Bonus asilo nido, pagamenti in ritardo. Siamo gia al quinto mese nel corso del 2024 e le famiglie italiane aspettano ancora l’erogazione del bonus asilo nido. L’inps prova a dare una spiegazione e attraverso un comunicato stampa del 20 aprile scorso,  aveva annunciato lo sblocco dei versamenti. Una notizia accolta con favore dalle famiglie in attesa di ricevere il rimborso delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici o privati. Come pure per l’utilizzo di forme di supporto presso la propria abitazione in favore di bambini con meno di 3 anni affetti da gravi patologie croniche.

Il bonus nasce per aiutare le famiglie, e le mamme a rientrare subito nel mercato del lavoro, ma con questi ritardi si fa un doppio danno, soprattutto a livello economico.

L’Inps, nel comunicato, aveva annunciato l’operatività della nuova funzione che permette a tutte le sedi territoriali dell’Istituto di procedere con la gestione delle domande presentate, che fino ad allora erano tutte protocollate o al massimo in stato di lavorazione, aggiungendo che erano già state messe in pagamento le prime domande accolte.

La risposta dell’Inps

Il pagamento, però, non risulta ancora arrivato. L’Inps, rispondendo ad alcune domande su Facebook degli utenti, ha spiegato: “Ci spiace per il disagio e il ritardo accumulato. La problematica è in via risolutiva”.

Per le domande in lavorazione, invece, bisognerà attendere che gli uffici Inps completino la fase istruttoria, che ricordiamo è comunque partita in ritardo visto che la nuova funzionalità per la gestione delle domande è stata messa a disposizione ad aprile inoltrato. In ogni caso, rassicurano dall’Inps, entro fine maggio dovrebbe esserci il pagamento di buona parte dei rimborsi.

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Si ricorda inoltre che il bonus asilo nido prevede uno stanziamento annuale da parte del governo, ormai divenuto strutturale e che quindi non necessita di ulteriori approvazioni, motivo per il quale i fondi sono sempre disponibili e ciò fa aumentare la perplessità su tali ritardi.

Il bonus asilo nido è un sostegno economico pensato per sostenere i genitori attraverso la copertura delle spese per la cura e l’educazione dei figli nei primi anni di vita. Il contributo, che vale anche in caso di adozione, spetta fino al compimento del terzo anno di età del minore. Nel caso in cui il bambino compia i 36 mesi nel corso dell’anno, il contributo è erogato esclusivamente a copertura delle rette pagate da gennaio ad agosto 2024.

Leggi anche: hai un isee basso? ecco i bonus ai quali puoi accedere.

La domanda di contributo deve essere presentata entro il 31 dicembre 2024 e va inoltrata esclusivamente in via telematica, utilizzando gli appositi servizi raggiungibili sul sito dell’Istituto, una volta autenticati tramite la propria identità digitale: quindi SPID di livello 2 o superiore, CIE Carta di Identità Elettronica 3.0 o CNS, Carta Nazionale dei Servizi

La documentazione che dimostra la spesa che consente la liquidazione del contributo va allegata entro e non oltre il 31 luglio 2024 attraverso la funzione “Allegare documenti di spesa”, disponibile sul sito dell’Istituto, o attraverso il servizio “Bonus nido” presente nell’app INPS mobile

Per i bambini con meno di tre anni è previsto un bonus massimo di 3 mila euro, con un Isee minorenni in corso di validità fino a 25.000,99 euro. Un massimo di 2.500 euro, con un Isee minorenni da 25.001 euro fino a 40 mila euro. E un massimo di 1.500 euro nelle ipotesi di Isee minorenni: oltre la soglia di 40 mila euro; assenza di Isee minorenni; Isee con omissioni e/o difformità dei dati del patrimonio mobiliare e/o dei dati reddituali auto dichiarati; Isee discordante; Isee minorenni non calcolabile

Ancora qualche giorno di tempo per rinnovare l’isee in base all’ultima dichiarazione dei redditi 2023 e percepire l’aumento dell’assegno unico sin dal mese di Marzo 2024.

Si inizia il 16 del mese con i pagamenti ma la maggior parte delle famiglie riceve il bonifico nei giorni 18,19 e 20.

Nella fattispecie, per quanto riguarda le date di pagamento dell’assegno unico di marzo 2024, queste ultime coincidono con l’inizio della terza settimana del mese, quindi lunedì 18, martedì 19 e mercoledì 20.

Per tutti i nuclei familiari che non hanno subito variazioni rispetto allo scorso anno le data di pagamento restano le medesime rispetto allo scorso anno.

Se invece ci sono state modifiche da apportare alla situazione del nucleo familiare, ad esempio per quanto concerne la sua composizione, allora oltre a essere in corso di validità, l’isee deve risultare anche aggiornato da questo punto di vista.

I pagamenti allora slittano in avanti di qualche giorno, per la precisione saranno erogati tra il 21 e il 31 marzo 2024 (giorno di Pasqua).

E per chi invece ha accolto il primogenito e quindi è la prima volta che presenta domanda per l’assegno unico?

