione di servizi, che caratterizzano l’attività d’impresa. che hai conseguito nell’anno, ti fornisce il reddito imponibile.

Il reddito imponibile è la base sulla quale si calcolano imposte e contributi da versare. Nel Regime Forfettario, il reddito imponibile si ottiene dall’applicazione del coefficiente di redditività sul volume di affari.

Calcolo dell’imposta per influencer in Regime forfettario

Se decidi di adottare il forfettario per la tua attività di influencer, sarai soggetto ad un’un’unica imposta sostitutiva del 15%

Se hai appena aperto la Partita Iva, puoi ottenere la riduzione dell’imposta al 5% per i primi 5 anni ma a certo condizioni precise. Tale imposta è detta sostitutiva perché va proprio a sostituire le classiche imposte del regime ordinario.

Ti riportiamo qui di seguito un esempio, supponendo che i tuoi ricavi come influencer ammontino a 20.000 euro e tu non abbia i requisiti per accedere alla riduzione dell’imposta al 5%.

Vediamo insieme alcuni esempi pratici:

Ricavi: 20.000 euro
Coefficiente di redditività: 78%
Reddito imponibile: 15.600 euro (20.000 x 78%)

Imposta sostitutiva € 15.600 x 5%= 780 euro

Calcolo dei contributi per influencer in Regime forfettario

I contributi che dovrai versare variano a seconda che tu abbia aperto la Partita Iva come influencer sono i seguenti:

  • Se il tuo reddito va da 0 a 15.953euro, dovrai versare circa 3.840 euro di contributi fissi;
  • Se il tuo reddito, invece, supera i 15.953 euro, oltre i contributi fissi sul minimale, dovrai versare quelli sul reddito eccedente, con l’aliquota del 24,09%.

Potrai inoltre richiedere la riduzione del 35% dei contributi inps , con la possibilità però di vederti ridotte anche le settimane accreditate ai fini pensionistici.

Se invece hai aperto la Partita Iva come influencer Professionista, dovrai iscriverti alla gestione separata inps e versare i contributi nella percentuale del 25,98% sul tuo reddito imponibile. Questo vuol dire che se un anno i tuoi ricavi saranno pari a zero, non dovrai versare alcun contributo.

Ti riportiamo qui di seguito due esempi, per farti capire meglio il meccanismo della contribuzione.

Influencer Commerciante:

Ricavi: 30.000 euro
Coefficiente di redditività: 78%
Reddito imponibile: 23.400 euro (30.000 x 78%)
Imposta sostitutiva del 5%: 1.170 euro (23.400 x 78%)
Contributi fissi + Contributi eccedenti il minimale: 1.794 euro (23.400 – 15.953 x 24,09%)

Influencer Professionista:
Ricavi: 30.000 euro
Coefficiente di redditività: 78%
Reddito imponibile: 23.400 euro (30.000 x 78%)
Imposta sostitutiva del 5%: 1.170 euro (23.400 x 78%)
Contributi previdenziali del 25,72%: 6.079,32 euro (23.400 x 25,98%)

30 Novembre 2022/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/11/download.png 168 300 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2022-11-30 21:40:462022-12-10 10:31:03Partita iva per influencer: quale regime fiscale e quante tasse si pagano?
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Bonus cinema: cos’è, come funziona e come ottenerlo

La pandemia di Covid-19 ha dato causato gravi danni economici a livello globale, in Italia negli ultimi due anni sono stati erogate diverse indennità con l’obbiettivo di fronteggiare la crisi e aiutare i soggetti, le famiglie e le imprese più in difficoltà. L’ultima proposta in termini di incentivi è il bonus cinema, annunciato nelle scorse ore dal nuovo ministro della Cultura del governo Meloni, Gennaro Sangiuliano.

Con uno stanziamento da 10 milioni di euro l’aiuto economico punta a riportare le persone nelle sale cinematografiche italiane, dando una nuova spinta ad un settore messo in ginocchio negli ultimi quasi tre anni. La somma era stata stabilita dal precedente Ministro della cultura Dario Franceschini nel decreto del 17 maggio 2022, convertito poi in legge il 15 luglio 2022.

Aiutare il comparto della cultura e dello spettacolo italiano a risorgere dopo la pandemia è una mossa necessaria, visti anche gli ultimi dati diffusi dalla SIAE. Si stima, infatti, che nel 2021 il numero totale degli spettatori sia drammaticamente sceso, passando da 306 milioni nel 2019 a 84 milioni, con una spesa al botteghino di 870 milioni di euro circa, rispetto ai 2,7 miliardi registrati l’anno precedente. Ora l’offerta dei film in sala è in crescita, ma non basta: gli spettatori infatti sono aumentati solo del 4,5%.

