Effettuare un’attenta ed accurata programmazione finanziaria è ormai indispensabile per garantire a se stessi ed ai nostri cari una stabilità economica anche nei momenti di grave crisi economica.

L’anno appena trascorso è stato caratterizzato da una serie di accadimenti negativi, la più importante la guerra in Ucraina che ha portato in rapida sequenza: aumento dei prezzi, aumento dei tassi di interesse ed aumento dei mutui a tasso variabile, impennata delle utenze, solo per dirne alcune, purtroppo a tale aumento del costo della vita non è seguito però un aumento dei redditi. Tutto ciò ha portato migliaia di famiglie sull’orlo della povertà, senza nessun piano B al quale attingere, gravando in maniera importante la loro stabilità finanziaria.

Per non trovarsi nelle situazioni appena descritte è necessario che ogni famiglia operi al suo interno un’attenta pianificazione finanziaria, in modo da poter destinare una parte, anche piccola (50 euro al mese) al risparmio/investimento che sia liquidabile in momento di necessita.

Soprattutto le famiglie con bimbi piccoli si trovano nella necessità di dover programmare, con largo anticipo, finanziariamente il loro futuro (scolastico, universitario) o anche solo un autovettura per i loro 18 anni .

Piano di accumulo

Oggi uno dei prodotti maggiormente utilizzati nel mercato finanziario è il cosiddetto PAC (piano di accumulo) che permette di accantonare ogni mese una piccola somma di denaro, ma che con la costanza e la crescita dei rendimenti, in un’orizzonte medio-lungo (10 anni) ci porterà un buon gruzzoletto di circa 10.000 euro che potrà essere utilizzato per le esigenze familiari.

L’obiettivo del piano di accumulo del capitale è quello di far crescere in modo progressivo il capitale investito dal risparmiatore.

La particolarità di questo Piano è che si modula sulle esigenze del risparmiatore: infatti, questo è libero di scegliere sia la frequenza con cui effettuare i versamenti, sia la somma, sia la durata complessiva del piano, che va da un minimo di un anno a un massimo di 40; anche se, perché sia conveniente, gli esperti consigliano di porsi degli obiettivi di medio/lungo termine, utilizzandolo per un minimo di 6/7 anni a crescere.

La modalità di investimento tramite PAC si basa sulla logica del modello del Dollar Cost Average: infatti, quest’ultimo consiste nell’investire regolarmente la stessa somma di denaro in titoli azionari. Il primo ad utilizzare questo sistema fu Benjamin Graham, maestro dell’analisi fondamentale e ispiratore di Warren Buffet. Secondo quanto indicato da Graham, è necessario diversificare il più possibile per diminuire i rischi specifici dei singoli titoli.

La differenza sostanziale tra PAC e il Dollar Cost Average è che nel Piano di accumulo non si investe direttamente in titoli azionari, ma in fondi ETF o comunque in organismi di investimento collettivo del risparmio.

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Vantaggi e svantaggi

Il più grande vantaggio del PAC è il controllo del rischio e della volatilità dei mercati, in quanto il prezzo medio di acquisto viene normalizzato nel tempo.

Altri vantaggi sono rappresentati dalla costanza, dalla flessibilità del piano stesso e dalla possibilità di investire anche somme di denaro molto piccole, includendo anche coloro con una bassa disponibilità finanziaria, al fine di garantire una stabilità finanziaria soprattutto nei momenti di imprevedibile difficoltà economica

Inoltre, il rischio che l’investitore viva i cali con emotività e quindi venda basso e compri alto si annulla, grazie ad un investimento gestito, costante e distribuito in modo regolare nel tempo.

Quali sono i migliori PAC nel 2023?

Il Piano, tuttavia, presenta anche alcuni svantaggi: il limite maggiore è rappresentato dal fatto che dopo un certo periodo di tempo, l’investimento di nuovo capitale inizia ad incidere molto poco sulla media del prezzo, esponendo maggiormente l’investimento al rischio qualora dovesse verificarsi una fase ribassista prolungata.

Emendamento del Governo: 15%nelle assunzioni di personale non dirigenziale presso le pubbliche amministrazioni, riservato a favore degli operatori volontari che hanno completato, senza demerito, il servizio civile.

 

Arriva un nuovo emendamento del governo che punta su una riserva di posti del 15% nei concorsi pubblici per i volontari «che abbiano concluso il servizio civile universale senza demerito».

È stato approvato dalle commissioni Lavoro e Affari costituzionali della Camera un emendamento del governo al Dl P.A. ed ora il testo del provvedimento sarà all’esame dell’aula di Montecitorio da lunedì 5 giugno .

