Nuovo anno, nuovo modello 730. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato online il nuovo modello 730, la dichiarazione dei redditi per lavoratori dipendenti e pensionati, con le relative istruzioni.

Il modello 730 ti da l’opportunità di ottenere il rimborso dell’imposta direttamente nella busta paga o nella rata di pensione, a partire dal mese di luglio (per i pensionati a partire dal mese di agosto o di settembre).

Inoltre se deve versare delle somme, queste vengono trattenute dalla retribuzione (a partire dal mese di luglio) o dalla pensione (a partire dal mese di agosto o settembre) direttamente in busta paga o se lo si preferisce, pagarlo autonomamente con il modello F 24.

Le principali novità contenute nel modello 730/2023 sono le seguenti:

  • Modifica degli scaglioni di reddito e delle aliquote: sono state ridotte le aliquote Irpef da applicare ai redditi da 15.000 euro a 50.000 euro ed è stato ampliato lo scaglione di reddito a cui si applica l’aliquota più alta del 43%.
  • Rimodulazione delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente: è stato innalzato a 15.000 euro il limite reddituale per poter fruire della misura massima della detrazione per redditi da lavoro dipendente pari a 1.880 euro. La detrazione spettante è aumentata di 65 euro se il reddito complessivo è compreso tra 25.001 euro e 35.000 euro.
  • Rimodulazione delle detrazioni per redditi di pensione: è stato innalzato a 8.500 euro il limite reddituale per poter fruire della misura massima della detrazione per redditi di pensione pari a 1.955 euro. La detrazione spettante è aumentata di 50 euro se il reddito complessivo è compreso tra 25.001 e 29.000 euro.
  • Rimodulazione delle detrazioni per redditi assimilati e altri redditi: è stato innalzato a 5.500 euro il limite reddituale per poter fruire della misura massima della detrazione per redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente e altri redditi pari a 1.265 euro. La detrazione spettante è aumentata di 50 euro se il reddito complessivo è compreso tra 11.001 e 17.000 euro.
  • Modifica alla disciplina del trattamento integrativo: il trattamento integrativo è riconosciuto anche ai titolari di reddito complessivo compreso tra 15.001 euro e 28.000 euro a condizione che l’ammontare di alcune detrazioni sia di ammontare superiore all’imposta lorda.
  • Eliminazione delle barriere architettoniche: dal 1° gennaio 2022, per le spese sostenute per interventi direttamente finalizzati al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici già esistenti spetta una detrazione dall’imposta lorda del 75% del limite di spesa calcolato in funzione del tipo di edificio.
  • Detrazione per canoni di locazione ai giovani: ai giovani fino a 31 anni non compiuti, con un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro, è riconosciuta una detrazione pari al 20% del canone di locazione. L’importo della detrazione non può eccedere i 2.000 euro.
  • Credito d’imposta social bonus: per le erogazioni liberali agli enti del terzo settore è riconosciuto un credito d’imposta pari al 65 per cento dell’importo delle erogazioni stesse da utilizzare in tre quote annuali di pari importo. L’importo del credito d’imposta non può comunque essere superiore al 15% del reddito complessivo.
  • Credito d’imposta per attività fisica adattata: è riconosciuto un credito d’imposta per le spese sostenute per l’attività fisica adattata a coloro che ne fanno richiesta dal 15 febbraio 2023 al 15 marzo 2023 tramite il servizio web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.
  • Credito d’imposta per accumulo energia da fonti rinnovabili: è riconosciuto un credito d’imposta per le spese documentate relative all’installazione di sistemi di accumulo integrati in impianti di produzione elettrica alimentati da fonti rinnovabili, anche se già esistenti e beneficiari degli incentivi per lo scambio sul posto. Il credito è riconosciuto a coloro che ne fanno richiesta dal 1° marzo 2023 al 30 marzo 2023 tramite il servizio web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.
  • Credito d’imposta per le erogazioni liberali a favore delle fondazioni ITS Academy: per le erogazioni liberali in denaro alle ITS Academy è riconosciuto un credito d’imposta pari al 30% dell’importo delle erogazioni stesse.
  • Credito d’imposta per bonifica ambientale: se in possesso dell’attestazione rilasciata dal portale gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (ex Ministero della Transizione ecologica), è possibile fruire del credito d’imposta spettante per le erogazioni liberali finalizzate alla bonifica ambientale di edifici e terreni pubblici.
  • Destinazione dell’otto per mille: da quest’anno è possibile destinare una quota pari all’otto per mille dell’Irpef all’Associazione “Chiesa d’Inghilterra”.
  • Dematerializzazione delle schede per la scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef: da quest’anno i sostituti d’imposta che prestano assistenza fiscale possono trasmettere direttamente in via telematica le schede relative alle scelte anche senza avvalersi di un intermediario.