In questo caso, bisogna tener conto del fatto che l’erogazione avviene il mese successivo a quello della presentazione della domanda.

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Quali sono gli importi dell’assegno unico 2024

Come appena accennato, gli importi per il nuovo anno, riguardanti l’assegno unico, variano a seconda della nuova situazione reddituale del nucleo familiare.

Ricordiamo che l’aggiornamento di tali importi non avviene a inizio anno, quindi nel mese di gennaio. Infatti si hanno due mesi di tempo (fino alla fine di febbraio) per aggiornare l’Isee in base all’ultima dichiarazione dei redditi prodotta, dopodiché si aggiornano anche i nuovi importi da erogare per i successivi 12 mesi.

L’adeguamento delle somme avviene non solo in relazione al nuovo valore dell’Isee ma anche proporzionato all’aumento dell’inflazione pari al 5,4%

Ecco le nuove soglie Isee con relativi importi da erogare per l’assegno Unico 2024, come da tabelle Inps:

  • ISEE da 0 a 17.090,61 euro, l’assegno base è pari a 199,4 euro

  • da 17.090,62 a 17.204,55 euro, è pari a 198,8 euro

  • da 17.318,49 a 17.432,42 euro, l’assegno base è pari a 197,7 euro

  • con ISEE da 24.724,43 a 24.838,35 euro, è pari a 160,6 euro

  • da 27.117,11 a 27.231,04 euro, l’assegno base è pari a 148,7 euro

  • nella fascia ISEE da 36.687,85 a 36.801,78 euro, l’assegno è pari a 100,9 euro

  • da 45.574,96 euro, l’assegno base è pari a 57 euro.

Come si può notare, fino a circa 17 mila euro di Isee, l’assegno unico è erogato al massimo dell’importo previsto per un figlio minore, per poi man mano diminuire in base al valore Isee dichiarato.

Ricordiamo che l’assegno unico spetta per l’appunto in caso di figli minori.

Solo in alcuni casi eccezionali si continua ad erogare una volta compiuti i 18 anni. Ma ben evidentemente, in tale circostanza la somma spettante si riduce in maniera notevole.

Per il 2024, gli importi previsti oscillano da 96,9 euro a 28,5 euro al mese nel 2024, sempre tenendo conto della fascia Isee di appartenenza.

Una precisazione è d’obbligo: questi riportati sono gli importi di base previsti per l’assegno unico in favore di un figlio minore. In caso di più figli, tali importi vanno moltiplicati e, se si è beneficiari di maggiorazioni, addizionati con ulteriori somme mensili.

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Come aggiornare Assegno Unico 2024

La procedura da seguire è quella che abbiamo appena avuto modo di presentare. Entro la fine del mese di febbraio, con l’aiuto del commercialista di fiducia o di un CAF, si procede con l’aggiornamento del nuovo Isee in corso di validità. A sua volta, per risultare aggiornato, l’Isee necessita della nuova DSU ovvero la Dichiarazione Sostitutiva Unica relativa al 2024.

Questa si ottiene nel momento in cui si procede con la dichiarazione dei redditi (l’ultima disponibile è dunque del 2023, relativa ai redditi percepiti e guadagnati del 2022).

Una volta aggiornato l’Isee, l’Inps in automatico procede con l’adeguamento degli importi dell’Assegno Unico, non bisogna procedere con altro genere di operazioni.

Si può facilmente verificare la propria situazione nella sezione MyInps accedendo con Spid o altre credenziali d’identità digitale.

Se non si aggiorna l’Isee, allora l’Inps provvederà ad aggiornare l’importo dell’assegno unico al ribasso ovvero al minimo previsto attualmente (pari a 57 euro mensili)

Hai un isee di importo inferiore ai 20.000 euro? Vuoi sapere quali bonus ti aspettano?

In questo articolo potrai scoprire bonus nuovi e vecchi e le varie modalità di accesso.

Il Governo ha confermato diverse agevolazioni nella Legge di Bilancio: oltre a quelle elencate, ci sono anche bonus per le famiglie con figli e misure per risparmiare sulle spese quotidiane. Tutto dipende dall’indicatore economico e reddituale.

Ecco l’elenco completo delle agevolazioni che puoi richiedere nel 2024 se possiedi un Isee basso.

Isee basso, l’elenco delle agevolazioni 2024

Dal 1° gennaio 2024 sono cambiate le modalità di calcolo per isee: se possiedi un indicatore economico basso, solitamente inferiore a 20.000 euro, potresti aver diritto a una serie di agevolazioni e bonus che il Governo ha inserito nella Legge di Bilancio 2024.

Ecco un elenco completo delle agevolazioni disponibili per quest’anno:

  • Bonus bollette e telefono;

  • Carta Dedicata a Te + Bonus benzina;

  • Carta Acquisti ordinaria;

  • Assegno di inclusione

  • Bonus psicologo.

Oltre a questi bonus, sono già state confermate le misure per le famiglie: assegno unico, bonus asilo nido e assegno di maternità.