Bonus Cinema: cos’è e chi può richiederlo

Il bonus cinema proposto dal nuovo governo permetterà a tutti i cittadini di ottenere una riduzione sul prezzo finale del biglietto pari a 3-4 euro. In una una nota del ministero della cultura si legge:

È una goccia nel mare per riportare le persone in sala, ma dalle piccole cose cominciano le grandi.

Lo sconto previsto dal bonus cinema approvato dal neo Ministro Sangiuliano sarà disponibile per tutti i cittadini in possesso dello SPID,  a patto che il costo totale del ticket non superi i 6-7 euro, e verrà applicato direttamente al botteghino prima della proiezione del film scelto fino all’esaurimento dei 10 milioni di euro previsti.

Per ciascun tagliando staccato in un arco temporale di tre mesi, lo Stato riconosce un contributo all’esercente pari a 3 euro. In base a questo meccanismo, il prezzo finale del biglietto richiesto allo spettatore sarà non superiore a 4 euro. – Comunicato Stampa Beni Culturali

Bonus Cinema: come funziona e come richiederlo

Quindi per ottenere il bonus cinema gli spettatori dovranno accedere al sistema di riconoscimento digitale inserendo le proprie credenziali. A questo punto verrà generato un coupon di durata limitata sotto forma di Qr Code, che dovrà essere presentato in cassa per usufruire dell’agevolazione.

Secondo quando dichiarato dal Ministro della Cultura, le sale italiane sono già dotate di tutte le tecnologie necessarie per gestire un meccanismo così strutturato.

27 Novembre 2022/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/11/cinema-movie-background-popcorn-filmstrip-clapboard-tickets-movie-time-background_41737-248.jpg 625 626 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2022-11-27 11:08:102023-01-04 16:06:26Bonus cinema: cos’è, come funziona e come ottenerlo
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Nuova social card 2023: isee in aumento da 7000 a 15000 euro!!!

Una nuova social card arriva nel 2023, secondo quanto disposto nella manovra di bilancio Si tratta della carta risparmio spesa ideata dal governo Meloni, a vantaggio dei redditi più bassi e che prevede buoni spesa per ogni famiglia, vincolati all’acquisto di alcuni prodotti presso negozi convenzionati.

Il principio ricorda il funzionamento della carta acquisti ma con alcune differenze sostanziali. Infatti, la nuova carta risparmio è gestita direttamente da ogni comune e non tramite bonifico bimestrale dall’Inps.

Inoltre, non sono previste limitazioni dal punto di vista anagrafico (la carta acquisti invece è in esclusiva riservata a under 3 e over 65) e la soglia Isee è decisamente più elevata, 15.000 euro, rispetto ai 7.000€ circa previsti dalla carta acquisti.

Addio carta acquisti, arriva la Carta Risparmio Spesa: come funziona

Uno degli obiettivi principali del programma di Governo, è quello di calmierare i prezzi dei beni di prima necessità, visti i rincari generalizzati sull’intero territorio nazionale e l’inflazione dilagante al 12%.

Oltre al taglio dell’Iva, arriva una carta risparmio spesa che servirà in esclusiva per potersi recare al supermercato, o altre tipologie di negozi convenzionati, ma limitatamente ad alcuni prodotti essenziali come pane, pasta, latte o ad esempio articoli per l’igiene personale.

Il funzionamento è in via di definizione, per quanto riguarda la definizione dei negozi da convenzionare. Verosimilmente, sono gli stessi punti vendita a dichiarare di voler aderire al circuito, cercando di calmierare il prezzo su una serie di prodotti ritenuti appunto di vitale importanza per il sostentamento di una famiglia.

Dal momento che la carta è gestita a livello territoriale, è lo stesso comune di residenza che provvederà a indicare quali sono i supermercati e gli esercizi commerciali in genere, presso cui potersi recare per fare la spesa.

Verosimilmente la carta risparmio spesa ingloberà la carta acquisti, così come è avvenuto per l’assegno unico che ha racchiuso sotto un unico cappello, una serie di bonus famiglia esistenti prima della sua entrata in vigore.

Anche in questo caso, la carta verrà ricaricata in maniera periodica ma non sarà più possibile prelevare né utilizzare i soldi per le spese di farmaci. Tutti gli acquisti dunque risulteranno tracciabili, riguardando solo beni di prima necessità.

