Entro quando si potrà fare richiesta?

Le risorse economiche stanziate per l’erogazione del bonus tv – bonus decoder e rottamazione tv – per la sostituzione dei vecchi apparecchi televisivi non più compatibili con i nuovi standard di trasmissione o per l’acquisto dei decoder compatibili con gli standard DVBT2 si esauriranno il prossimo 12 novembre.

Come fare richiesta?

La piattaforma messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per ricevere l’autorizzazione al rilascio dei due bonus (passaggio obbligatorio per ogni esercente prima di procedere alla vendita) non sarà più attiva dalle ore 23.59 del 12 novembre 2022.

“Abbiamo richiesto al Mef il rifinanziamento della misura perché riteniamo indispensabile assicurare ai cittadini la continuità di uno strumento che ha funzionato per agevolare questo delicato passaggio tecnologico” dichiara il ministro Adolfo Urso.

Resta, invece, ancora attivo il Bonus Decoder a Domicilio che prevede la fornitura, in collaborazione con Poste Italiane, di un decoder a casa ai cittadini di età pari o superiore ai 70 anni, con un trattamento pensionistico non superiore a 20.000 euro annui e che siano titolari di abbonamento al servizio di radiodiffusione.

Chi sono i beneficiari?

Il bonus tv può essere richiesto dalle famiglie con ISEE fino a 20 mila euro. Viene erogato sotto forma di sconto (fino a 30 euro) sul prezzo del prodotto acquistato. A partire da ottobre 2022, per l’acquisto di decoder satellitari o di TV con decoder satellitare integrato, il Bonus potrà essere erogato fino ad un importo massimo di 50 euro. Il bonus rottamazione può essere richiesto da chi rottama un televisore acquistato prima del 22 dicembre 2018, risiede in Italia ed è in regola con il pagamento del canone al servizio di radiodiffusione. Non prevede limiti di ISEE. Consiste anch’esso in uno sconto (fino a 100 euro) sul prezzo d’acquisto.

Nuovo calcolo dell’isee: come influisce nell’assegno unico

Sul tavolo del governo Meloni è presente la riforma del calcolo dell’Isee, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Questo potrebbe portare, come diretta conseguenza, anche a un ricalcolo dell’assegno unico. L’esecutivo punta infatti a rielaborare l’impatto delle proprietà immobiliari sul conteggio finale dell’Indicatore: sono queste ultime che spesso lo fanno alzare – pur senza contribuire alle entrate – e che rendono perciò inaccessibili gli altri sostegni economici, fra cui l’assegno stesso.

Nello specifico, fra le ipotesi sul tavolo c’è l’idea di dare meno peso alle proprietà diverse dalla prima casa che risultano sfitte oppure ottenute tramite eredità.

Fra gli obiettivi principali del governo c’è “correggere e incrementare l’assegno unico che attualmente è di 15 miliardi l’anno”. E ha proseguito: “Il prossimo anno vogliamo rifinanziare e portare la quota a 18 miliardi. Abbiamo in mente anche altre iniziative”.

Quante famiglie usufruiscono dell’assegno unico?

Sono quasi 5,3 milioni le famiglie italiane in media al mese che lo ricevono per oltre 8,3 milioni di figli: tra marzo e agosto sono stati spesi circa 1,2 miliardi in media al mese per quasi 7,3 miliardi complessivi in sei mesi.

L’Assegno unico è un sostegno economico alle famiglie che hanno figli a carico a partire dal 7° mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni) e senza limiti di età per i figli disabili. Come si legge sul sito dedicato, è ‘universale’ perché garantito in misura minima a tutte le famiglie con figli a carico.

Ed è ‘unico’ perché assorbe le altre misure a sostegno della famiglia, come il bonus premio alla nascita o all’adozione (bonus mamma domani), l’assegno di natalità (bonus bebè), l’assegno al nucleo familiare con almeno tre figli, gli assegni familiari e le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni. Resta invece valido il bonus asilo nido.

Per quanto riguarda gli altri, circa il 46% degli assegni pagati per figlio è indirizzato a beneficiari appartenenti a nuclei con Isee inferiore ai 15mila euro. Il 20% dei figli appartiene invece a nuclei familiari che non hanno presentato Isee. Per questi ultimi l’importo medio per figlio, comprensivo delle maggiorazioni applicabili, va da poco meno di 50 euro (per chi non presenta Isee o supera i 40mila euro) a 174 euro per le classi di Isee fino a 15mila euro.