Bonus bollette 2024: come funziona e come richiederlo

La Legge di Bilancio conferma il bonus bollette 2024 per le famiglie che si trovano in condizioni di difficoltà economica e per coloro che soffrono di disagio fisico: in entrambi i casi è possibile ottenere uno sconto sulle utenze di luce, acqua e gas, potenziato solo per il primo trimestre del nuovo anno.

Per accedere al bonus bollette per disagio economico è necessario possedere un Isee inferiore a 9.530 euro all’anno, limite che sale a 20.000 euro per le famiglie numerose (con almeno 4 figli a carico).

Solo per il primo trimestre dell’anno resta in vigore il bonus elettrico potenziato, accessibile a tutti i nuclei familiari con Isee sotto i 15.000 euro, oppure per le famiglie numerose con Isee fino a 30.000 euro.

Per quanto riguarda invece il bonus telefono, solo chi possiede un Isee inferiore a 8.112,23 euro all’anno ha diritto a ricevere uno sconto del 50% sul canone di accesso alla rete telefonica, che passa da 19 euro ad un massimo di 9,50 euro.

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Carta Dedicata a Te e Carta Acquisti: le differenze

La novità di quest’anno è la Carta Dedicata a Te, consegnata dai Comuni ai cittadini che possiedono un Isee inferiore a 15.000 euro: grazie a questa card è possibile ottenere un bonus di 360 euro da utilizzare per le spese alimentari o per gli acquisti presso le farmacie.

Oltre alla Carta Dedicata a Te, è previsto anche un bonus benzina per i titolari del beneficio, da utilizzare anche per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico.

Resta attiva anche la Carta Acquisti ordinaria, che spetta a cittadini di età superiore a 60 anni oppure nuclei familiari in cui sono presenti bambini al di sotto dei tre anni. Tali beneficiari devono possedere un Isee inferiore a a 8.052,75 euro, limite che sale a 10.737 euro per chi ha compiuto 75 anni.

La Carta Acquisti permette di ottenere un bonus bimestrale di 80 euro da spendere per l’acquisto di generi alimentari oppure per pagare le bollette.

Leggi anche: bonus asilo nido 2024!

Assegno di Inclusione: a chi spetta e come funziona

Dal 1° gennaio 2024 è attivo anche l’Assegno di Inclusione, la nuova misura voluta dal Governo Meloni al posto del Reddito di Cittadinanza: ma come funziona?

Il beneficio è riservato alle famiglie considerate “fragili” che possiedono un Isee fino a 9.360 euro: possono averlo, quindi, i nuclei al cui interno si trova almeno un minore, un anziano over 60 o un disabile.

Se si possiede un Isee fino a 6.000 euro, invece, si può richiedere il Supporto per la Formazione e il Lavoro: questa misura consente di accedere a un bonus di 350 euro per ogni componente occupabile del nucleo familiare, purché partecipi alle iniziative formative o di orientamento per inserirsi nel mondo del lavoro.

Bonus psicologo 2024: chi può averlo

Rinnovato anche il bonus psicologo 2024 grazie a un finanziamento di 5 milioni di euro: l’agevolazione spetta ai cittadini residenti in Italia che possiedono un Isee non superiore a 50.000 euro.

Grazie al voucher è possibile prenotare sedute gratuite presso psicologi iscritti all’apposito Albo professionale.

Tra le prestazioni Inps dirette a sostenere economicamente i nuclei familiari con figli, sopravvissute all’introduzione dell’Assegno Unico Universale, figura la misura di supporto per il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati ovvero di forme di assistenza domiciliare, detto anche bonus nido.

L’Istituto, previa domanda, provvede ad erogare direttamente ai beneficiari una somma – base, uguale per tutti, cui si aggiunge un incremento, parametrato invece all’Isee.

La recente Legge di bilancio per l’anno 2024 (approvata con Legge 30 dicembre 2023 numero 213) non manca di intervenire anche sul bonus nido, in particolare aumentandone l’importo spettante, a beneficio dei nati a decorrere dallo scorso 1° gennaio.

Cos’è il Bonus nido

Il bonus nido è stato introdotto dalla Legge 11 dicembre 2016 numero 232. Nello specifico, l’articolo 1, comma 355, ha previsto, per i nati a decorrere dal 1° gennaio 2016, un sussidio per:

–        Il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati;
–        L’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche.

Bonus nido: gli importi 2023

Per comprendere appieno la portata della modifica prevista dal DDL bilancio riepiloghiamo in tabella gli importi massimi attualmente concessi ai beneficiari del bonus nido ed i relativi valori mensili.

Somma – base
Il bonus in argomento è fissato in:
–        1.000,00 euro, su base annua, parametrato su undici mensilità, per gli anni 2017 e 2018;
–        1.500,00 euro, sempre su base annua, a decorrere dall’anno 2019.
Incremento
A decorrere dall’anno 2020, la somma – base sopra citata è incrementata di:
–        1.500,00 euro, per i nuclei familiari con un valore dell’Isee fino a 25 mila euro;
–        1.000,00 euro, per i nuclei con Isee da 25.001 a 40 mila euro.

