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Generale

Mercati finanziari: le notizie di oggi, Lunedi 13 Gennaio!

Il calo di Nvidia trascina il comparto dopo l’annuncio di nuove restrizioni americane sull’export di chip. Petrolio in aumento con le nuove sanzioni Usa a Mosca. Vola il gas ad Amsterdam. Dollaro ai massimi in due anni con l’euro sotto 1,02 per la prima volta da novembre 2022. Lo spread si allarga nel finale a 124 punti base.

Chiusura in rosso per le borse europee in un clima di difficoltà generale sui mercati, appesantiti dai timori di un ritorno di fiamma dell’inflazione americana e di un rallentamento dei tagli dei tassi da parte della Fed. A Wall Street i tre indici principali hanno ormai cancellato i guadagni ottenuti dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 5 novembre, complice anche il rialzo dei rendimenti dei titoli del Tesoro (ai massimi da fine 2023), mentre l’aumento dei prezzi energetici, innescato dalle nuove sanzioni Usa contro la Russia, alimenta la paura che l’inflazione torni a rialzare la testa allontanando ulteriormente la nuova sforbiciata da parte della banca centrale europea. Gli investitori, già preoccupati da un mercato del lavoro forte in Usa, attendono quindi in settimana i dati sull’inflazione americana e le dichiarazioni dei governatori della banca centrale per poter avere elementi utili a intuire quale sarà il percorso della Fed sui tassi nel 2025. In calo anche Wall Street, che ha azzerato i guadagni realizzati subito dopo la vittoria di Donald Trump.

Wall Street in calo, azzera guadagni post vittoria Trump

Si muovono in calo gli indici a Wall Street, all’inizio di una settimana che prevede molti dati economici, tra cui quelli sull’inflazione di dicembre, e il via alla stagione delle trimestrali, con i resoconti finanziari delle grandi banche. Sotto pressione i titoli del settore chip, dopo che l’amministrazione Biden ha annunciato nuove e ampie restrizioni sull’esportazione di chip avanzati per l’intelligenza artificiale prodotti da Nvidia Corp – 2,37% e altre aziende, con l’obiettivo di limitare la loro vendita a Paesi non alleati degli Stati Uniti. I tre maggiori indici (Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq) sono reduci da due settimane consecutive in calo e hanno ormai cancellato i guadagni ottenuti dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 5 novembre, complice anche il rialzo dei rendimenti dei titoli del Tesoro, ai massimi dalla fine del 2023.

A Milano in testa Amplifon, St soffre con il tech

A Piazza Affari Amplifon chiude in testa al listino principale in rialzo del 2,5%, dopo che gli analisti di Intermonte hanno alzato la raccomandazione sul titolo a “outperform” e il target price a 33 euro dai 28 precedenti. Acquisti anche sui titoli energetici, spinti dal rialzo dei prezzi del greggio: Tenaris termina a +1% come Snam, +0,9% per Eni. Bene inoltre UniCredit (+0,7%), Bper (+0,7%) e Moncler (+0,6%). Chiude in rialzo dello 0,3% Tim, in vista della decisione del giudice sul contenzioso promosso da Vivendi sulla vendita della rete. Sul fronte opposto, soffre il comparto tech in scia a Nvidia – 2,37% St chiude così a -2,6%.

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Spread si allarga nel finale a 124 punti base

Prezzi in calo per i titoli di Stato dell’eurozona scambiati sul secondario telematico Mts con la conseguenza di una risalita dei rendimenti che ha caratterizzato i principali sovrani dell’area. I BTp in particolare con la conseguenza che lo spread con i Bund è tornato ad allargarsi. Nel finale il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005560948) e il Bund di pari scadenza si allarga a 124 punti base rispetto ai 121 indicati in avvio (stesso livello del closing di venerdì. Il rendimento dei decennali italiani prosegue la risalita e si attesta nel finale al 3,83% dal 3,81% di stamani e 3,77% al closing di venerdì scorso.