Anche l’aumento dell’inflazione inciderà sul nuovo assegno unico

Oltre agli interventi governativi, sul calcolo finale dell’assegno ci sarà da aggiungere la rivalutazione. Anche questa misura infatti, come le alcuni altri trattamenti assistenziali e previdenziali, è soggetto a mutamenti connessi all’indice del costo della vita. Lo stabilisce il  D.Lgs 230/2021. Gli importi dovranno perciò essere aggiornati nel 2023. Se dovesse essere confermato l’andamento dell’inflazione – un tasso dell’8% per il 2022 – il prossimo anno ci sarà sia un aumento della soglia Isee entro cui godere della somma massima dell’assegno, che a sua volta potrebbe passare da 174 189.

Incentivi auto elettriche 2022: cosa c’è da sapere

Vuoi cambiare la tua auto? Pensi che le auto elettriche siano fuori dalla tue possibilità economiche?

Ecco il contributo fino ad € 7.500 per passare all’elettrico!!!!

Il 2 novembre si è aperta la possibilità per i concessionari di prenotare i fondi sulla piattaforma Mise riservata agli incentivi per l’acquisto di autovetture elettriche. L’incentivo extra pensato dall’ex ministro allo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, ora al Mef, è pari al 50% del contributo “ordinario” e vale solo per l’acquisto di vetture elettriche pure o ibride plug-in e per le famiglie che hanno un Isee sotto i 30 mila euro. Il bonus sale così da un minimo di 3 mila euro, senza rottamazione per un’ibrida con la spina, fino a un massimo di 7.500 euro, con rottamazione, per una full electric. In particolare i 7.500 euro di contributi con rottamazione (4.500 euro senza rottamazione) valgono per comperare i nuovi veicoli con emissioni comprese nella fascia 0-20 g/km di CO2 e con prezzo di listino pari o inferiore a 35.000 euro Iva esclusa. Fino a un massimo di 6.000 euro di contributi con rottamazione (3.000 euro senza rottamazione) per l’acquisto di nuove auto con emissioni comprese nella fascia 21-60 g/km di CO2 e con prezzo di listino pari o inferiore a 45.000 euro IVA esclusa.

Incentivi anche per le attività di noleggio

Potranno beneficiare degli incentivi anche le società che svolgono attività di noleggio auto con finalità commerciali, diverse dal car sharing, purché mantengano la proprietà dei veicoli almeno per un anno. Fino a un massimo di 2.500 euro di contributi con rottamazione (1.500 euro senza rottamazione) per l’acquisto di nuovi veicoli full electric (emissioni comprese nella fascia 0-20 g/km di CO2) e con un prezzo pari o inferiore a 35.000 euro Iva esclusa. Fino a un massimo di 2.000 euro di contributi con rottamazione (1.000 euro senza rottamazione) per l’acquisto di veicoli plug-in con emissioni comprese nella fascia 21-60 g/km di CO2 e con prezzo di listino della casa automobilistica pari o inferiore a 45.000 euro Iva esclusa.

Ora bisognerà affrettarsi perchè le domande potranno essere presentate entro il 31 dicembre2022. Le risorse stanziate sono di 141 milioni per le auto elettriche pure e più di 152 milioni per le plug-in ibride. Del pacchetto annunciato a inizio agosto da Giorgetti manca l’attuazione di un pezzo: il finanziamento delle prese di ricarica negli spazi privati e nei condomini. L’aiuto sarà pari all’80% del prezzo di acquisto e posa in opera, massimo 1.500 euro per richiedente e 8.000 per gli stabili. Ora si attende il provvedi

Bonus asilo nido, le ultime novità

Come precedentemente annunciato, il governo ha rifinanziato il bonus asilo nido e le molte richieste inizialmente “protocollate con riserva” verranno pagate a partire da novembre. A settembre le risorse dell’Inps erano terminate e molte delle richieste erano state messe da parte per quando e se il bonus asilo nido fosse stato rifinanziato.

Spesso le famiglie si chiedevano se continuare o meno ad inoltrare la domanda sulla piattaforma INPS e chi non ha inviato la domanda pensando che non ci fossero più i fondi, poiché risultavano esauriti, deve affrettarsi a presentare la domanda, sempre con le stesse modalità, entro il 31 dicembre 2022.