Bonus nido: le novità 2024

L’articolo 1, comma 177, lettera b) della Manovra 2024 prevede, con riferimento ai nati a decorrere dal 1° gennaio 2024, in nuclei familiari:

  • con un valore dell’Isee fino a 40 mila euro, calcolato ai sensi dell’articolo 7 del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri numero 159/2013;
  • nei quali sia già presente almeno un figlio di età inferiore ai dieci anni;

Domanda Bonus nido: la piattaforma Inps

Per accedere al bonus nido è necessario trasmettere apposita domanda all’Inps in via telematica, collegandosi al portale “inps.it – Sostegni, Sussidi e Indennità – Bonus asilo nido, in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS.

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In alternativa è possibile inoltrare la domanda avvalendosi dei servizi offerti dagli enti di patronato.
Da notare che, in caso di più figli, è necessario presentare la domanda per ciascuno di essi. Non è pertanto possibile trasmettere una richiesta cumulativa.

Domanda Bonus nido: scelta del contributo

All’interno della piattaforma online è necessario indicare il tipo di contributo che si vuole ottenere:

  • contributo asilo nido, per il pagamento delle rette di frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati. Questi ultimi sono strutture autorizzate allo svolgimento del servizio educativo di asilo nido dall’ente locale competente, nel rispetto dei requisiti tecnico-strutturali, igienico-sanitari, pedagogici e di qualità previsti dalle vigenti normative nazionali e locali;
  • contributo per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione, per il pagamento delle forme di assistenza domiciliare in favore dei bambini di età inferiore a tre anni, affetti da gravi patologie croniche.

Con riguardo al primo punto sono esclusi dal rimborso i servizi all’infanzia diversi dagli asili nido (ad esempio spazi gioco, ludoteche, etc.).

In ragione del fatto che l’attuale somma base del bonus nido corrisponde a 1.500,00 euro, portando l’importo riconosciuto a titolo di incremento a 2.100,00 euro, grazie alle modifiche della Manovra 2024 i beneficiari la prestazione potranno contare su un sostegno economico di 3.600,00 euro annui (1.500,00 + 2.100,00).

Leggi anche: assegno unico 2024

Bonus nido: differenza tra 2023 e 2024

Alla luce delle modifiche operate dalla Manovra 2024, confrontiamo in tabella i vecchi e i nuovi importi annui spettanti a titolo di bonus nido:

Bonus nido tabella

Come accedere al Bonus nido 2024

Sulle modifiche introdotte dalla Manovra 2024 si attende l’apposita circolare / messaggio Inps. Tuttavia, si può ipotizzare che le modalità di accesso al bonus resteranno quelle consuete.

Nello specifico, quanti intendono fruire del sussidio sono tenuti a trasmettere una domanda all’Istituto in via telematica, collegandosi al portale “inps.it – Sostegni, Sussidi e Indennità – Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione”.

A tal proposito è necessario, per accedere all’area riservata della piattaforma online, il possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS.

In alternativa all’istanza telematica, gli interessati possono inoltrare la domanda avvalendosi dei servizi offerti dagli enti di patronato.

E’ importante precisare che, in presenza di più figli, è necessario inoltrare la domanda per ognuno di essi, senza possibilità di trasmettere una richiesta cumulativa.

Da ultimo si ricorda che l’istanza all’Inps dev’essere trasmessa dal genitore che si fa carico del pagamento della retta.

Come compilare la domanda di Bonus nido

All’interno della piattaforma online l’interessato dovrà indicare, per le domande di bonus asilo nido:

  • se trattasi di asilo nido pubblicato o privato autorizzato;
  • la denominazione ed il codice fiscale della struttura;
  • gli estremi del provvedimento autorizzativo;
  • le mensilità relative ai periodi di frequenza scolastica per le quali intende ottenere il beneficio (gennaio – dicembre).

Posto che la piattaforma non permette di allegare i documenti relativi a mensilità non specificate, per richiedere il bonus per ulteriori mesi, rispetto a quelli già indicati, è necessario ripresentare una nuova domanda che sarà sottoposta alla verifica della disponibilità del budget stanziato.

Tra i documenti da allegare alla domanda figurano:

  • la documentazione a riprova del pagamento di almeno una retta relativa a un mese di frequenza;
  • l’iscrizione o l’avvenuto inserimento in graduatoria del bambino in caso di asili nido pubblici (in cui si prevede il pagamento delle rette posticipato rispetto al periodo di frequenza);
  • le ricevute delle rette relative ai mesi di frequenza successivi, entro la fine del mese di riferimento e, comunque, non oltre il 31 luglio dell’anno successivo.

Buone notizie per chi percepisce l’assegno unico nell’anno 2024. L’inps ha comunicato il nuovo calendario dei pagamenti con le date e gli importi.