BTp: assegnati 2,75 mld a 3 anni e 3 mld a 7 anni

Il Tesoro ha collocato complessivamente 5,75 miliardi di euro nell’asta BTp a 3 e 7 anni: in crescita di circa mezzo punto percentuale i rendimenti. In particolare, la terza tranche del BTp 2,70% con scadenza 15 ottobre 2027 ha ricevuto ordini per 4,548 miliardi di euro ed è stata assegnata per complessivi 2,75 miliardi di euro: il rendimento si è attestato al 2,85%, pari a 49 punti base in più rispetto all’asta precedente. Il Tesoro ha poi assegnato 3 miliardi di euro della quarta tranche del BTp 3,15% con scadenza 15 novembre 2031 a fronte di una domanda di 4,879 miliardi: il rendimento lordo è stato del 3,49%, pari a un incremento di 57 punti base sull’asta precedente.

Dollaro ai massimi in due anni, euro sotto 1,02

Sul mercato valutario, il dollaro è sui massimi da due anni contro le altre principali valute. L’euro incrocia il biglietto verde a 1,0193 da 1,0230 venerdì in chiusura, scendendo sotto quota 1,02 dollari per la prima volta dal novembre 2022. La moneta unica vale anche 160,73 yen (da 161,49), mentre il rapporto dollaro/yen è a 157,44 (da 157,60). Continua a perdere terreno la sterlina, che sconta i timori sull’economia britannica: la divisa inglese vale 1,2129 dollari, sui minimi da novembre 2023, ed è indicata a 0,8419 per un euro (da 0,8372 venerdì in chiusura).

Petrolio in rialzo, vola il gas

In rialzo i prezzi del petrolio dopo l’annuncio di nuove sanzioni Usa nei confronti della Russia, che potrebbero pesare sull’offerta globale: il future febbraio sul Wti sale del 3% verso i 79 dollari al barile e il Brent marzo di circa 2 punti a 81,3 dollari. Vola il prezzo del gas naturale:ad Amsterdam il mercato di riferimento segna +7,5% a 48,4 euro al megawattora.

13 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2025/01/mercato-azionario.webp 694 1217 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-13 19:11:342025-01-13 19:11:34Mercati finanziari: le notizie di oggi, Lunedi 13 Gennaio!
Generale

Asseno unico 2025: importi, pagamenti ed isee!

Il 2025 é arrivato e tante famiglie si pongono domande sui prossimi pagamenti effettuati dall’Inps, in particolare per l’assegno unico universale che tra l’altro a breve godrà di un aumento dell’importo.

Comunicato dell’inps

L’Inps ha già comunicato quali sono le date di pagamento dell’assegno unico e di altre prestazioni, mantenendo nel 2025 un calendario simile a quello già utilizzato nel 2024. Come da consuetudine, l’assegno unico viene pagato subito dopo la seconda metà del mese di riferimento per coloro che lo prendono da tempo: discorso differente, invece, per chi ne ha fatto domanda il mese precedente oppure per coloro che nell’ultimo mese hanno subito una variazione del nucleo familiare tale da comportare un ricalcolo del beneficio, per i quali l’attesa si protrae fino alla fine del mese.

A tal proposito, ecco tutto quello che – con il 2025 – serve sapere sull’assegno unico universale: dalla prossima data di pagamento appunto alla scadenza entro cui rinnovare l’Isee, fino ai nuovi importi risultanti dalla rivalutazione (che tuttavia non verranno riconosciuti già a gennaio in quanto bisognerà attendere che venga ufficializzato il tasso definitivo).

Ma vediamo quali sono ledate da prendere in considerazione:

giovedì 16 gennaio 2025
venerdì 17 gennaio 2025
sabato 18 gennaio 2025

Attenzione però perché alcuni pagamenti possano slittare a lunedì 20 gennaio.

Dovranno attendere la fine del mese, invece, coloro che hanno fatto domanda di Assegno unico a dicembre, oppure chi nell’ultimo mese ha comunicato una variazione tale da comportare il ricalcolo della prestazione, ad esempio qualora nell’ultimo periodo ci sia stato un cambio dell’Isee. Per loro l’arrivo dei soldi è in programma nella settimana che va dal 27 al 31 gennaio 2025.

Ricordiamo che a ridosso del pagamento la data esatta viene comunicata dall’Inps ai diretti interessati attraverso i canali ufficiali, quindi tramite l’applicazione IO oppure nel portale dei pagamenti presente nell’area personale MyInps.

