Nuovo isee: come potrebbe cambiare sul calcolo dell’assegno unico
Nuovo calcolo dell’isee: come influisce nell’assegno unico
Sul tavolo del governo Meloni è presente la riforma del calcolo dell’Isee, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Questo potrebbe portare, come diretta conseguenza, anche a un ricalcolo dell’assegno unico. L’esecutivo punta infatti a rielaborare l’impatto delle proprietà immobiliari sul conteggio finale dell’Indicatore: sono queste ultime che spesso lo fanno alzare – pur senza contribuire alle entrate – e che rendono perciò inaccessibili gli altri sostegni economici, fra cui l’assegno stesso.
Nello specifico, fra le ipotesi sul tavolo c’è l’idea di dare meno peso alle proprietà diverse dalla prima casa che risultano sfitte oppure ottenute tramite eredità.
Fra gli obiettivi principali del governo c’è “correggere e incrementare l’assegno unico che attualmente è di 15 miliardi l’anno”. E ha proseguito: “Il prossimo anno vogliamo rifinanziare e portare la quota a 18 miliardi. Abbiamo in mente anche altre iniziative”.
Quante famiglie usufruiscono dell’assegno unico?
Sono quasi 5,3 milioni le famiglie italiane in media al mese che lo ricevono per oltre 8,3 milioni di figli: tra marzo e agosto sono stati spesi circa 1,2 miliardi in media al mese per quasi 7,3 miliardi complessivi in sei mesi.
L’Assegno unico è un sostegno economico alle famiglie che hanno figli a carico a partire dal 7° mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni) e senza limiti di età per i figli disabili. Come si legge sul sito dedicato, è ‘universale’ perché garantito in misura minima a tutte le famiglie con figli a carico.
Ed è ‘unico’ perché assorbe le altre misure a sostegno della famiglia, come il bonus premio alla nascita o all’adozione (bonus mamma domani), l’assegno di natalità (bonus bebè), l’assegno al nucleo familiare con almeno tre figli, gli assegni familiari e le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni. Resta invece valido il bonus asilo nido.
Per quanto riguarda gli altri, circa il 46% degli assegni pagati per figlio è indirizzato a beneficiari appartenenti a nuclei con Isee inferiore ai 15mila euro. Il 20% dei figli appartiene invece a nuclei familiari che non hanno presentato Isee. Per questi ultimi l’importo medio per figlio, comprensivo delle maggiorazioni applicabili, va da poco meno di 50 euro (per chi non presenta Isee o supera i 40mila euro) a 174 euro per le classi di Isee fino a 15mila euro.
Anche l’aumento dell’inflazione inciderà sul nuovo assegno unico
Oltre agli interventi governativi, sul calcolo finale dell’assegno ci sarà da aggiungere la rivalutazione. Anche questa misura infatti, come le alcuni altri trattamenti assistenziali e previdenziali, è soggetto a mutamenti connessi all’indice del costo della vita. Lo stabilisce il D.Lgs 230/2021. Gli importi dovranno perciò essere aggiornati nel 2023. Se dovesse essere confermato l’andamento dell’inflazione – un tasso dell’8% per il 2022 – il prossimo anno ci sarà sia un aumento della soglia Isee entro cui godere della somma massima dell’assegno, che a sua volta potrebbe passare da 174 a 189.





Non ho ancora recivuto assegno unico cosa devo fare.
Neanche io, ho fatto la domanda a maggio.