Come negli anni scorsi l’INPS  in  collaborazione con la Banca D’Italia ha predisposto il calendario dei pagamenti della prestazione per tutte le mensilità dell’anno e comunica  intanto le date per il periodo gennaio giugno 2024 

ATTENZIONE le rate della prestazione  si riferiscono alle situazioni che non abbiano subito variazioni

–      17, 18, 19 gennaio 2024;

–      16, 19, 20 febbraio 2024;

–      18, 19, 20 marzo 2024;

–      17, 18, 19 aprile 2024;

–      15, 16, 17 maggio 2024;

–      17, 18, 19 giugno 2024.

Per le nuove domande si ricorda che il pagamento della prima rata avverrà di norma nell’ultima settimana del mese successivo alla presentazione. Nella stessa data sarà accreditato anche l’importo delle rate spettanti nell’ipotesi in cui l’assegno sia stato oggetto di un conguaglio, a credito oppure a debito.

Sull’argomento, INPS precisa che he l’effettuazione di conguagli da parte dell’Istituto sull’importo dell’assegno spettante è comunicato all’utente tramite mail/sms e che il dettaglio delle operazioni effettuate è visualizzabile tramite il nuovo pannello informativo semplificato, consultabile attraverso il portale dell’INPS – https://www.inps.it/ – utilizzando le proprie credenziali di autenticazione (SPID, CIE e CNS) o tramite l’intermediario di fiducia.

Domande assegno Unico 2024 – Obbligo DSU aggiornata

Come anticipato nella circolare del 15 dicembre 2022, n. 132, l’istituto ricorda che le domande di Assegno Unico e Universale per i figli a carico  NON devono essere ripresentate ogni anno,  fatto salvo  il caso in cui 

  • ci siano variazioni nel nucleo familiare  (nascita  o raggiungimento della maggiore età di un figlio ) oppure
  • la precedente domanda sia sospesa o respinta

Obbligatorio invece presentare una nuova Dichiarazione Sostituiva Unica (DSU) per il 2024, correttamente attestata per ottenere a partire da marzo 2024 l’importo corretto dell’assegno Unico 

Qualora la nuova DSU sia presentata entro il 30 giugno 2024, gli importi  dell’Assegno Unico eventualmente già erogati per l’annualità 2024 saranno adeguati a partire dal mese di marzo 2024 con la corresponsione dei dovuti arretrati.

ATTENZIONE In assenza di DSU aggiornata viene erogato l’importo minimo 

Inps ricorda che l’ISEE può essere ottenuto in tempi molto brevi con la presentazione in modalità precompilata della Dichiarazione Sostitutiva Unica, tramite l’apposito servizio online  sul nuovo Portale unico ISEE,

Gli importi dell’assegno  2024  e le soglie ISEE  sono adeguati annualmente alle variazioni  dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT . In attesa della comunicazione ufficiale , la mensilità di Assegno unico di gennaio 2024 sarà liquidata sulla base della tabella vigente nel 2023  e sarà poi oggetto di  conguaglio a febbraio

A marzo 2024 l’importo potrà come detto essere aggiornato sulla base di eventuali variazioni dell’ISEE familiare.

Assegno unico, ecco cosa cambia da gennaio

C’è grande attesa per il mese di gennaio, dato che, col nuovo tasso di rivalutazione del 5,4% (calcolo di perequazione delle pensioni) l’aiuto economico per i figli verrà adeguato all’aumento dell’inflazione e si applicherà a tutte le mensilità del 2024.

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Ne consegue che l’importo più alto sfiorerà i 200 euro a figlio (aumento di 10 euro, da 189,2 a 199,4 per figlio) e scatterà sotto la soglia Isee di 17.090 euro. La quota minima, finora di circa 54 euro al mese, sfiorerà i 57,2 per ciascun figlio.

Nel mese di gennaio 2024, ci sarà un ulteriore aumento dovuto all’inflazione media del 2023, stimata al 5,4% dall’ISTAT. Questo comporterà un aumento dell’assegno che varierà da 57,2 euro al mese per ISEE oltre 45.575 euro a 199,4 euro al mese per ISEE fino a 17.090 euro. È prevista anche una maggiorazione per i genitori lavoratori di 34,15 euro per ogni figlio.

Il Governo Meloni ha confermato il bonus latte artificiale anche per il 2023. Il contributo è destinato a tutte le neo mamme e copre le spese fino al sesto mese di vita del bebè. Vediamo la data entro cui presentare la domanda, a quanto ammonta e i requisiti.

Bonus latte artificiale 2023: la data e a chi è destinato

Introdotto per la prima volta alla fine del 2019, il bonus latte artificiale è stato confermato anche per il 2023. Il contributo è stato pensato dal Governo per le neo mamme che, per questioni di salute, non possono allattare e hanno bisogno di alternative al latte materno. Considerando che i sostituti di questo bene di prima necessità costano davvero tanto, l’esecutivo ha studiato un incentivo ad hoc.

Leggi anche bonus: assegno unico 2024, ecco gli aumenti!

Il bonus latte artificiale è pari a 400 euro ed è destinato alle donne che hanno un reddito Isee inferiore o pari 30 mila euro l’anno e una patologia, sia temporanea che permanente. Il contributo può essere richiesto anche dalle famiglie delle mamme che sono morte di parto.