Entro quando rinnovare l’isee

Con l’arrivo dell’anno nuovo è poi il momento di rinnovare l’Isee per continuare a godere dell’assegno unico calcolato correttamente sulla base della propria condizione economica. Ricordiamo, infatti, che questa prestazione spetta anche a chi non presenta l’Isee, ma che in tal caso viene pagato l’importo minimo previsto dalla legge.

Chi quindi non rinnova l’Isee entro le scadenze previste deve mettere in conto che l’importo solitamente percepito potrebbe subire un taglio notevole. Nel dettaglio, il termine entro cui farlo è fissato al 28 febbraio 2025, il che significa che per le prossime due mensilità non bisogna temere alcun taglio.

Senza questo passaggio, a marzo 2025 l’Assegno unico verrà pagato ma l’importo si riduce al minimo. C’è comunque possibilità di recuperare quanto perso rinnovando l’Isee entro la fine di giugno: in questo caso in sede di conguaglio verranno pagati anche gli arretrati dei mesi precedenti.

 

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Rivalutazione anche nel 2025

A decorrere dal 2025 l’importo dell’assegno unico universale aumenta per effetto della rivalutazione, ossia quel meccanismo con cui gli importi della prestazione vengono adeguati al costo della vita.

Gli aumenti scattano da gennaio ma probabilmente l’Inps li riconoscerà solo a partire dal mese successivo visto che nel frattempo non è stato ancora comunicato il tasso definitivo di inflazione che verrà utilizzato per adeguare gli importi. In quella sede verranno anche riconosciuti gli arretrati riferiti a gennaio.

Come presentare la domanda

La domanda si presenta attraverso il portale INPS, entrando nell’area riservata con le proprie credenziali, attraverso Contact Center Multicanale (numero verde 803.164 gratuito da rete fissa oppure 06 164.164, da rete mobile a pagamento), o ancora rivolgendo agli istituti di patronato.

Leggi anche: Bonus mamme 2025

Quali importi percepiremo?

Per il momento sappiamo che l’indice di rivalutazione provvisorio è pari allo 0,8%: sappiamo quindi che la misura massima della prestazione sale a 200,99 euro (con Isee fino a 17.227,33 euro), mentre il minimo aumenta di appena 50 centesimi salendo a 57,45 euro (con Isee a partire da 45.939,56 euro).

Per quanto riguarda i figli maggiorenni, fino a un massimo di 21 anni, l’importo passa invece a un massimo di 97,68 euro a un minimo di 28,72 euro.

Nella procedura di domanda per l’AUU sono state implementate nuove funzionalità per inserire l’IBAN del conto corrente sul quale accreditare la prestazione: il servizio è stato infatti integrato al “Sistema Unico di Gestione IBAN”, per cui al momento della presentazione di una nuova domanda o di inserimento di una modifica delle modalità di pagamento, è possibile selezionare uno degli eventuali IBAN già registrati e utilizzati presso l’Istituto per altre prestazioni, oppure indicarne uno nuovo.

Aumentano da febbraio 2025 anche le maggiorazioni.

  • Con tre figli l’assegno sale di 97,68 euro con ISEE fino a 17.227,33 e di 17,24 euro per i redditi più alti;
  • per i figli non autosufficienti sale a 120,56 euro fino a 21 anni;
  • per i figli con disabilità grave la maggiorazione diventa di 109,07 euro;
  • per disabilità media la maggiorazione è di 97,68 euro fino ai 21 anni;
  • dopo i 21 anni, per i figli disabili scatta l’importo base per figli minorenni parametrato all’ISEE;
  • il bonus nel caso in cui lavorino entrambi i genitori sale a 35 euro;
  • la maggiorazione per madri con meno di 21 anni sale a 22,98 euro
12 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/09/article_00030.jpg 496 1240 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-12 11:30:172025-01-12 11:30:17Asseno unico 2025: importi, pagamenti ed isee!
Generale

Bonus natale 2024: Non lo hai percepito a dicembre? Richiedilo nel 730/25

Nel mese di dicembre  datori di lavoro e lavoratori sono stati alle prese con il Bonus Natale, un’indennità una tantum di massimo 100 euro netti, che è stata erogata direttamente in busta paga.