Carta Risparmio Spesa Isee: redditi bassi fino a 15 mila euro

La grande novità che riguarda l’introduzione di questa nuova social card per il 2023 riguarda l’ampliamento della platea dei beneficiari, dal punto di vista reddituale.

Infatti, ricordiamo che la carta acquisti spettava solo a chi non superava il reddito di 7.120,39 euro all’anno, mentre la nuova Carta Risparmio Spesa vede innalzarsi il livello della soglia Isee fino a 15.000€.

Un balzo in avanti notevole, dal momento che la misura va ad agevolare anche redditi bassi che, pur non essendo sulla soglia dell’indigenza, hanno difficoltà a far quadrare il bilancio mensili grazie anche all’aumento dei mutui.

Nel delineare le caratteristiche della nuova social card che debutterà nel 2023, il Governo ha deciso per un aiuto mirato verso le famiglie che più arrancano nel fare la spesa quotidianamente, raddoppiando il valore della soglia Isee per godere del beneficio.

Carta Risparmio Spesa 2023: requisiti

A chi spetta dunque la carta risparmio spesa nel 2023? Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, cambia il requisito Isee, che quindi ora apre le porte del sussidio a tutti coloro che hanno un reddito fino a un massimo di 15.000€.

La nuova social card non prevede limiti anagrafici, entro i quali rientrare. Invece, la carta acquisti come attualmente concepita, è riservata in esclusiva agli acquisti in favore dei bambini al di sotto dei tre anni di età e agli anziani over 65.

Viene istituito un fondo di 500 milioni di euro destinato alla realizzazione di una “Carta Risparmio Spesa” per redditi bassi fino a 15 mila gestita dai comuni e volta all’acquisto di beni di prima necessità.**

Un aiuto concreto per tutte le famiglie dunque, con o senza figli a carico ma con reddito basso da integrare con un sostegno economico, da parte dello Stato.

Come richiedere la Carta Risparmio Spesa

Abbiamo già avuto occasione di accennare, nel corso dell’articolo, che la nuova social card che sostituirà la carta acquisti non sarà più gestita dall’Inps, bensì a livello comunale.

Dunque, a seguito delle comunicazioni ufficiali da pubblicare sui siti dei vari comuni d’Italia, si potrà inviare la propria richiesta in maniera telematica.

Resta da vedere, a seguito di ulteriori aggiornamenti, se si potrà disporre anche di altre modalità per inviare la domanda, come ad esempio quella cartacea da consegnare direttamente presso lo sportello dell’ufficio comunale di competenza.

24 Novembre 2022/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/genitori_a.jpg 384 640 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2022-11-24 21:57:142023-01-04 16:15:20Nuova social card 2023: isee in aumento da 7000 a 15000 euro!!!
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Taglio dell’iva: vediamo su quali prodotti!

Il taglio dell’Iva non ci sarà per pane e pasta e latte ma viene invece introdotto per i prodotti per l’infanzia e per l’igiene intima femminile. È questa la decisione presa dal governo Meloni e inserita nella legge di varata nella nottata dall’esecutivo.

L’azzeramento dell’Iva sui beni di prima necessità, come pane, pasta e latte, di cui si era negli scorsi giorni alla fine è saltato e il governo ha deciso di investire le risorse necessarie in altre misure, considerando anche lo scarso impatto di un taglio così ridotto solo su alcuni prodotti.

C’è, invece, la riduzione dell’Iva dal 10% al 5% per i prodotti per l’infanzia. Non solo, perché il governo guidato da Giorgia Meloni ha anche deciso di abbassare la cosiddetta tampon tax, ovvero l’Iva che viene pagata sui prodotti per l’igiene femminile: anche in questo caso si scende dal 10% al 5%. Vediamo quali sono i prodotti su cui scenderà l’Iva e, di conseguenza, dovrebbe diminuire anche il prezzo finale.

Su quali prodotti viene ridotta l’Iva

Nella legge di bilancio si prevede, quindi, una riduzione dell’Iva dal 10% al 5% per alcuni prodotti. Come detto, alcuni sono quelli che finora erano colpiti dalla tampon tax, ovvero i prodotti come gli assorbenti e i tamponi femminili (anche quelli non compostabili). La riduzione dell’Iva al 5% varrà anche per i prodotti per l’infanzia, come per esempio i pannolini. Ecco la lista dei prodotti la cui Iva verrà tagliata, secondo quanto scritto nella bozza della manovra:

  • Latte in polvere;
  • Liquido per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini nella prima infanzia condizionato per la vendita al minuto;
  • Preparazioni alimentari di farine, semole, semolini, amidi, fecole o estratti di malto per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini, condizionate per la vendita al minuto;
  • Pannolini per bambini;
  • Seggiolini per bambini da installare negli autoveicoli.

