Dopo un 2022 caratterizzato da rendimenti in discesa su azioni e obbligazioni, gli asset manager cominciano a guardare al 2023 come a una nuova fase di mercato che accompagnerà gli investitori per i prossimi 5 anni.
Dopo un lungo periodo di tassi prossimi allo zero, inflazione contenuta e rendimenti azionari interessanti siamo entrati in una nuova stagione caratterizzata da tassi in ascesa, ripresa dell’inflazione e il ritorno della volatilità su tutti gli asset.
Questo è il momento ideale per fare il check up al portafoglio investito o per impostare una corretta pianificazione che parta dall’analisi dei bisogni e sia funzionale al raggiungimento dei propri obiettivi.
Investire a lungo termine: Le parole del numero 1!
Warren Buffett, il guru di Omaha e fondatore di Berkshire Hathaway, è il prototipo dell’investitore di lungo periodo. Tanto che consiglia di acquistare un’azione solo se si pensa di tenerla in portafoglio minimo 10 anni, altrimenti non conviene averla nemmeno un giorno.
La regola generale, infatti, è che quanto più a lungo resta investito il capitale, tanto maggiore è il rischio che si può sostenere. In pratica, le obbligazioni portano a minori oscillazioni e rischi e a rendimenti più bassi rispetto alle azioni, pertanto gli investitori che hanno un orizzonte temporale d’investimento uguale o superiore a 5 anni possono permettersi di investire una quota più elevata del loro portafoglio in azioni e puntare sulla crescita del patrimonio.
Perchè investire a lungo termine?
- La pianificazione di lungo periodo consente di mettere in portafoglio gli strumenti migliori con lo stesso profilo di rischio e consente anche di aumentare il profilo di rischio diminuendo la possibilità di subire delle perdite.
- La pianificazione di lungo periodo consente una diversificazione ottimale di portafoglio calibrata a seconda della strategia e degli obiettivi, anche grazie al reinvestimento degli interessi ottenuti nel corso del tempo.
- Avere come obiettivo temporale il lungo periodo mette al riparo dall’ansia della volatilità e dalle decisioni prese sull’onda degli choc di mercato. Consente di comprare e aspettare il risultato, senza monitorare quotidianamente le performance.
- Investire nel lungo termine consente di puntare su tematiche macroeconomiche di lungo periodo che sono al riparo dalle oscillazioni di breve termine.
- La più importante è quella di capitalizzare i rendimenti nei vari anni
Il motivo che porta i grandi investitori ad acquistare azioni o fondi d’investimento è la consapevolezza che il mercato azionario nel lungo periodo ti premia sempre! Negli ultimi 30 anni lo Standard & Poor 500 ha guadagnato in media l’8% annuo.
Come diversificare l’investimento nel lungo termine
Prevedere cosa accade nel lungo periodo e massimizzare il profitto è un esercizio difficile da sempre. L’economista inglese John Maynard Keynes che è passato alla storia anche per la battuta: “Nel lungo periodo saremo tutti morti”, voleva mettere in guardia dai trend secolari e dalla fallibilità delle previsioni, pur affermando che spesso si rivelano esatte. Per mettersi al riparo da previsioni errate la soluzione è la massima diversificazione di portafoglio che consente anche di calcolare bene il rischio che si corre in funzione del rendimento atteso.
Investire in fondi comuni per avere la massima diversificazione
Una strategia di investimento sicuramente errata è investire tutto su un singolo titolo obbligazionario o azionario, oppure su un unico prodotto finanziario. Adottare una corretta diversificazione vuol dire investire un capitale ingente su tanti strumenti finanziari diversi, ma una soluzione c’è: i fondi comuni di investimento offrono la possibilità, a fronte di un investimento contenuto, di beneficiare del grado di diversificazione massima grazie a un portafoglio molto ampio.
Nella selezione degli asset da mettere in portafoglio i gestori di fondi comuni adottano sempre una strategia di lungo periodo, individuando i trend che possono rendere di più con un orizzonte temporale decennale. In particolare, oggi investire a lungo termine sembra ancora più difficile rispetto al passato perché l’economia mondiale è nel bel mezzo di uno sconvolgimento strutturale che il World Economic Forum (WEF) ha definito “Quarta rivoluzione industriale”. Robotica, intelligenza artificiale ed economia digitale stanno cambiando abitudini di vita e lavoro.