A chi spetta

Il bonus può essere richiesto dai lavoratori dipendenti, a prescindere dal tipo di contratto subordinato (indeterminato, determinato, intermittente etc). Sono esclusi però i co.co.co e più in generale, i titolari di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Per ottenere il bonus Natale, i lavoratori dovranno avere contemporaneamente specifici requisiti relativi a reddito, stato familiare e capienza fiscale:

Reddito: il reddito complessivo da lavoro dipendente, percepito tra il 1° gennaio 2024 e il 12 gennaio 2025, non deve eccedere i € 28.000. L’Agenzia delle Entrate ha specificato che deve essere considerato il cosiddetto “reddito di riferimento”, cioè quello da utilizzare per la determinazione delle agevolazioni fiscali, al netto dell’abitazione principale. Quindi, per esempio, si dovrà tenere conto dei redditi assoggettati a cedolare secca e delle mance detassate.

Stato familiare: Il lavoratore deve avere almeno un figlio fiscalmente a carico, anche se nato fuori del matrimonio, riconosciuto, adottivo, affiliato o affidato.
Sono considerati fiscalmente a carico i figli di età non superiore a 24 anni con reddito complessivo fino a 4mila euro al lordo degli oneri deducibili. I figli con più di 24 anni, invece, si considerano fiscalmente a carico se hanno un reddito non superiore a 2.840,51 euro.

Capienza fiscale: l’imposta lorda sul reddito da lavoro deve essere superiore alla detrazione prevista per i redditi di lavoro dipendente. La verifica della capienza deve essere effettuata senza operare la riduzione di 75 euro prevista dal d.lgs. 216/2023. La no tax area è di €8.501.

A quanto ammonta il bonus Natale

L’importo del bonus non è fisso e ammonta a massimo 100 euro netti, rapportati alle giornate effettivamente lavorate nel 2024, cioè le giornate per i quali il lavoratore ha diritto alle detrazioni per lavoro dipendente.

Come richiederlo

Il bonus Natale non è automatico. L’erogazione avviene:

  • presentando al datore di lavoro una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che ne attesti il diritto e tutte le condizioni, compreso codice fiscale del figlio e il codice dell’altro genitore. Nota. Solo i dipendenti pubblici dovranno effettuare la richiesta tramite il sito NOIPA entro il 23 novembre.
  • in alternativa, in dichiarazione di redditi (730/2025).

Rischio di vedersi recuperato il bonus

In sede di conguaglio il datore di lavoro verificherà la spettanza del bonus. Se il lavoratore non ne aveva diritto, il datore di lavoro provvederà al recupero in busta paga.

È fondamentale che il lavoratore consideri con attenzione tutte le condizioni per evitare errori. Non può certamente essere il datore di lavoro ad effettuare, ex ante, la verifica delle condizioni di spettanza.
Per questo è consigliabile procedere in fase di dichiarazione dei redditi.

I lavoratori che avessero fruito del bonus pur non avendone diritto o in misura superiore e non ci sia la possibilità per il datore di lavoro di effettuare il recupero (es. rapporto cessato durante l’anno o bonus richiesto da altro coniuge/convivente) dovranno restituire, nella successiva dichiarazione dei redditi, quanto indebitamente percepito.

Cosa deve fare il datore di lavoro

Il datore di lavoro raccoglierà le autocertificazioni, anticiperà il bonus e utilizzerà il credito maturato in compensazione attraverso l’F24 a partire dal giorno successivo all’erogazione in busta paga mediante il CODICE TRIBUTO 1703.
Il datore di lavoro è tenuto a conservare tutta la documentazione a prova dell’autocertificazione fornita dal lavoratore che va messa a disposizione degli organi di controllo, qualora ciò sia richiesto.

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Casi particolari

Precedenti rapporti di lavoro durante l’anno
Il lavoratore che ha svolto più lavori con datori di lavoro diversi durante l’anno deve presentare la dichiarazione sostitutiva fornendo tutti i dati reddituali utili dei precedenti rapporti.