Per quanto riguarda la data, l’incentivo può essere richiesto direttamente all’Asl del territorio di residenza nel momento in cui se ne ha bisogno. E’ riconosciuto dalla nascita del neonato fino al sesto mese ed erogato direttamente dalla Regione di appartenenza.

Bonus latte artificiale 2023: le patologie riconosciute

Come già anticipato, verrà riconosciuto soltanto in presenza di determinate patologie, sia temporanee che permanenti. Tra queste ultime, ci sono: infezioni da HTLV (1 e 2), sindrome di Sheehan, alattogenesi ereditaria, ipotrofia bilaterale della ghiandola mammaria e mastectomia bilaterale.

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Per quanto riguarda le malattie temporanee, che vanno controllate con cadenza mensile, troviamo: infezione da HCV con lesione sanguinante del capezzolo, infezione da HSV con lesione erpetica sul seno o capezzolo, infezione ricorrente da streptococco di gruppo B, lesione luetica sul seno, tubercolosi bacillifera non trattata e mastite tubercolare l’infezione da virus varicella zooster. Inoltre, vengono riconosciute anche condizioni/esami come: esecuzione di scintigrafia, assunzione di farmaci che vanno ad inficiare l’allattamento, assunzione di droghe (tranne metadone) e condizione di alcolismo.

Ovviamente, le patologie devono essere certificate da medici del Servizio Sanitario Nazionale, sia dal neonatologo che dal pediatra o dal medico di base. Sono sempre loro a dover confermare, in caso di malattia temporanea, la diagnosi di mese in mese.

Come già annunciato nei giorni precedenti, è stato confermato anche per il 4° trimestre 2023 il bonus bollette, ma vediamo insieme quelli che sono i requisiti e gli importi che verranno riconosciuti come sconto direttamente in bolletta.

Il bonus bollette non solo è stato confermato, ma per questi ultimi tre mesi sarà potenziato, si parla infatti di un sostegno a cui sarà aggiunto anche un ulteriore contributo straordinario, in vista dei possibili aumenti dei prossimi mesi.

A comunicare con precisione quali saranno gli sconti automatici in bolletta per le famiglie in difficoltà è la stessa Arera.

Leggi anche: bonus bicicletta, ottienilo senza isee! 

Bonus bollette potenziato: il contributo straordinario

Il bonus consiste in uno sconto diretto in bolletta a tutte le famiglie che si trovano entro una precisa soglia economica, valutata grazie all’ISEE. Arera spiega che con questo sostegno verrà garantito anche un contributo straordinario, introdotto per far fronte agli ultimi aumenti:

Per il IV trimestre 2023, il Governo ha previsto l’aggiornamento del bonus ordinario, e l’erogazione di un contributo straordinario, corrisposto insieme al bonus elettrico, al fine di contenere per i clienti domestici beneficiari delle agevolazioni, gli incrementi della spesa per le forniture conseguenti alle variazioni dei prezzi dell’energia elettrica.

Buone notizie quindi per chi già riceveva il sostegno, che potrà riceverlo ulteriormente anche nei prossimi mesi. Il bonus verrà quindi garantito in modo automatico in bolletta, a coloro che rientrano tra i beneficiari.

Per poter ricevere questi sconti, l’ISEE non deve superare 15.000 euro, tuttavia questa soglia è sempre innalzata a 30.000 euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico. Tra i beneficiari del bonus bollette troviamo anche coloro che ricevono ancora la pensione o il reddito di cittadinanza.

Ricordiamo che coloro che dispongono di un’apparecchiatura a casa per la cura di una problematica di salute, possono accedere ad un bonus sociale specifico sulle spese per l’energia elettrica.

Quando arriva il bonus bollette potenziato

Il nuovo bonus bollette arriverà direttamente sulle bollette relative a ottobre, novembre e dicembre 2023, e per riceverlo non sarà necessario presentare alcuna richiesta specifica.

I beneficiari infatti continueranno a riceverlo direttamente sulla bolletta, come sconto sulla cifra finale, se sussistono i requisiti economici previsti. Va fatta una precisazione per ciò che riguarda gli importi del nuovo bonus bollette.

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Qui di seguito vediamo qual è la cifra dello sconto per le famiglie con ISEE inferiore a 9.530 euro, che riceveranno il sostegno in misura piena:

  • 1 o 2 componenti del nucleo familiare: bonus di 98,44 euro;

  • 3 o 4 componenti del nucleo familiare: bonus di 127,88 euro;

  • oltre 4 componenti del nucleo familiare: bonus di 143,52 euro.

In questi importi è già calcolato il contributo straordinario, relativo al bonus potenziato, sommato al bonus ordinario e all’aggiornamento degli importi. Chi invece ha un ISEE compreso tra 9.530 e 15.000 euro, non riceverà la misura con importo pieno, ma con bonus all’80%:

  • 3 o 4 componenti del nucleo familiare: bonus di 117,392 euro;

  • oltre 4 componenti del nucleo familiare: bonus di 131,744 euro.