Anche quest’anno l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile online il modello 730 precompilato. A partire dal 30 aprile, l’agenzia delle entrate mette a disposizione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati il modello 730 precompilato nell’area dedicata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Il 730 ordinario si presenta entro il 30 settembre al Caf o al professionista abilitato o al sostituto d’imposta.

Secondo i dati Istat nel 2021, i lavori più pagati sono quelli del settore medico, bancario e amministrativo. La specializzazione gioca un ruolo importante nel raggiungimento di un reddito elevato e molte delle professioni più pagate richiedono una laurea. Per i giovani di oggi risulta fondamentale andare a programmare il proprio futuro lavorativo in base alle proprie passioni ma senza mai perdere d’occhio l’aspetto remunerativo, che alla distanza diventa la gratificazione più importante.

Quante volte si lavora con passione ma non si riesce ad arrivare a fine mese? Ed in questo caso la frustrazione, spesso e volentieri, supera di gran lunga la passione e l’abnegazione per il proprio lavoro.

Vediamo qui di seguito quali sono le professioni, al momento, maggiormente remunerative in Italia:

Al primo posto troviamo il Notaio con un reddito annuo lordo di € 265.000, a seguire il medico con un reddito di 75.000 euro, a completare il podio troviamo il farmacista con un reddito di 60.000 euro annui, subito ai piedi del podio troviamo il consulente finanziario con un reddito di 55.000 euro annui, in quinta posizione si piazza l’ingegnere con un reddito di 39.000, a poca distanza il commercialista e l’avvocato con un reddito di circa 36.000.

Nel settore IT troviamo invece le professioni di architecture manager e analista di dati, con una retribuzione rispettivamente di 168.000 euro e 150.000 euro l’anno. Nel settore marketing troviamo invece in cima alla classifica il direttore marketing, con una retribuzione di 93.000 euro l’anno, e l’UX design, che percepisce 89.000 euro l’anno.

Si tratta di cifre lorde che rappresentano la media delle retribuzioni per queste professioni. È importante notare che queste cifre possono variare in base alla posizione geografica e alle competenze specifiche del lavoratore. Notiamo grande disparità di reddito, a parità di professione, tra le regioni del nord, del centro e del sud, con redditi più elevati nelle regioni settentrionali

Ci sino altri fattori che, oltre alla specializzazione e alla collocazione geografica, possono influire, in maniera determinante sulla retribuzione di un lavoratore. Ad esempio, l’esperienza e l’anzianità nel settore giocano un ruolo molto importante nell’ottenere stipendi più alti. Anche la formazione continua e la costante acquisizione di nuove competenze possono far crescere il proprio stipendio.

Inoltre, è importante sottolineare che la maggior parte dei lavori più pagati richiedono un impegno costante e un impegno per la formazione continua. Ad esempio, un medico deve continuare a studiare e ad acquisire nuove competenze per essere sempre all’avanguardia nel proprio settore.

La classifica dei lavori più pagati in Italia può essere un buon punto di partenza per chi sta pensando al proprio futuro professionale, ma è importante tenere presente che non esiste un lavoro perfetto per tutti e che la scelta del lavoro ideale dipende dalle proprie inclinazioni, interessi e abilità personali. L’obiettivo e che, conoscere i lavori più pagati può aiutare a prendere una decisione più informata e razionale.

Nuovo anno nuovi intoppi per diversi bonus che sono stati fondamentali, nell’anno appena trascorso, per migliaia di famiglie italiane che grazie ad essi sono riusciti a far quadrare il bilancio familiare. L’anno in corso è caratterizzato da una lentezza burocratica che non sta permettendo l’attuazione di diversi bonus già approvati o confermati nella legge di bilancio 2023.

Trai bonus rinnovati anche per il 2023 e 2024 c’è il bonus psicologo. Un aiuto divenuto fondamentale, riconosciuto a tutti i cittadini in condizioni di depressione, stress, ansia e fragilità psicologica (non solo a causa della pandemia) che permette di coprire le spese relative alle sedute di psicoterapia presso un professionista a scelta tra quelli che hanno aderito e sono iscritti all’Albo degli psicologi.