 

La riserva di posti

La proposta punta a prevedere, in favore degli operatori volontari che hanno completato senza demerito il servizio civile universale, una riserva di posti pari al 15% nelle assunzioni di personale non dirigenziale presso le pubbliche amministrazioni.

I beneficiari di tale provvedimento sono tutti coloro che hanno concluso il servizio militare o civile svolto in modo volontario. Il servizio civile è nato come servizio sostitutivo di quello militare e ha permesso di assolvere gli obblighi di leva sulla base di prestazioni di carattere sociale, riconducibili al concetto di difesa della Patria. Poiché il servizio militare e quello civile sono forme di adempimento volontario del dovere di difesa della Patria, il Governo considera necessario prevedere la riserva di posti del 15% nei concorsi pubblici anche per gli operatori volontari del servizio civile universale.

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Cos’è il servizio civile?

Il Servizio civile universale è la scelta volontaria di dedicare alcuni mesi della propria vita al servizio di difesa, non armata e non violenta, della Patria, all’educazione, alla pace tra i popoli e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica italiana, attraverso azioni per le comunità e per il territorio.

Il Servizio civile universale rappresenta una importante occasione di formazione e di crescita personale e professionale per i giovani, che sono un’indispensabile e vitale risorsa per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese.

I settori di intervento in Italia e all’estero nei quali gli Enti propongono i progetti che vedono impegnati gli operatori volontari sono:

  • assistenza
  • protezione civile
  • patrimonio ambientale e riqualificazione urbana
  • patrimonio storico, artistico e culturale
  • educazione e promozione culturale, paesaggistica, ambientale, dello sport, del turismo sostenibile e sociale
  • agricoltura in zona di montagna, agricoltura sociale e biodiversità
  • promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo
  • promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani all’estero.

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Le frazioni di posto

Per rendere operativa la possibilità di applicazione della riserva anche ai bandi che prevedono assunzioni per un numero contenuto di posti – si legge nella relazione tecnica sull’emendamento proposto dal Governo e approvato dalle Commissioni – si considera che se la riserva non può operare integralmente o parzialmente, in quanto dà luogo a frazioni di posto, queste frazioni si cumulano con la riserva relativa ai successivi concorsi per l’assunzione di personale non dirigente banditi dalla stessa amministrazione, azienda o istituzione ovvero è utilizzata nei casi in cui si procede a ulteriori assunzioni attingendo alla graduatoria degli idonei.

Arriva un altro bonus a sostegno delle famiglie con figli piccoli! L’aiuto economico in questione si chiama “Bonus prima infanzia” e, a differenza di tanti sussidi che vengono erogati dall’INPS,  quest’ultimo verrà erogato dal proprio comune di appartenenza.

Nell specifico, il bonus prima infanzia è un voucher che può raggiungere un importo massimo di 200 euro e spetta alle famiglie con minori da zero a sei anni. È possibile richiedere il bonus presso il proprio Comune di residenza, purché aderisca all’iniziativa.

Bonus prima infanzia 2023: cos’è

Il bonus prima infanzia è un voucher il cui valore massimo è pari a 200 euro per le famiglie con minori dai 0 ai sei anni.

A differenza di tanti bonus che vengono erogati dall”inps, questo bonus viene erogato dal proprio Comune di residenza, ma è indispensabile però che questi ultimi aderiscano all’iniziativa nazionale.

L’aiuto economico si manifesta: come bonus spendibile per le spese indicate nel bando del proprio Comune aderente o sotto forma di rimborso delle spese già effettuate.

In alcuni Comuni aderenti, il voucher può essere utilizzato, per esempio, per spese come attività fisico-motoria svolta in gravidanza o riduzione della retta del nido.

A chi spetta

I beneficiari del bonus prima infanzia sono i genitori delle famiglie:

  • italiane, comunitarie ed extracomunitarie regolarmente residenti in Italia;
  • con minori dai 0 ai 3 o 6 anni, in base alla scelta del limite di età da parte del proprio Comune di residenza;
  • con un valore ISEE non superiore a quello indicato nel bando del proprio Comune di residenza.

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Importo erogato

Il bonus prima infanzia 2022 è erogato sotto forma di voucher fino ad un importo massimo di 200 €, calcolato sulla base della propria situazione economica familiare accertata dal modello ISEE e, come già detto, dovrà essere richiesto attraverso il proprio Comune di residenza aderente presentando un’apposita domanda, come sarà indicato nel bando.