L’annuncio della fine delle risorse è stato un brutto colpo per molte famiglie che avevano inoltrato la richiesta nel mese di settembre e si sono viste catalogate come domande “protocollate con riserva”. Il bonus asilo nido è stato per molte famiglie un vero e grosso aiuto per ridurre drasticamente il peso della retta mensile. Per via del numero delle domande giunte, l’Inps ha subito provveduto a chiedere il rifinanziamento della misura. L’Inps aveva infatti comunicato che, nonostante l’impossibilità di rimborsare tutte le domande, queste non sarebbero state respinte ma solo messo in attesa. Delle oltre 400.000 domande raccolte, 365.000 sono state accolte e circa 60.000 protocollate con riserva. In ordine cronologico, cioè di arrivo delle domande, presto saranno pagati i bonus asilo nido di chi risulta catalogato “con riserva”.

Vi consigliamo quindi di consultare lo stato della vostra domanda: se nel frattempo siete passati da “protocollata con riserva”, cioè una fase di attesa, a “da istruire”, vorrà dire che presto dovreste ricevere il rimborso tanto atteso.

Bonus asili nido rifinanziato: domande in riserva presto in pagamento

Entrando con lo Spid nella sezione dell’Inps dedicata si può verificare la disposizione del pagamento e anche se la domanda è stata accolta o è ancora in fase di istruttoria. La fase di istruttoria è quella dell’attesa, ma che prevede il pagamento in tempi brevi. Infatti anche se a settembre i fondi stanziati risultavano esauriti, in breve tempo l’Inps ha presentato la domanda di rifinanziamento ed è riuscita a ottenere la somma necessaria per coprire le domande in eccesso (circa 60.000) e le future domande. Infatti fino al31 dicembre 2022 sarà possibile presentare la domanda per il bonus asilo nido, il contributo economico previsto per tutti i bambini fino ha un massimo di 3 anni di età per ottenere il rimborso delle rette di asilo nido.

Tempi di pagamento

Sempre l’Inps ha reso noto il calendario dei pagamenti per chi ha inviato la domanda a settembre e ottobre e che si sono visti “protocollati con riserva”. Secondo quanto disposto dal nuovo rifinanziamento, l’Inps ha comunicato che le domande protocollate con riserva vedranno l’arrivo del rimborso relativo ai mesi di settembre e ottobre a partire da metà novembre.

In ordine cronologico, cioè di arrivo delle domande, dall’8 novembre 2022 saranno pagati i bonus asilo nido di chi era rimasto precedentemente fuori.

Con le famiglie italiane prese ancora dai problemi del caro utenze, per contrastare l’aumento dell’inflazione, la BCE ha deciso di aumentare ancora il costo del denaro di altri 75 punti base facendo salire, per l’ennesimo mese consecutivo, le rate dei mutui a tasso variabile.

Il peso delle rate di mutuo incidono sempre in maniera importante nel bilancio familiare, ed in un periodo dove tutto costa di più, le famiglie si trovano sempre più in difficolta.

Oggi il carrello della spesa costa il 12% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e le famiglie italiane si trovano a mio avviso ancora più in difficoltà rispetto al periodo COVID!

Come abbiamo detto la Bce ha deciso un nuovo rialzo dei tessi lo scorso giovedì da 0,75 punti che rappresenta una mazzata per le famiglie italiane che hanno acceso un mutuo a tasso variabile. Lo afferma il Codacons, che fornisce le stime sugli effetti della decisione della Bce sulle tasche degli italiani.

Bce: quanto pesa il rialzo tassi sui mutui

Considerata una fascia media di mutuo a tasso variabile di importo compreso tra i 125mila e i 150mila euro, ossia l’importo più richiesto in Italia da chi accende un finanziamento per l’acquisto di una casa, la rata mensile salirà tra i 40 e i 50 euro per effetto del nuovo aumento dei tassi deciso dalla Bce – analizza il Codacons – Se però si considerano tutti gli incrementi imposti dalla Banca Centrale Europea negli ultimi mesi, la rata mensile di un mutuo a tasso variabile salirà complessivamente tra i 120 e i 150 euro rispetto a quanto pagato lo scorso anno, con ripercussioni sulle famiglie comprese tra i +1.440 e +1.800 euro all’anno. “Avevamo previsto lo scorso agosto la stangata sui mutui che sarebbe scattata in autunno, e purtroppo i nostri timori hanno trovato conferma – afferma il presidente Carlo Rienzi – L’incremento del costo dei finanziamenti si aggiunge così al caro-bollette e all’emergenza prezzi, aggravando ulteriormente i conti degli italiani: ciò apre un altro pericoloso fronte, quello dei ritardi nei pagamenti delle rate da parte delle famiglie in difficoltà, schiacciate dall’emergenza energia, da un’inflazione alle stelle e ora anche da mutui sempre più cari e difficili da pagare”.