Perché non scenderà l’Iva su pane e pasta

L’ipotesi di azzerare l’Iva sui prodotti di prima necessità, come pane, pasta e latte, alla fine è saltata. A spiegare il perché, in un’intervista al Sole 24 Ore, è stato il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo: il rischio è che una misura del genere si trasformasse in un boomerang.

In particolare Leo ha spiegato che un’esenzione del genere andrebbe “a beneficio soltanto di chi il pane e il latte se lo può comprare, con il concreto rischio che la mancata detrazione dell’Iva per chi produce il pane o il latte finisca per andare a gonfiare i prezzi”. Inoltre, come sottolineato da più parti, un azzeramento dell’Iva su questi prodotti avrebbe un impatto molto modesto sulle tasche degli italiani.

La social card per acquistare prodotti di prima necessità

Il governo ha quindi scelto un’altra strada per aiutare le famiglie nell’acquisto di prodotti di prima necessità. L’esecutivo ha deciso di istituire un fondo da 500 milioni di euro per realizzare una Carta risparmio spesa, ovvero una social Card destinata ai redditi inferiori ai 15mila euro.

Questa carta verrà gestita dai comuni e servirà per acquistare beni di prima necessità. Si tratta, di fatto, di buoni spesa da utilizzare nei punti vendita aderenti con un’ulteriore “proposta di sconto su un paniere di prodotti alimentari”. Come ha detto Leo, l’idea è che siano i comuni a utilizzare queste risorse per distribuirle alle “famiglie e ai cittadini in difficoltà”.

24 Novembre 2022/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/genitori_a.jpg 384 640 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2022-11-24 20:05:432022-12-10 10:36:07Taglio dell’iva: vediamo su quali prodotti!
Imprese, Privati

Pace fiscale e rottamazione: ecco le prime notizie ufficiali!

Rottamazione quater e stralcio cartelle: i primi dettagli nella Manovra 2023

Nuova Rottamazione cartelle in Legge di Bilancio 2023: primi dettagli su ruoli ammessi a stralcio o definizione agevolata e termini di pagamento.

Il testo della Legge di Bilancio 2023 contiene numerose misure di cui non si era ancora data notizia in sede di presentazione alla stampa da parte dell’Esecutivo, mentre su alcune di quelle già note – come ad esempio la tregua fiscale–  emergono ulteriori tasselli che aiutano a comprendere meglio il quadro generale dei diversi capitoli in cui si articola la Manovra, con il dettaglio di alcune misure molto attese, come ad esempio il condono cartelle e la rottamazione dei debiti a ruolo.

In attesa del testo definitivo della Manovra, dunque, basandosi sulle linee tracciate dal testo della bozza (non ufficiale e dunque non definitivo), è possibile farsi un’idea più precisa di cosa ha in mente il Governo su alcuni capitoli particolarmente caldi come la definizione agevolata dei carichi pendenti (la “vecchia” pace fiscale).

Tregua fiscale

Per quanto concerne il capitolo tregua fiscale, nella bozza della Legge di Bilancio si esplicitano i termini dell’annullamento dei ruoli fino a mille euro e della rottamazione cartelle oltre tale soglia, rateizzabili in cinque anni senza sanzioni né interessi.

Condono cartelle mille euro

Lo stralcio cartelle fino a mille euro prevede che, ai fini del computo della soglia massima (al 1° gennaio 2023), rilevino anche interessi e sanzioni oltre alla quota capitale originariamente dovuta.

Si tratta dei debiti affidati all’agente della riscossione tra il 2010 e il 2015. Lo stralcio è automatico e non prevede richiesta dal parte del debitore, che si vede annullato il debito originario.

Sono automaticamente annullati, alla data del 31 gennaio 2023, i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore della presente legge, fino a mille euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015.

Oltre tale data si ricade nella nuova Rottamazione.

Rottamazione cartelle di importo superiore

Per la Rottamazione quater (riservata alle somme a ruolo oltre mille euro), nella bozza della legge di bilancio 2023, viene indicato come arco temporale di riferimento ampio, ossia quello che riguarda i debiti risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Su questo punto è fondamentale attendere il testo definitivo della Manovra per avere conferme.

Per le sanzioni amministrative legate a violazioni del codice della strada, la rottamazione si applica limitatamente agli interessi e alle somme maturate a titolo di aggio. Sono inoltre esclusi dalla definizione i carichi recanti:

  • risorse proprie e l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione;
  • somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;
  • crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
  •  multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o degli obblighi contributivi e assicurativi agli enti previdenziali.