La Legge di Bilancio ha alzato l’importo massimo da 600 euro a 1.500 euro per ogni beneficiario, ma come detto siamo ancora in attesa del decreto attuativo da parte del ministero della salute che dovrebbe dare il via alla presentazione delle richieste.

Fino a pochi giorni fa, tra i bonus bloccati dal governo rientrava anche il bonus asilo nido, il rimborso per il pagamento delle rette che permette di ottenere un importo massimo di 3.000 euro.

Per fortuna, da questo punto di vista le cose si sono sbloccate: l’INPS ha finalmente aperto la possibilità di presentare richiesta online a partire dal 27 febbraio.

Per le famiglie, però, si apre un nuovo intoppo che ha sempre a che fare con la burocrazia del nostro Paese. Stavolta, si tratta dell’assegno unico e universale.

Per poter beneficiare del contributo in favore delle famiglie, entro il 28 febbraio era necessario presentare il nuovo modello ISEE. Ma non tutti sono riusciti a rispettare la scadenza, è però importante ricordare che chi non è riuscito a rispettare la data di scadenza, ha pur sempre la possibilità di recuperare le somme perse presentando la dichiarazione aggiornata entro il 30 giugno 2023.

Il bonus trasporti messo a disposizione dal Governo dal 2022, con l’obiettivo di aiutare gli italiani nel pagamento degli abbonamenti mensili o annuali dei mezzi di trasporto cittadino è ancora in attesa del suo decreto attuativo. Il bonus da 60 euro ha avuto un grande successo sin dal momento della sua introduzione dello scorso anno, ed ora potrebbe continuare a dare una mano di aiuto alle famiglie italiane che purtroppo da mesi ancora restano in attesa di questa proroga che ritarda ad arrivare.

Come suddetto è proprio quel decreto attuativo che è centrale nella proroga della misura a mancare. Infatti è importantissimo perché definirà i dettagli e le modalità per fare domanda del bonus. L’iter dovrebbe essere molto simile a quello scorso anno, ma per avere conferma serve aspettare.

L’avvio delle richieste doveva avvenire il 14 febbraio ma a distanza di oltre due settimane ancora non si è vista nessuna traccia del via libera per la misura e ad oggi è difficile dare una data indicativa a partire dalla quale sarà possibile inoltrare le richieste.

Il bonus, per tranquillizzare tutti gli italiani che ne hanno usufruito nel 2022 e chi vorrà accedere nel 2023, è comunque confermato. Ma chi potrà richiederlo e usufruire della quota da 60 euro?

Il bonus trasporti 2023 è stato confermato nella quota dei 60 euro e viene riconosciuta per l’acquisto di abbonamenti mensili, validi per più mesi, o annuali. Prorogato fino a dicembre 2023, è possibile fare domanda sul sito dedicato del MIMS nell’apposita sezione dedicata al bonus trasporti.

L’accesso alla piattaforma consente di richiedere un solo buono, per sé stesso o per un figlio minore fiscalmente a carico ed eventuali ulteriori richieste dovranno essere fatte con un nuovo accesso. È possibile richiederlo ogni mese, ma pur sempre con un tetto massimo di 60 euro che vanno a contribuire al pagamento dell’abbonamento scelto.

Rispetto al 2022, però, cambia qualcosa. Infatti se lo scorso anno poteva essere richiesto soltanto da persone fisiche con un reddito fino a 35.000 euro, nel 2023 dopo l’approvazione del governo Meloni del cosiddetto decreto Carburanti, il bonus è stato ristretto solo a coloro che nello scorso anno hanno percepito un reddito fino a 20.000 euro. Una platea abbastanza ridotta che poi potrebbe ridursi ulteriormente se il gestore del trasporto pubblico che si utilizza non rientra nella lista di quelli “convenzionati” col Ministero (lista costantemente aggiornata che potete consultare qui).

Per presentare domanda, chi ne ha diritto, bisognerà quindi Accedere all’apposita piattaforma creata dal MIMS con SPID o CIE, indicare il servizio per cui si acquisterà l’abbonamento e specificare la tipologia di abbonamento (mensile o annuale). Al termine della procedura di richiesta del bonus si ottiene un codice e/o un QR code da presentare in biglietteria, oppure on-line se previsto dal gestore, al momento dell’acquisto