Anche il sito di comparazione, Facile.it aveva fatto le sue simulazioni alla vigilia del summit della Bce. Considerando un mutuo variabile medio, la rata mensile potrebbe salire di quasi 50 euro il che, sommato questo agli aumenti precedenti, porterebbe l’incremento totale a quasi 150 euro in più rispetto a inizio anno. Un mutuatario medio che ha sottoscritto un finanziamento variabile da 126.000 euro a gennaio 2022, scrive Facile.it, si troverebbe quindi a pagare una rata da 604 euro, vale a dire il 32% in più rispetto alla prima rata. Aumenti significativi che stanno mettendo sotto pressione molte famiglie già alle prese con il caro-energia.  Sono 2,4 milioni gli italiani con un mutuo a tasso variabile che hanno dichiarato di aver avuto difficoltà, nei primi 9 mesi dell’anno, a rimborsare il finanziamento e addirittura 218.000 mutuatari hanno dovuto saltare una o più rate.

Il tuo bagno è obsoleto?  il tuo sistemo idrico ha costanti perdite di acqua? Il bonus idrico, istituito dal MITE viene incontro alla tue esigenze, e contro lo spreco dell’acqua, con un contributo fino a 1000 euro.

Il bonus idrico prevede, come appena detto, un rimborso fino a 1.000 euro e senza limiti ISEE delle spese sostenute per acquistare nuovi sanitari con lo scopo di favorire il risparmio di acqua provocato da rubinetti e servizi ormai obsoleti.

Il MITE ha iniziato ad erogare le spese già sostenute nel 2021!!

Qui di seguito tutti i dettagli su quali sono i requisiti per ottenere il bonus idrico 2022 2023, quali sono le modalità di erogazione e come presentare domanda.

BONUS IDRICO: COS’È

Il bonus idrico è un contributo che prevede fino a 1000 euro di rimborso (senza limiti di ISEE) sulla spesa sostenuta per interventi di sostituzione dei vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto.

L’agevolazione istituita dalla Legge di Bilancio 2021, grazie a quanto previsto dalla legge di bilancio 2022 sarà disponibile fino al 2023. L’obiettivo è quello di spingere a perseguire il risparmio di risorse idriche, come da linee guida del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ora Ministero della Transizione Ecologica. Le risorse arrivano dal “Fondo per il risparmio di risorse idriche”. Per richiedere i rimborsi delle spese effettuate nel 2021 c’era tempo sino al 30 giugno 2022 e con il comunicato stampa del 22 settembre 2022 il MITE ha fatto sapere che stanno effettuando i relativi pagamenti.

Conclusa questa fase, quindi, potrà partire l’edizione 2023, per cui si potranno richiedere i rimborsi delle spese effettuate nel corso del 2022. Ma andiamo a vedere tutti i dettagli su questa misura.

COME FUNZIONA IL BONUS IDRICO?

Il bonus ammonta ad un massimo di 1.000 euro e può essere richiesto una sola volta, per un solo immobile. È valido per ciascun beneficiario, per le spese effettivamente sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di riferimento, per specifici interventi di efficientamento idrico. Poi verranno riaperte nuovamente le domande per gli anni successivi. Viene emesso secondo l’ordine di arrivo delle richieste fino ad esaurimento dei fondi stanziati. È bene precisare che il bonus idrico non costituisce reddito per chi lo ottiene e non viene considerato ai fini ISEE.

A gestire l’erogazione del bonus è in via diretta il Ministero della Transizione Ecologica.

A CHI SPETTA IL BONUS IDRICO

Possono usufruire del bonus idrico tutte le persone fisiche maggiorenni, residenti in Italia. Non vi sono limiti ISEE. Tali soggetti devono essere titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale, nonché di diritti personali di godimento già registrati alla data di presentazione dell’istanza, su edifici esistenti, su parti di edifici esistenti o su singole unità immobiliari.