Piano di rateazione

Queste cartelle saranno rateizzabili in cinque anni senza sanzioni né interessi, ed è previsto uno specifico piano di pagamento:

  • versamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2023;
  • in alternativa in 18 rate tra il 2023 e il 2027
    • di cui le prime due (pari al 10% del dovuto) con scadenza 31 luglio 2023 e 30 novembre 2023,
    • le altre entro il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ogni anno dal 2024.

NB: In caso di pagamento rateale, sono dovuti, a decorrere dal 1° agosto 2023, gli interessi al tasso del 2% annuo.

La Rottamazione quater è su richiesta: si deve fare domanda di definizione agevolata all’agente della riscossione comunicandolo per via telematica entro il prossimo 30 aprile (secondo le istruzioni che saranno fornite dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione) e specificando anche il numero di rate prescelto.

Il debitore, che aveva già iniziato a pagare e si ritrova ad aver già coperto l’intero importo dovuto secondo la definizione agevolata, deve comunque fare domanda di accesso alla Rottamazione per vedere la propria posizione regolarizzata i maniera definitiva.

24 Novembre 2022/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/11/images-4.jpeg 164 307 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2022-11-24 19:56:072023-01-04 16:09:11Pace fiscale e rottamazione: ecco le prime notizie ufficiali!
Imprese

Fondo perduto ristorazione: ecco i requisiti ed i beneficiari

E’ attiva da ieri la piattaforma sul sito dell’agenzia delle entrate per richiedere il contributo a fondo perduto per ristoranti, bar e altri settori in difficoltà (Art. 1-ter, comma 2-bis, DL 25 maggio 2021, n. 73).

Il contributo su menzionato (cosiddetto contributo ristoranti, bar e altri settori in difficoltà), consiste nel riconoscimento, da parte dall’Agenzia delle entrate, di una somma di denaro, a favore delle imprese operanti nei settori della ristorazione, dei bar, del catering per eventi, dell’organizzazione di feste e cerimonie e delle piscine, che hanno subito un danno economico a causa dello stato di emergenza da Covid-19.

Il decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 30 dicembre 2021, così come modificato dal decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 19 agosto 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 27 ottobre 2022, stabilisce i criteri e le modalità per l’erogazione dei contributi.

Il contributo spetta ai soggetti i quali:

  • alla data di presentazione dell’istanza svolgono come attività prevalente, comunicata con modello AA7 o AA9 all’Agenzia delle entrate, individuata dal codice Ateco 2007 96.09.05 (organizzazione di feste e cerimonie) o 93.11.2 (gestione di piscine) o da uno dei codici Ateco 2007 appartenenti ai gruppi 56.10 (ristoranti e attività di ristorazione mobile), 56.21 (catering per eventi, banqueting) o 56.30 (bar e altri esercizi simili senza cucina);
  • hanno subito una riduzione dell’ammontare dei ricavi del periodo di imposta 2021 non inferiore al 40% rispetto all’ammontare dei ricavi del periodo di imposta 2019. Nel caso di richiedente che abbia attivato la partita IVA nel corso dell’anno 2020, il requisito prevede una riduzione di almeno il 40% dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2021 rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dei mesi dell’anno 2020 successivi a quello di apertura della partita IVA;
  • risultano regolarmente iscritti e attivi nel Registro delle imprese tenuto presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
  • hanno sede legale o operativa ubicata sul territorio italiano.

Attenzione: il contributo non spetta:

  • ai soggetti in liquidazione volontaria o sottoposti a procedure concorsuali con finalità liquidatorie
  • ai soggetti già in difficoltà al 31 dicembre 2019, ad eccezione delle microimprese e piccole imprese che rispettino il punto precedente e che non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o la ristrutturazione.

Sono, in ogni caso, esclusi dalla presente agevolazione le imprese:

  1. destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e successive modificazioni e integrazioni;
  2. che si trovino in altre condizioni previste dalla legge come causa di incapacità a beneficiare di agevolazioni finanziarie pubbliche o comunque a ciò ostative.
L’istanza per la richiesta del contributo a fondo perduto va presentata dal 22 novembre 2022 al 6 dicembre 2022 mediante procedura web disponibile nell’area autenticata del Portale Fatture e Corrispettivi o mediante invio telematico
23 Novembre 2022/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/img-bonus.jpg 500 1000 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2022-11-23 14:20:532023-01-04 16:17:08Fondo perduto ristorazione: ecco i requisiti ed i beneficiari
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