Leggi anche bonus mamme lavoratrici

Più rapporti in essere anche part time
In presenza di più rapporti in essere, il bonus Natale va chiesto ad un solo datore di lavoro e i giorni da considerare per il calcolo vanno calcolati una sola volta. L’importo potrebbe essere calcolato in misura inferiore nel caso in cui le giornate di detrazione di lavoro dipendente spettanti siano inferiori a quelle per l’intero periodo d’imposta. Anche in questo caso il lavoratore dovrà fornire tutti i dati reddituali utili, compresi i giorni di detrazione presso gli altri datori di lavoro.

Niente cumolo in famiglia, un bonus per ogni nucleo familiare effettivo
Il bonus Natale non spetta al lavoratore dipendente il cui coniuge, non legalmente ed effettivamente separato, o il cui convivente (secondo la legge Cirinnà) sia beneficiario della stessa indennità. I genitori che hanno entrambi fiscalmente a carico almeno un figlio ma non sono coniugati o conviventi, nel rispetto delle altre condizioni previste dalla norma, potranno ricevere entrambi il bonus.

10 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2025/01/images.jpeg 183 275 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-10 18:38:282025-01-10 18:38:28Bonus natale 2024: Non lo hai percepito a dicembre? Richiedilo nel 730/25
Generale

Bonus mamme lavoratrici 2025: ecco le ultime novità!

Il bonus mamme lavoratici consiste in un’esonero contribuitivo rivolto alle lavoratrici dipendenti (escluse le lavoratrici domestiche) e alle lavoratrici autonome con redditi da lavoro autonomo, d’impresa o da partecipazione, che non hanno optato per il regime forfettario.

Per ottenerlo, le lavoratrici devono essere madri di almeno due figli. L’esonero contributivo è valido fino al decimo anno di età del figlio più piccolo. Dal 2027, per le madri di tre o più figli, la durata si estende fino al diciottesimo anno di età del figlio più piccolo. L’esonero spetta a condizione che la retribuzione o il reddito imponibile non superi i 40.000 euro annui. La misura precisa dell’esonero contributivo sarà definita con un decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Esonero per lavoratrici autonome

Per le lavoratrici autonome iscritte all’assicurazione generale obbligatoria INPS e alla Gestione Separata, l’esonero sarà calcolato in base al reddito minimo previsto dalla legge 2 agosto 1990, n. 233, e sarà soggetto ai limiti degli aiuti de minimis.

Cosa cambia nel Bonus Mamme 2025?

Il Bonus Mamme 2025, destinato alle madri lavoratrici con due o più figli, è stato aggiornato con importanti novità che ne modificano l’accesso e l’importo.

Ecco i cambiamenti principali:
  • Limite di Reddito: solo chi guadagna meno di 40.000 euro l’anno potrà beneficiarne.

  • Esonero Contributivo Parziale: non sarà più totale, ma verrà applicato solo a una parte dei contributi previdenziali.

  • Estensione del Bonus: disponibile anche per lavoratrici autonome e a tempo determinato.

Requisiti per accedere al Bonus Mamme 2025

Per ottenere il Bonus Mamme 2025, è fondamentale rispettare alcuni requisiti ben definiti.

Numero di figli

  • Due figli: il più piccolo deve avere meno di 10 anni.

  • Tre o più figli: dal 2027, la validità del bonus sarà legata all’età del figlio più giovane, che dovrà essere minorenne.

Tipologia di contratto

  • Ammesse: lavoratrici dipendenti (a tempo determinato e indeterminato) e autonome.

  • Escluse: pensionate, disoccupate, colf, badanti e chi aderisce al regime forfettario.

Limite di reddito

Il reddito imponibile non deve superare i 40.000 euro annui.

Esonero contributivo 2025: totale o parziale?

Uno degli aspetti più rilevanti del Bonus Mamme 2025 è il cambiamento relativo all’esonero contributivo:

  • Fino al 2024: l’esonero era totale, eliminando completamente i contributi previdenziali.

  • Dal 2025: lo sconto sarà parziale. La percentuale verrà definita tramite decreto ministeriale entro la fine di gennaio.