In caso di cointestatari o titolari di diritto reale o personale di godimento, è possibile richiedere il bonus solo previa dichiarazione di avvenuta comunicazione al proprietario o comproprietario dell’immobile della volontà di fruirne. La domanda può essere presentata per un solo immobile, per una sola volta e da un solo cointestatario o titolare di diritto reale o personale di godimento.

INTERVENTI RICHIESTI

Per ottenere il contributo i proprietari devono dimostrare di aver effettuato su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari:

  • degli interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto;
  • interventi di sostituzione di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua.

QUALI SPESE AMMISSIBILI

Le spese ammissibili, effettuate nell’anno solare di riferimento, sono quelle sostenute per:

  • la fornitura e la posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti;

  • la fornitura e l’installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.

CUMULABILITÀ

Il bonus idrico è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale relative alla fornitura, posa in opera e installazione degli stessi beni. Non è possibile detrarre nel 730 le spese già inserite nel bonus Idrico.

QUANDO PARTIRÁ IL BONUS IDRICO 2022 2023

Ancora non è noto quando saranno avviate le domande per richiedere il bonus idrico 2022 2023, ma basandoci sulle tempistiche dell’edizione precedente è probabile che la procedura, per il rimborso delle spese del 2022, potrebbe essere aperta entro i primi mesi del 2023. Del resto, come anticipato, il 22 settembre 2022 il MITE ha comunicato che si stava chiudendo la fase di pagamento del bonus 2021.

COME PRESENTARE DOMANDA PER IL BONUS IDRICO

Per ottenere il rimborso i beneficiari devono presentare istanza registrandosi sulla piattaforma bonus idrico online www.bonusidricomite.it previa autenticazione. Le istanze di rimborso, correttamente compilate e corredate dalla necessaria documentazione, saranno ammesse fino ad esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.

Per accedere alla Piattaforma vi è bisogno dello SPID o della Carta d’Identità Elettronica.
All’atto della registrazione, il beneficiario compila la domanda online che deve contenere le seguenti informazioni:

  • nome, cognome, codice fiscale del beneficiario;

  • importo della spesa sostenuta, per cui si richiede il rimborso;

  • quantità del bene e specifiche della posa in opera o installazione delle opere ammissibili;

  • specifiche tecniche, per ogni bene sostituito da apparecchi a limitazione di flusso d’acqua, oltre alla specifica della portata massima d’acqua (in l/min) del prodotto acquistato;

  • identificativo catastale dell’immobile (Comune, Sezione, Sezione Urbana, Foglio, Particella, Subalterno) per cui è stata presentata istanza di rimborso;

  • dichiarazione di non avere fruito di altre agevolazioni fiscali per la fornitura, posa in opera e installazione dei medesimi beni;

  • coordinate del conto corrente bancario o postale (IBAN) del beneficiario su cui accreditare il rimborso;

  • indicazione del titolo giuridico per il quale si richiede il bonus (proprietario, cointestatario, locatario, usufruttuario ecc.);

  • attestazione del richiedente ove non proprietario o comproprietario, ai sensi del DPR 445 DEL 2000, degli estremi del contratto da cui trae titolo;

  • attestazione, ai sensi del DPR 445 del 2000, di avvenuta comunicazione al cointestatario o proprietario, identificato altresì con nome, cognome e codice fiscale, della volontà di fruire del bonus;

  • all’istanza di rimborso deve essere anche allegata la copia della fattura elettronica o del documento commerciale in cui è riportato il codice fiscale del soggetto richiedente il credito. Per i soggetti non tenuti ad emettere fattura elettronica, si considera valida anche l’emissione di una fattura o di un documento commerciale, attestante l’acquisto del bene, copia del versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento, accompagnata da documentazione del venditore idonea a ricondurre la transazione allo specifico prodotto acquistato, come da modello disponibile sulla “Piattaforma” .

Le istanze di rimborso, correttamente compilate e corredate dalla necessaria documentazione sono ammesse fino ad esaurimento delle risorse finanziarie disponibili. Il rimborso non sarà fornito se la richiesta risulterà incompleta di informazioni o degli allegati obbligatori.

Il 24 ottobre è scaduto il termine per effettuare sul sito inps la richiesta del bonus psicologo. Piattaforma Inps presa d’assalto dalle oltre 300 mila richiesta pervenute, il 60% delle quali da giovani under 36.