Non tutti riceveranno quindi lo stesso tipo di sostegno, perché gli importi sono variabili in base alla composizione del nucleo familiare e all’ISEE.

Il bonus infanzia 2024, che da l’opportunità di ottenere un assegno fino a 400 euro al mese per chi ha bimbi con età compresa tra 0 e 6 anni, si prospetta come una novità fondamentale. Questa misura, annunciata durante l’approvazione della Nota di aggiornamento al Def, potrebbe diventare una delle pietre miliari della Manovra 2024 del governo Meloni. L’obiettivo principale del Reddito di Infanzia è chiaro: rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie, incentivare le nascite e contrastare la diminuzione delle nascite, che ha raggiunto minimi storici in Italia. Questo intervento è di fondamentale importanza per prevenire una crisi demografica che potrebbe avere conseguenze dirette sul sistema previdenziale e sul futuro del Paese.

La famiglia torna ad essere considerata un elemento chiave per la crescita della nazione, un elemento cruciale per il potenziamento della società e dell’economia. Il Reddito di Infanzia rappresenta una proposta di legge inclusa nel pacchetto di misure a sostegno delle famiglie, e ora vediamo insieme le caratteristiche principali di questa nuova misura a favore dei figli.

Cos’è il bonus infanzia?

Il  bonus infanzia è un contributo economico pari a 400 euro erogato per ciascun figlio a carico fino a 6 anni di età. È importante notare che questo contributo potrebbe essere incrementato per le famiglie monogenitoriali o per quelle con figli con disabilità.

Una delle caratteristiche più interessanti di questa misura è che il Reddito di Infanzia sarebbe riconosciuto alle famiglie con figli a carico senza particolari soglie reddituali ISEE. In altre parole, il contributo spetterebbe alle famiglie con redditi fino a 90.000 euro, offrendo un sostegno economico più ampio rispetto alle condizioni previste per l’Assegno Unico Universale (Auu), che attualmente garantisce un importo massimo di 250 euro per ogni figlio, comprese le maggiorazioni.

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Come Richiedere il Bonus Infanzia?

La gestione del Reddito di Infanzia 2024 potrebbe essere affidata ai Comuni, con la possibilità che l’assegno venga riconosciuto su richiesta e distribuito dall’INPS. Tuttavia, non è esclusa l’erogazione automatica del contributo. Ulteriori dettagli saranno resi noti una volta che la misura diventerà ufficiale.

Cosa Accadrà per Chi Partorirà nel 2024?

Nel 2024, rimarrà attivo l’Assegno di Maternità dei Comuni, che sarà erogato su richiesta alle mamme disoccupate. Questo beneficio consente di ricevere un contributo mensile di 383,46 euro per 5 mensilità, per un totale di 1.917,30 euro, a condizione che siano rispettati i requisiti di legge. L’assegno viene erogato in caso di parto, adozione o affidamento di un minore.

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Quando sarà introdotto il Reddito di Infanzia da 400 Euro?

Attualmente, le risorse finanziarie per la prossima manovra sono limitate, e quindi sarà necessario stabilire da dove e come il governo italiano potrà reperire le nuove risorse necessarie per garantire il Reddito di Infanzia nel 2024. Tuttavia, non è da escludere che possano essere apportate modifiche ai requisiti dell’Assegno Unico Universale per fare spazio al Reddito di Infanzia. Saranno necessari ulteriori dettagli che saranno resi noti nei prossimi giorni.

Come cambia l’importo dell’assegno unico nel 2024 grazie alla rivalutazione dello stesso in rapporto all’inflazione?  Vediamo come calcolare i nuovi importi.

Il Governo ha stimato che la rivalutazione dell’assegno unico che verrà applicata dal 1° gennaio 2024 prevede un aumento degli importi pari al 5,3%. Ma che cosa significa?

Assegno unico 2024, cos’è l’effetto inflazione e cosa cambia

Quando parliamo di rivalutazione facciamo riferimento all’effetto dell’inflazione sugli importi dei sussidi.

Infatti, ogni anno l’ISTAT denota l’andamento dei prezzi al consumo e fissa una percentuale che dovrà essere applicata alle singole agevolazioni affinché si possano adeguare all’aumento generale dei prezzi.

All’aumento dei prezzi al consumo, quindi, deve corrispondere un aumento dei sostegni statali per le famiglie e conseguentemente anche un adeguamento delle soglie ISEE.

Ecco i nuovi importi che sono stati stimati sull’assegno unico e che verranno applicati a partire dal 1° gennaio 2024.

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Assegno unico, ecco di quanto aumenta nel 2024

Secondo le previsioni del Governo, dal 1° gennaio 2024 l’assegno unico aumenterà per le famiglie con una rivalutazione stimata al 5,3%.

Le stime sull’andamento dell’inflazione in Italia sono state riviste al ribasso – inizialmente erano fissate al 5,4% – in quanto l’economia si sta lentamente riprendendo.

La percentuale ipotizzata dal Governo non è certo sia quella definitiva, ma anzi potrebbe variare in base a quanto descritto dall’ISTAT. Il valore definitivo dovrebbe arrivare attorno a novembre o dicembre di quest’anno.

