La BCE aumenta i tassi: mutui a tasso variabile ancora in crescita. Quando finirà la salita?
Con le famiglie italiane prese ancora dai problemi del caro utenze, per contrastare l’aumento dell’inflazione, la BCE ha deciso di aumentare ancora il costo del denaro di altri 75 punti base facendo salire, per l’ennesimo mese consecutivo, le rate dei mutui a tasso variabile.
Il peso delle rate di mutuo incidono sempre in maniera importante nel bilancio familiare, ed in un periodo dove tutto costa di più, le famiglie si trovano sempre più in difficolta.
Oggi il carrello della spesa costa il 12% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e le famiglie italiane si trovano a mio avviso ancora più in difficoltà rispetto al periodo COVID!
Come abbiamo detto la Bce ha deciso un nuovo rialzo dei tessi lo scorso giovedì da 0,75 punti che rappresenta una mazzata per le famiglie italiane che hanno acceso un mutuo a tasso variabile. Lo afferma il Codacons, che fornisce le stime sugli effetti della decisione della Bce sulle tasche degli italiani.
Bce: quanto pesa il rialzo tassi sui mutui
Considerata una fascia media di mutuo a tasso variabile di importo compreso tra i 125mila e i 150mila euro, ossia l’importo più richiesto in Italia da chi accende un finanziamento per l’acquisto di una casa, la rata mensile salirà tra i 40 e i 50 euro per effetto del nuovo aumento dei tassi deciso dalla Bce – analizza il Codacons – Se però si considerano tutti gli incrementi imposti dalla Banca Centrale Europea negli ultimi mesi, la rata mensile di un mutuo a tasso variabile salirà complessivamente tra i 120 e i 150 euro rispetto a quanto pagato lo scorso anno, con ripercussioni sulle famiglie comprese tra i +1.440 e +1.800 euro all’anno. “Avevamo previsto lo scorso agosto la stangata sui mutui che sarebbe scattata in autunno, e purtroppo i nostri timori hanno trovato conferma – afferma il presidente Carlo Rienzi – L’incremento del costo dei finanziamenti si aggiunge così al caro-bollette e all’emergenza prezzi, aggravando ulteriormente i conti degli italiani: ciò apre un altro pericoloso fronte, quello dei ritardi nei pagamenti delle rate da parte delle famiglie in difficoltà, schiacciate dall’emergenza energia, da un’inflazione alle stelle e ora anche da mutui sempre più cari e difficili da pagare”.
Anche il sito di comparazione, Facile.it aveva fatto le sue simulazioni alla vigilia del summit della Bce. Considerando un mutuo variabile medio, la rata mensile potrebbe salire di quasi 50 euro il che, sommato questo agli aumenti precedenti, porterebbe l’incremento totale a quasi 150 euro in più rispetto a inizio anno. Un mutuatario medio che ha sottoscritto un finanziamento variabile da 126.000 euro a gennaio 2022, scrive Facile.it, si troverebbe quindi a pagare una rata da 604 euro, vale a dire il 32% in più rispetto alla prima rata. Aumenti significativi che stanno mettendo sotto pressione molte famiglie già alle prese con il caro-energia. Sono 2,4 milioni gli italiani con un mutuo a tasso variabile che hanno dichiarato di aver avuto difficoltà, nei primi 9 mesi dell’anno, a rimborsare il finanziamento e addirittura 218.000 mutuatari hanno dovuto saltare una o più rate.





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