Ricordiamo che tale bonus viene in soccorso ai cittadini che hanno avuto un danno psicologico dal periodo pandemico appena trascorso. Il covid 19 non solo ha causato morti e malati gravi, ma ha portato uno stravolgimento della nostra quotidianità causando nelle persone ansia, crisi di panico, paura.

Da oggi l’inps avvierà l’iter per la verifica delle domande pervenute e stilerà le graduatorie che indicheranno i beneficiari dell’agevolazione volta a sostenere le spese per sessioni di psicoterapia.

Ogni regione stilerà una propria graduatoria in base all’Isee in base a chi ha presentato la domanda nei tempi previsti. A parità di isee,  verrà data precedenza a chi per primo ha presentato la domanda. Entro il 7 dicembre 2022 l’INPS pubblicherà le graduatorie di chi ha ottenuto il voucher bonus psicologo e dal giorno 8 dicembre sarà disponibile la procedura per prenotare le sedute e iniziare il percorso terapeutico.

Vediamo insieme qui di seguit0 gli step successivi previsti per l’ottenimento del voucher.

  • Dal 1° novembre 2022, l’INPS ha 30 giorni di tempo per effettuare l’istruttoria centralizzata delle istanze acquisite (controllo delle domande pervenute).
  • Sempre entro il 1° novembre 2022 gli operatori delle strutture territoriali INPS devono effettuare il riesame delle domande presentate con ISEE incompleto o difforme. Questo perché l’importo del voucher viene parametrato in base, appunto, all’indicatore ISEE.
  • In seguito, le strutture territoriali dovranno verificare che l’ISEE incompleto o difforme sia stato regolarizzato entro 30 giorni da parte dei richiedenti dal termine ultimo di presentazione delle domande (24 ottobre 2022) quindi entro il 24 novembre 2022.
  • Completata l’istruttoria, l’INPS, entro il 7 dicembre 2022, ufficializzerà con apposito messaggio sul proprio sito web l’approvazione delle graduatorie per l’assegnazione del beneficio e contestualmente provvederà a darne comunicazione agli interessati.
  • Dal giorno di pubblicazione del predetto messaggio decorrono, per il beneficiario, i 180 giorni per usufruire del bonus in esame e sostenere le sessioni di psicoterapia con l’utilizzo del “codice univoco”.
  • Dall’8 dicembre 2022 sarà disponibile la procedura per le prenotazioni delle sedute e le conferme delle stesse da parte dei professionisti.

L’INPS comunicherà con messaggio l’approvazione delle graduatorie per l’assegnazione del bonus psicologo entro il 7 dicembre 2022 . Al contempo l’INPS provvederà a darne comunicazione agli interessati nei modi già previsti nell’apposita circolare ovvero con le seguenti modalità:

  • sul sito dell’INPS sarà pubblicato il relativo messaggio nella sezione “circolari”.
  • arriverà una comunicazione personale notificata tramite SMS e/o mail ai soggetti richiedenti ai recapiti indicati nella domanda;
  • l’esito sarà visibile anche all’interno della medesima procedura utilizzata per la presentazione della domanda, in particolare, nella sezione “Ricevute e provvedimenti” del sito MyINPS.

In questo modo ognuno potrà conoscere se la propria domanda è stata accettata e se si è utilmente collocati in graduatoria per poter usufruire del bonus.

Dall’8 dicembre 2022 sarà disponibile la procedura per utilizzare il voucher bonus psicologo 2022. Si tratta delle prenotazioni delle sedute da parte degli utenti ammessi all’agevolazione e le successive conferme delle stesse da parte dei professionisti prescelti. Con successivo messaggio INPS, su cui vi terremo informati, saranno pubblicate le istruzioni operative per i professionisti per l’accettazione delle sessioni di psicoterapia.

Il bonus psicologo è utilizzabile a copertura delle spese relative a sessioni di psicoterapia presso specialisti privati regolarmente iscritti nell’elenco degli psicoterapeuti, nell’ambito dell’albo degli psicologi. Una volta che l’utente ha presentato domanda, nel caso risulti beneficiario, questi sono gli step che seguono:

