Nuovo anno, nuovi aumenti. Cosa si prevede per il 2023?
Non abbiamo fatto neanche a tempo a salutare il 2022, anno caratterizzato da aumenti senza precedenti, utenze gas e luce in primis, che una nuova stangata di aumenti arriveranno fino a partire dal 1° Gennaio.
Non avendo, il governo, confermato il taglio delle accise sui carburanti, essi subiranno subito un aumento di 18 centesimi a litro sin dall’1 gennaio. Il prezzo della benzina arriverà subito a sfiorare i 2 euro a litro.
Cosa analoga per i pedaggi autostradali, che dopo anni di blocco, subiranno un aumento di circa il 2%.
Nel 2023 gli italiani rischiano quindi di andare incontro ad una nuova stangata media da +2.435 euro a famiglia a causa dei rincari di prezzi e tariffe. Quello appena descritto è uno scenario che verrà valutato mese dopo mese in base anche al price cap sul tetto del gas, gli andamenti dei mercati finanziari e le scelte delle varie banche centrali.
Gli esperti concordano, che almeno per i primi sei mesi dell’anno, le utenze gas e luce rimarranno il grave problema da affrontare per le tasche degli italiani, anche se i primi giorni del nuovo anno sono stati caratterizzati da una continua discesa del prezzo del gas alla borsa di Amsterdam, con conseguenze dirette sui prezzi al dettaglio e sulle tariffe dei servizi. In particolare i prodotti alimentari rimarranno su livelli elevati ed anche altri settori, dalle assicurazioni ai servizi telefonici, invertiranno nel nuovo anno il trend discendente e torneranno a registrare aumenti.
Prendendo in esame le principali voci di spesa a carico dei cittadini come ad esempio gli alimentari, che rappresentano una delle voi più importanti dei consumi delle famiglie, nel 2023 i prezzi al dettaglio dovrebbero iniziare un lento calo rispetto ai livelli attuali, ma rimarranno comunque su livelli elevati, determinando a parità di consumi una maggiore spese di circa 507 euro.
Anche i trasporti subiranno un deciso aumento dei prezzi (+490 euro in media) per effetto delle tariffe che risentono della crisi energetica e dello stop al taglio delle accise sui carburanti, mentre per le strutture ricettive e la ristorazione gli aumenti saranno decisamente più contenuti.
Aumenti che colpiranno anche il comparto assicurativo e quello della telefonia con aumenti rispettivamente di 12 e 18 euro annui.
Per i servizi bancari si prevedono aumenti di minore entità (circa 9 euro) per la sola tenuta del conto del corrente, chi ha acceso un mutuo a tasso variabile deve mettere in conto una maggiore spesa per le rate pari a 1.260 euro nel 2023, come effetto dei rialzi dei tassi decisi a dicembre dalla Bce e dei prossimi aumenti annunciati dalla Lagarde per il nuovo anno.
Capitolo a parte invece deve essere affrontato per le tasse e imposte locali, anch’esse dovrebbero subire un aumento pari a 45 euro, per effetto delle decisioni di molti Comuni di ritoccare al rialzo la tassazione per recuperare le perdite subite nel 2022 a causa del caro-bollette.





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