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Come richiedere il Bonus Mamme 2025

 

Richiedere il Bonus Mamme è un processo semplice e veloce. Segui questi passaggi:
Comunicazione al datore di lavoro
Le lavoratrici interessate devono informare il proprio datore di lavoro dell’intenzione di usufruire del bonus.
Documentazione necessaria
È richiesto l’invio dei dati personali e dei codici fiscali dei figli per verificare i requisiti.
Conferma dei requisiti

Assicurarsi di rispettare i criteri previsti (numero di figli, limite di reddito e tipologia contrattuale).

Chi rimane escluso dal Bonus Mamme 2025?

Non tutte le lavoratrici possono accedere al bonus. Ecco chi è escluso:

  • Madri con reddito superiore a 40.000 euro annui.

  • Lavoratrici con un solo figlio.

  • Pensionate, disoccupate, colf, badanti e chi rientra nel regime forfettario.

Domande frequenti sul Bonus Mamme 2025

Chi può accedere al Bonus Mamme 2025?

Le madri lavoratrici con almeno due figli, un reddito inferiore a 40.000 euro, e un contratto idoneo.

Come cambia l’esonero contributivo nel 2025?

Diventa parziale. La percentuale di riduzione sarà stabilita da un decreto ministeriale.

Quando scade il Bonus Mamme?

Non è prevista una scadenza, ma i requisiti possono variare in base alla normativa futura.

10 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2024/10/bonus-mamma-arabonormannaunesco.it-10062024.jpg 800 1200 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-10 18:28:282025-01-10 18:28:28Bonus mamme lavoratrici 2025: ecco le ultime novità!
Privati

Bonus 2025: ecco l’elenco degli aiuti!

Il 2025 sarà l’anno dei bonus, alcuni sono stati confermati, altri sono nuove proposte che il governo ha messo in campo per le famiglie con redditi bassi. Ma quali sono e a quali puoi accedere in base al tuo isee?

1.000 euro per i nuovi nati

Qualche novità, per lo più delle conferme. Le misure destinate alle famiglie e a chi a figli dalla manovra si sostanziano in una serie di bonus destinati per lo più ai redditi più bassi. La prima novità è la «carta nuovi nati», una sorta di riedizione di quello che un tempo era il bonus bebè. L’agevolazione consiste in una tantum di mille euro per i neogenitori, ma solo quelli con reddito Isee fino a 40 mila euro.

Bonus nido

Con la Manovra è stato confermato anche per il 2025 il bonus nido. La novità è che per i nati dal 2024 l’importo massimo può salire a 3.600 euro se la famiglia ha Isee fino a 40 mila euro, anche in assenza di altri figli.

Fondo dote famiglia e scuole paritarie

Tra le novità per le famiglie c’è un bonus per le attività extra-scolastiche dei ragazzi delle elementari e delle medie (età 6-14 anni). Novità che anche in questo caso riguarda solo i redditi più bassi, in particolare i nuclei con Isee fino a 15 mila euro. Nella Manovra c’è anche un regalo per le scuole paritarie: il tetto delle detrazioni per chi iscrive i figli sale da 800 a 1.000. Risorse che vanno a incrementare il contributo per le paritarie che accolgono alunni con disabilità.

Bonus mamma

Tra le conferme c’è quella del bonus mamma, ovvero l’esonero contributivo per le lavoratrici del pubblico e del privato con contratto a tempo indeterminato e con almeno due figli fino ai 10 anni di età. La decontribuzione sarà estesa anche alle lavoratrici autonome con almeno due figli e un reddito fino a 40 mila euro, a patto che non rientrino nel regime forfettario. Una misura che lo scorso anno ha avuto meno successo di quanto sperato, dato che molte delle aventi diritto hanno deciso di non chiederlo perché non risultava vantaggioso. Il taglio dei contributi, infatti, non si traduce in un aumento della retribuzione netta di pari ammontare. La diminuzione della trattenuta previdenziale fa aumentare l’imponibile fiscale e di conseguenza l’Irpef da pagare. Inoltre all’aumentare del reddito lordo aumenta anche l’Isee.

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Congedo parentale

Il congedo parentale retribuito all’80% dello stipendio si allunga a 3 mesi e potrà essere usufruito dai neogenitori lavoratori dipendenti fino al sesto anno di età del bambino. Rimangono invece 10 i giornidi congedo di paternità obbligatorio.