Tutti i nuovi importi dell’assegno unico dal 2024

Ma in termici monetari, di quanto aumenta l’assegno unico nel 2024 grazie all’effetto dell’inflazione? Lo scorso anno abbiamo beneficiato di una rivalutazione all’8,1%, mentre per quest’anno la percentuale dovrebbe essere più contenuta.

Ipotizzando una rivalutazione al 5,4%, i nuovi importi dell’assegno unico sarebbero i seguenti:

  • Quota base per figli minorenni – da 189,20 a 199,41 euro (aumento di circa 10 euro);

  • Quota base per figli maggiorenni ovvero maggiorazione per figli successivi al secondo – da 91,90 a 96,86 euro (aumento di circa 5 euro);

  • Maggiorazione per i genitori percettori di reddito – da 32,40 a 34,14 euro (aumento di circa 2 euro);

  • Maggiorazione per figli non autosufficienti – da 113,50 a 119,62 euro (aumento di circa 6 euro);

  • Maggiorazione per figli con disabilità grave – da 102,70 a 108,24 euro (aumento di circa 5,50 euro);

  • Maggiorazione in favore delle mamme under 21 – da 21,60 a 22,76 euro (aumento di circa 1 euro).

Non è prevista l’applicazione della rivalutazione, invece, sui 150 euro al mese spettanti alle famiglie con almeno 4 figli a carico.

Come cambiano le fasce ISEE

Di pari passo con l’adeguamento degli importi all’inflazione, anche le soglie ISEE verranno modificate in funzione dell’indice dei prezzi al consumo.

In questo senso, sempre considerando una rivalutazione pari al 5,4%, la soglia minima ISEE con la quale ottenere l’importo massimo dell’assegno unico passerebbe da 16.215 euro a 17.100 euro (circa).

La soglia massima, invece, salirebbe a 45.574 euro (mentre ad oggi è pari a 43.240 euro). A fronte di questo ISEE spetterebbe il minimo importo dell’assegno unico, pari a:

  • 57,02 euro per i minorenni (54,10 euro oggi);

  • 28,45 euro per i maggiorenni (27 euro oggi).

Buone notizie per chi vuole cambiare gli elettrodomestici e passare ad uno ad alta efficienza energetica. La nuova manovra fiscale porta per il bonus elettrodomestici  importanti novità.

Il governo italiano infatti sta lavorando a una proposta della Lega che mira a incentivare il passaggio da vecchi elettrodomestici a modelli di alta efficienza energetica.

La proposta prevede che il bonus per l’acquisto di elettrodomestici di alta efficienza energetica sia valido per gli anni 2023, 2024 e 2025. Questo rappresenta un impegno pluriennale da parte del governo per promuovere la sostenibilità energetica attraverso l’uso di apparecchiature più efficienti.

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Il contributo economico

Una delle parti cruciali della proposta è il contributo economico offerto agli acquirenti di elettrodomestici efficienti. Questo contributo è fissato al 30% del costo di acquisto dell’elettrodomestico, con un limite massimo di 100 euro per ogni apparecchio.

Tuttavia, se il reddito ISEE del nucleo familiare dell’acquirente è inferiore a 25.000 euro, il limite massimo può arrivare a 200 euro.

Per attuare questo programma, è previsto un fondo con una dotazione di 400 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025. Questi fondi sono destinati a sostenere finanziariamente gli acquirenti che optano per elettrodomestici più efficienti dal punto di vista energetico.

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Quali elettrodomestici sono inclusi – Attesa per l’approvazione in Manovra

La proposta di legge specifica anche le classi energetiche dei vari elettrodomestici ammissibili al bonus.

Questi includono:

  • Classe A per forni

  • Classe E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie

  • Classe F per frigoriferi e congelatori

Questi sono considerati “grandi elettrodomestici” e rientrano nell’ambito del bonus.

Sconto del 50% ancora in vigore

Nel frattempo, per il 2023 e il 2024, rimane in vigore lo sconto del 50% sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici, con un limite di spesa massimo di 8.000 euro per quest’anno e 5.000 euro per l’anno prossimo. Questa detrazione Irpef rappresenta un beneficio per chi acquista mobili ed elettrodomestici nuovi per arredare un immobile oggetto di lavori di ammodernamento.

In sostanza, il nuovo bonus elettrodomestici rappresenta un’opportunità interessante per gli acquirenti in Italia. Non solo offre un incentivo finanziario significativo per l’acquisto di apparecchi più efficienti dal punto di vista energetico, ma promuove anche la sostenibilità ambientale attraverso lo smaltimento corretto degli elettrodomestici obsoleti.

Altresì, l’attuazione effettiva della proposta dipenderà dalla sua inclusione nella Manovra Economica e dalla valutazione del Ministro dell’Economia. Gli acquirenti di elettrodomestici dovrebbero rimanere informati sullo sviluppo di questa proposta e considerare come essa potrebbe influenzare le loro decisioni future di acquisto.