  • l’INPS comunica ai beneficiari l’accoglimento della domanda e contestualmente associa e comunica a ciascun beneficiario un codice univoco, del valore attribuito a scalare secondo il limite di fondi disponibili e l’ISEE dell’interessato;
  • il beneficiario potrà quindi scegliere il professionista della sua Regione a cui rivolgersi in base a coloro che si sono resi disponibili comunicando la loro adesione all’iniziativa al Consiglio nazionale degli Ordini degli psicologi (CNOP). L’elenco dei professionisti aderenti è consultabile dal richiedente nella procedura di domanda;
  • Il professionista prescelto dovrà confermare la prenotazione  dell’utente, con le modalità che verranno comunicate dall’INPS;
  • il beneficiario si recherà dal professionista per iniziare le terapie comunicando il suo codice univoco;
  • il professionista, erogata la prestazione, emette fattura intestata al beneficiario della prestazione indicando nella stessa il codice univoco attribuito, associato al beneficiario, e inserisce nella piattaforma INPS, il medesimo codice univoco, la data, il numero della fattura emessa e l’importo corrispondente. Sarà retribuito dopo che la Regione di riferimento avrà erogato i fondi all’INPS;
  • l’INPS comunica al beneficiario l’importo utilizzato e la quota residua.

Il buono deve essere utilizzato entro 180 giorni dalla data di comunicazione di accoglimento della domanda. Decorso tale termine il codice univoco è automaticamente annullato e le risorse non utilizzate sono riassegnate nel rispetto dell’ordine della graduatoria regionale o provinciale, individuando nuovi beneficiari.

Il caro bollette potrebbe finalmente vedere un rallentamento: secondo Nomisma, con il calo del prezzo del gas sotto la soglia dei 100 euro “le bollette smetteranno di aumentare, anzi si prevede una riduzione nei prossimi mesi”.

Solo pochi mesi fa il prezzo del Gas ha raggiunto il suo picco di 330 € al megawattora alla borsa di Amsterdam, facendo schizzare, verso l’alto, il prezzo delle utenze luce e gas nei mesi di agosto e settembre.

Il governo è intervenuto con i decreti aiuti bis e ter (ancora in fase di approvazione) concedendo i due bonus una tantum di € 200 (ancora non percepito dagli autonomi) e € 150 (ancora in fase di approvazione), ma che sono serviti a contrastare solo in poca parte l’enorme aumento delle utenze energetiche che si ha avuto tra i mesi di aprile e settembre.

Mentre scriviamo il prezzo è sceso al di sotto dei 100 € al megawattora, con un calo che sfiora il 14% rispetto alla chiusura di venerdì. I prezzi attuali riportano le quotazioni del gas ai livelli di giugno 2022, un calo deciso che arriva dopo il via libera del Consiglio europeo alle misure per contrastare l’aumento dei prezzi energetici e questo ci rende positivi circa un deciso calo delle utenze energetiche già a partire dal mese di novembre.

Tale criticità, vissuta in questi mesi, ci deve portare alla consapevolezza che gli approvvigionamenti di gas da soli non bastano più ed è urgente fare uno sforzo aggiuntivo verso le energie pulite (fotovoltaico ed eolico in primis).

Oggi importare il gas liquido dal Texas è assurdo, bisognerebbe invece chiedere all’Olanda e alla Norvegia di venderci il gas a più basso prezzo, riconsiderando la Libia che è piena di gas scrive Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia.

 

 

La regione Lazio ha stanziato 20 milioni di euro  per l’erogazione di un contributo economico una tantum rivolto a genitori di figli in età scolare che frequentano la scuola secondaria di I grado e la scuola secondaria di II grado, statale e privata paritaria.

La somma forfettaria riconosciuta è pari a 150 euro per singolo figlio/a frequentante la scuola secondaria di I grado e pari a 200 euro per singolo figlio/a frequentante la scuola secondaria di II grado.

Il contributo erogato sarà completamente esentasse!!!

Tale contributo economico è finalizzato pertanto a supportare il budget delle famiglie che si accingono all’acquisto di materiale scolastico utile a migliorare la frequenza dell’anno scolastico da parte dei propri figli.

Il contributo una tantum è da intendersi come somma forfettaria  e pertanto le spese sostenute per gli acquisti del materiale scolastico non dovranno essere rendicontate.

