L’aumento delle rate dei mutui mette in crisi le famiglie italiane: cosa aspettarsi nel 2023.

Il 2022 è stato caratterizzato dall’ascesa vertiginosa delle rate dei mutui a tasso variabile, facendo vacillare milioni di famiglie già alle prese con l’aumento delle utenze e dei generi alimentari.

Per cercare di frenare questa galoppante inflazione, con aumenti mensili che non si vedevano da fine anni 80, la Banca Centrale Europea sta attuando un deciso e costante aumento dei tassi di interesse per cercare di ridurre l’offerta di moneta e in questo modo cercare di frenare l’inflazione per riportarla verso valori ottimali vicino al 2%. L’ultimo dato dell’area euro è stato un allarmante +10% relativo al mese di novembre.

Intanto, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha spiegato che il contesto di stabilità finanziaria è peggiorato da giugno scorso e che “è ragionevole aspettarsi che la Bce aumenti i tassi di mezzo punto percentuale alla volta“.

Il solito dilemma: tasso fisso o variabile

settembre il costo medio dei mutui fissi distanziava quello dei mutui variabili di circa 150 punti (1,5%). Nei primi 15 giorni di dicembre, invece, il margine si è ridotto (3,35% contr0 2,90%).

Se gli indici di riferimento continueranno a evolvere con i trend attuali e il mutuo a tasso variabile assorbirà questo ulteriore aumento di 50 punti base, “è possibile che a gennaio i mutui a tasso fisso siano addirittura meno costosi dei variabili“.

In tal caso, converrebbe investire su un mutuo a tasso fisso e valutare la surroga nel caso in cui mutasse il trend degli ultimi mesi.

Col tasso fisso, si pagherebbero interessi ancora superiori al 3%, anche se il variabile costerà di più e soprattutto, visto che l’epoca d’oro del fisso poco sopra l’1% difficilmente potrà tornare, quando la situazione economica diventerà più stabile i costi diminuiranno e allora si potrà giocare la carta della surroga.

Cosa aspettarsi dal 2023

Attualmente, la situazione è in continuo divenire, buttando sempre un’occhio ai mercati finanziari. Gli addetti ai lavori  stimano un tasso d’interesse del 6% per gli interessi sulle rate dei mutui. A lanciare l’allarme è una recente analisi condotta dalla Fabi, la Federazione dei bancari.

“Se i tassi medi si sono attestati, nel mese di ottobre, a quota 3,2%, quando il costo del denaro era al 2%, sul mercato – ha commentato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni- alcuni intermediari propongono, già oggi, mutui con interessi superiori al 5%”.

Per tutte le famiglie in difficoltà, è importante capire fino a che punto si è in grado di assorbire altri aumenti della rata senza rischiare l’insolvenza.

Secondo Bankitalia, l’aumento della Bce di 50 punti base dovrebbe produrre nei prossimi mesi una crescita delle rate dei mutui variabili, con un aggravio di quasi 35 euro al mese per un finanziamento medio.

Per il 2023-2024 ci si aspetta un ulteriore aumento dei due indici di riferimento dei tassi di interesse sui mutui, ovvero Euribor e Eurirs, rispettivamente parametri legati ai mutui a tasso variabile e a tasso fisso.

Secondo le stime di un report dell’Abi i tassi di interesse dovrebbero arrivare al 3% entro marzo 2023, per poi raggiungere il 3,5% entro dicembre. Il tutto dovrebbe poi stabilizzarsi nel 2024, assestandosi intorno al 3%.

Le previsioni elaborate dall’Abi sono però basate sulle attuali previsioni sui livelli di inflazione. Le stime al momento prevedono un’inflazione media per il 2022 dell’8,1%, che dovrebbe poi calare al 5,5% nel 2023 e al 2,3% nel 2024.

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