Per l’assegno unico universale, unica misura di cui beneficiano tutti coloro che hanno figli a carico, c’è una sola novità nel 2025:non impatterà più sul calcolo dell’Isee, ma solo per quanto riguarda il bonus nido.Gli importi invece rimangono invariati. Per il nuovo anno, i genitori che già percepiscono la misura non dovranno mandare nuovamente la domanda ma sarà rinnovata automaticamente. Per aggiornare l’Isee la prossima scadenza è fissata al 28 febbraio 2025.

Bonus prima casa

Un’altra conferma è quella del bonus acquisto prima casa (per mutui superiori all’80%), destinato ai giovani che non hanno ancora compiuto i 36 anni di età nell’anno in cui l’atto viene stipulato e hanno un indicatore Isee non superiore a 40.000 euro annui.

Leggi anche bonus mobili

Detrazioni per familiari a carico

Cambiano invece le detrazioni. Con il nuovo tetto, la detrazione è di massimo 14 mila euro con redditi complessivi dai 75 mila ai 100 mila euro e 3 o più figli a carico; massimo 8 mila euro con redditi complessivi superiori a 100 mila euro (e almeno 3 figli). Sparisce inoltre la detrazione per i figli a carico oltre i 30 anni. Le detrazioni restano per i figli a carico tra i 21 e i 30 anni. Vengono eliminate anche le detrazioni per gli altri familiari a carico conviventi, esclusi gli ascendenti. Restano quindi per moglie, figli e genitori a carico, e non spettano più per tutti gli altri conviventi nel nucleo familiare. Saltano del tutto le detrazioni familiari per gli stranieri che non siano cittadini europei.

Carta dedicata a te e bonus affitto

Per i redditi Isee fino a 15 mila euro confermato anche il sostegno per la spesa. La Manovra ha rifinanziato con 500 mila euro la carta «dedicata a te» da 500 euro per l’acquisto di beni di prima necessità. Rifinanziato con altri 10 milioni il Fondo anche il fondo per chi non riesce a pagare l’affitto.

Bonus anziani

Al via da oggi, 2 gennaio 2025, il Bonus Anziani 2025 (o Assegno Universale Anziani Non Autosufficienti), un contributo mensile di 850 euro erogato dall’Inps, che potrà essere utilizzato solo per delle specifiche spese.

La misura, introdotta in via sperimentale per il biennio 2025/2026, mira ad aiutare le persone anziane in difficoltà economiche e di salute e presenta requisiti di accesso molto stringenti che ne limitano la portata. Secondo le stime, la platea del Bonus Anziani sarà di circa 25.000 persone in tutto il Paese.

Il trattamento è subordinata ad uno specifico bisogno assistenziale definito “gravissimo”, come specifica lo stesso Istituto in una nota.

Potrà farne richiesta chi:

la titolarità dell’indennità di accompagnamento (che se sospesa non consentirà di vedersi riconosciuta la prestazione).

– ha almeno 80 anni di età anagrafica;

– un Isee non superiore a 6.000 euro;

– un livello di bisogno assistenziale gravissimo, valutato agli atti dalla Commissione medico – legale dell’Inps, anche in base alle indicazioni fornite dalla Commissione Tecnico – Scientifica;;

– la titolarità dell’indennità di accompagnamento che, qualora sospesa, non consentirà di vedersi riconosciuta la prestazione.

Il Bonus Anziani sarà erogato con cadenza mensile e corrisponde a circa 850 euro al mese, che si aggiungeranno ai 531,76 euro dell’indennità di accompagnamento, per un totale di 1381,76 euro al mese. Questa somma non è tassabile e non è pignorabile. L’importo del Bonus potrà essere utilizzato solo per alcune spese.

2 Gennaio 2025/0 Commenti/da Francesco Brancato
https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2023/10/text-bonus-office-desk-calculator-notepad-with-documents-business-concept_332544-502.jpg 1333 2000 Francesco Brancato https://il-commercialista-digitale.it/wp-content/uploads/2022/10/logo.png Francesco Brancato2025-01-02 21:14:052025-01-02 21:21:05Bonus 2025: ecco l’elenco degli aiuti!
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