Destinatari dell’intervento e soggetti richiedenti sono i genitori di figli regolarmente iscritti nell’anno scolastico 2022/2023 presso una scuola secondaria di primo grado o secondo grado del sistema nazionale di istruzione pubblica e paritaria con sede in Regione Lazio che, al momento della richiesta di contributo, risultano in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere cittadino/a italiano/a o di uno Stato membro dell’Unione Europea o di uno Stato e extra UE e in possesso di regolare permesso di soggiorno (ai sensi del D.lgs 286/98 e ss.mm.ii.);
  • essere residente o domiciliato in uno dei comuni della Regione Lazio;
  • essere genitore, tutore o esercente la responsabilità genitoriale di studenti regolarmente iscritti nell’anno scolastico 2022/2023 presso una scuola secondaria di primo o secondo grado del sistema nazionale di istruzione pubblica e privata paritaria;
  • essere titolare o cointestatario di un conto corrente bancario o postale o di una carta prepagata collegata ad un codice IBAN IT;
  • possedere un indicatore ISEE in corso di validità del nucleo familiare dello studente non superiore a 30.000,00 euro.

Le risorse impiegate sono disponibili ad accesso continuo con finanziamento “on demand” fino all’esaurimento dei fondi.

I contributi, assegnati a valere sul presente avviso pubblico secondo le modalità di cui all’articolo 6, potranno essere richiesti dalle ore 9:30 del 7 novembre 2022, fino ad esaurimento delle risorse. A tal riguardo, sarà cura dell’Amministrazione comunicare la chiusura della procedura.

La richiesta del contributo dovrà avvenire, a differenza di quanto indicato all’articolo 6 dell’Avvisoesclusivamente sulla piattaforma informatica  della Regione Lazio, prima dell’apertura dello sportello

Ciascun genitore di figli regolarmente iscritti nell’anno scolastico 2022/2023 presso una scuola secondaria di primo grado o secondo grado del sistema nazionale di istruzione pubblica e paritaria con sede in Regione Lazio può presentare una sola domanda di contributo.

Nel caso di più figli aventi i requisiti di accesso, la domanda dovrà contenere l’insieme delle singole richieste di contributo per ogni singolo figlio/a facente parte del nucleo familiare.

Non si possono chiedere e ricevere più contributi per lo stesso figlio. A tal fine, si effettuerà una verifica preliminare del codice fiscale dello studente destinatario.

Le richieste ammesse saranno approvate sulla base dell’ordine di arrivo.

La Regione Lazio si riserva la facoltà di revocare, modificare o annullare il presente avviso con atto motivato, qualora ne riscontri la necessità o l’opportunità, senza che possa essere avanzata pretesa alcuna da parte dei soggetti richiedenti.

Per assistenza e supporto, anche in fase di presentazione delle proposte, è possibile scrivere a spesescolastiche2022_2023@regione.lazio.it a partire dal settimo giorno dalla pubblicazione del presente avviso.

Come gia precedentemente comunicato, il bonus asilo nido erogato dall’inps ha esaurito i fondi stanziati per l’anno 2022,  e le pratiche protocollate con riserva difficilmente verranno erogate (anche se consiglio ugualmente di continuare ad inviare le richieste) se il governo non interviene integrando i fondi disponibili, mettendo in crisi decine di  migliaia di famiglie che sin dal 2017 hanno usufruito di questo bonus che ha permesso di abbassare il peso della retta mensile.

Aspettando le prime mosse del nuovo governo, le regioni si stanno già muovendo in autonomia per cercare di aiutare le famiglie, che in questo momento storico, si stanno già trovando ad affrontare il caro vita, dovuto all’aumento delle utenze e del carrello della spesa.

Tra i mesi di ottobre e novembre parecchie regioni italiane, nei loro siti istituzionali, stanno avviando le piattaforme per cercare di sopperire un pò alla carenza di fondi del bando inps.

Gli aiuti saranno sempre erogati in base all’isee e andrà per fasce, con lo stesso criterio quindi del bonus asilo nido!

Ad esempio la regione Lombardia in data 17 ottobre ha attivato la piattaforma, sul proprio sito, Asili nidi gratis 2022/2023. Misura che aiuta le famiglie alla prese con la retta mensile per i figli 0/3 anni.  L’isee deve essere inferiore ai 20.000 euro. E’ necessario verificare sul sito le strutture ammesse a tale bando!!!

La regione Campania ha creato il voucher per l’accesso agli asili nido con isee per l’abbattimento della retta. La richiesta anche in questo caso va fatta sul sito servizi-digitali.regione.campania.it.

La richiesta potrà essere inoltrata dal 12 ottobre fino al 30 novembre!

Anche altre regioni si stanno adoperando per creare fondi ad hoc per aiutare in maniera sostanziale e puntuale le famiglie che sempre più spesso usufruiscono dei servizi asili nido!!!